{"id":910,"date":"2019-03-12T09:28:30","date_gmt":"2019-03-12T08:28:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=910"},"modified":"2019-03-12T09:28:30","modified_gmt":"2019-03-12T08:28:30","slug":"il-pensiero-ribelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/03\/12\/il-pensiero-ribelle\/","title":{"rendered":"Il pensiero ribelle"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 150px\">Da pochi giorni \u00e8 uscito il mio nuovo libro, <em>Il pensiero ribelle<\/em> (Idrovolante dizioni, p.340) in cui tento di rintracciare delle connessioni tra una cinquantina di personalit\u00e0 del Novecento, diverse per sensibilit\u00e0 e orientamenti, come D\u2019Annunzio, Longanesi, G\u00f3mez D\u00e1vila, Ezra Pound, Dugin, Thomas Mann, Zolla, Guareschi, Mishima, Heidegger, Cioran, Corridoni, Spengler, Drieu la Rochelle, Carl Schmitt, Robert Musil e altri ancora.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Quello che segue \u00e8 il paragrafo dedicato a JRR Tolkien.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/dfgdfg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-911\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/dfgdfg-198x300.jpg\" alt=\"dfgdfg\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/dfgdfg-198x300.jpg 198w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/dfgdfg-677x1024.jpg 677w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/dfgdfg.jpg 701w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a>************<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">Tolkien, il cammino che disorienta<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px;text-align: center\">Come pi\u00f9 volte ribadito, i percorsi del ribellismo possono essere eccentrici, vari e insoliti. I mondi di J.R.R. Tolkien (1892-1973), filologo e accademico, autore de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, sono per esempio quelli velati da un martellante pensiero razionale che tende a soffocarne la seppur minima percettibilit\u00e0. Cammino che disorienta, perch\u00e9 ci espropria della nostra realt\u00e0, annulla passato, presente e futuro e ci rapisce in maniera globale. Ma da considerarsi ribelle anche per volont\u00e0 degli altri. In Italia, si partorirono, pi\u00f9 o meno distrattamente, alcune delle pi\u00f9 memorabili definizioni di Tolkien e della sua opera.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">\n<p style=\"padding-left: 150px\"><em>La critica ideologica<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">A partire dagli anni \u201860 e con il graduale uniformarsi di tutta la cultura alle teorie progressiste Tolkien diviene semplicemente \u201cfascista\u201d. Un metodo e uno strumento di chiara matrice gramsciana, per la quale, in maniera insistita, anzi ossessionante, si delegittimava autore ed opera, in uno stupefacente perdurare di accuse: \u00abI suoi testi \u2013 scrisse Roberto Cotroneo \u2013 non vengono letti solo come opere letterarie, ma si trasformano in carte geografiche dello spirito, in esercizi spirituali della memoria e dell\u2019intelligenza (&#8230;). Forse in questa teologia fantastica, eccessiva, quasi abnorme, sta il limite autentico di un autore come Tolkien che non ha mai saputo crearsi un vero distacco dai suoi futuri lettori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">D\u2019altra parte simbologie, mito, bagliori di esoterismo erano alla base di un\u2019opera sin da subito disapprovata dall\u2019intellighenzia progressista che, con giudizi fortemente riduttivi e in un clima di isterismo e di odio, non tard\u00f2 a definirla in vari modi. Nel 1982 Vanni Ronsisvalle lo defin\u00ec conservatore, reazionario, fascista, Guido Fink considerava sommamente ambigua la sua opera mentre per Saverio Vertone era \u00abreazionaria, fascista e intinta di pangermanismo spirituale\u00bb. Infine, gli attacchi della critica marxista che divideva gli ambiti di analisi e di giudizio considerando il fantastico di destra e la fantascienza di sinistra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">La diatriba si incammin\u00f2 ovviamente sul versante politico-ideologico ma, in maniera pi\u00f9 larvata, la questione riguard\u00f2 molti paesi europei. Nel nostro, molti si chiedevano se, per esempio, le favole fossero di destra o di sinistra, se fossero responsabili di un \u00abannientamento della ragione\u00bb o potessero essere \u2013 seguendo la linea di Italo Calvino \u2013 rappresentazioni in cui avrebbero potuto trovare spazio anche fenomeni storici come la Resistenza. Tuttavia, tesi fuorvianti visto che lo stesso Tolkien ripet\u00e8 in pi\u00f9 occasioni di opporsi per esempio all\u2019uso dell\u2019allegoria per svelare i significati reconditi della sua opera. Lo aveva fatto gi\u00e0 nel 1947 con Rayner Unwin, il quale, dopo aver letto solo una parte della storia, rifer\u00ec a suo padre che era chiara \u00abla finalit\u00e0 allegorica della lotta tra il bene ed il male\u00bb. Gli spunti, d\u2019altronde, non mancavano: l\u2019opera era stata scritta durante il conflitto mondiale e la successiva contrapposizione ideologico-militare tra blocco occidentale e sovietico avvaloravano talune ipotesi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Molto opportunamente Michael White ha scritto che, con tali premesse, diventerebbe per\u00f2 molto facile rintracciare allegorie dappertutto: \u00abL\u2019uso del bianco e del nero per definire il bene ed il male; la decisione di rendere gutturale la lingua degli orchi, che alcuni possono interpretare come una distorsione estrema del tedesco parlato; e naturalmente, pi\u00f9 rivelatrice di tutte, la posizione delle nazioni in lotta nel la Terra di Mezzo\u00bb. Seguendo questa strada, per White, si potrebbero fornire giustificazioni a vantaggio delle proprie tesi in numero indefinito&#8230; cos\u00ec il Consiglio di Elrond che temporeggia molto prima di decidere potrebbe essere accostato all\u2019insieme dei paesi alleati che tardano a comprendere il pericolo Hitler; o si potrebbe interpretare Mordor come allegoria della Russia comunista piuttosto che della Germania nazista, e via di questo passo, ma \u00abultima cosa che voleva era che i lettori svalutassero il suo alto concetto, sminuissero la sua epica grandiosa e senza tempo, mettendola in relazione con sporchi fatti della vita umana moderna\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Questi sentimenti di avversione da una parte e la recisa condanna al silenzio dall\u2019altra, furono causa di una spirale di frequenti incomprensioni. Gianfranco De Turris analizza questa particolare forma di ostracismo, adottata soprattutto negli anni Settanta, e ne fa una disamina che parte da un assunto essenzialmente ideologico. In una simile prospettiva la critica all\u2019opera di Tolkien \u00e8 quasi esclusivamente ideologica e si fonda e si perpetua attraverso varie fasi. Innanzitutto, Il Signore degli Anelli partirebbe male, nel senso che dopo l\u2019edizione per Astrolabio, qualche anno pi\u00f9 tardi viene tradotto integralmente dalla Rusconi, considerata gi\u00e0 da tempo una casa editrice reazionaria (per ragioni simili lo stesso trattamento sar\u00e0 riservato all\u2019Adelphi), e cos\u00ec scoppiano le polemiche oltre che l\u2019ostracismo militante. Umberto Eco in un articolo dal titolo La parabola del buon reazionario (L\u2019Espresso, dicembre 1970), descriveva la Rusconi come una casa editrice tesa a dare un volto presentabile alla destra (killer mascherato secondo l\u2019ironico commento che ne fa Quirino Principe) e Tolkien il risultato di quella subdola operazione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Le conseguenze che ne trae De Turris sono appassionanti. Innanzitutto la Rusconi, per la fama che si era conquistata di casa editrice non conformista, non ebbe nessun libro recensito in maniera positiva e da questo coro strepitante di accuse e di denigrazione non poteva tirarsi fuori Il Signore degli Anelli. Altra causa scatenante, la triade di intellettuali che fece conoscere e present\u00f2 l\u2019opera: Alfredo Cattabiani che la scelse, Quirino Principe che la cur\u00f2 e El\u00e9mire Zolla che ne scrisse l\u2019introduzione. Un terzetto di nomi che non poteva passare sotto silenzio. E infine il cuore dell\u2019opera: esaltazione del dovere, rispetto per i valori tradizionali, cameratismo, irrazionalismo: \u00abInizialmente non vi fu alcuna appropriazione o strumentalizzazione del romanzo di Tolkien da parte della destra, ma un rifiuto immediato da parte della sinistra. Che non lo capiva e non aveva intenzione di capirlo, dato che il metro di giudizio utilizzato non era quello letterario-estetico, ma purtroppo soltanto \u2013 quello ideologico-politico: poich\u00e9 Tolkien, cattolico tradizionalista e autore di un\u2019opera \u201cfantastica\u201d e medievaleggiante non rientrava negli schemi mentali preconfezionati della sinistra, ma aveva tutti i crismi del nemico, venne posto al bando\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/JRRTolkien.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-912\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/JRRTolkien-300x167.jpg\" alt=\"JRRTolkien\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/JRRTolkien-300x167.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/JRRTolkien.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\"><em>\u00a0Le coordinate simboliche<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px;text-align: left\">I racconti si muovono, infatti, dentro coordinate apparentemente sempre uguali, come l\u2019eterna lotta tra il Bene e il Male. Questo che per\u00f2 pu\u00f2 sembrare un facile approccio manicheistico, che si alimenta nella eterna lotta, \u00e8 in realt\u00e0 vissuto e descritto in maniera personale. Sulla scia del filone medioevale, Tolkien pone la lotta tra Bene e Male, rappresentando quest\u2019ultimo come assenza di Bene e dunque mancanza di luce. Il Male \u2013 riprendendone la visione agostiniana \u2013 non \u00e8 rappresentato da una potenza in s\u00e9, ma dal nulla, dal buio, dall\u2019oscurit\u00e0, mentre il Bene dall\u2019attaccamento ossessivo alla natura e alla terra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Molti personaggi che rappresentano il male, nel momento in cui periscono in battaglia si dissolvono, spariscono nelle tenebre. Un semplice artifizio simbolico tendente a riaffermare la capacit\u00e0 dell\u2019uomo di imporre la propria identit\u00e0, di fronte al nulla imperante, al fatuo, all\u2019invisibile. Ma vene sono molti altri di questi segni che avvalorano la tesi di una visione agostiniana del Male. Tante figure, gi\u00e0 prima di scomparire, \u00abci vengono descritte come Ombre, prive di una propria consistenza (&#8230;)\u00bb; e poi, \u00abla perdita di temporalit\u00e0: tutte queste figure sono, oltre che incorporee, al di fuori delle leggi e del naturale scorrere del tempo (&#8230;). \u2013 La perdita del proprio nome: &#8230; \u00e8 la perdita di identit\u00e0 totale, della propria essenza, quasi della propria anima (&#8230;). L\u2019Anello (&#8230;) che indossato, provoca simultaneamente la perdita di spazialit\u00e0 (invisibilit\u00e0 e, in tempi lunghi, consunzione del corpo) e di temporalit\u00e0 (arresto dell\u2019invecchiamento), (&#8230;). (&#8230;) il proprietario dell\u2019Anello che pi\u00f9 ne ha subito gli effetti, Smeagol, perde il proprio nome e viene chiamato Gollum, e pare egli stesso incapace di riferirsi alle cose, (&#8230;) chiamandole col proprio nome corretto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">E proprio in relazione a questa invisibilit\u00e0 che vi \u00e8 la rinuncia all\u2019Anello del Potere che omologa a tutti gli altri. Chi indossa l\u2019Anello \u00e8 simile agli altri e, pur credendo di detenere la chiave del potere, ne \u00e8 irrimediabilmente soggiogato: \u00e8 posseduto pi\u00f9 che possederlo. Sceglie il Male, dunque rinuncia alla propria identit\u00e0 e si rende invisibile. La dicotomia bene-male non \u00e8 per\u00f2 mai portata all\u2019estreme conseguenze. Frodo, in realt\u00e0, sta per fallire la sua impresa, essendo anch\u2019egli attratto dal potere dell\u2019Anello, che viene distrutto grazie al suo precedente atto di piet\u00e0 nei confronti di Gollum e all\u2019amicizia senza confini con Sam. L\u2019interpretazione che ne d\u00e0 Marco Paggi \u00e8 allo stesso tempo singolare e intrigante, corroborando in maniera sostanziale la tesi che vuole l\u2019opera tolkieniana non ancora del tutto svelata. Paggi crede nello schema labirintico dell\u2019opera nella quale molte risposte ancora sarebbero da scoprire. L\u2019esperienza che ne verrebbe fuori \u00e8 dunque \u00abamorfa, inarticolata ed ineffabile, e dipende dal contatto che ciascuno di noi ha con i suoi d\u00e8i\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">La sua non confondibilit\u00e0 nel panorama culturale del tempo \u00e8 causa ed effetto di tutto il clamore che poi ha irrimediabilmente suscitato, e la capacit\u00e0 e l\u2019intuizione di creare un mondo parallelo \u00e8 l\u2019aspetto cruciale della sua opera.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px\">Tolkien fece in modo di non abbandonare questo mondo parallelo neanche da morto. Sulla tomba, dove fu sepolto insieme alla moglie, fece scrivere Edith Man Tolkien Lisithien 1889- 1971 e John Ronald Thiel Tolkien Beren 1892-1973, dove Luthien era la donna elfo che rinuncia all\u2019immortalit\u00e0 per morire come il suo innamorato, il mortale Beren.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da pochi giorni \u00e8 uscito il mio nuovo libro, Il pensiero ribelle (Idrovolante dizioni, p.340) in cui tento di rintracciare delle connessioni tra una cinquantina di personalit\u00e0 del Novecento, diverse per sensibilit\u00e0 e orientamenti, come D\u2019Annunzio, Longanesi, G\u00f3mez D\u00e1vila, Ezra Pound, Dugin, Thomas Mann, Zolla, Guareschi, Mishima, Heidegger, Cioran, Corridoni, Spengler, Drieu la Rochelle, Carl Schmitt, Robert Musil e altri ancora. Quello che segue \u00e8 il paragrafo dedicato a JRR Tolkien. ************ Tolkien, il cammino che disorienta Come pi\u00f9 volte ribadito, i percorsi del ribellismo possono essere eccentrici, vari e insoliti. I mondi di J.R.R. Tolkien (1892-1973), filologo e accademico, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/03\/12\/il-pensiero-ribelle\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1086,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[37074,47],"tags":[372687,372686],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/910"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1086"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=910"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/910\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":913,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/910\/revisions\/913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}