{"id":426,"date":"2017-06-19T17:25:18","date_gmt":"2017-06-19T15:25:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=426"},"modified":"2017-06-19T17:26:27","modified_gmt":"2017-06-19T15:26:27","slug":"ius-soli-14volte-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/06\/19\/ius-soli-14volte-no\/","title":{"rendered":"Ius soli? 14volte no!"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/06\/asdf.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-427\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/06\/asdf-300x199.jpg\" alt=\"asdf\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/06\/asdf-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/06\/asdf.jpg 633w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo \u2018ius soli\u2019 ha il valore simbolico dello \u2018ius primae noctis\u2019, che sar\u00e0 stato anche un falso storico, ma da entrambi ricaviamo la stessa percezione di una imposizione calata dall\u2019alto; di una fregatura, insomma.<\/p>\n<p>Non entro nel vivo delle questioni tecniche, nei meandri sempre paradossali e complessi della eventuale legge, dei commi e degli articoli. Resto alla premessa, alla strategia e alla visione d\u2019insieme che \u00e8 quanto di pi\u00f9 antidemocratico si possa considerare in un momento storico come il nostro. Vale a dire, a come si sia arrivati a questo moderno \u2018ius primae noctis\u2019 senza un minimo di realismo ma strabordanti di falso ecumenismo che quel geniaccio di Giovanni Papini avrebbe definito \u2018pecoreccio\u2019. Perch\u00e9 l\u2019idea nascosta, e perci\u00f2 non detta, \u00e8 che il futuro ci prospetti una societ\u00e0 globale senza vincoli, limiti e identit\u00e0, e quindi sia giusto \u2018attrezzarci\u2019 per tempo.<\/p>\n<p>Aggiungerei, per onest\u00e0, che cosa buona e giusta sarebbe quella di \u2018ritirare\u2019 \u2013 se solo fosse possibile \u2013 la patente di italianit\u00e0 anche a tanti connazionali indegni, ma qui si aprirebbe un altro capitolo che ci porterebbe lontano e quindi restiamo al punto.<\/p>\n<p>Nessuno si ostina a rifiutare il fatto che vi siano persone col pieno diritto di sentirsi \u2018ufficialmente\u2019 italiani ma allo stesso tempo bisogna anche accettare che non \u00e8 solo questione di carte bollate e di timbri. E soprattutto che se vi sono politici che riducono una cos\u00ec complessa questione a slogan di nazionalismo spicciolo e anacronistico, ci\u00f2 non significhi che le tesi di fondo siano errate e chi li condivida sia un reazionario becero.<\/p>\n<p>E allora provo a confutare, una ad una, le premesse di una scelta che ritengo ideologica prima che politica.<\/p>\n<ol>\n<li>Leggo di paragoni con l\u2019Impero Romano e mille altri regni o monarchie ed epoche della Storia che farebbero da pezze d\u2019appoggio in tema di moderna inclusione e di integrazione pi\u00f9 o meno coatta. Nulla di pi\u00f9 sbagliato. Decisioni di questo tipo vanno calate nella realt\u00e0 sociale di uno specifico contesto storico. Non c\u2019\u00e8 una legge che vale per tutti i tempi. Cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 un governo o un regime adatto per ogni situazione.<\/li>\n<li>Che sia una questione ideologica \u00e8 chiaro e palese a tutti. Il fatto che giornali e Tv intervistino bambini nati in Italia da genitori stranieri, cogliendo il lato umano e drammatico di quelle esperienze, \u00e8 operazione volgare e indegna.<\/li>\n<li>Se da una parte c\u2019\u00e8 chi sostiene questa tesi facendosi vergognosamente scudo con le facce e le storie di bambini, c\u2019\u00e8 un ministro dell\u2019Interno che ci intima di tenerci lontano dai <em>cattivi maestri<\/em>. Ora, con tutto il rispetto che si deve per un ministro cos\u00ec importante, va da s\u00e9 che sentir parlare un ex comunista di <em>cattivi maestri<\/em> provoca risentimento e irritazione di non lieve entit\u00e0. Chi sarebbero i \u2018cattivi maestri\u2019? Quelli che hanno una posizione diversa sui flussi migratori o sul concetto di cittadinanza? Se \u00e8 cos\u00ec, si sbaglia caro Ministro; i Salvini e le Meloni di turno non c\u2019entrano. Si tratta di un sacrosanto scontro dialettico che \u00e8 sale della democrazia.<\/li>\n<li>Si finisca, una volta e per tutte, di portare come esempio gli altri Paesi. Solo qualche giorno fa, un deputato di Forza Italia ci invitava a dare uno sguardo alla legislazione di non so quale stato africano dove le regole di integrazione sarebbero pi\u00f9 restrittive. Non so se sia una boutade o una \u2018uscita\u2019 fatta col proposito di provocare una discussione pubblica. Tuttavia, su questo tema vale lo stesso discorso fatto per le riforme costituzionali. Le leggi si fanno tenendo presente l\u2019interesse primario dei cittadini e il contesto storico, economico e sociale. Giolitti diceva che <em>un sarto, quando taglia un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all\u2019abito<\/em> \u2026e cos\u00ec doveva fare un politico<em>. <\/em>Ecco, lorsignori facciano il vestito tenendo conto della attuale situazione generale e perci\u00f2 non annuncino la palingenesi della umanit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 riuscito Ges\u00f9 Cristo, dovremmo credere ai sinistrorsi e ai democratici di turno?<\/li>\n<li>Non \u00e8 assolutamente vero che il tema della identit\u00e0 non \u00e8 connesso ai flussi migratori. A leggere i dati, per la quasi totalit\u00e0, coloro che scappano dai propri paesi sono migranti economici. Sono cio\u00e8 futura mano d\u2019opera a basso costo che si prepara ad integrarsi nel nostro sistema economico e a rendere ancor pi\u00f9 labile le certezze del diritto del lavoro grazie alla percezione reale di poter diventare in un breve-medio periodo cittadini.<\/li>\n<li>Tenuto conto di ci\u00f2, dal punto di vista simbolico, approvare lo \u2018ius soli\u2019 sarebbe un colpo micidiale (positivo) per coloro i quali ci ritengono \u2018il paese del bengodi\u2019. L\u2019idea di partorire in Italia per ottenere una futura cittadinanza sarebbe un incentivo incredibile per i poveri e i diseredati dell\u2019intero Mediterraneo.<\/li>\n<li>In tutti i Paesi del mondo cosiddetto civile, gli immigrati si adeguano alle leggi del paese ospitante. Da noi sta succedendo l\u2019inverso. C\u2019\u00e8 timidezza e ritrosia nel segnalare questa verit\u00e0 lapalissiana quasi si offrisse la stura ad un nuovo razzismo. Tuttavia, di fronte a fenomeni enormi, invece di regolarli e stringere le maglie, abbassiamo ai minimi termini la soglia del lecito e del legittimo.<\/li>\n<li>Insieme allo \u2018ius soli\u2019 il Parlamento ha pensato di collegare una sorta di \u2018ius culturae\u2019, una cittadinanza data &lt;&lt;agli under 12 che abbiano frequentato almeno cinque anni di scuola&gt;&gt;. Ma davvero si ritiene che possa essere sufficiente ci\u00f2 per una reale integrazione? Un riassunto fatto bene all\u2019esame di quinta elementare, delle tabelline citate a memoria o le divisioni? E se anche fosse cos\u00ec, qualcuno ha pensato che se il bambino con regolare licenza elementare e successiva cittadinanza italiana continui a frequentare predicatori di odio, in famiglia, in moschea o da qualunque altra parte, sar\u00e0 integrato solo formalmente?<\/li>\n<li>In Paesi come Francia e Belgio le maglie larghe della integrazione hanno chiaramente palesato un tragico fallimento. Tante migliaia di \u2018seconde\u2019 e \u2018terze\u2019 generazioni sono francesi o belgi solo sulla carta. Come i fatti dimostrano, restano invece legati ai paesi di provenienza dei loro familiari. E questo se da un lato non sarebbe un male perch\u00e9 tutti devono custodire le proprie antiche radici, dall\u2019altro preoccupa perch\u00e9 in non rari casi si rifanno al radicalismo islamico e a fanatismi di vario tipo.<\/li>\n<li>Una volta che avranno compiuto qualche atto terroristico, non potremmo nemmeno espellerli. Sarebbero italiani e quindi dovrebbero restare nelle nostre carceri, il luogo in cui pi\u00f9 si alimenta il fanatismo.<\/li>\n<li>Italiani-razzisti \u00e8 un panzana di dimensioni ciclopiche. La tolleranza e la solidariet\u00e0 dei nostri concittadini supera di gran lunga talune comprensibili liti e contrasti. Tuttavia, quando l\u2019accoglienza \u00e8 messa da parte e si pensa alla \u2018sostituzione\u2019 di un popolo con un altro e nelle periferie piccole e grandi arrivano in massa clandestini, senza nessun ordine, disciplina, legalit\u00e0, ed anche armonia, il minimo che possa accadere sono le rivolte modello-banlieue.<\/li>\n<li>Il tema dell\u2019identit\u00e0 non \u00e8 secondario. Nonostante viviamo in una societ\u00e0 magmatica, \u2018liquida\u2019 avrebbe detto il famoso sociologo, non significa che ogni riferimento alle proprie radici debba per forza essere azzerato. Ecco perch\u00e9 a me fa paura un paese come la Germania dove si parla di \u2018\u2019persone che vivono qui\u2019\u2019 e non pi\u00f9 di tedeschi. Su questo concetto si era aperto un dibattito alcuni anni fa ma la situazione non sembra essere cambiata visto che la settimana scorsa la Cancelliera Merkel ha ancora una volta utilizzato lo stesso perfido concetto (\u2018\u2019tutte le persone che vivono qui\u2019\u2019).<\/li>\n<li>Non \u00e8 un dato secondario il fatto che il migrante economico sia essenzialmente lo scopo principale del capitalismo finanziario che vuole esseri apolidi, non legati ad alcuna identit\u00e0 e soprattutto precari nel lavoro e disponibili per mano d\u2019opera a basso costo. Che voglia cio\u00e8 dei cittadini riconoscibili solo dal loro esser consumatori, senza valori autoctoni di rifermento.<\/li>\n<li>Ed infine, la deriva tragica ed eterna della sinistra contemporanea che rinnega completamente le sue idee storiche per mettersi dalla parte dei \u2018padroni\u2019. Non capisce che \u00e8 tutto connesso: cittadinanza, flussi migratori, diritto del lavoro, eccetera. Finge di non accorgersi di nulla e porta avanti stupide battaglie ecumeniche che andranno a penalizzare le fasce di popolazione pi\u00f9 deboli, proprio quelle che un tempo erano il suo bacino elettorale di riferimento. Ma tant\u2019\u00e8.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Stiamo dunque vivendo tempi bui. Aveva ragione Baudelaire: all\u2019inferno si scende per piccoli passi. Ma ho l\u2019impressione che i nostri passi siano grossi e veloci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Lo \u2018ius soli\u2019 ha il valore simbolico dello \u2018ius primae noctis\u2019, che sar\u00e0 stato anche un falso storico, ma da entrambi ricaviamo la stessa percezione di una imposizione calata dall\u2019alto; di una fregatura, insomma. Non entro nel vivo delle questioni tecniche, nei meandri sempre paradossali e complessi della eventuale legge, dei commi e degli articoli. 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