{"id":875,"date":"2018-12-19T09:52:42","date_gmt":"2018-12-19T08:52:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=875"},"modified":"2018-12-19T09:52:42","modified_gmt":"2018-12-19T08:52:42","slug":"lamara-commedia-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2018\/12\/19\/lamara-commedia-della-vita\/","title":{"rendered":"L&#8217;amara commedia della vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 150px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/12\/uomo-che-cammina-su-strada-deserta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-876 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/12\/uomo-che-cammina-su-strada-deserta-300x200.jpg\" alt=\"uomo-che-cammina-su-strada-deserta\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/12\/uomo-che-cammina-su-strada-deserta-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2018\/12\/uomo-che-cammina-su-strada-deserta.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\">\n<p style=\"padding-left: 180px\">R. se ne \u00e8 andato qualche sera fa, e il tepore che avvolge le vacue ampollosit\u00e0 natalizie si \u00e8 trasformato in tempesta. Da allora non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 nulla di forzato; n\u00e9 la fratellanza, n\u00e9 la familiarit\u00e0 o l\u2019affetto. Ogni sentimento \u00e8 esploso nella sua naturale virulenza. Scarnificato dalla tragedia. Vitale solo perch\u00e9 legato al dolore intraducibile e reale di chi resta e alla potenza rivelatrice della morte.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Capita&#8230; nelle fredde serate di dicembre&#8230; capita, che tutti si predispongano per l\u2019Evento della Nascita in modo che contesti privati e pubblici acquistino significato per via proprio di questa rinnovata promessa di resurrezione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Quella flemma&#8230; certo, si \u00e8 da tempo corrotta nell\u2019interminabile preludio consumistico che apre ad una fagocitante smania predatoria e materialistica che tutto obnubila e sotterra. Ma questa orrida miscela di sacro e profano ancora riesce ad avvolgere ferite profonde, cicatrici mai rimarginate, angosce indicibili. I fumi del caos e del frenetismo pi\u00f9 sguaiato riescono anche solo per qualche giorno a chetarsi; a velare ogni lancinante verit\u00e0 e a rivelare piccole (fasulle) oasi di serenit\u00e0 in cui ci culliamo con compiaciuta e accondiscendente finzione. E nonostante si faccia di tutto per smontare questo idillio, per perdersi nel frastuono e agghindarsi di felicit\u00e0 simulata, scorgiamo questo strano tepore che riesce a svelare ogni pi\u00f9 crudo sentimento e che, pur invitandoci ad una fratellanza forzata, ce lo rivela come sempre voluto e auspicato. Lo scorgiamo e lo afferriamo a piccoli brandelli, mai comprendendone appieno la potenza, inconsciamente ricercata per tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">R. se ne \u00e8 andato cadendo da quel maledetto settimo piano. Un angelo caduto in volo&#8230; ha scritto banalmente qualcuno, parafrasando il cantore dei sentimenti pi\u00f9 puliti. Quel volo che, dopo tante pene, stava invece spiccando nella sua vita privata. Con un amore consacrato nel giorno del suo compleanno, una casa, una direzione di marcia. Con tanti sacrifici, bocconi amari e frustrazioni indicibili fino alla beffa di social scatenatisi ancor prima che i pi\u00f9 intimi sapessero dell\u2019accaduto. Uno strazio nello strazio. Da queste montagne russe, in cui i sentimenti pi\u00f9 nobili manifestati nella piazza virtuale montavano per\u00f2 come panna impazzita, sono stati inconsapevolmente tenuti fuori e quindi avvisati per ultimi, proprio loro, i suoi pi\u00f9 intimi affetti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Con lui mi incrociavo al solito posto&#8230; e sempre, e solo, con caterve di libri da spedire o ritirare. Da l\u00ec partivano dialoghi-confessione che, nel giro di qualche minuto, entrambi sapevamo&#8230; avrebbero preso passaggi obbligati.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Quel volo ha squarciato la Verit\u00e0 che ottenebriamo per decenni, forse per una esistenza intera ma che, prima o poi, prorompe violenta perch\u00e9 la vita acquista un senso solo per chi ha una fede ineluttabile, salda e sicura; altrimenti \u00e8 un banale riposizionamento di pezzi all\u2019interno di un mosaico senza limiti e confini. Ed io, non avendone una salda e sicura ma dubbiosa e tentennante, non comprendo le ragioni di questo affannarsi per uno stupido puzzle; e rimugino sugli interrogativi \u2018ultimi\u2019 con speciosa e noiosa ricercatezza senza mai trovare risposte appaganti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Il tonfo di un angelo \u00e8 sempre pesante, almeno per chi ne riconosce quell\u2019etichetta e sa distinguere una persona per bene dalle mille altre, ordinarie e furbette. Ed il suo, \u00e8 stato pesantissimo. E cos\u00ec, precisa come una lancetta d\u2019orologio che dopo dodici ore \u00e8 costretta a tornare sempre sullo stesso numero, puntuale e banale mi \u00e8 sopraggiunta la solita, terribile domanda: \u00abQual \u00e8 il senso del peregrinare umano?\u00bb Se una fredda e anonima serata di dicembre cancella una vita faticosa, disagevole ma degna, per quale motivo dovremmo inventarci un futuro? Straziarci&#8230; per tentare di edificare un esiguo riparo che, puntualmente, viene divelto dal naturale vento della vita?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Allo strazio di una morte che prende il sopravvento, e che per dei genitori \u00e8 privo pure di una di una parola che la qualifichi o la contenga&#8230; perch\u00e9 non esiste nel nostro vocabolario un termine adeguato per definire il fatto che una mamma o un padre sopravvivano alla morte di un figlio&#8230; se ne aggiunge infatti un altro. Quello di un paese meschino come l\u2019Italia \u2013 che rimarr\u00e0 tale, nonostante proclami tronfi di retorica e demagogia &#8211; in cui i migliori sono costretti a muoversi come fantasmi, a vagare quasi senza identit\u00e0. Figure trasparenti alla \u2018civile societ\u00e0\u2019, quella che preordina modelli e schemi. Di tanto in tanto, lasciati liberi di assumere qualche maschera ma solo per far parte in commedia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Meschino e sciagurato \u00e8 quel paese in cui una laurea in una disciplina umanistica e notti insonni sui libri vengono quasi derisi e umiliati, e che mai ti permettono di entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale ma di approdarvi tardivamente, o di assaporarne piccoli assaggi, quasi come se si compisse un sacrilegio nel bramare l\u2019ordinario.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Meschino e maledetto \u00e8 quel paese in cui onest\u00e0 e probit\u00e0, sensibilit\u00e0 e dolcezza, buona educazione e i toni moderati e sobri sono considerati una sorta di handicap e non motivo di vanto e di distinzione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Alla fine non esiste una morale da tirar fuori, una melensa frase da cioccolatini natalizi. Resta il vuoto&#8230; quel vuoto che tentiamo di ignorare seppellendolo sotto una caotica coltre di dozzinali attivit\u00e0 quotidiane.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">Ripartir\u00e0 la giostra con i suoi clown e le maschere da commedia dell\u2019arte. Il tutto, confinato in una sceneggiatura da tragedia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>R. se ne \u00e8 andato qualche sera fa, e il tepore che avvolge le vacue ampollosit\u00e0 natalizie si \u00e8 trasformato in tempesta. Da allora non c\u2019\u00e8 stato pi\u00f9 nulla di forzato; n\u00e9 la fratellanza, n\u00e9 la familiarit\u00e0 o l\u2019affetto. Ogni sentimento \u00e8 esploso nella sua naturale virulenza. Scarnificato dalla tragedia. Vitale solo perch\u00e9 legato al dolore intraducibile e reale di chi resta e alla potenza rivelatrice della morte. 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