{"id":366,"date":"2017-05-03T16:01:50","date_gmt":"2017-05-03T14:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=366"},"modified":"2017-05-03T16:01:50","modified_gmt":"2017-05-03T14:01:50","slug":"almerigo-grilz-e-la-meglio-gioventu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/05\/03\/almerigo-grilz-e-la-meglio-gioventu\/","title":{"rendered":"Almerigo Grilz e la &#8221;meglio giovent\u00f9&#8221;."},"content":{"rendered":"<p>Segretario del Fronte<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/05\/cccccccccccccc1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/05\/cccccccccccccc1-300x300.jpg\" alt=\"cccccccccccccc\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/05\/cccccccccccccc1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/05\/cccccccccccccc1-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/05\/cccccccccccccc1.jpg 918w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> della Giovent\u00f9 di\u00a0Trieste e nel 1977 vicesegretario nazionale, poi consigliere comunale del Msi, Almerigo Grilz \u00e8 sconosciuto ai pi\u00f9. Militante appassionato, trov\u00f2 la morte a soli 34anni e perci\u00f2 nella simbolica sempre molto affollata della destra italiana occupa un suo piccolo spazio. L\u2019immagine iconica \u00e8 fissata in quella foto con macchinetta a tracolla, penna in mano, barba lunga, figura da smilzo come se digiunasse da giorni e sguardo furbetto trasognante.<\/p>\n<p>Come per un infelice presagio il giorno della sua morte uno sciopero imped\u00ec che la notizia fosse compiutamente divulgata. Ma quell\u2019accenno nei confronti del primo giornalista italiano caduto \u2018in battaglia\u2019\u2019 dalla fine della Seconda guerra mondiale ne marchi\u00f2 il ricordo. Il suo nome ora compare anche sul monumento eretto in Normandia, a Bayeur, la prima citt\u00e0 francese liberata il giorno dopo il fatidico\u00a0<em>D-Day<\/em>, e dedicato a tutti i reporter uccisi nel mondo dal 1944.<\/p>\n<p>Qualche tempo fa Trieste gli aveva dedicato una via e a Settembre l\u2019editore Ferrogallico pubblicher\u00e0 un fumetto dal titolo\u00a0<em>Avventure di una vita al fronte<\/em>. Intanto si moltiplicano le iniziative in suo ricordo. Grazie all\u2019associazione\u00a0<em>Spazio InAttuale<\/em>\u00a0\u00e8 possibile visitare una mostra aperta fino a met\u00e0 maggio proprio a Trieste mentre \u00e8 di recente pubblicazione\u00a0<em>I mondi di Almerigo<\/em>\u00a0curato da Pietro Comelli e Andrea Vezz\u00e0. Un bel volume ricco di aneddoti e immagini dietro le quali possiamo scorgere, senza troppa fatica di immaginazione, anche la vita di un paio di generazioni di nostri connazionali che combinarono come Grilz, la passione ideale all\u2019esercizio della vita quotidiana persa tra l\u2019avvio disordinato verso una qualsivoglia professione e svaghi tardo adolescenziali.<\/p>\n<p>Il suo fu un breve ma intenso viaggio che lo porter\u00e0 a conoscer\u00e0 realt\u00e0, volti e storie in ogni parte. Un viaggio della vita che lo aveva intrigato sin da bambino quando, appassionato di fumetti e di disegno, pens\u00f2 di creare delle vere e proprie \u2018strisce\u2019 come quella sulle avventure di Julian Grimwood. Ma quelle battaglie immaginate divennero ben presto realt\u00e0. Dal volume apprendiamo che Almerigo, a soli 13anni, si vide sparato addosso il primo lacrimogeno. Frequentava la scuola media e quell\u2019oggetto gli arriv\u00f2 casualmente su un piede. Si stava precipitando a casa di un amico con una piccola macchinetta fotografica per documentare i disordini. Fu l\u00ec che inconsapevolmente gli si par\u00f2 dinnanzi il futuro visto che di quegli scontri abbiamo testimonianza fotografica grazie a lui, reporter in erba.<\/p>\n<p>Studia tedesco come, allora, quasi tutti i triestini ma passa le prime vacanze nei college di Londra perch\u00e9 avverte la necessit\u00e0 di imparare la lingua dei decenni successivi. Intanto partecipa alle occupazioni della scuola nel 1969. Lo fa da militante e da \u2018raccontatore\u2019. Con una penna biro di colore blu o nera disegna e rappresenta tutto quanto \u00e8 intorno a lui: moti di piazza, scontri, cortei degli extraparlamentari, manifestazioni di Avanguardia Nazionale e del Movimento sociale. Descrivere e perci\u00f2 \u2018vivere\u2019 tutto quanto si muove nella societ\u00e0 del tempo diventa necessit\u00e0 vitale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 pur sempre un giovane che vive gli anni settanta, che gira in autostop e dorme negli ostelli. Con capelli che si fanno pi\u00f9 lunghi, l\u2019odio per la cravatta e addosso scarpe da ginnastica, occhiali Ray-Ban, giubbotto di pelle o trench nero. Alcune foto lo immortalano con la 850 Fiat, auto che non regge le tratte verso le mete ambite del nord Europa. Tratte sempre pi\u00f9 lunghe perch\u00e9 il mito delle \u2018nordiche\u2019 bionde, alte, \u00e8 immagine icastica e sogno di varie generazioni. Ecco perch\u00e9 nel volume lo vediamo ritratto insieme a bellezze danesi e svedesi. Far\u00e0 dunque pi\u00f9 volte ritorno a Stoccolma e poi a Helsinki, Lanti, Tampere, Oulu, Koupio. Peraltro, il fatto che si muovesse con auto improponibili gli permetteva di protrarre il viaggio oltre il previsto e marcarlo con tante mete intermedie tra piccoli paesi, serate in discoteca e nuove amicizie. Inomma, era una ottima scusa per ritardare il ritorno a casa.<\/p>\n<p>Ma il nord Europa era metafora anche di libert\u00e0. Per arrivare in quei luoghi ci voleva un giorno intero di tragitto; quasi 2300 chilometri passando per la Slovenia, l\u2019Austria, la Repubblica Ceca, la Polonia, la Lituania, la Lettonia, l\u2019Estonia. Il capriccio non dichiarato era quello di attraversare la \u2018cortina di ferro\u2019 e i molti Stati sotto diretta influenza dell\u2019Urss con la conseguente sequela di passaporti da timbrare e il capillare sistema di controllo delle polizie comuniste che rendevano questi itinerari\u00a0<em>on the road<\/em>\u00a0delle esperienze incredibili anche sotto il profilo politico.<\/p>\n<p>In Italia la situazione era meno dilettevole e Almerigo si calava nella parte non disdegnando gli scontri di piazza anche perch\u00e9 la contrapposizione fra destra e sinistra conobbe da noi quest\u2019unico risvolto. Ma arriv\u00f2 il momento di scegliere cosa fare della sua vita. Nonostante il percorso universitario fosse inframmezzato anche da una sospensione dalle lezioni per via di scontri tra studenti di opposte fazioni e da varie altre vicende, riusc\u00ec a laurearsi. A quel punto non poteva andare oltre. Le strade erano tre: avvocato (discusse una Tesi sul terrorismo e la lotta armata in Italia), giornalista o politico? Per poco tempo permarr\u00e0 nella volont\u00e0 di fare politica. Poi, intu\u00ec che per mantenere inalterati tutti i suoi interessi c\u2019era una sola cosa da fare: girare il mondo e raccontarlo. Cos\u00ec da Beirut in poi, la sua vita prende la piega definitiva. Afghanistan, Pakistan, Iran, Birmania e decine di altri posti e guerre, conflitti intestini e contese disumane. Incontrando persone, scrivendo, fotografando, disegnando e fondando l\u2019Albatross Press Agency insieme a Fausto Biloslavo e Gian Micalessin.<\/p>\n<p>Questa ultima avventura, quella fondamentale di reporter di guerra, non dur\u00f2 molto. Trov\u00f2 morte prematura in Mozambico nel maggio del 1987. La madre ha voluto che fosse sepolto l\u00ec, in quel Paese, all\u2019ombra di una quercia secolare. A memoria di un girovagare che lo aveva tenuto sempre lontano dalla sua terra ma che era stato il fulcro vitale della sua esistenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Segretario del Fronte della Giovent\u00f9 di\u00a0Trieste e nel 1977 vicesegretario nazionale, poi consigliere comunale del Msi, Almerigo Grilz \u00e8 sconosciuto ai pi\u00f9. Militante appassionato, trov\u00f2 la morte a soli 34anni e perci\u00f2 nella simbolica sempre molto affollata della destra italiana occupa un suo piccolo spazio. L\u2019immagine iconica \u00e8 fissata in quella foto con macchinetta a tracolla, penna in mano, barba lunga, figura da smilzo come se digiunasse da giorni e sguardo furbetto trasognante. Come per un infelice presagio il giorno della sua morte uno sciopero imped\u00ec che la notizia fosse compiutamente divulgata. 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