{"id":914,"date":"2019-03-14T11:46:53","date_gmt":"2019-03-14T10:46:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=914"},"modified":"2019-03-14T11:46:53","modified_gmt":"2019-03-14T10:46:53","slug":"jan-palach-una-torcia-nella-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/03\/14\/jan-palach-una-torcia-nella-notte\/","title":{"rendered":"Jan Palach. Una torcia nella notte"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 210px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-915 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/1-206x300.jpg\" alt=\"1\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/1-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/1.jpg 694w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>Come pu\u00f2 essere definito l\u2019atto estremo di Jan Palach? Disperato o eroico, vibrante di fremiti patriottici o frutto di egoismo angosciato? In un tempo come il nostro, un gesto simile avrebbe di certo affollato le misere arterie dei social, occupato per qualche giorno o, al limite, per qualche settimana, il dibattito pubblico e poi sarebbe stato triturato dall\u2019affastellarsi di nuovi e succulenti eventi. Eppure, se dopo cinquant\u2019anni gli echi delle sue gesta e di quelle dei suoi compatrioti risuonano ancora con una forza incredibile, se sulla sua tomba non mancano mai fiori portati da qualche anonima manina, se continuano a moltiplicarsi iniziative in suo onore, vuol dire che, nonostante la cappa di scaltro silenzio, i semi lanciati in quel lontano 19 gennaio del 1969 stanno dando dei frutti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Palach \u00e8 infatti un fantasma che ritorna in superficie periodicamente e che la memoria selettiva di una Europa refrattaria ad ogni anelito spirituale non riesce e non riuscir\u00e0 a cancellare. Potente in quanto non comprimibile in un assetto ideologico o parte politica. Dirompente proprio perch\u00e9 assolutamente privo di retropensieri o connessioni partitiche. Una pietra miliare che si impone con la sua assenza e per l\u2019autorevolezza e la dignit\u00e0 di un gesto che, a noi occidentali, europei, moderni abitatori del terzo millennio, pare ai limiti della follia e incomprensibile sotto ogni punto di vista. Ma Palach non era uno squilibrato in cerca di gloria e dunque un disadattato che bramava la celebrit\u00e0, magari avendo la mente ottenebrata da una ideologia uguale e contraria a quella sovietica. Era uno studioso di filosofia. Un giovane appassionato di storia e di politica, che contro un leviatano mastodontico e impenetrabile, non trov\u00f2 altra soluzione che combatterlo in maniera alternativa e non convenzionale. Si diede fuoco nella Piazza San Venceslao di Praga per protestare contro quei carri armati, simbolo di violenza, abominio e costrizione (\u00abIo non sono un suicida &#8211; disse &#8211; sono la luce che ha illuminato il buio che \u00e8 sceso sulla Cecoslovacchia. Anche una piccola torcia, nel buio, pu\u00f2 diventare un faro che illumina il mondo. I giovani cecoslovacchi sono disposti a morire per dare luce\u00bb.).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Ma quelli erano tempi da \u2018\u2018guerra fredda\u2019\u2019 e non tutti ne parlarono con dovuta fermezza e auspicata ossessivit\u00e0. Muovere delle critiche ai paesi sovietici, demolire o confutare il comunismo e le sue <em>magnifiche sorti<\/em>, disegnare un quadro fortemente negativo di quelle esperienze, significava rompere delicati equilibri sotterranei e interni ad ogni singolo Paese che, pur in un ambito di conflitto aperto, andavano comunque salvaguardati. Tranne qualche accenno in talune opere di qualche cantautore e le commemorazioni dei movimenti giovanili di destra che incominciarono ad intensificarsi nei decenni successivi, il suo ricordo si attut\u00ec progressivamente e il suo coraggio e la sua protesta, cos\u00ec come di tanti altri, furono ben presto dimenticate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">Quando sua madre, nel 1971, lamentava di essere rimasta sola: \u00abSo che il mio ragazzo non \u00e8 stato dimenticato ma nessuno \u00e8 mai arrivato fin qui a portarmi una parola di bene. Le autorit\u00e0 hanno paura del mito di Jan e tentano di seppellirlo con l&#8217;ordine del silenzio. Solo io posso andare a pregare sulla sua tomba: i cancelli del cimitero sono sorvegliati dagli agenti ed \u00e8 vietato deporre fiori. Avevo fatto costruire una lapide di bronzo: mi hanno ordinato di toglierla. Jan \u00e8 un morto scomodo &#8230;\u00bb, ne aveva tutte le ragioni. Nei giorni immediatamente successivi i media internazionali e la stessa Chiesa cattolica ne diedero ampio risalto ma, come detto, nel giro di qualche mese, tutto rientr\u00f2 nella pi\u00f9 bieca e disarmante normalit\u00e0. Tuttavia, oasi di memoria non parcellizzata sono state tenute sempre vive.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-916\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/2-205x300.jpg\" alt=\"2\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/2-205x300.jpg 205w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/2.jpg 676w\" sizes=\"(max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px\">\n<p style=\"padding-left: 210px\">Queste nebbie che si sono addensate nel corso del tempo intorno ad una vicenda tragica ma insieme esaltante, si sono sporadicamente diradate attraverso un costante appello alla verit\u00e0 da parte di realt\u00e0 isolate e pur tuttavia vivificato mediante azioni concrete. Strutturare quel ricordo per imprimerlo nella nostra memoria, in qualunque modo e attraverso ogni strumento ordinario o inconsueto, \u00e8 sempre azione meritoria. Ecco perch\u00e9 aver pensato ad una grafich novel (<em>Jan Palach. Praga 1969. Una torcia nella notte<\/em>) come ha fatto Ferrogallico Editrice, e quindi aver creato un fumetto (il primo!) sulla sua vicenda raffigurandone non solo le intime aspirazioni e poi la fine tragica, ma gli affetti, l\u2019impegno politico, la spensieratezza e lotta, \u00e8 il modo pi\u00f9 diretto e immediato per ottemperare a questo obbligo morale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;text-align: left\">Se gli echi di quel gesto, oltre a saggi accademici, articoli di giornale e convegni, trovano una loro pratica aderenza anche grazie ad uno strumento giovanile (&#8230; ma non giovanilistico) come il fumetto, vuol dire che i semi della ribellione contro quell\u2019abominio totalitario oltre a dare i frutti sperati, stanno alimentando nuove piantine di libert\u00e0. Con i testi e i disegni di Petr Vyoral, curatore dell\u2019edizione originale Ceca, la prefazione di Emanuele Ricucci, e una postfazione di Umberto Maiorca, questo volume va a sostanziare quel coacervo di iniziative, che, come si diceva, si sono dispiegate solitarie negli anni, ma che ora paiono finalmente intensificarsi e muoversi in ogni direzione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: left\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-917\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/3-210x300.jpg\" alt=\"3\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/3-210x300.jpg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/3-716x1024.jpg 716w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/03\/3.jpg 726w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: left\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: left\">\n<p style=\"text-align: right\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Come pu\u00f2 essere definito l\u2019atto estremo di Jan Palach? 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