{"id":647,"date":"2018-02-16T09:23:20","date_gmt":"2018-02-16T08:23:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=647"},"modified":"2018-02-16T09:23:20","modified_gmt":"2018-02-16T08:23:20","slug":"la-destra-di-prezzolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/02\/16\/la-destra-di-prezzolini\/","title":{"rendered":"La destra di Prezzolini"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">Quella che segue \u00e8 una parte della introduzione di Gennaro Malgieri al mio libro su Giuseppe Prezzolini, uscito qualche giorno fa per le edizioni Historica (<a href=\"http:\/\/www.historicaedizioni.com\/libri\/giuseppe-prezzolini\/\">http:\/\/www.historicaedizioni.com\/libri\/giuseppe-prezzolini\/<\/a>).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">***<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">Se si volesse individuare il precursore del cosiddetto \u201cpoliticamente scorretto\u201d sarebbe obbligatorio risalire a Giuseppe Prezzolini. Non soltanto tenendo presenti le sue opere, ma soprattutto la sua vita. Con l\u2019infaticabile ricerca su se stesso e in mezzo agli altri, senza mai estraniarsi da eventi che sono stati epocali e avvicinando figure che hanno \u201ccostruito\u201d il Novecento, Prezzolini ha realizzato l\u2019ideale dell\u2019uomo e dell\u2019intellettuale controcorrente nel fiume di una modernit\u00e0 che nella verde et\u00e0 gli appariva come un compromes\u00adso nauseante tra retoriche post-rinascimentali e aneliti scomposti di superamento delle manie piccolo-borghe\u00adsi; mentre nell\u2019et\u00e0 matura gli si palesava nelle forme della composizione perfetta del disfacimento, non sol\u00adtanto nazionale, dovuto alla corruzione del carattere dei popoli.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">A suo modo, dunque, Prezzolini \u00e8 stato un \u201crivoluzionario\u201d <em>ante litteram<\/em>, obbligato dalla sua natura a dire sempre ci\u00f2 che pensava, rischiando l\u2019insuccesso, ma destando comunque ammirazione anche in chi lo avversava. Era poco pi\u00f9 d\u2019un ragazzo nel 1917 quando pubblic\u00f2 nella \u201cRivista di Milano\u201d quel <em>Codice della vita italiana<\/em>, rivisitato e \u201climato\u201d pi\u00f9 volte, nel quale, all\u2019articolo 38 leggiamo, non senza sorpresa nel considerare che aveva capito tutto, e con largo anticipo, del suo Paese: \u00abIn Italia nove decimi delle relazioni sociali e politiche non sono regolate da leggi, contratti e parole date. Si fondano invece sopra accomodamenti pratici ai quali si arriva mediante qualche discorso vago, una strizzatina d\u2019occhio e il tacito lasciar fare fino a un certo punto. Questo genere di relazioni si chiama compromesso. Non ci sono mai situazioni nette: tra marito e moglie, tra compratore e venditore, tra Governo e opposizione, tra ladri e pubblica sicurezza, tra Quirinale e Vaticano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">Non \u00e8 cambiato molto in cento anni. E la \u201cscorrettezza\u201d politica di Prezzolini, oltre che intellettuale naturalmente, risulta attualissima tanto da farne un paradigma dell\u2019anticonformismo semmai questa attitudine fosse ancora diffusa. Purtroppo, come constatiamo, e come Prezzolini stesso prevedeva, si \u00e8 affermata la moda della compiacenza, evoluzione dell\u2019antico servilismo contro il quale nel <em>Codice <\/em>citato cogliamo i segni di una rivolta che sarebbe divenuta la trama del suo pensiero nel corso della sua intensa e lunga esistenza, non esente da asprezze giustificatissime nei confronti dell\u2019Italia sempre amata, eppure paradossalmente detestata, al punto da abbandonarla per \u201crifugiarsi\u201d prima in Francia e negli Stati Uniti e poi in Svizzera da dove tornava, soltanto per qualche ora, ogni settimana per comprare la verdura al primo banchetto subito dopo il confine.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/asdfds.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-648\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/asdfds-189x300.jpg\" alt=\"asdfds\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/asdfds-189x300.jpg 189w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/asdfds.jpg 548w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 330px;text-align: justify\">Eppure lui stesso s\u2019identificava, in una certa misura, con gli italiani che radiografava impietosamen\u00adte. Nel <em>Codice <\/em>leggiamo: \u00abL\u2019Italia non \u00e8 democratica, n\u00e9 aristocratica. \u00c8 anarchica\u00bb. Come dargli torto? E dicendo che \u00abtutto il male dell\u2019Italia viene dall\u2019anarchia. Ma anche tutto il bene\u00bb, forse non rappresenta se stesso, anarchico e conservatore al tempo stesso (e non \u00e8 un ossimoro) perch\u00e9 \u00abcontro l\u2019arbitrio che viene dall\u2019alto, non si \u00e8 trovato altro rimedio che la disobbedienza che viene dal basso?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 330px;text-align: justify\">Eccolo il pi\u00f9 \u201cpoliticamente scorretto\u201d degli <em>apoti <\/em>(il termine fu coniato nel 1922 ed usato in articolo sulla <em>Rivoluzione liberale <\/em>di Piero Gobetti), come defin\u00ec se stesso e coloro che ne seguivano gli orientamenti, rappresentato da Luigi Iannone in questo libro che non \u00e8 una biografia, un ritratto, un commento al suo pensiero, o forse \u00e8 tutto questo, ma soprattutto \u00e8 un piccolo manuale di sopravvivenza mutuato da Prezzolini stes\u00adso che pu\u00f2 indirizzare ancora menti libere abbastanza da riconoscersi in un anarchismo pratico assumendo la logica conservatrice come estrema reazione al \u201cpensiero unico\u201d. (&#8230;).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/DEA-S-001011-8403.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-649\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/DEA-S-001011-8403-218x300.jpg\" alt=\"DEA-S-001011-8403\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/DEA-S-001011-8403-218x300.jpg 218w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/DEA-S-001011-8403.jpg 348w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">Anarchico e conservatore, dunque, piaccia o meno, \u00e8 stato Prezzolini, ma anche \u201ctestimone scomodo\u201d del nostro Novecento, quale lo ha rappresentato Solinas, poich\u00e9 il secolo, lungo o breve che lo si voglia considerare, l\u2019ha attraversato sezionandolo e, nel contempo, ha contribuito a formarlo. Con tutta evidenza non \u00e8 riuscito nell\u2019intento di fare dell\u2019Italia un Paese vitale, moderno e legato alle sue tradizioni: se i suoi orientamenti avessero influenzato nel profondo i costumi e la politica, probabilmente noi oggi parleremmo un\u2019altra lingua, non saremmo stati turlupinati dai demagoghi che ce l\u2019hanno data a bere, non avremmo subito l\u2019oppressione dei mediocri e dei voltagabbana, per sfuggire ai quali, nel 1925 Prezzolini decise di mettere tra lui e l\u2019Italia l\u2019Oceano, dopo un breve soggiorno nella capitale francese.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">E l\u2019Italia non gliela perdon\u00f2. L\u2019Italia ufficiale, naturalmente, l\u2019Italia dei partiti post-fascisti, resistenziali e democratici i quali, com\u2019\u00e8 noto, soggiacevano alla cultura comunista e azionista, e ne erano subal\u00adterni quando non schiavi. L\u2019Italia che addirittura lo rimosse, lo rinneg\u00f2, lo esili\u00f2 fino a quando un presi\u00addente della Repubblica, non lo invit\u00f2 nel giorno del suo centesimo compleanno al Quirinale per conferir\u00adgli il massimo riconoscimento letterario: la Penna d\u2019oro. In quell\u2019occasione, Sandro Pertini, mise da parte i suoi pregiudizi e riconobbe al suo quasi coetaneo le virt\u00f9 intellettuali che l\u2019Italia degli intellettuali asservita all\u2019<em>establishment <\/em>cattocomunista gli negava. (&#8230;).\u00a0<em>La Voce <\/em>resta il capolavoro di Prezzolini; una pa\u00adlestra di libert\u00e0 intellettuale come non se ne sarebbe vista un\u2019altra. Essa nasceva perch\u00e9 il promotore e i suoi collaboratori, a cominciare da Papini, \u00absentivano fortemente l\u2019eticit\u00e0 della vita intellettuale, e ci muove il vomito a vedere la miseria e l\u2019angustia e il rivoltante traffico che si fa per le cose dello spirito\u00bb. (&#8230;). Nonostante la nuova vita, Prezzolini non riusc\u00ec a scrollarsi di dosso quello scetticismo che lo portava a diffidare della possibilit\u00e0 che il Paese si rimettesse in cammino, per come immaginava che dovesse accadere quando era molto giovane e pieno di speranze.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: justify\">Avvilito, ma non rassegnato il vecchio scrittore, rimasto solo dopo la fine degli Ansaldo e dei Longanesi, dei Missiroli e dei Soffici, di Papini soprattutto, ha tuttavia la forza di prospettare il suo conservatorismo come \u00e0ncora di salvezza. Lo fa dalla Svizzera dove era \u201criparato\u201d per sottrarsi a quella Italia che non poteva amare, con due libri: il ricordato <em>Manifesto dei conservatori <\/em>e <em>Intervista sulla Destra <\/em>curato da Claudio Quarantotto. Strumenti appuntiti, utili e intelligenti che i cosiddetti moderati degli anni Settanta non seppero usare. E la Destra, quella sua Destra \u201cimpossibile\u201d continu\u00f2 a non esserci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quella che segue \u00e8 una parte della introduzione di Gennaro Malgieri al mio libro su Giuseppe Prezzolini, uscito qualche giorno fa per le edizioni Historica (http:\/\/www.historicaedizioni.com\/libri\/giuseppe-prezzolini\/). *** Se si volesse individuare il precursore del cosiddetto \u201cpoliticamente scorretto\u201d sarebbe obbligatorio risalire a Giuseppe Prezzolini. Non soltanto tenendo presenti le sue opere, ma soprattutto la sua vita. Con l\u2019infaticabile ricerca su se stesso e in mezzo agli altri, senza mai estraniarsi da eventi che sono stati epocali e avvicinando figure che hanno \u201ccostruito\u201d il Novecento, Prezzolini ha realizzato l\u2019ideale dell\u2019uomo e dell\u2019intellettuale controcorrente nel fiume di una modernit\u00e0 che nella verde et\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/02\/16\/la-destra-di-prezzolini\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1086,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[37074,47],"tags":[63277,89,259242,24167,16139,193241],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1086"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=647"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":650,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647\/revisions\/650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}