{"id":924,"date":"2019-04-18T20:38:17","date_gmt":"2019-04-18T18:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=924"},"modified":"2019-04-19T08:22:35","modified_gmt":"2019-04-19T06:22:35","slug":"cioran-lo-scettico-estremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/04\/18\/cioran-lo-scettico-estremo\/","title":{"rendered":"Cioran, lo scettico estremo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/COPERTINA-MATTHEUS.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-925\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/COPERTINA-MATTHEUS-194x300.jpg\" alt=\"COPERTINA MATTHEUS\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/COPERTINA-MATTHEUS-194x300.jpg 194w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/COPERTINA-MATTHEUS.jpg 645w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px;text-align: justify\"><strong><em>Un saggio su Emil Cioran, articolato e denso di aneddoti e notizie, \u00e8 stato da poco ripubblicato da Lemma Press con il titolo\u00a0<\/em>Cioran. Ritratto di uno scettico estremo<em>\u00a0(pp.322, euro 22). <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px;text-align: justify\"><strong><em>Autore \u00e8 quel Bernd Mattheus, scrittore, saggista e traduttore tedesco, gi\u00e0 biografo di Antonin Artaud e Georges Bataille.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px;text-align: justify\"><strong><em>Un lavoro che ripercorre la biografia umana e professionale di uno dei pi\u00f9 grandi pensatori del Novecento,\u00a0 e che \u00e8 arricchito da una utile prefazione di Vincenzo Fiore che riportiamo qui di seguito.<\/em>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">Gli equivoci del genio<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [\u2026]<em> sicch\u00e9 non vivono fino alla morte<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: right\"><em>se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita.<\/em><\/h5>\n<ol>\n<li style=\"text-align: right\">\n<h5>Leopardi<\/h5>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Al numero 21 di Rue de l\u2019Od\u00e9on, nessuno risponde al telefono da giorni. Il 17 aprile 1988 un\u2019agenzia di stampa americana diffonde la notizia del suicidio di Cioran. Si parla di avvelenamento. Alla porta del <em>Privatdenker<\/em> bussa un giovane trentacinquenne tedesco, Bernd Mattheus, studioso sopraffino con alle spalle gi\u00e0 pubblicazioni su altre due figure radicali, come Antonin Artaud e Georges Bataille. Cioran apre la porta in accappatoio, \u00e8 vivo, e sta provando a riparare un foro in un tubo dell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Non pochi, fra i suoi detrattori, gli perdoneranno mai il fatto che sia morto sfinito fra i letti di un ospedale. Emblematico, fu il caso di Alain Bosquet che nel suo testo <em>La m\u00e9moire ou l\u2019oubli<\/em> arriv\u00f2 a tacciare lo scettico dei Carpazi di pseudo pessimismo morboso, suggerendogli di impiccarsi, di cancellare la sua esistenza come atto di coerenza con i propri scritti. Travestiti da poliziotti con la penna nella custodia, alcuni dei critici letterari hanno investigato nel cercare delle prove, come se un cadavere dovesse certificare la prova tangibile della tragicit\u00e0 dell\u2019esistere. Eppure gi\u00e0 i lirici greci cantavano dell\u2019impossibilit\u00e0 di riscattare la dolcezza anteriore alla nascita, se fosse bastato solo un cappio probabilmente Cioran non avrebbe esitato (anche gli antinatalisti contemporanei \u2013 fra cui D. Benatar, T. Ligotti e P. W. Zapffe \u2013 spiegano perfettamente che ritenere la nascita una catastrofe non suggerisca tesi a favore del suicidio). Ci\u00f2 che invece ha reso sopportabile la sua esistenza \u00e8 stata l\u2019idea del suicidio, ovvero la consapevolezza di poter mettere fine in qualsiasi momento alla commedia del vivere: \u00abTutto il carico amaro dell\u2019esistenza svanisce davanti al <em>pensiero <\/em>che possiamo arrestarlo in qualsiasi momento, che custodiamo dentro di noi l\u2019immensa libert\u00e0 della nostra assenza e che possiamo riscattare la nostra caduta in dolori sterili o nella banalit\u00e0, grazie alla genialit\u00e0 negativa del suicidio. Se non fossimo in grado di immaginare \u2013 consolandoci in questo modo \u2013 l\u2019opportunit\u00e0 di toglierci di mezzo, l\u2019atto infinito della liberazione di s\u00e9, l\u2019esistenza non avrebbe alcuna via di uscita da s\u00e9 stessa, e la galera del respiro non potrebbe supporre alcun cielo. Quest\u2019idea fa di ognuno di noi un padrone, e il fatto di non tradurla in pratica non ci rende schiavi. Sar\u00e0 vero che i veri suicidi sono quelli non consumati? Conoscere la cura sicura del male e, ci\u00f2 nonostante, portarlo ancora oltre\u00bb (<em>Divagazioni<\/em>).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/20845_emil-cioran.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-926\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/20845_emil-cioran-300x225.jpeg\" alt=\"20845_emil-cioran\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/20845_emil-cioran-300x225.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/04\/20845_emil-cioran.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Del resto, ancora oggi, ombre ben pi\u00f9 oscure offuscano il pensiero e la vita del pensatore romeno. Non sono pochi coloro che hanno tentato di estrapolare le sue grida e i suoi anatemi per inserirli in tradizioni politiche che nulla hanno avuto a che fare con il suo pensiero. Un\u2019infatuazione giovanile per i legionari di Corneliu Zelea Codreanu mai del tutto scontata, nonostante nei suoi scritti francesi e nelle sue interviste abbondino considerazioni come: \u00abCos\u00ec come del cancro si dice che non \u00e8 una malattia ma un insieme di malattie, la Guardia di Ferro era un insieme di movimenti e, pi\u00f9 che un partito, una setta delirante\u00bb (<em>Apolide metafisico<\/em>); oppure: \u00abLa quantit\u00e0 di imbecilli e di pazzi che ho ammirato! Quando penso al mio passato la vergogna mi sommerge. Tante infatuazioni che mi squalificano\u00bb (<em>Quaderni 1957-1972<\/em>). Bollato non solo come un autore reazionario, ma anche come il Pol Pot della letteratura, Cioran, che mai aveva dato ascolto ai pettegolezzi dei salotti letterari n\u00e9 alle mode accademiche, chiese proprio a Mattheus, che ne curava il testo, quasi per tutelarsi o per evitare di essere ancora strumentalizzato, di eliminare dall\u2019edizione tedesca di <em>Squartamento <\/em>l\u2019aforisma: \u00abNon appena si esce nella strada, alla vista della gente, <em>sterminio<\/em> \u00e8 la prima parola che viene in mente\u00bb. L\u2019estetica della scrittura sacrificata sull\u2019altare del politicamente corretto, controprova che non occorreva spostarsi nella Spagna franchista per imbattersi nella messa al bando, o quantomeno\u00a0 in delle limitazioni, del pensiero cioraniano. Cioran gi\u00e0 da tempo aveva confessato il suo malessere scaturito dagli equivoci, che trascinavano il suo nome in un passato ormai sepolto. L\u20198 febbraio 1972, amareggiato, egli scriveva al fratello di detestare la prima traduzione italiana de <em>Le mauvais d\u00e9miurge<\/em> perch\u00e9 apparsa con le Edizioni de Il Borghese, marchio ancorato alla cultura di destra: \u00abSi ha un bel fare, non si sfugge al passato. Che idiozia!\u00bb. Ci\u00f2 nondimeno, egli volt\u00f2 le spalle anche all\u2019Occidente benpensante che esigeva l\u2019intellettuale impegnato, rifiutando ogni tipo di premio o partecipazione al dibattito pubblico, definendo il progresso un\u2019ingiustizia dei padri nei confronti dei figli e ravvisando i rischi dell\u2019utopia (\u03bf\u1f50\u00a0\u00abnon\u00bb\u00a0\u03c4\u1f79\u03c0\u03bf\u03c2\u00a0\u00abluogo\u00bb; il non-luogo, da nessuna parte).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">La necessit\u00e0 di un lavoro rigoroso, come questo di Mattheus, sta nel fatto di restituire ai lettori un profilo non ideologico di una delle penne pi\u00f9 controverse del Novecento. Lo studioso tedesco, attraverso l\u2019analisi di documenti e un\u2019attenta ricostruzione delle fonti, stimola la ricerca e ci ricorda quanto materiale, nonostante il moltiplicarsi di studi e pubblicazioni, sia ancora sconosciuto e inedito nel nostro paese. Conoscere la biografia del pensatore romeno significa immergersi nella sua opera, scevri da pregiudizi\u00a0 o da qualche etichettatura giornalistica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Dissacratore di ogni bandiera, avverso a qualsiasi tipo di fede, Cioran ha recitato il <em>requiem <\/em>alla filosofia dei sistemi, svelandone gli imbrogli e denunciando chi, come Heidegger, aveva spianato, con gli artifici del linguaggio, la strada ad un tipo di pensiero povero di contenuto e ricco nella forma. Il lascito del filosofo che mai ha pensato di fondare scuole o di elaborare nuove dottrine, \u00e8 quello di una delle requisitorie pi\u00f9 estreme contro l\u2019uomo, contro il mondo e contro Dio; pur essendo consapevole che persino la negazione pu\u00f2 essere una catena. L\u2019esistere \u00e8 svelato, le illusioni sono cadute, le nostre miserie smascherate. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per nuove rovine, \u00abl\u2019uomo \u00e8 il cancro della terra\u00bb, l\u2019estinzione \u00e8 una necessit\u00e0, perch\u00e9 finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita, non c\u2019\u00e8 speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un saggio su Emil Cioran, articolato e denso di aneddoti e notizie, \u00e8 stato da poco ripubblicato da Lemma Press con il titolo\u00a0Cioran. Ritratto di uno scettico estremo\u00a0(pp.322, euro 22). Autore \u00e8 quel Bernd Mattheus, scrittore, saggista e traduttore tedesco, gi\u00e0 biografo di Antonin Artaud e Georges Bataille.\u00a0 Un lavoro che ripercorre la biografia umana e professionale di uno dei pi\u00f9 grandi pensatori del Novecento,\u00a0 e che \u00e8 arricchito da una utile prefazione di Vincenzo Fiore che riportiamo qui di seguito.\u00a0 *\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0* Gli equivoci del genio \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [\u2026] sicch\u00e9 non vivono [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/04\/18\/cioran-lo-scettico-estremo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1086,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[47],"tags":[372691,372692,262770],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/924"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1086"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=924"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/924\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":929,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/924\/revisions\/929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}