{"id":931,"date":"2019-05-03T18:00:48","date_gmt":"2019-05-03T16:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=931"},"modified":"2019-05-03T18:04:20","modified_gmt":"2019-05-03T16:04:20","slug":"il-fascismo-eterno-di-raimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/05\/03\/il-fascismo-eterno-di-raimo\/","title":{"rendered":"Il fascismo eterno di Raimo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-932\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/05\/dfghgfh-300x160.jpg\" alt=\"dfghgfh\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/05\/dfghgfh-300x160.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/05\/dfghgfh.jpg 987w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Christian Raimo rimugina con una certa periodica ossessivit\u00e0 sui propri tormenti che sono poi linfa vitale di certa sinistra; quella sinistra che, per decenni, ha monopolizzato cattedre universitarie, studi televisivi, case editoriali e tutto il resto. Congettura chiss\u00e0 quali scenari di fronte ad una realt\u00e0 che, a leggerla con animo spurio da farneticante ideologia, rientra nella normale elaborazione culturale e nella pi\u00f9 ordinaria discussione pubblica. Ma agli emancipati progressisti del nostro tempo provoca una sgradevole orticaria quella galassia di case editrici, convegni, associazioni culturali ed iniziative editoriali che, negli ultimi anni, sta incrementando a dismisura la propria presenza e pervasivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">\u00abI neofascisti si stanno organizzando\u00bb e poi \u00abL&#8217;antifascismo oggi o \u00e8 militante o non \u00e8\u00bb sembrano slogan dei tempi di Valle Giulia. La seconda affermazione di Raimo, tuttavia, non merita alcuna confutazione. Ho in pi\u00f9 occasioni scritto che il fascismo fu mille cose ma essenzialmente traducibile e sintetizzabile nella figura di Mussolini. Storici di chiara fama (si dice cos\u00ec, no?) hanno spiegato molto bene questo concetto e sciorinato ogni possibile motivazione, prima e meglio di me. Senza Mussolini non \u00e8 pi\u00f9 possibile immaginare una riproposizione del fenomeno se non in termini folkloristici e, in alcuni casi, parodistici. Dunque, anche l\u2019antifascismo di cui Raimo mena vanto \u00e8 una caratterizzazione ideologica che si connota identitariamente grazie alla ineludibile necessit\u00e0 del riconoscimento di un nemico; che, per\u00f2, come dicevo, non esiste. E che non esister\u00e0 pi\u00f9 perch\u00e9 Mussolini \u00e8 morto nel 1945.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Certo, la bravura di questi signori \u00e8 stata (ed \u00e8) quella di aver trasposto su un altro piano la questione e di averla agghindata col solito taglio moralistico e manicheo. Tanto bravi da aver trasformato un sostantivo in aggettivo e quindi, per definizione, dando la possibilit\u00e0 ad ogni controversia contemporanea di identificarsi e spiegarsi in quel termine: un uomo che picchia un altro uomo \u00e8 infatti da ritenersi un \u00abfascista\u00bb; un imbecille che importuna ed usa violenza verso una donna di colore \u00e8 un \u00abfascista\u00bb, e cos\u00ec via. Ma questa \u00e8 cosa nota! E se i \u2018sinistri\u2019 non vogliono capirla, noi ce ne faremo una ragione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Ci\u00f2 che inquieta \u00e8 il rimestare nel torbido; far passare l\u2019idea che il solo fatto che piccole case editrici che hanno una discreta eppur significativa presenza sul territorio nazionale ma che non accedono ai soliti circuiti di Premi letterari, Fiere e cose del genere (sempre monopolizzati dalla sinistra tanto cara a Raimo e a tutti coloro che gli esprimono consenso ogni qual volta lancia slogan di questo tipo), sia esso stesso elemento preoccupante per la tenuta democratica. Insomma, un evento spurio dalla \u2018normalit\u00e0\u2019 democratica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Sarei anche stanco di ribattere a questa solfa reiterata, antica e improduttiva almeno sotto il profilo dell\u2019elaborazione culturale. Per ci\u00f2 che mi riguarda continuo a credere che l\u2019impegno di tanti amici e di tante penne brillanti come Giuli, Stanca, Giubilei, Dell&#8217;Orco, sia utile per articolare la discussione intellettuale e non renderla asfittica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">E mi sembra ancora pi\u00f9 offensivo e irrispettoso il fatto che citando le passate Fiere del Libro, Raimo affermi che \u00abper\u00f2 era garantita la presenza di case editrici catacombali come le Edizioni di Ar\u00bb. A ben intendere&#8230; si direbbe una sorta di \u2018\u2019operazione Panda\u2019\u2019, di cui quasi dovremmo ringraziarlo(li) per la indubbia magnanimit\u00e0. Mentre adesso si debba segnalare come pericoloso il fatto che i libri pubblicati da case editrici \u2018\u2019non progressiste\u2019\u2019 (Raimo, va bene non progressiste?) inizino ad essere tanti, troppi, e allora il fenomeno andrebbe immediatamente regolato (ed uso il termine \u2018\u2019regolato\u2019\u2019 come eufemismo).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Caro Raimo, si rassegni e soprattutto non metta nello stesso calderone picchiatori e complottisti, terrapiattisti e nazisti dell\u2019Illinois, razzisti e chi reputa necessario regolare i flussi migratori, sovranismo e totalitarismo, conservatorismo e medioevo, chi legge Heidegger e chi vuole gasare gli ebrei, la questione rom, le curve di calcio, Luca Traini, Torre Maura e Primo Levi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">E\u2019 un giochetto che non funziona pi\u00f9! O meglio, funziona solo nei talk show politici, veri e propri teatrini del nulla, e nelle Fiere e nei Premi Letterari dove si incontrano e si premiano gli amici degli amici.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Io scrivo di Ernst J\u00fcnger e di Prezzolini, di Scruton e di Longanesi, di Aron e di Simone Weil, e tento di non fare macedonie. D&#8217;altra parte il &#8216;sinistro&#8217; Giovanni Raboni, dalle colonne del <em>Corriere della Sera<\/em>, disse che erano i pi\u00f9 importanti scrittori del Novecento. Ma questa \u00e8 storia a Lei nota.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Eviti di farne anche Lei di macedonie! C&#8217;\u00e8 un mondo al di fuori della sua finestra. Respiri a pieni polmoni e non abbia timore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Christian Raimo rimugina con una certa periodica ossessivit\u00e0 sui propri tormenti che sono poi linfa vitale di certa sinistra; quella sinistra che, per decenni, ha monopolizzato cattedre universitarie, studi televisivi, case editoriali e tutto il resto. Congettura chiss\u00e0 quali scenari di fronte ad una realt\u00e0 che, a leggerla con animo spurio da farneticante ideologia, rientra nella normale elaborazione culturale e nella pi\u00f9 ordinaria discussione pubblica. 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