{"id":435,"date":"2017-07-01T10:54:59","date_gmt":"2017-07-01T08:54:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=435"},"modified":"2017-07-01T10:54:59","modified_gmt":"2017-07-01T08:54:59","slug":"charlie-ronaldo-e-i-gay-tutto-si-tiene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/07\/01\/charlie-ronaldo-e-i-gay-tutto-si-tiene\/","title":{"rendered":"Charlie, Ronaldo e i gay: tutto si tiene"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/07\/MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-436\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/07\/MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png-300x124.jpg\" alt=\"MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png\" width=\"300\" height=\"124\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/07\/MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png-300x124.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/07\/MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png-1024x424.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/07\/MatrixStills__0005_Screen-shot-2011-07-29-at-12.22.12-PM.png.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella stessa giornata, come una sorta di valanga dalle ciclopiche dimensioni, la stampa butta in pasto del cittadino globale tre notizie che paiono slegate le une dalle altre. In realt\u00e0, tappe di un medesimo percorso i cui sviluppi futuri, con poco sforzo di fantasia, gi\u00e0 possiamo prefigurare.<\/p>\n<p>La prima, forse la pi\u00f9 importante, \u00e8 quella del piccolo Charlie, 10 mesi, affetto da una malattia genetica degenerativa e incurabile di cui si conoscono solo altri 16 casi in tutto il mondo. La scienza medica non ha trovato soluzioni e solo le macchine lo mantengono in vita. I genitori hanno per\u00f2 ripetutamente chiesto di poter andare negli Usa dove starebbero tentando sperimentazioni su casi simili. Tribunali inglesi ed europei hanno tuttavia negato loro questa richiesta, respingendo ogni singolo ricorso. Ora si attende la disattivazione dei sistemi per tenerlo in vita artificialmente e che si addormenti per sempre.<\/p>\n<p>Ho letto senza preclusioni di sorta le motivazioni addotte dai sostenitori di entrambi i campi. Tuttavia ritengo a questo punto sufficiente leggere con animo libero solo il prologo e l\u2019epilogo della intera vicenda che mi sembrano confluire nelle strettoie dello stesso imbuto: tribunali e scienza medica stanno decidendo al posto dei genitori. Eppure dovrebbe valere il contrario. Ognuno di noi \u2013 come pure si sta facendo in queste ore &#8211; non dovrebbe attenersi unicamente a sentenze e decisioni della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo o alle leggi del proprio Paese. Io stesso, sul tema del fine vita, non ho certezze di alcun tipo e non so come avrei agito nella medesima situazione. Perch\u00e9 qui lo snodo \u00e8 sulla libert\u00e0 di due genitori che si trovano a combattere contro la pervasivit\u00e0 del diritto: qui \u00e8 in gioco la loro libert\u00e0 di fronte alla quale ogni intromissione esterna \u00e8 totalitarismo mascherato. Non importa come la pensiamo noi come collettivit\u00e0; non importa che il destino del piccolo sia segnato; importa cosa ne pensano e quali decisioni vogliano adottare un padre e una madre.<\/p>\n<p>La seconda riguarda Cristiano Ronaldo, il supercampione del Real Madrid, diventato padre di due gemelli nati da una madre surrogata. Vale a dire da una ragazza che, consenziente, si \u00e8 vista \u2018sfilare\u2019 i due pargoli al momento della nascita e che forse mai pi\u00f9 vedr\u00e0. Il tutto in una logica da mercatismo da terzo millennio ben celato dalle copertine glamour che in questi mesi si avvicenderanno con dovizia di particolari e ce li mostreranno sorridenti in braccia a qualche tata e su qualche yacht al largo di Ibiza. Null\u2019altro aggiungo.<\/p>\n<p>La terza riguarda il via libera ai matrimoni gay in Germania. Argomento di minor conto ma che ha appassionato il dibattito pubblico nel nostro Paese per qualche anno diventando priorit\u00e0 sfiancante per la ossessivit\u00e0 dei sostenitori e per il mastodontico apparato mediatico a sostegno. La tesi di chi giustamente li considera una forzatura \u00e8 nota: i diritti tra persone dello stesso sesso che si amano posso essere tutelati in mille modi e non si capisce la protervia nel volerli parificare ai matrimoni tra uomo e donna. Non \u00e8 questione di lana caprina. In quasi tutti i popoli e in tutte le epoche, sotto quasi tutte le religioni e le credenze, la famiglia \u00e8 stata rappresentata sempre e solo dall\u2019unione di un uomo e di una donna. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso \u00e8 anche un chiavistello per aprire molte altre porte.<\/p>\n<p>Quale dunque il nesso tra queste tre notizie? Apparentemente nessuno, eppure la sottile linea rossa che connette ogni cosa esiste. L\u2019uomo moderno sta perdendo quei pochi fari che ne avevano illuminato il cammino lasciando invece aperte direzioni di senso prive di buon senso e pregiudizialmente ostili agli insegnamenti del passato.<\/p>\n<p>In questo apparente (perch\u00e9 \u00e8 solo apparente!) caos etico e culturale sta entrando di tutto; e quindi vi sono tribunali che decidono quando staccare la spina ad un bimbo nonostante la contrariet\u00e0 dei genitori; altri che garantiscono a ricchi signori di poter comprare figli al mercato della scienza; civilt\u00e0 come quella occidentale che rendono omnicomprensivo il concetto di matrimonio e perci\u00f2, rendendolo tale, lo depotenziano da ogni suo tradizionale valore. E facendo ci\u00f2 implicitamente dichiarano di voler proseguire il cammino in vista di nuove battaglie, prima fra tutte quella delle adozioni.<\/p>\n<p>Su quest\u2019ultimo tema, sommessamente ricordo che, poche settimane fa, a Medellin, un notaio ha riconosciuto lo status di famiglia a tre persone dello stesso sesso. Il \u2018poliamore\u2019 \u00e8 realt\u00e0 giuridica ma per il momento appare eventualit\u00e0 sconnessa dalle precedenti. Anche questa barriera verr\u00e0 tuttavia demolita. Prima culturalmente, e poi equipaggiandola di tutti i puntelli giuridici.<\/p>\n<p>E ne saremo tutti orgogliosi, noi civili cittadini del mondo globale, perch\u00e9 un altro passo verso la perfezione sar\u00e0 stato fatto. Non la chiameremo pi\u00f9 \u1f55\u03b2\u03f1\u03b9\u03c2 ma civilt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Nella stessa giornata, come una sorta di valanga dalle ciclopiche dimensioni, la stampa butta in pasto del cittadino globale tre notizie che paiono slegate le une dalle altre. In realt\u00e0, tappe di un medesimo percorso i cui sviluppi futuri, con poco sforzo di fantasia, gi\u00e0 possiamo prefigurare. La prima, forse la pi\u00f9 importante, \u00e8 quella del piccolo Charlie, 10 mesi, affetto da una malattia genetica degenerativa e incurabile di cui si conoscono solo altri 16 casi in tutto il mondo. La scienza medica non ha trovato soluzioni e solo le macchine lo mantengono in vita. 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