{"id":652,"date":"2018-02-19T18:09:27","date_gmt":"2018-02-19T17:09:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=652"},"modified":"2018-02-19T18:09:27","modified_gmt":"2018-02-19T17:09:27","slug":"pound-celine-junger-e-poi-roberto-saviano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/02\/19\/pound-celine-junger-e-poi-roberto-saviano\/","title":{"rendered":"Pound, Celine, J\u00fcnger &#8230;e poi Roberto Saviano"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 120px\">Roberto Saviano ritorna con ossessiva periodicit\u00e0 sulle sue letture \u2018destriste\u2019. Talvolta lo fa perch\u00e9 tirato in ballo, altre volte per un malcelato intento ecumenico, e forse per mostrarsi super partes o sbarazzarsi della grigia <em>nuance<\/em> del cronista di fatti truculenti e criminosi e quindi riproporsi con ammalianti lineamenti da scrittore a tutto tondo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Lo aveva fatto anni fa quando rivel\u00f2 di amare Ernst J\u00fcnger, Ezra Pound, Louis-Ferdinand C\u00e9line e Carl Schmitt, aggiungendo che aveva \u00absempre fatto riferimento alla tradizione che fu della destra antimafia in cui si riconosceva Paolo Borsellino\u00bb. E gi\u00e0 da queste prime avvisaglie avremmo dovuto intendere la astrusa parabola esegetica. Partire da J\u00fcnger per arrivare all\u2019antimafia, infilandoci capziosamente il Borsellino di destra, o magari il Ciancimino di turno, \u00e8 salto mortale abbastanza temerario, anche se ne intuiscono talune indirette e acrobatiche connessioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">In queste ore ha ribadito tali preferenze ammettendo di essere sempre lettore di Evola e J\u00fcnger: \u00abLa mia \u00e8 una formazione lontana dagli steccati ideologici perch\u00e9, parafrasando un vecchio poeta, chi compra un libro compra una casa: l\u2019ariosit\u00e0, la cupezza, i colori o l\u2019assenza di colori, tutto lo decide chi ci vive. Ho abitato e continuo ad abitare autori che sono stati considerati nemici di qualsiasi pensiero progressista, da Henry de Montherlant a Emil Cioran che \u00e8 l\u00ec a puntellare la mia malinconia, ma di Cioran certo non condivido la stima per Codreanu, il ridicolo miliziano romeno di cui era sostenitore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-653\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">\n<p style=\"padding-left: 300px\">E pur tuttavia, se ha ragione su alcune premesse di carattere generale, ha invece torto su tutto il resto. Non ha tutti i torti quando dice che \u00abil mondo che si appella a questi pensatori a volte mi sembra assai modesto, con l\u2019obiettivo ridicolo di ottenere consenso nella pi\u00f9 disonorevole delle battaglie e cio\u00e8 attaccando gli immigrati che non hanno la possibilit\u00e0 di difendersi\u00bb. Trarre da battaglie politiche contingenti utili connessioni con il tal poeta o filosofo \u00e8 operazione ardita e che, il pi\u00f9 delle volte, non sortisce alcun effetto politico pratico. E infatti non neghiamo che, spesso, questi autori vengano citati a caso o riproposti come santini del proprio ipotetico albero genealogico. Ma capita a destra cos\u00ec come a sinistra. Quante volte sul tema dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione si sentono paternali vomitevoli e al limite ..esse s\u00ec, della tolleranza e del buon gusto? E se ne sentono sopratutto a sinistra mentre a destra sembrano limitate nel numero e nella misura.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 300px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\">Saviano si infila, per\u00f2, in un vicolo cieco quando dice che questa riluttanza nell\u2019accettare le sue preferenze letterarie sarebbe dovuta al fatto che, a destra, si \u00e8 fermi agli anni Settanta. Vale a dire, fermi a quella lettura della realt\u00e0 fondata sul dozzinale dualismo che Giorgio Gaber immortal\u00f2 in una sua nota canzone (<em>Destra-Sinistra<\/em>) dove di \u2018destra\u2019 era chi utilizzava la vasca da bagno e invece di \u2018sinistra\u2019 la doccia, e cos\u00ec via. Questo grossolano manicheismo sar\u00e0 forse patrimonio di singoli individui. Non cos\u00ec, invece, per la quasi totalit\u00e0 degli italiani che ad esso non crede pi\u00f9 da tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">E non pu\u00f2 essere ripreso integralmente quando si va poi a decifrare e sintetizzare le opere dei singoli autori di cui fa riferimento e che, invece, multiformi o articolate, propongono da qualunque prospettiva le si legga, una visione generale sempre ascrivibile ad un preciso mondo culturale. Non ad un partito o ad una storia politica ma ad un mondo culturale che \u00e8 ben altra cosa, pi\u00f9 magmatica e meno rigida, e sopratutto lontanissima da Roberto Saviano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-654\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/download-300x143.jpg\" alt=\"download\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/download-300x143.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/02\/download.jpg 325w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\">E dunque egli ha sbagliato quando a sostegno di queste tesi ha riportato a mo\u2019 di esempio l\u2019antica e stantia diatriba su Tolkien. Perch\u00e9 qui non si tratta di ridurre il mondo, l\u2019antropologia e le idee alla suddivisione gaberiana di cui si diceva prima. Pound \u00e8 ovviamente poeta che appartiene al mondo e sarebbe da stupidi costringerlo nella definizione di \u2018poeta di destra\u2019. Lo stesso vale per Celine. Ognuno, tuttavia, ha vissuto delle temperie che ne hanno formato il carattere e ne hanno ancor di pi\u00f9 marchiato le opere indirizzandole in un verso o nell\u2019altro. Dunque, Saviano compie un errore madornale e mente sapendo di mentire quando, per esempio, dice che \u00e8 sciocco chi vuole tirare per il bavero Tolkien o chiunque altro. Perch\u00e9 se pare scontato a tutti il ritenere Celine o Pound dei \u2018grandissimi\u2019 senza alcuna ulteriore bandierina da apporre sul loro petto ed \u00e8 altrettanto scontato rifiutarsi di circoscrivere la vicenda Tolkien ai Campi Hobbit della giovent\u00f9 di destra degli anni settanta, va pure detto che, il filologo inglese, per sua stessa ammissione, si definiva un cattolico, un monarchico e un conservatore. E se <em>Il Signore degli anelli<\/em> lo ha consacrato come un \u2018grande\u2019 della letteratura del Novecento &#8230;comunque da quella ammissione non si scappa: egli rimane un cattolico, un conservatore e un monarchico, la cui opera non pu\u00f2 che essere diretta o indiretta derivazione di questi suoi ideali e valori.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Vi possono perci\u00f2 essere mille letture, tutte plausibili, ma restano centrali (ed ognuno di noi ne deve tener conto senza infingimenti) la vita, le scelte e la formazione dell\u2019autore che vanno ad incidere sulla esegesi dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Lo stesso vale per Celine di cui Saviano fa una doverosa cernita tra <em>Bagatelle per un massacro<\/em> che dice di odiare e capolavori come <em>Morte a credito<\/em> o <em>Viaggio al termine della notte<\/em>. Vale per Evola dalla cui bibliografia espunge <em>Sintesi della dottrina della razza<\/em> mentre dice di apprezzare i testi mistico-filosofici pi\u00f9 importanti come <em>Teoria e Fenomenologia dell\u2019individuo assoluto<\/em> o <em>Metafisica del sesso<\/em>. O ancora per \u00abDrieu La Rochelle uno degli scrittori che meglio ha tratteggiato la disperazione del sentimento borghese, il contrasto tra la sordida quotidianit\u00e0 e l\u2019aspirazione all\u2019assoluto\u00bb e di cui invece disprezza le posizioni sulla Repubblica di Vichy.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Comprensibile che egli condanni uno scritto razzista o cose di questo genere ma nonostante le evoluzioni, le maturazioni, le tragedie personali e collettive questi pensatori hanno rappresentato un modo di intendere l\u2019evo moderno molto lontano, se non proprio opposto, agli effluvi progressisti di cui si nutre Saviano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Ed \u00e8 perci\u00f2 banale dire che ognuno di noi debba leggere di tutto, cos\u00ec come ancor pi\u00f9 banale \u00e8 sottolineare il fatto che di ogni autore si possa riconoscere il capolavoro, lo scritto riuscito meno bene, quello su cui si condivide poco o nulla. Perch\u00e9 dopo tutto ci\u00f2 &#8230;dopo la cernita, le differenziazioni, le pur utili distinzioni tra un saggio politico mal riuscito e un romanzo famoso, resta l\u2019humus di fondo. Tranne casi come quelli di Thomas Mann il quale, nel corso del tempo, cambi\u00f2 radicalmente posizione, gli autori citati da Saviano hanno mantenuto intatta una visione antimoderna.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Sono <em>naturaliter<\/em> degli antiprogressisti. Hanno assestato il loro pensiero portandolo su percorsi diversi da quelli iniziali ma la linea tendenziale di fondo \u00e8 restata sempre la stessa: una radicale critica alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Roberto Saviano ritorna con ossessiva periodicit\u00e0 sulle sue letture \u2018destriste\u2019. 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