{"id":767,"date":"2018-05-24T07:57:18","date_gmt":"2018-05-24T05:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=767"},"modified":"2018-05-24T07:57:18","modified_gmt":"2018-05-24T05:57:18","slug":"chiudiamo-i-conti-con-la-filosofia-ufficiale-lo-dice-emil-cioran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/05\/24\/chiudiamo-i-conti-con-la-filosofia-ufficiale-lo-dice-emil-cioran\/","title":{"rendered":"Chiudiamo i conti con la filosofia ufficiale. Lo dice Emil Cioran"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 90px\">Su Emil Cioran \u00e8 rifiorito da qualche anno un intenso e inaspettato interesse, finalmente dovuto ad una esegesi seria e non capziosa dei suoi testi che, in non rari casi, sono nella loro brutale verit\u00e0 dei piccoli gioielli. Inaspettato proprio perch\u00e9 si \u00e8 cominciato a cogliere dal verso giusto un autore che, a ragione, appartiene ai &#8216;grandi&#8217; del pensiero e della letteratura, e finalmente liberato da inutili lacciuoli interpretativi. L\u2019ultima pubblicazione in ordine di tempo \u00e8 del giovane filosofo Vincenzo Fiore (<em>Emil Cioran. La filosofia come de-fascinazione e la scrittura come terapia<\/em>, Nulla Die edizioni, p. 190, euro 17) che, in passato, si era occupato di Platone e aveva avuto il tempo di mandare alle stampe anche il suo primo romanzo, ma che da tempo ha indirizzato i suoi studi su Cioran tanto da entrare a far parte di un Progetto di ricerca internazionale dedicato proprio all&#8217;intellettuale rumeno.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/maxresdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-768\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/maxresdefault-300x169.jpg\" alt=\"maxresdefault\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/05\/maxresdefault.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Cosa significa \u00abchiudere i conti con la filosofia ufficiale\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Chiudere i conti con la filosofia ufficiale significa lasciarsi alle spalle secoli di dottrine e di teorie, per rimettere tutto in discussione. Cioran distingueva fra il \u00abcredere\u00bb alla filosofia e il vero pensare. La filosofia dovrebbe essere qualcosa che si vive di persona, un\u2019esperienza personale. Si dovrebbe fare filosofia per strada, intrecciare la filosofia con la vita. Definiva i grandi sistemi metafisici tedeschi fuori dalla realt\u00e0, idee alle quali non si pu\u00f2 ricorrere n\u00e9 nel dolore n\u00e9 nella solitudine. Tutto ci\u00f2 che non \u00e8 diretto \u00e8 nullo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>La \u00abcattedra \u00e8 la tomba della filosofia\u00bb, scriveva&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Mentre i filosofi antichi avevano una naturale propensione al pensiero e attendevano l\u2019ispirazione passeggiando al mercato o in riva al mare, gli intellettuali moderni si sforzano, attraverso innumerevoli letture, di partorire qualcosa di originale: \u00abMolte menti hanno scoperto l\u2019Assoluto perch\u00e9 avevano un divano vicino a loro\u00bb. In fondo, egli sosteneva che ha maggior spessore filosofico una portinaia che si ponga delle domande che uno studioso che passa la vita a fare l\u2019inventario delle opinioni altrui.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>La \u00abde-fascinazione\u00bb \u00e8 una fuga dalla realt\u00e0 o un modo per leggerla da un\u2019altra prospettiva?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">\u00c8 un tipo di filosofia pratica e quotidiana volta alla progressiva eliminazione di ogni forma di dogmatismo e di ideologia, che ha come scopo la liberazione totale dell\u2019uomo. Il rinnegato o il de-fascinato \u00e8 colui che anzich\u00e9 meditare sui \u00abproblemi\u00bb, riflette direttamente sulle \u00abcose\u00bb. E solo un mostro, scriveva Cioran, ha la capacit\u00e0 di riuscire a vedere le cose come realmente sono.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Perch\u00e9 scrive che ci sarebbero \u2018diversi\u2019 Cioran\u2019 E perch\u00e9 ci sarebbe una cesura netta tra quello che noi conosciamo prima degli anni trenta e il \u2018dopo\u2019?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Un giorno passeggiando per Budapest, Cioran vide un sergente ungherese e rabbrivid\u00ec al pensiero che i suoi baffi si fossero estesi per mille anni sulla sua Transilvania. Nella Romania ferita e in preda alla corruzione degli anni trenta, il pensatore romeno credeva che solo il sangue potesse lavare la vergogna secolare che aveva afflitto il suo popolo, di conseguenza, scrisse <em>La trasfigurazione<\/em> e appoggi\u00f2 la Guardia di Ferro. Dopo il 1941, invece, egli si rese conto che tutte le societ\u00e0 sono malvagie, occorre soltanto saper scegliere fra le diverse sfumature del peggio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Epper\u00f2, studia contemporaneamente il buddismo \u00abper non farsi contaminare\u00bb <\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Nel 1933 scriveva agli amici dalla Germania di passare le giornate a interpretare il Buddha e ascoltare Bach, per non farsi coinvolgere da \u00abquell\u2019immensa porcheria della politica\u00bb. Tuttavia, qualche mese dopo, Cioran avrebbe visto Hitler e Codreanu come gli unici in grado di poter far uscire il suo paese dalla \u00absub-storia\u00bb. Degli stessi, pi\u00f9 avanti, parler\u00e0 come di due barbari scatenati che hanno condotto l\u2019Europa al suicidio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Eppure, il poeta Gherasim Luca parl\u00f2 di \u00abfascismo a freddo\u00bb, cio\u00e8 di un fascismo pi\u00f9 timido ma non meno pericoloso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Luca attaccava Cioran per l\u2019articolo <em>Depre o alt\u0103 Rom\u00e2nie<\/em>, dove lo scettico dei Carpazi, allora ancora legato alla Guardia di Ferro, sosteneva che \u00e8 evidente che ogni individuo preferirebbe vivere in Francia piuttosto che in Unione Sovietica o nel Terzo Reich. Qui siamo nel 1935, ma Cioran non sar\u00e0 mai perdonato per quella sua infatuazione giovanile, proprio come accade \u2013 diceva ironicamente \u2013 a una donna dal passato indecente.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Ha dedicato dei volumi a questa delicata fase storica e a cosa accadde in Europa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Dal primo paragrafo del <em>Sommario di decomposizione<\/em> (1949), Cioran vuole scavare all\u2019origine del fanatismo per cercare di comprendere come gli uomini si siano potuti macchiare di crimini cos\u00ec cruenti in nome di un\u2019ideologia. Una ricerca questa, volta anche al fine di una \u201cpurificazione\u201d personale. Il pensatore romeno vuole lasciarsi alle spalle quello che ha definito \u00abl\u2019apice negativo\u00bb della sua esistenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>E poi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Undici anni dopo, in <em>Storia e utopia<\/em>, risente fortemente dei tragici avvenimenti dell\u2019Insurrezione ungherese&#8230; rivolta schiacciata violentemente dall\u2019Unione Sovietica quattro anni prima e, sempre in maniera anti-sistematica, scrive intorno al tema della libert\u00e0, definita quest\u2019ultima un principio etico d\u2019essenza demoniaca.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Ad un certo punto ha intessuto un vibrante corpo a corpo con la filosofia di Nietzsche<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Nietzsche fu l\u2019incantatore della sua giovinezza. In uno dei testi ancora non tradotti in italiano, il giovane Cioran arriva addirittura a definire l\u2019autore de <em>La gaia scienza <\/em>un argomento contro il monoteismo, paragonandolo a un dio. Il Cioran di lingua francese, seppur ancora fortemente influenzato sia nello stile che nel pensiero, attaccher\u00e0 duramente Nietzsche, in quanto lo Zarathustra non sarebbe altro che la prova che egli fu un falso iconoclasta: \u00abha abbattuto idoli se non per sostituirli con altri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Ci spieghi cosa \u00e8 la setta dei Bogomili?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">I Bogomili furono una setta bulgara attiva fra X e il XII secolo, i suoi membri sostenevano che il Creatore non \u00e8 immune dal peccato poich\u00e9 ha creato il mondo. Cioran, definendosi un bogomilo del Novecento, affermava che sarebbe pi\u00f9 facile pensare all\u2019universo come al disegno malriuscito di una divinit\u00e0 malvagia o incapace.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Ad un certo punto si \u00e8 fatto psicologo. Ha dichiarato che da soli si impara a conoscersi, senza aiuto esterno. Il suo giudizio sulla psicanalisi sembra \u2018definitivo\u2019.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Il suo interesse verso la psicanalisi avviene gi\u00e0 durante la guerra, quando passava ore e ore a parlare con i pazienti ricoverati nei manicomi. Secondo Cioran, non esiste una metodica che fornisca la chiave dei misteri psichici, l\u2019arte di essere psicologi non si impara, ma si vive e si sperimenta. Occorre essere il proprio oggetto di studio. Egli liquidava senza indugi Freud come un avventuriero mascherato da scienziato e paragonava la psicanalisi a mera stregoneria.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>La necessit\u00e0 di crearsi la terapia da solo&#8230; di questo parla<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">La scrittura \u00e8 la sola terapia che ha permesso a Cioran di andare avanti, la sola alternativa alle farmacie, un metodo per placare le ossessioni e per scongiurare la noia esistenziale. Se non fosse stato un \u201cimbrattacarte\u201d probabilmente avrebbe messo fine ai suoi giorni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>In un contesto cos\u00ec dilaniante non si vede Dio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">Dio \u00e8 un fiore che germoglia nelle sofferenze, un\u2019illusione necessaria per i deboli di spirito. \u00c8 il dolore ad avvicinare il cielo e la terra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\"><strong>Perch\u00e9 l\u2019idea del suicidio e quel \u00abmeglio non essere nati\u00bb rimangono il fulcro di tutta la esegesi su di lui?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px\">L\u2019uomo ha sempre creduto che la morte fosse il massimo evento negativo dell\u2019esistenza, senza comprendere che il vero male \u00e8 al principio e non alla fine di essa. La vita non \u00e8 altro che un lungo giro per liberarsi dalla nascita, ovvero dalla pi\u00f9 grande catena. Il suicidio che apparentemente potrebbe apparire come una soluzione, in realt\u00e0 non \u00e8 in grado di riscattare la dolcezza anteriore al primo respiro. Soltanto l\u2019idea del suicidio, ovvero la consapevolezza di poter mettere fine in ogni istante ai propri giorni pu\u00f2 essere una consolazione. Senza tener conto di questo passaggio, non \u00e8 possibile leggere colui che si rammaric\u00f2 di essere stato un \u00abmodesto teorico del suicidio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su Emil Cioran \u00e8 rifiorito da qualche anno un intenso e inaspettato interesse, finalmente dovuto ad una esegesi seria e non capziosa dei suoi testi che, in non rari casi, sono nella loro brutale verit\u00e0 dei piccoli gioielli. Inaspettato proprio perch\u00e9 si \u00e8 cominciato a cogliere dal verso giusto un autore che, a ragione, appartiene ai &#8216;grandi&#8217; del pensiero e della letteratura, e finalmente liberato da inutili lacciuoli interpretativi. 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