{"id":555,"date":"2017-11-28T10:10:26","date_gmt":"2017-11-28T09:10:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=555"},"modified":"2017-11-28T10:10:26","modified_gmt":"2017-11-28T09:10:26","slug":"statolatria-e-individualismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/11\/28\/statolatria-e-individualismo\/","title":{"rendered":"Statolatria e individualismo"},"content":{"rendered":"<p>Una scorsa rapida alle pagine de <em>L\u2019individualismo statalista <\/em>(Liberilibri) di Giancristiano Desiderio solleticherebbe impressioni sbagliate e ce lo farebbe inserire nella folta schiera del fronte qualunquistico: &lt;&lt;confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli lettori che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni \u2013 come tutti voi \u2013 ma mi sono ravveduto e per la politica non nutro pi\u00f9 da tempo alcun interesse&gt;&gt;. Leggere poi, in premessa, che bisogna tenersi lontano &lt;&lt;dalle idiozie della politica di destra e di sinistra e di centro e dei leghismi e dei grillismi&gt;&gt; ne darebbe ulteriore conferma.<\/p>\n<p>Ma la scrittura schietta non ottunde un contenuto elaborato che si evince sin dall\u2019ossimoro contenuto nel titolo. Perch\u00e9 l\u2019intento non \u00e8 solo quello di demolire un triste costume nazionale che ha portato lo Stato a divenire un totem &lt;&lt;che non risolve nessun problema e ci complica la vita dalla culla alla tomba&gt;&gt; e che &lt;&lt;deve elargire diritti per esaudire addirittura desideri, ma siccome il desiderio \u00e8 infinito e per sua natura non realizzabile, lo Stato \u00e8 trasportato in un ambito in cui non pu\u00f2 effettivamente esercitare la sua funzione, e cos\u00ec \u00e8 destinato per forza di cose a fallire e alimentare illusioni&gt;&gt;. Ma rammentare \u2013 attraverso una ricognizione storica dei processi culturali e politici &#8211; che la vera religione degli italiani \u00e8 uno sciocco individualismo rintanato sotto il mantello della statolatria. Una forma deviata di fideismo che ci d\u00e0 l\u2019illusione di non essere eccessivamente governati mentre, invece, rappresenta sempre la resa ad una superiore istituzione salvifica, si chiami cattolicesimo, comunismo o statalismo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/giancristiano-copertina-e1452869325253-246x200.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/giancristiano-copertina-e1452869325253-246x200.jpg\" alt=\"giancristiano-copertina-e1452869325253-246x200\" width=\"246\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intuizioni che ci rammentano quelle di Giuseppe Prezzolini che, per ovvie ragioni biografiche, si erano fermate al 1982. Questi ulteriori tre decenni confermano, per\u00f2, la tesi che la cessione di sovranit\u00e0 da parte dei cittadini nei confronti di uno Stato diventato sempre pi\u00f9 protettore e inaffidabile sia consapevole e voluta.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte \u00e8 stato ribadito che questo disfacimento diventato poi stile di vita sia inscritto nella carta d\u2019identit\u00e0. Il nostro \u00e8 uno Stato nato con un riconosciuto difetto d\u2019origine; un \u2018guasto\u2019 nel Dna per cui vicende politiche diverse in epoche storiche differenti risultano sempre avere un filo rosso che le tiene unite: vale a dire l\u2019assenza di una vera alternanza democratica. Ogni regime politico-istituzionale ha scalzato il precedente, si \u00e8 pi\u00f9 o meno consolidato e poi, ad un certo punto, \u00e8 imploso per essere sostituito da un altro. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto non attraverso un normale gioco di alternanza e di ricambio tra classi dirigenti ma grazie a pseudo rivoluzioni. Un melodramma continuo in cui blocchi di potere rimpiazzano altri impedendo per un certo numero di anni che nuova linfa corrobori i normali processi democratici. In mezzo a tutto ci\u00f2, ci sono gli italiani, succubi ma anche compartecipi delle sventure, perch\u00e9 incapaci di maturare una compiuta dimensione civile. La famosa frase attribuita a Massimo D\u2019Azeglio pu\u00f2 (e deve) essere letta anche attraverso questa doppia prospettiva.<\/p>\n<p>E allora come si poteva pensare che in una siffatta costruzione nazionale milioni di individui potessero sentirsi vincolati ad un unico destino? Ci ricorda infatti Desiderio che i tre pilastri della vita pubblica moderna sono lo Stato, l\u2019individuo e la nazione, ma nessuno di essi ha mai trovato terreno fertile per una responsabile maturazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/31GRBeZ6eWL._SX306_BO1204203200_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-557\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/31GRBeZ6eWL._SX306_BO1204203200_-185x300.jpg\" alt=\"31GRBeZ6eWL._SX306_BO1,204,203,200_\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/31GRBeZ6eWL._SX306_BO1204203200_-185x300.jpg 185w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/11\/31GRBeZ6eWL._SX306_BO1204203200_.jpg 308w\" sizes=\"(max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In primo luogo, perch\u00e9 mai siamo stati culturalmente indipendenti dalla Chiesa, divisi in regni, citt\u00e0, comuni, ducati, ognuno con una propria fisionomia e identit\u00e0, e pure con la perdurante presenza di qualche \u2018straniero\u2019. In secondo luogo perch\u00e9 grazie a queste vicende ci siamo impratichiti in astuzie e furberie di bassa lega ma non in carattere; abbiamo sviluppato virt\u00f9 intellettiva e raramente virt\u00f9 morale. E i vizi privati di rado producono virt\u00f9 pubbliche. Siamo perci\u00f2 rimasti legati alla divertente ma angosciante contrapposizione tra \u2018\u2019furbi e fessi\u2019\u2019 coniata da Prezzolini. Avvinghiati ad una dimensione collettiva dell\u2019esistenza dove a prevalere era il Partito, la fazione o la fede religiosa.<\/p>\n<p>In ultimo, ogni regime si \u00e8 sempre basato su un blocco di potere che ha assunto di volta in volta variate caratteristiche ma che non ha mai ammesso avvicendamenti. Fu cos\u00ec per la classe dirigente liberale, poi per il fascismo, per la partitocrazia nella Prima Repubblica.<\/p>\n<p>In nessuna fase della nostra storia recente l\u2019insensata anarchia civile e il Leviatano statale hanno dunque permesso lo sviluppo di una dialettica seria che potesse preparare il ricambio delle classi dirigenti. Ed \u00e8 qui che Desiderio va oltre. L\u2019individualismo statalista non \u00e8 infatti una calamit\u00e0 ma una costruzione maturata nel tempo perch\u00e9 nel caos organizzato i cittadini italiani si sono rivelati vittime sacrificali ma anche ottimi carnefici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una scorsa rapida alle pagine de L\u2019individualismo statalista (Liberilibri) di Giancristiano Desiderio solleticherebbe impressioni sbagliate e ce lo farebbe inserire nella folta schiera del fronte qualunquistico: &lt;&lt;confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli lettori che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni \u2013 come tutti voi \u2013 ma mi sono ravveduto e per la politica non nutro pi\u00f9 da tempo alcun interesse&gt;&gt;. Leggere poi, in premessa, che bisogna tenersi lontano &lt;&lt;dalle idiozie della politica di destra e di sinistra e di centro e dei leghismi e dei grillismi&gt;&gt; ne darebbe ulteriore conferma. 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