{"id":473,"date":"2017-09-01T18:18:23","date_gmt":"2017-09-01T16:18:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=473"},"modified":"2017-09-01T18:18:23","modified_gmt":"2017-09-01T16:18:23","slug":"columbus-day-non-si-fara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/09\/01\/columbus-day-non-si-fara\/","title":{"rendered":"Columbus Day. Non si far\u00e0!"},"content":{"rendered":"<p>Basta un tratto di inchiostro per cancellare secoli di storia. Cos\u00ec parrebbe, perch\u00e9 dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, dalla Boldrini al consiglio comunale di Los Angeles dovunque suona forte il trombonismo del politicamente corretto. E sembra ci sia poco da fare.<\/p>\n<p>Sono infatti tempi bislacchi quelli come i nostri dove la parvenza di un superficiale revisionismo storiografico, non solo diventa materia per riaffermare nuovi moralismi, ma \u00e8 pure utile per plasmare e dar alimento alla pi\u00f9 improbabile e arida diatriba politica che si nutre del vacuo elevato all\u2019ennesima potenza. Ma che sempre vacuo rimane.<\/p>\n<p>Questa volta tocca agli Stati Uniti che si apprestano a non celebrare la tradizionale parata che si tiene il secondo luned\u00ec di ottobre, il Columbus day, sostituendola con una \u00abparata di indigeni, aborigeni e popoli nativi\u00bb.<\/p>\n<p>Le polemiche delle ultime settimane tra statue abbattute di generali sudisti, teste mozzate di Cristoforo Colombo e Italo Balbo e quadri divelti dalle mura dei musei ci stavano preparando a gesti ancor pi\u00f9 eclatanti come quest\u2019ultimo sul quale nutriamo perplessit\u00e0 di ogni tipo. Perch\u00e9, a dirla tutta, negli anni questa festa si era gi\u00e0 trasformata in qualcosa di diverso e giocoso; una sorta di spettacolo estemporaneo dove nessuno sentiva la necessit\u00e0 di brandire antiche conquiste e nuove frontiere, o mostrare ad eventuali discendenti di quegli indigeni dei rinnovati aneliti di civilizzazione democratica.<\/p>\n<p>Era soltanto una grande parata popolare in cui, soprattutto gli italo-americani, coltivavano tra folklore e memorie personali, i nuovi legami tra la terra d\u2019origine dei propri avi e l\u2019America delle mille opportunit\u00e0. In fin dei conti, celebravano la propria eredit\u00e0 culturale in una terra che li aveva accolti, a volte a braccia aperte, molte altre quasi con fastidio.<\/p>\n<p>Ma gli americani del terzo millennio sono stati chiari, come sanno esserlo le nazioni intimamente imperialiste, anche verso coloro i quali, tentando di raggirare il problema, avevano paventato l\u2019idea di spostare il tutto in altra data: \u00abOccorre smantellare le celebrazione di un genocidio sponsorizzate dallo Stato. Celebrare oggi o un altro giorno sarebbe un\u2019ingiustizia\u00bb. Affermazione perentoria espressa da un consiglio comunale e che risuonerebbe senza senso e di portata limitatissima se non fosse che, ad altre latitudini, risuonino purtroppo gli stessi echi in Parlamenti nazionali e Governi. Da italiani ci siamo sobbarcati infatti la fatica di una intera estate in cui c\u2019\u00e8 stato chi, un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure, ha discettato di massimi sistemi per poi precipitare nella malsana idea di abbattere monumenti costruiti durante il Ventennio o sequestrare l\u2019accendino a Tizio o a Caio per via dell\u2019effigie del Duce.<\/p>\n<p>Mai pensavamo, per\u00f2, che la deriva folle potesse prendere piede, e cos\u00ec velocemente, in tutto l\u2019occidente. Seppur con modalit\u00e0 e tempi differenti ma con indirizzo strategico univoco.<\/p>\n<p>E allora, a questo punto, verrebbe spontaneo palesare una ovvia curiosit\u00e0 rimasta insoluta: i signori che tengono le fila del Pensiero Unico si sono posti un limite temporale e uno spaziale (di tipo geografico, intendo), oppure hanno intenzione di fare rastrellamenti generalizzati per abbattere statue in ogni angolo della terra? Ci dicano, insomma, se vi \u00e8 un limite a tutto ci\u00f2. Perch\u00e9 simili derive le abbiamo gi\u00e0 viste nel corso della storia e quasi sempre sono contigue alla prevaricazione pi\u00f9 subdola e autoritaria.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 sconsigliamo loro, finch\u00e9 sono in tempo, di mischiare storiografia e attivit\u00e0 legislativa, codici penali e memorie personali cos\u00ec come sta accadendo da tempo in Italia. E soprattutto, sommessamente segnaliamo che le memorie non si costruiscono o demoliscono a tavolino. Gli americani lo sanno bene anche se fanno finta di ignorarlo. Hanno tentato per decenni di alimentare il mito (western) della nuova frontiera e dei cattivi e feroci pellirosse. Ma noi tutti sappiamo quale spaventoso genocidio sia stato compiuto nei confronti delle popolazioni native e non per questo c\u2019\u00e8 qualcuno che voglia radere al suolo tutte le citt\u00e0 degli Stati Uniti d\u2019America con i suoi simboli e le sue figure pi\u00f9 o meno mitiche.<\/p>\n<p>La storiografia e la politica sono rette parallele. Vanno nella stessa direzione ma non possono incrociarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/09\/capi-indiani2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-474\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/09\/capi-indiani2-300x265.jpg\" alt=\"capi indiani2\" width=\"300\" height=\"265\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/09\/capi-indiani2-300x265.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/09\/capi-indiani2-1024x904.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/09\/capi-indiani2.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Basta un tratto di inchiostro per cancellare secoli di storia. 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