{"id":938,"date":"2019-06-15T07:58:39","date_gmt":"2019-06-15T05:58:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=938"},"modified":"2019-06-15T07:58:39","modified_gmt":"2019-06-15T05:58:39","slug":"julius-evola-unautobiografia-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/06\/15\/julius-evola-unautobiografia-spirituale\/","title":{"rendered":"Julius Evola. Un&#8217;autobiografia spirituale"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 270px\">Muoversi lungo le traiettorie di pensiero di Julius Evola, vuol dire intraprendere un cammino costellato di simboli, allusioni, neologismi, metafore, ma avulso da una vera ricognizione sul suo conto e su faccende pi\u00f9 ordinarie.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\"><em>Il cammino del cinabro <\/em>fu un\u2019autobiografia intellettuale che tent\u00f2 di mettere sistemazione tra i suoi scritti e di svelare punti di vista che non fossero relativi al solo pensiero ma che, nonostante le buone intenzioni, rest\u00f2 imprigionato anch\u2019esso nell\u2019esegesi filosofica. Qualunque annotazione ulteriore alla speculazione intellettuale sembrava funzionale alla declinazione delle sue teorie e anche qualche fugace deriva intimistica lasciava trapelare ben poco della vita dell\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Fu un\u2019operazione complessa per essere afferrata dal grande pubblico, anche se in tanti si imbarcarono in quell\u2019impresa che presupponeva la conoscenza di quasi tutte le sue opere. Come una bussola, infatti, <em>Il cammino<\/em> <em>del cinabro<\/em> si insediava tra le pi\u00f9 oscure sinuosit\u00e0 cercando di portare della luce. In realt\u00e0, resta un testo impenetrabile se non si \u00e8 padroni di quel pensiero e di quel linguaggio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/06\/1396243984-ipad-416-0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-939\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/06\/1396243984-ipad-416-0-300x100.jpg\" alt=\"1396243984-ipad-416-0\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/06\/1396243984-ipad-416-0-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/06\/1396243984-ipad-416-0.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">\n<p style=\"padding-left: 270px\">Gianfranco De Turris e Andrea Scarabelli, rispettivamente autore della prefazione e curatore di <em>Autobiografia spirituale<\/em> (Edizioni Mediterranee, pp. 152), compiono una operazione meritoria proponendo questo nuovo volume che, per taluni aspetti, integra proprio <em>Il cammino<\/em>. Oltre alle tesi di Evola, si scende finalmente in originali aneddoti e qualche informazione personale, anche col corredo di un corposo corredo di note non solo biografiche. Non una mera operazione di colto pettegolezzo n\u00e9, al contrario, un rimestare nella sfiancante diatriba tra evoliani, antievoliani e, come li defin\u00ec lui stesso, \u00abgli evolomani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Questa <em>Autobiografia spirituale<\/em> \u00e8 soprattutto frutto di quella lunghissima intervista realizzata tra il 1969 e il 1971 da una Tv francese che, nella sua integralit\u00e0, \u00e8 inedita in Italia. E perci\u00f2 si differenzia dal <em>Cammino <\/em>gi\u00e0 dal taglio linguistico visto che Evola, in un contesto rilassato, spiega le sue opere da una prospettiva diversa. Si sofferma, per esempio, con pi\u00f9 leggerezza intorno ai parametri del suo concetto di libert\u00e0 assoluta, tanto che quando gli chiedono perch\u00e9 non si fosse mai sposato, risponde in questo modo: \u00abPerch\u00e9 tengo \u2013 ho sempre tenuto \u2013 alla mia libert\u00e0, in senso assoluto. Non conosco nemmeno la mia famiglia; cio\u00e8, so che c\u2019\u00e8, ma ho sempre vissuto in una maniera assolutamente indipendente e anti-borghese. Per lo stesso motivo, non ho mai avuto un impiego in un ufficio. Ho sempre preferito avere meno possibilit\u00e0 ma una libert\u00e0 totale. E poi, vede, da un punto di vista sessuale, non sono per la monogamia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">Vengono quindi riportati tre testi degli anni Venti che spiegano del suo passaggio dal dadaismo (\u00abper noi il dadaismo era qualcosa di molto serio: non aveva il significato di un\u2019arte qualsiasi. Non era il tentativo di creare un\u2019arte nuova. Si situava all\u2019opposto del futurismo, totalmente infatuato dal futuro\u00bb) alla filosofia e all\u2019esoterismo; pagine in cui ci racconta dei suoi studi di matematica, delle letture giovanili, del suo rapporto con Gu\u00e9non, con Marinetti (\u00abMolto violento, molto sensuale, molto spontaneo\u00bb) ed Ezra Pound (\u00abHo avuto tra le mani alcune raccolte di sue poesie, e devo dirle francamente di non capire troppo perch\u00e9 sia considerato un grande poeta, il migliore dei nostri giorni\u00bb).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 270px\">In vari contesti aveva affermato che la scrittura dei sui libri viaggiava su due strade separate. A volte era quasi per \u2018iniziati\u2019, altre per il lettore-tipo. Questa autobiografia spirituale pare essere utile per entrambi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Muoversi lungo le traiettorie di pensiero di Julius Evola, vuol dire intraprendere un cammino costellato di simboli, allusioni, neologismi, metafore, ma avulso da una vera ricognizione sul suo conto e su faccende pi\u00f9 ordinarie. Il cammino del cinabro fu un\u2019autobiografia intellettuale che tent\u00f2 di mettere sistemazione tra i suoi scritti e di svelare punti di vista che non fossero relativi al solo pensiero ma che, nonostante le buone intenzioni, rest\u00f2 imprigionato anch\u2019esso nell\u2019esegesi filosofica. Qualunque annotazione ulteriore alla speculazione intellettuale sembrava funzionale alla declinazione delle sue teorie e anche qualche fugace deriva intimistica lasciava trapelare ben poco della vita dell\u2019autore. 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