{"id":347,"date":"2017-04-19T13:00:31","date_gmt":"2017-04-19T11:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=347"},"modified":"2017-04-19T13:06:14","modified_gmt":"2017-04-19T11:06:14","slug":"gli-echi-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/04\/19\/gli-echi-di-guerra\/","title":{"rendered":"Gli echi di guerra"},"content":{"rendered":"<p>Gli echi di guerra che in queste settimane rendono per molti cittadini addirittura fascinose le ipotesi di scontri armati tra civilt\u00e0, nazioni, potenze imperiali e religioni rappresentano una carnevalata da brivido. Lo dico non perch\u00e9 preferisca le paludi della non-decisione e del compromesso al ribasso ma perch\u00e9 il disincanto asettico che leggo in molti commenti internettiani e pure in talune approssimative disamine giornalistiche ha poco o nulla della dirompente potenza emotiva delle antiche \u2018\u2019tempeste d\u2019acciaio\u2019\u2019. Quelle furono tragiche, sommersero di inutili cadaveri l\u2019intera Europa, ma ebbero dei complessi scenari culturali e ideologici che le sostenevano. Ci\u00f2 non ne riduce le colpe ma almeno ne fa comprendere talune motivazioni. Ora invece questa condivisa isteria per guerre che porterebbero a disastri senza rimedio \u00e8 fiacca dal punto di vista teorico e pratico.<\/p>\n<p>Eppure, dobbiamo tener conto di questa ennesima schizofrenia. Di fronte a coreani che minacciano di usare l\u2019atomica, ai Trump che vanno loro dietro come scolaretti cui \u00e8 stata rubata la merenda, ai Putin che utilizzano i pur innegabili talenti in tema di scaltrezza e perci\u00f2 tralasciano ogni ipotesi diplomatica, alla Siria e agli Assad, all\u2019Isis e ai flussi migratori, all\u2019informazione globale che tritura notizie vere con la stessa intensit\u00e0 e velocit\u00e0 con la quale spande quelle false \u00a0&#8230;insomma, di fronte a tutto ci\u00f2, l\u2019offesa militare appare per molti l\u2019unico terreno praticabile.<\/p>\n<p>Solo qualche anno fa l\u2019avremmo definita \u2018\u2019 follia generalizzata\u2019\u2019 mentre ora quote consistenti di classe dirigente e cittadini sarebbero pronte allo scannamento totale, magari partendo da motivazioni bislacche come il misurare la vicinanza (sentimentale, politica, ideologica) agli uni e la distanza dagli altri. Insomma, istigando guerrafondai per ripicca, per rappresaglia, per difendere ecumenici valori di moralit\u00e0 e democrazia declinati per\u00f2 sempre secondo autonomi codici interpretativi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, attraversiamo una simile fase perch\u00e9 siamo assuefatti al conformismo ideologico e perci\u00f2 privi di qualunque comprensione che vada oltre il contingente. Qui c\u2019\u00e8 poco delle \u2018\u2019tempeste d\u2019acciaio\u2019\u2019 e molto \u2018\u2018denaro sonante\u2019\u2019. Ci teniamo ancora a mostrare sussulti di virilit\u00e0 perch\u00e9 da decenni la nostra societ\u00e0 \u00e8 castrata di strategie e valori fondanti; e dunque in preda agli spasmi dell\u2019uno e dell\u2019altro dittatore, dell\u2019uno o dell\u2019altro presidente democraticamente eletto. Pronti a sostenere e plaudire la vittoria di una Le Pen, di un populista, di una post-comunista o peggio di un tecnocrate di vecchia scuola perch\u00e9 in definitiva sentiamo la necessit\u00e0 di aggrapparci ad un\u2019ultima e bugiarda incarnazione di autorit\u00e0 e potenza.<\/p>\n<p>Questo orgoglio esterofilo che ci fa rincorrere i leader stranieri e talune loro bizzarre tesi nasconde infatti l\u2019inadeguatezza nel caricarsi del dolore del proprio tempo e nel prospettare il futuro. Il continuo andar dietro ogni seppur minimo sussulto esterofilo \u00e8 dimostrazione plastica del nostro \u2018\u2019non esserci\u2019\u2019 nel mondo. Come su una nave sballottata dalle onde, una volta ci rinserriamo dalle parti della prua e un\u2019altra a poppa, ma senza che destino e direzione della nave solletichino il nostro minimo interesse. Se tuttavia la libert\u00e0 la confondiamo con il nostro continuo rotolare da prua a poppa, come correlata conseguenza non pu\u00f2 che esservi il fatto che un giorno reclamiamo a gran voce l\u2019utilizzo di missili di grossa portata e l\u2019altro ancora che siano destituiti tutti i tiranni del mondo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/aperturabomba.630x360.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-348\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/aperturabomba.630x360.jpg\" alt=\"aperturabomba.630x360\" width=\"630\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/aperturabomba.630x360.jpg 630w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/aperturabomba.630x360-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli echi di guerra che in queste settimane rendono per molti cittadini addirittura fascinose le ipotesi di scontri armati tra civilt\u00e0, nazioni, potenze imperiali e religioni rappresentano una carnevalata da brivido. 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