{"id":905,"date":"2019-03-07T10:45:10","date_gmt":"2019-03-07T09:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=905"},"modified":"2019-03-07T10:45:10","modified_gmt":"2019-03-07T09:45:10","slug":"i-grandi-scrittori-tutti-di-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/03\/07\/i-grandi-scrittori-tutti-di-destra\/","title":{"rendered":"I grandi scrittori? Tutti di destra"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 210px\"><em>Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone del Libro, lo dice a chiare lettere. O meglio, lo fa intendere, ma in maniera abbastanza chiara: anche quest\u2019anno sar\u00e0 un fortino auto-celebrativo per la cultura progressista. E ne fa addirittura una questione di quote. A leggere la realt\u00e0, ogni dieci scrittori, a suo dire, ben otto sarebbero progressisti, i restanti due conservatori, anarchici di destra o similari. Per tale motivo, ha sentito la necessit\u00e0 di invitare solo uomini di cultura dichiaratamente di sinistra e fare &#8221;selezioni all&#8217;ingresso&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\"><em>Non entriamo nel merito di questa stantia differenziazione; tuttavia, a Lagioia, rispondiamo con una articolo di Giovanni Raboni (non propriamente un reazionario o un pericoloso criptofascista), pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> del 27 marzo 2002.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\"><em>Se lo legga, il caro Lagioia (&#8230; o magari se lo rilegga), e poi si riaccomodi pure sulle calde e comode poltrone della Fiera di Torino insieme ai suoi compagni di questo misero tempo. L\u2019articolo di Raboni dice molto sia sulla cultura del Novecento, che \u00e8 stata nelle sue punte pi\u00f9 alte essenzialmente non di sinistra, sia sull\u2019approccio metodologico manicheo, settoriale ed ideologico, e perci\u00f2 cupo e poco intelligente, di un mondo che ha preferito l\u2019egemonia alla qualit\u00e0, il consenso immediato alle vette solitarie e ineguagliabili di artisti, letterati e filosofi spesso non classificabili, e perci\u00f2 ritenuti ingiustamente degli outsider .<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\"><em>Non sappiamo se oggi sia lo stesso; se cio\u00e8 le vette siano da additare ad una parte mentre il resto, quel magma mediocre e indistinto, sia da lasciare all\u2019altra. Non entriamo in queste classificazioni da Bar dello sport. Ma una rilettura consapevole del testo di Raboni si impone, almeno per avere contezza di cosa ci siamo lasciati alle spalle e quanta acredine e falsit\u00e0 sia circolata intorno ad autori non succubi della egemonia culturale. E sopratutto come non sia cambiato questo puerile e limitato metro di giudizio.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: center\">*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: center\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/220px-Rolf_Schilling_und_Ernst_J\u00fcnger_edit.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-906\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/220px-Rolf_Schilling_und_Ernst_J\u00fcnger_edit.jpg\" alt=\"220px-Rolf_Schilling_und_Ernst_J\u00fcnger_(edit)\" width=\"219\" height=\"243\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Se c\u2019 \u00e8 qualcosa sui cui destra e sinistra sembrano essere, da un po\u2019 di tempo, sorprendentemente d\u2019 accordo \u00e8 che in Italia non esiste una cultura di destra degna di questo nome: con il corollario o, invece, per il motivo che i cosiddetti intellettuali \u2013 categoria di cui fanno naturalmente parte, fra gli altri, i romanzieri, i poeti, i drammaturghi, insomma gli scrittori \u2013 sono \u00abtutti di sinistra\u00bb. Si tratta di una convinzione talmente diffusa e soprattutto, si direbbe, cos\u00ec profondamente radicata, da trasformarsi nell\u2019immaginario collettivo in una sorta di luogo comune metastorico: come, insomma, se non soltanto adesso e qui da noi, ma ovunque e da sempre vi fosse un nesso consolidato e in qualche modo fatale fra l\u2019 essere scrittore e l\u2019 essere \u00abdi sinistra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">E una delle conseguenze di questa credenza o diceria \u00e8 l\u2019 atteggiamento di incomprensione se non di rifiuto, di estraneit\u00e0 se non di malanimo, di diffidenza se non di disprezzo nei confronti dell\u2019 intera categoria, ravvisabile in larghi strati dell\u2019 opinione pubblica piccolo borghese, a cominciare da alcuni dei pi\u00f9 pittoreschi rappresentanti dell\u2019 attuale maggioranza politica. Peggio per loro, si potrebbe commentare; ma anche, a pensarci bene, peggio per noi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Ma c\u2019 \u00e8 anche, forse, un altro modo di porsi di fronte alla questione, ed \u00e8 quello di andare e vedere e il luogo comune che ne costituisce il fondamento non sia, per conto suo, almeno in parte infondato. \u00c8 quanto, personalmente, mi sono proposto di fare, sforzandomi in primo luogo di ampliare decisamente la prospettiva, cio\u00e8 di spostare l\u2019 attenzione dell\u2019 angusta e, ahim\u00e8, molto significativa attualit\u00e0 italiana a quanto \u00e8 successo durante gli ultimi cento anni in ambito mondiale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">E il risultato \u00e8 quello che mi permetto qui di sottoporre alla riflessione dei lettori (di destra e di sinistra) eventualmente interessati all\u2019argomento. Per dirla nel pi\u00f9 diretto e disadorno e a prima vista (ma solo a prima vista) provocatorio dei modi, la verit\u00e0 dei fatti \u00e8 la seguente: che non pochi, anzi molti, anzi moltissimi tra i protagonisti o quantomeno\u00a0tra le figure di maggior rilievo della letteratura del \u2018 900 appartengono o sono comunque collegabili a una delle diverse culture di destra \u2013 dalla pi\u00f9 illuminata alla pi\u00f9 retriva, dalla pi\u00f9 conservatrice alla pi\u00f9 eversiva, dalla pi\u00f9 perbenistica alla pi\u00f9 canagliesca \u2013 che si sono intrecciate o contrastate o sono semplicemente coesistite nel corso del ventesimo secolo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/d-annunzio-838795.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-907\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/d-annunzio-838795-221x300.jpg\" alt=\"d-annunzio-838795\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/d-annunzio-838795-221x300.jpg 221w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/d-annunzio-838795.jpg 590w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">\n<p style=\"padding-left: 210px\">Per chi non volesse (e farebbe, sia ben chiaro, benissimo) credermi sulla parola, ecco un po\u2019 di nomi, messi in fila secondo il pi\u00f9 neutrale dei criteri, quello alfabetico, e mescolando (un po\u2019 per non complicarmi la vita e un po\u2019 perch\u00e9 si farebbe altrimenti, ai fini di quanto sto cercando di dire, pi\u00f9 confusione che altro) ogni tipo di destra possibile: Barr\u00e8s, Benn, Bloy, Borges, C\u00e9line, Cioran, Claudel, Croce, D\u2019 Annunzio, Drieu La Rochelle, T. S. Eliot, E. M. Forster, C. E. Gadda, Hamsun, Hesse, Ionesco, Jouhandeau, J\u00fcnger, Landolfi, Thomas Mann, Marinetti, Mauriac, Maurras, Montale, Montherlant, Nabokov, Palazzeschi, Papini, Pirandello, Pound, Prezzolini, Tomasi di Lampedusa, W.B. Yeats\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">E non \u00e8 finita; a parte, per un minimo di rispetto alla peculiarit\u00e0 del loro tragitto, ho tenuto infatti i transfughi dalla sinistra, quelli che sono stati folgorati, a un certo punto della vita, dalla rivelazione dei disastri e dei crimini del comunismo storico e che per questo hanno finito con l\u2019 attestarsi su posizioni sostanzialmente liberali: Auden, Gide, Hemingway, Koestler, Malraux, Orwell, Silone, Vittorini\u2026 E a parte ancora, perch\u00e9 \u00e8 impossibile immaginare quali sarebbero state le loro convinzioni e vicende politiche se il destino li avesse fatti vivere altrove, i grandi perseguitati da Stalin: Babel\u2019 , Brodskij, Bulgakov, Cvetaeva, Mandel\u2019 stam, Pasternak, Solzenicyn\u2026 Il tutto, s\u2019 intende, salvo (probabilmente) omissioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Ma ce n\u2019 \u00e8 gi\u00e0 abbastanza, mi sembra, per mettere seriamente in discussione la credibilit\u00e0 della famosa equazione dalla quale siamo partiti: per il sollievo di chi detesta o teme la sinistra ma anche, per motivi magari un po\u2019 pi\u00f9 complessi, per il conforto di chi pensa che essere di sinistra sia una scelta etica e non una questione di appartenenza automatica o, peggio, una specie di privilegio di casta. Ma ancora pi\u00f9 importante, a mio avviso, sarebbe prendere spunto da questo sommario censimento per cercare di liberarsi da un altro ancora pi\u00f9 insidioso pregiudizio, quello secondo il quale una persona di sinistra che scrive libri \u00e8 ipso facto uno scrittore di sinistra e una persona di destra che scrive libri \u00e8 ipso facto uno scrittore di destra. Non \u00e8 cos\u00ec: il senso di un\u2019 opera letteraria decidendosi e manifestandosi altrove, su un piano totalmente diverso da quello delle scelte di carattere ideologico e dei comportamenti di carattere politico. Tengo a precisare che non intendo affatto, con questo, pronunciarmi a favore dell\u2019 irresponsabilit\u00e0 civile dello scrittore (e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019 artista); al contrario, sono convinto che uno scrittore (un artista) debba rispondere delle idee che professa e degli atti che compie esattamente come ne risponde qualsiasi altro cittadino. Quello che voglio dire \u00e8 semplicemente che le due sfere non coincidono necessariamente, anzi che molto spesso (per non dire il pi\u00f9 delle volte) non coincidono; e che, per esempio, si pu\u00f2 essere rivoluzionari nella scrittura e conservatori, o addirittura reazionari, in politica, e viceversa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">E forse, spingendosi un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0, si potrebbe persino ipotizzare l\u2019 esistenza di un oscuro, paradossale legame fra progressismo politico e conservatorismo stilistico da una parte e fra passione sperimentale e sfiducia nelle \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb dell\u2019 altra; le inquietanti vicende di due dei massimi innovatori (nel campo, rispettivamente, della prosa e della poesia) che la letteratura del \u2018 900 possa vantare, il collaborazionista e antisemita C\u00e9line e il filomussoliniano Pound, sembrano fornire, in questo senso, indizi non facilmente accantonabili.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Ma lasciamo perdere; sarei gi\u00e0 contento, per ora, di aver insinuato qualche dubbio sia nell\u2019animo di chi, a destra, vede in ogni scrittore un avversario politico, sia in quello di chi, da sinistra, scambia non meno ingenuamente ogni scrittore per un compagno di fede. Filoni Moltissimi protagonisti della letteratura del Novecento appartengono o sono comunque collegabili a una delle diverse culture di destra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">NEL MONDO Barr\u00e8s, Benn, Bloy, Borges, C\u00e9line, Cioran, Claudel, Drieu La Rochelle, T. S. Eliot, E. M. Forster, Hamsun, Hesse, Ionesco, Jouhandeau, J\u00fcnger, Thomas Mann, Mauriac, Maurras, Montherlant, Nabokov, Pound, W. B. Yeats<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">IN ITALIA Croce, D\u2019 Annunzio, Carlo Emilio Gadda, Landolfi, Marinetti, Montale, Palazzeschi, Papini, Pirandello, Prezzolini, Tomasi di Lampedusa,<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">TRANSFUGHI A parte, dai nomi sopra indicati, vanno ricordati i \u00abtransfughi dalla sinistra\u00bb: Auden, Gide, Hemingway, Koestler, Malraux, Orwell. E in Italia: Silone, Vittorini<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">PERSEGUITATI Sono i grandi perseguitati da Stalin, impossibile dire quali sarebbero state le loro convinzioni e vicende politiche se il destino li avesse fatti vivere altrove: Babel\u2019 , Brodskij, Bulgakov, Cvetaeva, Mandel\u2019 stam, Pasternak, Solzenicyn.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone del Libro, lo dice a chiare lettere. O meglio, lo fa intendere, ma in maniera abbastanza chiara: anche quest\u2019anno sar\u00e0 un fortino auto-celebrativo per la cultura progressista. E ne fa addirittura una questione di quote. A leggere la realt\u00e0, ogni dieci scrittori, a suo dire, ben otto sarebbero progressisti, i restanti due conservatori, anarchici di destra o similari. Per tale motivo, ha sentito la necessit\u00e0 di invitare solo uomini di cultura dichiaratamente di sinistra e fare &#8221;selezioni all&#8217;ingresso&#8221;. 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