{"id":670,"date":"2018-03-02T10:31:20","date_gmt":"2018-03-02T09:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=670"},"modified":"2018-03-02T10:31:48","modified_gmt":"2018-03-02T09:31:48","slug":"drieu-la-rochelle-e-la-sua-donna-alla-finestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/03\/02\/drieu-la-rochelle-e-la-sua-donna-alla-finestra\/","title":{"rendered":"Drieu La Rochelle  &#8230;e la sua donna alla finestra"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Pochi, come Pierre Drieu La Rochelle, sono riusciti a fondere decadenza ed energia, finzione e realt\u00e0, morte e pulsioni vitali, e a rappresentare tutto ci\u00f2 con terrificante sincerit\u00e0. La sua stessa vita \u00e8 stata un florilegio di profondi e comprensibili contrasti, marchiati per\u00f2, alla fine, dalla decisione risolutiva del suicidio, a riprova che certi nodi non era pi\u00f9 possibile scioglierli.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">La pubblicazione da parte delle edizioni Gog di <em>Una donna alla finestra<\/em> (p.240, euro 14) ci solleva da ulteriori investigazioni nella sua intensa eppur breve produzione letteraria. In questo romanzo, poco conosciuto, perch\u00e9 come per tutti i suoi scritti \u00e8 calata la mannaia della \u2018corretta politica\u2019, ogni metafora precedentemente utilizzata diventa stigma del suo stile letterario e di vita.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/03\/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-671\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/03\/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-238x300.jpg\" alt=\"bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/03\/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb-238x300.jpg 238w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/03\/bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb.jpg 659w\" sizes=\"(max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Ve ne fu una trasposizione filmica a met\u00e0 degli anni Settanta con un buon successo di pubblico e la partecipazione di attori importanti come Romi Schneider e Philippe Noieret. Un discreto film ma la pagina scritta assorbe e proietta quanto di meglio la fantasia creatrice, i tormenti interiori e le passioni umane e politiche di Drieu, potevano e possono offrire.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Una vicenda che sembra ridipinta con quelle fosche tonalit\u00e0 delle storielle classicheggianti perse tra amori, tradimenti e cronaca politica, destinata poi a perdersi in finali pi\u00f9 o meno stirati e all\u2019interno di modalit\u00e0 consuete e prevedibili. E invece, come dicevamo, una scrittura \u2018faticata\u2019 nel senso di elaborata, cos\u00ec come quella dei romanzieri ottocenteschi, e una lettura stratificata e a pi\u00f9 piani interpretativi, fa di questo romanzo un coacervo di intuizioni, di folgorazioni e presagi, di bruciante desiderio e di infiacchito scoramento.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Forse non conta solo la storia di Margot col suo amante comunista e il suo \u2018distratto\u2019 marito borghese. O meglio, non conta se non corroborata dal contesto generale, da quella Atene immutabile eppur sinuosa e ammaliante degli anni Venti che, infatti, si prepara a grandi rivolgimenti ma che comunque \u00e8 fiera di attestarsi simbolicamente su quei lastroni di marmo, a riprova di una millenaria cultura che quasi vigila e impone propri codici anche alle singole vite.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Tutto sul filo di una misurata eccentricit\u00e0 dove Margot, la giovane donna francese, che ha sposato Rico Santorini, un marchese che lavora all\u2019ambasciata italiana, si invaghisce di Michel Boutros, un comunista francese che, scappando dalla polizia, si rifugia nella camera d\u2019albergo della signora la quale lo protegge e poi diventa sua complice.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">In quella citt\u00e0 che, mai come in quel tempo, fu crocevia di traffici e relazioni, si staglia come un marchio indelebile la irrinunciabilit\u00e0 della Storia, della classicit\u00e0 e di quella sponda del Mediterraneo. Quell\u2019Atene, brulicante di personaggi di varia e dubbia natura, non solo fa da scenario ma corrode e impregna gli animi di ognuno. Delfi, gli oracoli, i templi, il mare solcato dalle leggende e dai miti, il Partenone, ogni cosa insomma, impone la sua centralit\u00e0, rammentando a tutti che l\u2019eterno si sfibra nel quotidiano e viceversa. E la vicenda di questo triangolo amoroso che si fonda con le passioni politiche risente, e quasi \u00e8 messo in disparte, da una scenografia gravida di sapori, profumi, filosofie e bellezza che sta sfiorendo. E seppur le storie dei vari personaggi restino centrali e affondino la lama delle incomprensioni con una sagacia senza pari, a far risaltare il tutto \u00e8 sempre e solo il contesto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Capita spesso (quasi sempre) che gli scrittori disegnino scenografie dettagliate per meglio inquadrare le vicende e i propri personaggi. Grandi citt\u00e0 hanno fatto da sfondo a storie memorabili che hanno segnato la letteratura pi\u00f9 importante ma, in questo caso, i soggetti in questione\u00a0 subiscono indirettamente un ambiente che non \u00e8 solo una strada, una via, un paesaggio ma addirittura un passato pervadente perch\u00e9 fondativo della nostra civilt\u00e0. E quella Grecia, al crocevia di una svolta, persa tra antichi fasti e la decadenza, tra gli aneliti di una incipiente modernit\u00e0 e il rischio di una consolidamento di forme politiche oppressive, disegna con queste sue contraddizioni anche quelle di una storia privata sempre in bilico tra passione erotica e politica, regole del mondo borghese e sfrontatezza liberatoria e a tratti aristocratica di taluni personaggi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: justify\">Drieu La Rochelle non si perde in tutto questo marasma. Anzi, con lo scorrere delle pagine ci rendiamo sempre pi\u00f9 conto che l&#8217;intento era chiaro sin dall\u2019inizio: fondere cultura e vita, e confondere il lettore lasciandolo attonito tra una vicenda personale, una politica e una relativa al microcosmo (che \u00e8 macrocosmo!) della cultura greca. Quei sapori appena accennati e quelle diverse personalit\u00e0 che si scontrano e si incontrano in maniera ripetuta e caotica sono il lato intimo ma visibile di Drieu il quale, nella vita, \u00e8 tutto questo. Un uomo che pu\u00f2 riconoscersi in quel ribelle comunista e in cui c\u2019\u00e8 parte della sua storia, cos\u00ec come in quella borghesia adagiatasi su un terreno friabile che nemmeno pi\u00f9 sa dominare, oppure nella decadente eppur viva e irrinunciabile Atene, pronta a sciogliersi nell\u2019incrocio tra il nuovo e l\u2019antico, tra il proibito e il consuetudinario.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pochi, come Pierre Drieu La Rochelle, sono riusciti a fondere decadenza ed energia, finzione e realt\u00e0, morte e pulsioni vitali, e a rappresentare tutto ci\u00f2 con terrificante sincerit\u00e0. La sua stessa vita \u00e8 stata un florilegio di profondi e comprensibili contrasti, marchiati per\u00f2, alla fine, dalla decisione risolutiva del suicidio, a riprova che certi nodi non era pi\u00f9 possibile scioglierli. 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