{"id":743,"date":"2018-05-05T09:27:29","date_gmt":"2018-05-05T07:27:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=743"},"modified":"2018-05-05T09:27:29","modified_gmt":"2018-05-05T07:27:29","slug":"evola-e-junger-un-incontro-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/05\/05\/evola-e-junger-un-incontro-impossibile\/","title":{"rendered":"Evola e J\u00fcnger, un incontro (im)possibile?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/cxcxcxcx.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-744\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/cxcxcxcx-300x206.jpg\" alt=\"cxcxcxcx\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/cxcxcxcx-300x206.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/cxcxcxcx-1024x704.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/cxcxcxcx.jpg 1269w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Julius Evola \u00e8 uno dei pochi pensatori che solleva un composito e violento sbarramento critico tale da far sorgere dubbi sulla qualit\u00e0 e la obiettivit\u00e0 degli esegeti. Perch\u00e9 sono sempre tanti, troppi, coloro i quali agiscono sulla sua opera e sulla sua vicenda umana e intellettuale e, come dei chirurghi improvvisati, riescono a tranciare di netto teorie e posizionamenti, allusioni e profonde speculazioni culturali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">In non rari casi, contribuiscono a rendere ancor pi\u00f9 fitta la lettura della filosofia evoliana talune brume del suo pensiero connesse, peraltro, a certa approssimazione e ad alcuni richiami che periodicamente vengono fatti da critici improvvisati o, peggio ancora, da <em>laudatores<\/em> di vecchia e nuova generazione i quali non riescono mai a recingere il loro campo d\u2019azione negli angusti e necessari spazi di una corretta analisi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Poche certezze si hanno nell\u2019approccio ad ogni nuova pubblicazione e, almeno dal punto di vista personale, faccio sempre pi\u00f9 fatica a correre dietro ad una pubblicistica che si \u00e8 espansa in maniera imbarazzante. Si trovano riferimenti ad Evola in qualunque saggio che affronti le pi\u00f9 varie tematiche ma soprattutto si inserisce la sua filosofia anche nel pi\u00f9 melenso articolo, a mo\u2019 di una foglia di prezzemolo adatta a condire qualsiasi pietanza. Ecco, allora, che soffermarsi su qualche nuovo scritto significa fare la tara di molte cose proprio per mettersi al riparo da faciloneria e approssimazione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Ci sono, tuttavia, pochissimi casi in cui ci si pu\u00f2 abbandonare alla lettura senza il rischio di cadere in uno dei pericoli poc\u2019anzi citati&#8230; ed uno di quelli \u00e8 rappresentato dall\u2019intervento, dalla curatela o dalla partecipazione diretta o indiretta di Gianfranco de Turris il quale, oltre ad aver scritto su mille altre cose, pu\u00f2 essere a ben ragione considerato una garanzia di affidabilit\u00e0 sul pensiero di Evola. Si possono anche nel suo caso confutare o meno talune tesi ma permane la certezza di essere di fronte ad un lavoro sofisticato e scientifico.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Questa volta, per\u00f2, ci sorprende e manda in libreria, proprio con la ricorrenza del 120\u00b0 anniversario della nascita, l\u2019antologia <em>Il barone immaginario. Diciotto racconti con protagonista Julius Evola<\/em> (Mursia, p.285, euro 19) in cui coordina un prodotto editoriale fuori dall\u2019ordinario, nel senso che ci troviamo di fronte allo stesso tempo ad un \u2018non-romanzo\u2019 e ad un \u2018non-saggio\u2019.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Storie inventate, altre che navigano tra finzione e realt\u00e0 in un caleidoscopio di intrighi e aneddoti che solleticheranno di certo la fantasia del lettore il quale potr\u00e0 perdersi attraverso incontri straordinari come quelli con Sibilla Aleramo, Ren\u00e9 Gu\u00e9non o l\u2019esoterista Karl Maria Wiligut. D\u2019altra parte, come rileva lo stesso De Turris, la vita di Evola sembra essa stessa la trasposizione di un romanzo. Egli fu artista e filosofo, esoterista, orientalista, giornalista, alpinista e mille altre cose. E forse il motivo recondito che ha spinto tutti coloro i quali hanno partecipato a questa avventura editoriale \u00e8 stato proprio quello di \u00abevocare l\u2019Evola personale, il \u2018personaggio\u2019 celato nella mente e nel cuore di ognuno\u00bb. Perch\u00e9 nonostante la mole di saggistica che si possa aver letto, di fronte a personalit\u00e0 dirompenti e di questa statura, non c\u2019\u00e8 dubbio che ognuno costruisca una figura immaginaria, magari diversa di poco, eppure non totalmente sovrapponibile a quella di un altro lettore. Dei \u2018grandi\u2019 ognuno possiede un personale ricordo e attraverso di esso ricostruisce una originale ed esclusiva biografia umana e intellettuale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Nella introduzione, De Turris si dice preoccupato del fatto che molti possano accogliere tale \u2018operazione editoriale\u2019 non solo con sufficienza ma catalogandola all\u2019interno del variegato mondo dei volumetti il cui titolo fa da richiamo commerciale e lo scorrere delle pagine rivela \u00abuna scempiaggine delirante\u00bb. In realt\u00e0, il fatto che questa figura susciti ancora oggi divisioni e contrasti profondi, e anche la seppur minima rivisitazione sia foriera di ulteriori accuse e lacerazioni, dovrebbe mettere in allarme chiunque. Tuttavia fascinosit\u00e0 e mistero come quelli che avvolgono Evola non possono che richiamare l\u2019attenzione anche di coloro i quali, essendo entrati in contatto con lui per motivazioni di studio e perci\u00f2 scientifiche, ne hanno colto sensazioni disparate e hanno tentato di riversare su carta una propria personale idea.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Ovvio, ed \u00e8 bene ribadirlo, che trattasi di opere di narrativa, vale a dire di pura finzione che si dipana partendo per\u00f2 da una premessa comune: tutti sono conoscitori di Evola, delle sue teorie, del suo ambiente, della sua filosofia politica. Questo dato \u00e8 ancor pi\u00f9 vero se si sottolinea la particolarit\u00e0 per una opera di narrativa in cui, addirittura, si citano le fonti documentarie come capita ne <em>Il guardiano del Lyskamm<\/em> di Marco Cimmino, <em>L\u2019antro della Sibilla<\/em> di Mario Bernardi Guardi, <em>Le cattedrali filosofali<\/em> di Manlio Triggiani, <em>L\u2019ultima vetta<\/em> di Mariano Bizzarri o <em>Il Fuoco invisibile<\/em> di Andrea Scarabelli su cui vale la pena soffermarci un attimo, anche per dare il segno della \u00abprovocazione\u00bb e della costruzione in cui si muove l\u2019intera opera.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Egli narra di un incontro tra Evola e J\u00fcnger di cui, appunto, ne ricama in maniera documentale le prove. Il Barone e l\u2019Anarca \u00abs\u2019incontrarono\u00bb e Scarabelli si dice convinto che \u00abil loro incontro sia avvenuto proprio in occasione del viaggio compiuto da J\u00fcnger fra il 23 marzo e il 31 maggio 1968 nella capitale, viaggio documentato nei suoi monumentali <em>Siebzig Verweht<\/em>, purtroppo ancora inediti in lingua italiana. Il resoconto \u00e8 contenuto nel primo dei cinque volumi che raccoglie le annotazioni composte tra il 1965 e il 1968 (Klett-Clotta, Stuttgart 1980). A Roma J\u00fcnger prese appunti quotidianamente, stimolato da un Paese che amava come nessun altro. Tuttavia, curiosamente mancano all\u2019appello cinque pagine del suo diario, datate rispettivamente 22 e 28 marzo, 7 aprile, 10 e 27 maggio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Il resto del libro si muove su identiche coordinate. Il mistero fa il paio all\u2019invenzione letteraria, i fatti storici alla pura fantasia e alla costruzione personale del singolo. Un libro che richiama la curiosit\u00e0 anche per chi non \u00e8 mai stato un \u2018intimo\u2019 lettore di Evola ma che ora, attraverso questa diversificata visione prospettica, potrebbe accedere al suo mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Julius Evola \u00e8 uno dei pochi pensatori che solleva un composito e violento sbarramento critico tale da far sorgere dubbi sulla qualit\u00e0 e la obiettivit\u00e0 degli esegeti. Perch\u00e9 sono sempre tanti, troppi, coloro i quali agiscono sulla sua opera e sulla sua vicenda umana e intellettuale e, come dei chirurghi improvvisati, riescono a tranciare di netto teorie e posizionamenti, allusioni e profonde speculazioni culturali. 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