{"id":888,"date":"2019-01-24T08:28:32","date_gmt":"2019-01-24T07:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=888"},"modified":"2019-01-24T08:31:27","modified_gmt":"2019-01-24T07:31:27","slug":"solo-un-filosofo-ci-puo-salvare-elogio-di","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/01\/24\/solo-un-filosofo-ci-puo-salvare-elogio-di\/","title":{"rendered":"Solo un filosofo ci pu\u00f2 salvare: elogio di&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">Ripropongo qui, l&#8217;intervista fattami da Matteo Fais per Pangea.news<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/01\/zzzzzzz.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-889\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/01\/zzzzzzz-300x146.jpg\" alt=\"zzzzzzz\" width=\"300\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/01\/zzzzzzz-300x146.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/01\/zzzzzzz-1024x498.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/01\/zzzzzzz.jpg 1175w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h1 class=\"entry-title single-title\" style=\"padding-left: 120px\"><\/h1>\n<h1 class=\"entry-title single-title\" style=\"padding-left: 120px\"><\/h1>\n<h1 class=\"entry-title single-title\" style=\"padding-left: 120px\"><\/h1>\n<h1 class=\"entry-title single-title\" style=\"padding-left: 120px\">Solo un filosofo ci pu\u00f2 salvare: elogio di Roger Scruton, il conservatore ambientalista, che difende le identit\u00e0 e l&#8217;idea di arte come redenzione.<\/h1>\n<p style=\"padding-left: 120px\">La parola\u00a0<strong>\u201cconservatore\u201d<\/strong>\u00a0di per s\u00e9 non ispira mai reazioni positive, solo astio, antipatia viscerale e un\u2019aprioristica refrattariet\u00e0. Sar\u00e0 forse per questo che qui a Pangea non abbiamo saputo resistere, data la passione per i reprobi che ci caratterizza, e siamo andati subito a leggere<strong>\u00a0l\u2019introduzione al pensiero di Roger Scruton<\/strong>\u00a0appena uscita per la\u00a0<strong>Fergen<\/strong>\u00a0e scritta da\u00a0<strong>Luigi Iannone<\/strong>, sferzante firma de \u201cIl Giornale\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">L\u2019autore dell\u2019agile volume propone una\u00a0<strong>panoramica veloce, ma esaustiva<\/strong>, della complessit\u00e0 di questo\u00a0<strong>filosofo britannico tra i pi\u00f9 influenti nel panorama attuale<\/strong>\u00a0e forse, proprio per questo, poco noto e addirittura inviso nella nostra Nazione che tragicamente sconta la prolungata egemonia culturale della Sinistra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Scruton \u00e8 un fine interprete della\u00a0<strong>deriva politicamente corretta<\/strong>\u00a0del nostro tempo e strenuo\u00a0<strong>sostenitore del discorso identitario<\/strong>, contro le degenerazioni di una globalizzazione totalmente scriteriata. Iannone, dal canto suo, ne segue le orme e, con tutta la passione del suo\u00a0<em>idem sentire<\/em>, ce lo racconta rovesciando palesemente il suo animo sulla pagina.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-65171 alignleft\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.pangea.news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/foto-1-17.jpg?resize=167%2C251\" alt=\"\" width=\"167\" height=\"250\" \/>Partiamo dal principio, dalla\u00a0<em>ratio essendi<\/em>\u00a0di questa tua opera. Perch\u00e9 hai sentito il bisogno di scrivere un testo, che potremmo definire una veloce summa, riguardo al pensiero di Roger Scruton? Ritieni forse che non sia abbastanza conosciuto nel nostro Paese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Non tantissimo. Molti suoi libri sono stati tradotti, ma resta un autore conosciuto quasi esclusivamente dai circuiti culturali. In realt\u00e0, avevo pubblicato con lui un libro-intervista uscito una decina di anni fa e ho avuto il piacere di avere la sua introduzione a un mio volume. Varie volte l\u2019ho intervistato, ma in questa occasione ho colto al volo l\u2019invito di Gennaro Malgieri, che dirige una collana per Fergen, e ho pensato di farne un veloce ritratto per farlo conoscere meglio agli italiani.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong>Tu definisci Roger Scruton come un filosofo conservatore. Credo sia necessario, per\u00f2, chiarire perch\u00e9 conservatore e non piuttosto reazionario.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Lui stesso utilizza questo concetto con una certa frequenza. Per qualche suo libro lo ha utilizzato addirittura come titolo. La differenza sta tutta nella visione generale.\u00a0<strong>Scruton non si attarda su valutazioni pessimistiche, ma le supera. Le comprende e le condivide, ma poi guarda avanti.<\/strong>\u00a0Sceglie delle strade invece che altre, prospetta soluzioni e indica delle scelte.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong>Il punto nevralgico del discorso del filosofo sembra essere la questione identitaria. Come dobbiamo intendere questo concetto? Insomma, perch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 \u00e8 cos\u00ec importante dal suo punto di vista e, pertanto, va difesa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Io credo che sia questo il punto di tutta la sua opera e del suo filosofare. Qualunque argomento o spinosa tematica egli affronti, lo snodo mi sembra sempre lo stesso. E soprattutto, in un\u2019epoca come la nostra, sottoposta alle pressioni globali e attraversata da sfide immani come i costanti flussi migratori, questo tema si innesta col ruolo della sovranit\u00e0 nazionale.\u00a0<strong>Una difesa dell\u2019identit\u00e0 non attraverso forme retrive (o, appunto, reazionarie), e quindi comprimendosi nelle strettoie poco praticabili di un nazionalismo contiguo al revanchismo, ma, al contrario, tutelando e regolando di continuo i processi democratici.<\/strong>\u00a0Modulando valori antichi con la realt\u00e0 fattuale e mitigando tutto col \u00abbuon senso conservatore\u00bb. Insomma, un processo di riaggiustamento che deve essere costante e continuo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong>\u00c8 sorprendente come un pensatore, che potremmo identificare come genericamente situato a Destra, dedichi una non trascurabile porzione della sua produzione a questioni quali l\u2019animalismo e l\u2019ambientalismo. Ma non si trattava di tematiche a esclusivo appannaggio della Sinistra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Scruton \u00e8 di molte spanne superiore alla media. Non \u00e8 intrappolato nelle logiche delle contrapposizioni partitiche. Si professa conservatore, ma sostanzia tutto quanto attraverso tesi argomentate e non ideologiche. E cos\u00ec, per esempio,\u00a0<strong>inquadra l\u2019ambientalismo in ambito conservatore e non in quello progressista e di sinistra. Anzi, l\u2019ambientalismo sarebbe la quintessenza della causa conservatrice, l\u2019esempio pi\u00f9 vivo di quel patto \u201cfra i morti, i vivi e i non ancora nati\u201d di cui Edmund Burke faceva l\u2019apologia.<\/strong>\u00a0Il pensiero conservatore di Scruton lega, appunto, il passato, presente e il futuro. E in questo filo rosso l\u2019ambiente e la difesa del territorio sono una priorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong>Come giustificare una tesi, cos\u00ec in controtendenza rispetto alla linea dominante, secondo cui la democrazia pu\u00f2 essere garantita unicamente dalla sussistenza di una \u201cfedelt\u00e0 nazionale\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Perch\u00e9 \u2013 e qui sono totalmente d\u2019accordo con lui \u2013 noi conosciamo e comprendiamo il concetto di democrazia solo all\u2019interno di un perimetro nazionale. Non abbiamo contezza di \u201cimperi democratici\u201d.\u00a0<strong>L\u2019Unione Europea da questo punto di vista ne \u00e8 infatti un esempio. Burocrati e tutta una pletora di non eletti decidono per noi, senza tener conto delle sensibilit\u00e0 particolari.<\/strong>\u00a0La democrazia moderna nasce invece all\u2019interno dello Stato-nazione. E l\u00ec si sviluppa e progredisce. O si rinsecchisce. Non c\u2019\u00e8 alternativa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong>Dal punto di vista del filosofo, pur con tutte le sue contrapposizioni interne, l\u2019Italia pu\u00f2 comunque essere considerata una Nazione intesa come condivisione di istituzioni, costumi e senso della storia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Qui ritorna il discorso sull\u2019identit\u00e0. La sua \u00e8 una continua esortazione alla difesa delle specificit\u00e0 e delle differenze contro l\u2019indifferentismo e il relativismo culturale. Vale per l\u2019Italia, ma per ogni altro popolo europeo.\u00a0<strong>Lo Stato-nazione sarebbe la garanzia primaria dell\u2019ordine civile, politico e culturale verso il quale tendere. Da una globalizzazione sempre pi\u00f9 arrembante ci si difende salvaguardando le differenze e le identit\u00e0 particolari.<\/strong>\u00a0E, per ora, l\u2019unico rimedio pare quello di rafforzare e difendere le sovranit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0<strong>Credo che uno dei concetti maggiormente fraintesi di questi tempi sia quello di \u201cpoliticamente scorretto\u201d, che molti confondono con libert\u00e0 di invettiva e turpiloquio. Non certo il filosofo da te preso in esame che, comunque, denuncia i rischi del politicamente corretto. Ci potresti spiegare quali sono?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">S\u00ec, non certo lui. In Occidente, Scruton \u00e8 considerato il principe del politicamente scorretto.\u00a0<strong>Ha preso posizione in favore della caccia, a favore della Brexit, contro le neo-femministe, in difesa della vita e della famiglia e di mille altre cose.<\/strong>Non c\u2019\u00e8 argomento o tema condiviso dalla stragrande maggioranza degli intellettuali e del mainstream che non lo veda sul fronte opposto. E non per spirito di contraddizione, ma per convinzioni fondate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0<strong>Un capitolo del tuo testo si intitola\u00a0<em>La filosofia del pessimismo<\/em>. Sappiamo che tutti i rivoluzionari di sinistra sono tendenzialmente degli ottimisti, contrariamente ai reazionari-conservatori che stanno sul versante opposto della barricata. Aveva dunque ragione Spengler, \u201cl\u2019ottimismo \u00e8 vilt\u00e0\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Il suo \u00e8 un pessimismo atipico. Non a caso l\u2019introduzione di Malgieri a questo mio librino ha come titolo\u00a0<em>Un conservatore per l\u2019avvenire<\/em>.\u00a0<strong>Il suo pessimismo non vuole rappresentare, come per tanti altri pensatori, lo stile ed essenza di un agire ma un motivo, un filo conduttore per comprendere il presente, per confidare nelle consuetudini e nelle tradizioni, nei cambiamenti lenti<\/strong>, nell\u2019idea che i limiti posti dalla natura non debbano essere sempre e comunque superati. E infine, \u201cper combattere le false speranze e l\u2019ottimismo senza scrupoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0<strong>Scruton \u00e8 conservatore e credente. Certamente sostiene la necessit\u00e0 del sentimento religioso nella vita umana. Malgrado ci\u00f2, proprio per la sua ricaduta politica, sembra non vedere di buon occhio l\u2019Islam. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Quando l\u2019appartenenza religiosa diviene fatto totalizzante tende a disprezzare le differenze e a rendere lo stato illiberale. Scruton, oltre che dal terrorismo, \u00e8 preoccupato da un mondo musulmano che, in non pochi ambiti geopolitici, tenderebbe a degenerare in fondamentalismo. In molti luoghi la legittimazione politica avverrebbe infatti con l\u2019adesione alla tradizione coranica e cio\u00e8 a una legge religiosa che sovrasterebbe ogni altra. Ed \u00e8 proprio per questo che per il filosofo inglese dovremmo difendere la nostra tradizione, che si fonda sulla laicit\u00e0 e su una concezione chiara dell\u2019ordine politico. E dovremmo ridare la giusta centralit\u00e0 allo Stato nazionale che, pur non rappresentando la soluzione di tutti i mali, \u00e8 legato a esperienze concrete, al territorio, alla storia, ai popoli e quindi difficilmente potrebbe essere costretto a una appartenenza esclusiva verso una religione che si trasforma in legge civile.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0<strong>C\u2019\u00e8, se non sbaglio, del platonismo in Scruton quando sostiene che il Bello non \u00e8 soggettivo e, come scrivi tu, \u201ci Radiohead non possono essere messi sullo stesso piano di Brahms\u201d. Ma come possiamo dire questo dopo il postmoderno e il pensiero debole?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">L\u2019accostamento irriguardoso che viene fatto tra la musica contemporanea e, per esempio, la musica classica \u00e8 uno dei suoi tanti cavalli di battaglia. Peraltro, lui ha firmato libretto e musica di varie opere e quindi parla a ragion veduta.\u00a0<strong>Lo stesso vale quando critica Duchamp, il kitsch imperante, certe pitture moderne e quando salva solo pochi contemporanei, tra cui Eliot e Pound. Sulla frattura tra cultura alta e bassa, la sua posizione \u00e8 irremovibile<\/strong>\u00a0(sul tema ha dedicato vari libri) e io ti rispondo con una sua frase: \u201cIl senso della bellezza \u00e8 un universale umano e nasce dal bisogno profondo di sentirci a casa nel mondo e anche di trovare i nostri valori riflessi nei nostri ambienti. Seguendo il richiamo della bellezza mettiamo un valore di lunga durata nelle cose che ne hanno uno breve\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0<strong>Oggi l\u2019arte, dal suo punto di vista, dissacrerebbe unicamente. In ci\u00f2 facendo, eviterebbe di percorrere il suo naturale corso che, sempre secondo il filosofo, dovrebbe condurre al divino. Come si fa, partendo dall\u2019arte, a giungere fino a Dio?<br \/>\n<\/strong>Se si parte dal presupposto che l\u2019arte deve essere \u201cbellezza, forma e redenzione\u201d e \u201cla bellezza redime ci\u00f2 che tocca\u201d, il gioco \u00e8 fatto!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><strong><em>Matteo Fais<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ripropongo qui, l&#8217;intervista fattami da Matteo Fais per Pangea.news *\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0* Solo un filosofo ci pu\u00f2 salvare: elogio di Roger Scruton, il conservatore ambientalista, che difende le identit\u00e0 e l&#8217;idea di arte come redenzione. La parola\u00a0\u201cconservatore\u201d\u00a0di per s\u00e9 non ispira mai reazioni positive, solo astio, antipatia viscerale e un\u2019aprioristica refrattariet\u00e0. 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