{"id":560,"date":"2017-12-04T12:38:35","date_gmt":"2017-12-04T11:38:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=560"},"modified":"2017-12-04T12:38:35","modified_gmt":"2017-12-04T11:38:35","slug":"mussolini-era-solo-mio-nonno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/12\/04\/mussolini-era-solo-mio-nonno\/","title":{"rendered":"Mussolini era solo mio nonno"},"content":{"rendered":"<p>Da questa estate la solfa dell\u2019antifascismo militante \u00e8 ritornata a farsi sentire con un certo stordente accanimento e una perentoriet\u00e0 di principi nella logica solita di un asfittico manicheismo: il Bene da una parte (la loro) e il Male (quello \u2018assoluto\u2019) dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Eppure, in tanti stanno cadendo in questa trappola, nonostante le esperienze passate avrebbero dovuto plasmarci e renderci immuni dal vacuo dibattito finto-ideologico. In questo calderone mediatico in cui, un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure, ci si occupa di ragazzotti in bomber e teste rasate che irrompono in una riunione privata, di una bandiera posta al muro di una caserma dei carabinieri (bandiera neonazista? o magari una Reichskriegsflagge? oppure ancora vessillo guglielmino-bismarckiano?) anche i pi\u00f9 avveduti fanno una figura da pivellini. Perch\u00e9 sono tutti l\u00ec, a rimestare nel torbido, senza che nessuno abbia il coraggio di dire che a pagarne le conseguenze dovr\u00e0 essere il singolo carabiniere, il singolo naziskin, e che perci\u00f2 sarebbe pi\u00f9 utile, per tutti, di occuparsi di vicende tremendamente pi\u00f9 serie.<\/p>\n<p>I teatranti della politica e del giornalismo, al contrario, sguazzano in questo putridume e sono capaci di riproporci con inaudita attualit\u00e0 la trita e ritrita vicenda del \u2018fascismo prossimo venturo\u2019, del pericolo del radicalismo di destra, del nascente neonazismo.<\/p>\n<p>A questo fronte patologico bisognerebbe rispondere scegliendo solo due strade: 1) mettere in piedi un serio dibattito pubblico sul Ventennio, a fronte di studi storiografici oramai variegati e esaurienti; 2) sorridere con sarcasmo e non partecipare ad alcuna diatriba televisiva di basso spessore culturale, offensiva per i partecipanti e per chi assiste da telespettatore.<\/p>\n<p>E invece cosa accade? In un contesto irreale come quello appena citato, accade che la onorevole Alessandra Mussolini dichiari nell\u2019anno domini 2017 (mese di dicembre): &lt;&lt;Mi sento perseguitata per il mio cognome&gt;&gt;. Tale dichiarazione ha avuto per\u00f2 un corredo di giustificazioni. Si \u00e8 detta, la parlamentare, non pi\u00f9 disposta a sostenere inutili e disturbanti dibattiti televisivi su questioni obsolete. Le avevamo creduto, sbagliando. Il giorno dopo era gi\u00e0 in una nota trasmissione domenicale de La7, a commentare la vicenda dei naziskin che irrompono nella riunione privata, e da l\u00ec, una volta che le pressioni e le domande dei suoi interlocutori si facevano pi\u00f9 pressanti, a districarsi tra i gangli di un confronto surreale ribadendo che \u2018\u2019la sua\u2019\u2019 \u00e8 sempre e solo una difesa del nonno. Un fatto di famiglia insomma, una difesa di un parente come pu\u00f2 capitare ad ognuno di noi.<\/p>\n<p>Tiene infatti a ribadire che quando va a Predappio a pregare sulla tomba del nonno e degli altri parenti non pensa alle contaminazioni di carattere politico. Si reca in quel posto come facciamo tutti noi il 2 novembre quando recitiamo qualche preghiera sulla tomba dei defunti.<\/p>\n<p>Sentimento comprensibile e legittimo sul piano personale, probabilmente genuino e intriso di umanit\u00e0. Resta per\u00f2 la questione di fondo: la signora Alessandra \u00e8 in Parlamento perch\u00e9 suo nonno si chiamava Mussolini Benito e non Pinco Pallo o Gennarino Esposito.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/00049F25-alessandra-mussolini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-562\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/00049F25-alessandra-mussolini-300x176.jpg\" alt=\"00049F25-alessandra-mussolini\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/00049F25-alessandra-mussolini-300x176.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/00049F25-alessandra-mussolini.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Quando poco pi\u00f9 che ragazzo passavo intere nottate (che diventavano settimane) ad attaccare fino all\u2019alba manifesti col quel cognome in caratteri cubitali e \u2018Alessandra\u2019 talmente piccolo che neanche i microscopi della Nasa sarebbero riusciti a percepirne le prime lettere, lo facevo per Mussolini (Benito) e non per \u2018un nonno\u2019 di una graziosa, intelligente e bella signorina.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">E lo facevo per quello slogan (\u2018Il ritorno di fiamma\u2019) che era tutto un programma di liberazione e di rinascita per un mondo di reietti tenuti fuori dall\u2019arco costituzionale e non solo. Non pensavo a dittature, colpi di Stato, marce su Roma e cose simili ma ad una possibile rivoluzione conservatrice.<\/p>\n<p>Capisco i tormenti, le pressioni, gli attacchi subiti dalla sua famiglia nei decenni successivi ma quando ormai tutto \u00e8 storicizzato, e nessuno crede pi\u00f9 che possa ritornare il fascismo tranne coloro i quali aizzano gli italiani in maniera strumentale paventando futuri scenari plumbei, \u2026ecco che, proprio allora, bisognerebbe liberarsi dalla zavorra ed avere coraggio. Proprio allora, sia in dibattiti pubblici che in situazioni similari, essendo il fascismo un fatto storico (e storicizzato), bisognerebbe essere temerari e scegliere, tra le tante, solo due opzioni: o sostenere un\u2019articolata analisi sull\u2019intero fenomeno, o evitare di andare in pellegrinaggio per talk show confessando che lo si fa per difendere la memoria di un parente stretto e quindi rinunciando al contraddittorio.<\/p>\n<p>Tutto qui. Alla fine, rimane l\u2019amaro in bocca e una disillusione mista a rabbia. Due decenni di vita personale e collettiva dove poco o nulla \u00e8 cambiato e che lasciano in eredit\u00e0 ammonimenti e tirate moralistiche da Fiano e compagnia cantando, come se si vivesse negli anni Settanta. Una ritorno al passato, senza dubbio. Al passato pi\u00f9 buio e sterile. Ma non pi\u00f9 \u2018un ritorno di fiamma\u2019, cara Alessandra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/dsfgdfgdfgdfgdf1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-563\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/dsfgdfgdfgdfgdf1-300x153.jpg\" alt=\"dsfgdfgdfgdfgdf\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/dsfgdfgdfgdfgdf1-300x153.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/dsfgdfgdfgdfgdf1-1024x524.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/12\/dsfgdfgdfgdfgdf1.jpg 1177w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da questa estate la solfa dell\u2019antifascismo militante \u00e8 ritornata a farsi sentire con un certo stordente accanimento e una perentoriet\u00e0 di principi nella logica solita di un asfittico manicheismo: il Bene da una parte (la loro) e il Male (quello \u2018assoluto\u2019) dall\u2019altro. 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