{"id":533,"date":"2017-11-09T18:31:29","date_gmt":"2017-11-09T17:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=533"},"modified":"2017-11-09T18:31:29","modified_gmt":"2017-11-09T17:31:29","slug":"lo-sterminio-di-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/11\/09\/lo-sterminio-di-un-popolo\/","title":{"rendered":"Lo sterminio di un popolo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 l&#8217;Italia dei furbi e quella dei fessi, diceva Prezzolini. E io sto in quella dei fessi. Sar\u00f2 stato, talvolta, pure un furbetto ma di dimensioni talmente trascurabili che, in linea di massima, se proprio devo esser sincero, non riesco a fare un risolutivo salto di categoria e quindi aderisco con convinzione a quella dei \u2018\u2018fessi\u2019\u2019.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra dicotomia, quella tra l\u2019Italia che \u2018\u2018funziona\u2019\u2019 e fa star bene i propri cittadini e quella che \u2018\u2018non funziona\u2019\u2019 e progressivamente li fa sprofondare all\u2019inferno. Anche in questo caso, faccio parte del secondo schieramento. E da &#8221;terrone&#8221;, un pizzico scaramantico, ho la sensazione che forse sia io il problema se finisco sempre dalla parte sbagliata.<\/p>\n<p>Della prima andiamo orgogliosi. Penso, per esempio, alla vicenda relativa al professore Michele De Luca dell\u2019ospedale di Modena. Coltivando, infatti, una \u2018\u2018pelle corretta\u2019\u2019 in laboratorio dal suo difetto genetico, la sua equipe \u00e8 riuscita a trapiantarla su un bimbo colpito da una malattia genetica chiamata \u2018\u2018epidermolisi bollosa giunzionale\u2019\u2019. Malattia che aveva reso la sua pelle fragile come quella di una farfalla. E perci\u00f2 un bimbo senza speranza, in fin di vita e in coma farmacologico rivede ora nuova luce. Lui e i suoi familiari. Tutto questo grazie ad una parte del Paese che crede ancora nel futuro.<\/p>\n<p>Della seconda ci vergogniamo ma non in misura adeguata perch\u00e9 intimamente ne avvertiamo non poche corresponsabilit\u00e0. Un\u2019Italia che devasta l\u2019ambiente, svilisce il ruolo della Sanit\u00e0 pubblica e se ne infischia della salute dei propri figli in un groviglio di colpe di cui \u00e8 difficile venirne a capo. Il riferimento \u00e8 alla Terra dei Fuochi e a quell&#8217;enorme lembo di terra tra le province di Napoli e Caserta. Da ieri, grazie alla commissione Sanit\u00e0 del Senato, ogni cittadino pu\u00f2 sfogliare una relazione di 156 pagine frutto di un\u2019indagine conoscitiva durata quattro anni e che ora ci svela livelli record di patologie tumorali. Da questa enorme catalogazione scientifica di dati viene fuori un esito agghiacciante che, per chi vive in quelle zone come il sottoscritto, marchia con numeri e statistiche una realt\u00e0 gi\u00e0 nota. E cos\u00ec si legge per la prima volta che \u00abnell\u2019area dei 90 comuni ricompresi nel perimetro della cosiddetta Terra dei Fuochi, l\u2019aumento della mortalit\u00e0 complessiva per cause riconducibili a tumori \u00e8 nettamente pi\u00f9 elevato rispetto a tutte le altre regioni del Mezzogiorno\u00bb e aggiungo, di risulta, anche del resto d\u2019Italia. Ma, per la prima volta, sono i dati a parlare e non le rivendicazioni dei residenti, spesso considerati alla stregua di folli esagitati pronti ad amplificare una condizione di pericolosit\u00e0 ritenuta nella norma.<\/p>\n<p>Questa serie di numeri snocciolati dalla commissione del Senato, letti uno per uno, fanno rabbrividire e dovrebbero mettere finalmente a tappeto anche i pi\u00f9 cinici tra gli increduli di professione. Vale a dire coloro i quali in tutti questi anni hanno confutato un atroce grido di dolore circoscrivendolo nel campo sempre affollato degli inutili allarmismi mai sostanziati da dati concreti. Magra consolazione, verrebbe da dire; ora i dati ci sono e, in fin dei conti, poco importa che avevamo ragione noi e loro torto.<\/p>\n<p>Oltretutto, visto che in termini di prevenzione si continua a fare poco o nulla, che pure negli ospedali pi\u00f9 importanti della Regione non raramente i malati sostano per settimane sulle barelle in mancanza di letti, che la classe dirigente continua a blaterare sul sesso degli angeli e su un futuribile piano complessivo di risanamento e che i residenti, me compreso, non si sollevano con forza, decisione e durezza, non vi pu\u00f2 essere che un solo finale di cui gi\u00e0 ne avvertiamo i prodromi: lo sterminio di massa.<\/p>\n<p>Lo dicono i numeri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/Dott_sorriso_1101.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-534\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/Dott_sorriso_1101-300x200.jpg\" alt=\"Dott_sorriso_1101\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/Dott_sorriso_1101-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/Dott_sorriso_1101-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/Dott_sorriso_1101.jpg 1772w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 l&#8217;Italia dei furbi e quella dei fessi, diceva Prezzolini. 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