{"id":728,"date":"2018-04-17T16:39:49","date_gmt":"2018-04-17T14:39:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=728"},"modified":"2018-04-17T16:39:49","modified_gmt":"2018-04-17T14:39:49","slug":"gerussia-come-nuova-frontiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/04\/17\/gerussia-come-nuova-frontiera\/","title":{"rendered":"GeRussia come nuova frontiera?"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 150px\">\n<p style=\"padding-left: 150px\">La recente crisi siriana con l\u2019operazione militare degli Stati Uniti, e il supporto di Francia e Regno Unito, rappresenta dopo anni di combattimenti, una decisa presa di posizione politica di quei Paesi ma, pi\u00f9 o meno indirettamente, un obbligo di corresponsabilit\u00e0 dei vari alleati, in vicende che fino ad ora avevano lambito e non penetrato in profondit\u00e0 le societ\u00e0 occidentali. Una corresponsabilit\u00e0 a dispetto di scelte tattiche che potevano essere diverse e meno cruenti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Ancora una volta, infatti, l\u2019irruenza americana, oltre ogni parametro di legalit\u00e0 internazionale ma sorretta dalle accuse (ancora non provate) di gas utilizzati dal regime di Bashar Assad, ha imposto scelte definitive, nette e coraggiose a tutti gli storici alleati atlantici che, forse, in questo specifico caso, avrebbero voluto \u2018far parlare\u2019 la diplomazia e mettere da parte le bombe. Il rischio in scenari gi\u00e0 di loro complessi \u00e8 quello di esacerbare i conflitti esistenti e fomentarne altri agendo attraverso una impulsiva attivit\u00e0 che non tiene mai conto del lungo periodo e di articolati fattori interagenti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Le conseguenze le registreremo, perci\u00f2, nelle prossime settimane, se non proprio nei prossimi mesi. Conseguenze non solo in termini politici quando andremo a valutare la compattezza della coalizione atlantica o le fenditure che, sin da ora, pur si avvertono, ma le ricadute in termini di alleanze e di nuove inimicizie in scenari geopolitici dove un ruolo di primo piano lo detengono nazioni non proprio marginali come la Russia, la Turchia, la Siria, l\u2019Iran e di correlato anche la Cina.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">A renderci ancor pi\u00f9 complicato il tutto \u00e8 il reiterarsi, in questi non facili giorni, di molte analisi che si compenetrano le une alle altre, come in un vertiginoso gioco di scatole cinesi, non raramente svelando certa approssimazione e superficialit\u00e0 in un campo, quello della politica estera e del rapporto tra Stati, che imporrebbe maggiore cautela, studio minuzioso financo dei particolari etnici e di costume di ogni singolo popolo e conoscenza storica appropriata.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Ecco perch\u00e9, per non cadere nella trappola di analisi superficiali e perentori giudizi, vale sempre la pena di approfondire temi che paiono a distanza siderale dalla nostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/04\/IMG_4649.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-729\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/04\/IMG_4649-214x300.jpg\" alt=\"IMG_4649\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/04\/IMG_4649-214x300.jpg 214w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/04\/IMG_4649-731x1024.jpg 731w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/04\/IMG_4649.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Ho letto di recente un bel libro di Salvatore Santangelo, <em>Gerussia. L\u2019orizzonte infranto della geopolitica europea<\/em> (Castelvecchi editore, p. 180) che tocca solo di correlato lo specifico caso siriano mentre, invece, approfondisce la relazione storica, economica, culturale e diplomatica tra la Russia e la Germania, traendone conclusioni interessanti. Un testo che solletica l\u2019interesse innanzitutto perch\u00e9 va ad impattare un particolare deficit delle odierne analisi, legate ad una cronistoria di eventi recentissimi, spesso connesse a motivazioni di tipo esclusivamente economico o appiattite sui pi\u00f9 o meno saldi legami personali tra i vari leader.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Nel caso specifico il libro svela la connessione intima che pu\u00f2 sussistere tra i due Stati e quanto essa possa far generare nuove connessioni. Una ricostruzione delle personalit\u00e0 dei due capi, Angela Merkel e Vladimir Putin, di quelli pi\u00f9 lontani del tempo, ma anche una ricognizione delle vicende storiche che hanno visto entrambi i paesi l\u2019uno a fianco all\u2019altro, oppure di fronte, come nella Seconda guerra mondiale ma che, comunque, a detta di Santangelo, sarebbero destinati ad incontrarsi per tutta una serie di ragioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Convincimento che scaturisce dalle molteplici relazioni che vengono singolarmente analizzate nel libro. Le storie di questi paesi si sono incrociate spesso, nel bene e nel male, e ci\u00f2 non \u00e8 un dettaglio secondario perch\u00e9 tale fatto ha lasciato stratificazioni evidenti. L\u2019unificazione tedesca del 1870 con la mancata opposizione di San Pietroburgo e poi il ruolo di Berlino nell\u2019ascesa al potere dei bolscevichi, fino al riavvicinamento di Rapallo (1922), l\u2019Ostpolitik di Brandt, fino ai contatti diplomatici e alle relazioni recenti tra Putin e la Merkel, sono tutti elementi segnalati e che vanno distintamente valutati. Ovviamente, un percorso segnato anche dall\u2019invasione nazista e da altre vicende non proprio trascurabili anche se i riscontri, le analisi, le connessioni contemporanee pi\u00f9 che le differenze rivelano la possibilit\u00e0 di un alleanza di tipo strategico.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\"><em>Gerussia<\/em> \u00e8 un neologismo che preannuncia tutto ci\u00f2. Nacque nel Centro studi della Duma \u2013 il parlamento russo \u2013 all\u2019inizio degli anni Novanta, nel momento in cui la potenza sovietica si stava dissolvendo e si prospettava, tra le tante, una relazione privilegiata tra le due nazioni. Ovvio che, come viene puntualmente riportato nel volume, in mezzo vanno poste anche le storie di quelle che Timothy Snyder ha definito \u201cle terre insanguinate\u201d, vale a dire \u00abquegli Stati (Polonia, Bielorussia, Moldavia, Ucraina e le Repubbliche che si affacciano sul Baltico) che, negli anni Trenta e Quaranta, sono stati \u2018violentati\u2019 dalla furia dal totalitarismo sovietico e da quello nazionalsocialista\u00bb e che, dunque, pensare ad un assetto di alleanza che non preveda quelle terre o che ne circoscriva il raggio d\u2019azione pare pressoch\u00e9 impossibile.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Non a caso viene ribadito proprio da Santangelo che \u00abla nascita e il rafforzarsi di questa speciale relazione suscita pi\u00f9 di una preoccupazione, specie in quei Paesi che si trovano sulla direttrice geopolitica che lega Berlino e Mosca. Per esempio, a Varsavia e a Vilnius si \u00e8 parlato del gasdotto Nord Stream (e dell\u2019ipotesi del suo raddoppio) come di una riedizione del Patto Molotov-Ribbentrop. Ci aiuteranno la \u2018teoria del bilanciamento\u2019 e quella della \u2018circolazione ciclica del potere\u2019, applicate su scala regionale e mondiale, con la consapevolezza che la convergenza tra Berlino e Mosca avr\u00e0 anche un poderoso impatto sulle principali dinamiche globali\u00bb. Perch\u00e9 il punto \u00e8 sempre quello, vale a dire \u00abla storia antica ci aiuta a ricordare chi siamo, quella contemporanea a non dimenticarlo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Vale anche per la Siria, e per ci\u00f2 che stavamo dicendo all\u2019inizio. Se si leggono gli scenari attuali senza tener conto di quanto accaduto nel passato si rischia di non venirne mai a capo. Certo, una futuribile intesa tra Germania e Russia passa attraverso una soluzione di mediazione e di diplomazia che tenga conto di tutti i territori e le culture che si sono trovati in mezzo, sballottati tra le due potenze: \u00abSe l\u2019integrazione tra Russia e Germania \u2013 scrive Santangelo &#8211; non sar\u00e0 semplicemente un progetto egemonico costruito su freddi calcoli che prendono in considerazione solo vantaggi o svantaggi economici, ma un processo che tende la mano a chi pi\u00f9 ha sofferto a causa dei russi e dei tedeschi, e quindi se sapr\u00e0 nutrirsi, magari rinvigorendolo, dello stesso spirito che ha animato i padri fondatori che vollero edificare la <em>Casa comune <\/em>sulle macerie fumanti della guerra civile tra europei, forse, finalmente, gli spettri e gli orrori di questa geografia insanguinata potranno essere esorcizzati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Lo stesso potrebbe valere in Siria se non si riconoscono le ragioni di tutti, o almeno se non si ricomprendano in uno scenario condiviso di lungo periodo, attraverso una profonda opera di ricucitura. In fondo, la diplomazia serve proprio a rendere conciliabile l\u2019inconciliabile. Altrimenti a parlare sarebbero sempre e solo le bombe.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">\n<p style=\"padding-left: 150px\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La recente crisi siriana con l\u2019operazione militare degli Stati Uniti, e il supporto di Francia e Regno Unito, rappresenta dopo anni di combattimenti, una decisa presa di posizione politica di quei Paesi ma, pi\u00f9 o meno indirettamente, un obbligo di corresponsabilit\u00e0 dei vari alleati, in vicende che fino ad ora avevano lambito e non penetrato in profondit\u00e0 le societ\u00e0 occidentali. Una corresponsabilit\u00e0 a dispetto di scelte tattiche che potevano essere diverse e meno cruenti. 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