{"id":966,"date":"2019-10-03T11:07:34","date_gmt":"2019-10-03T09:07:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=966"},"modified":"2019-10-03T11:07:34","modified_gmt":"2019-10-03T09:07:34","slug":"non-mettiamo-in-soffitta-il-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/10\/03\/non-mettiamo-in-soffitta-il-novecento\/","title":{"rendered":"Non mettiamo in soffitta il Novecento"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">Il Novecento ha marchiato il suo incedere con un carico di tragedie ma anche con inusitata forza teoretica ed ideologica. Una forza talmente esplosiva che, seppur per via indiretta e con ripercussioni meno violente, \u00e8 riuscita a riverberarsi anche in questi primi due decenni del nuovo millennio. Sar\u00e0 stato dunque breve, come scrisse Hobsbawm o, al contrario, sterminato come dice Veneziani ma, nonostante una celata riluttanza che ci porta a far finta che abbiamo per sempre abbandonati certi stilemi e modi di pensare, nessuno sfugge alla regola aurea di una sempiterna connessione con quel passato.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/10\/lglgjlgjlk.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-967\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/10\/lglgjlgjlk-300x163.jpg\" alt=\"lglgjlgjlk\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/10\/lglgjlgjlk-300x163.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/10\/lglgjlgjlk-1024x555.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/10\/lglgjlgjlk.jpg 1472w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\"><\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">Tutto ci\u00f2 accade perch\u00e9 seguendo la linea interpretativa di Corrado Ocone (<em>La chiave del secolo<\/em>, Rubbettino, p.180) anche nuovi concetti e categorie che paiono appartenere solo al nostro tempo rivelano invece i propri germi identificativi in quell\u2019avventura caotica e straripante del secolo scorso. Un lasso di tempo in cui si port\u00f2 a compimento il progetto moderno che aveva caratterizzato le vicende europee ed occidentali degli ultimi secoli ma che giunse solo allora a radicalizzazione.<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">Fu in quel momento che la fondamentale matrice illuministica, che secondo Ocone \u00e8 il marchio di fabbrica dell\u2019intera modernit\u00e0, rivel\u00f2 al massimo grado ogni sua componente. Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto. Pur nella tragedia apocalittica, il Novecento ha avuto il merito di far esplodere alla massima potenza gli arsenali ideologici e quelli metafisici, l\u2019analisi storica e quella sociale, pur affinando e rincorrendo ogni sconsiderata contraddizione.<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">Fu un grande oceano, agitato da pensatori immensi e da tendenze culturali e piattaforme di filosofia politica (in specie quelle italiane) che lette ora, a distanza di sicurezza, danno un senso generale non tanto di compiutezza ma di disordinata organicit\u00e0 e di profondit\u00e0. O meglio, di assoluta radicalit\u00e0, per utilizzare il vocabolario di Ocone. E infatti, taluni concetti, tutti moderni, posti in una condizione di radicalizzazione possano mostrare il volto oscuro. Il concetto di Individuo, per esempio, che sfocia nel nichilismo e nella perdita di senso quando ci si abbandona all\u2019emancipazione individuale assoluta. Il concetto di Ragione che, sin dalla Rivoluzione francese, ha mostrato le sue derive totalitarie anti liberali. Il concetto di Verit\u00e0 che regredisce in relativismo quando disconnesso dalla storia.<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">E cos\u00ec egli fa bene a riprendere tragitti articolati e autori diversissimi fra loro, come Ernst Nolte, Robin George Collingwood, Jacques Derrida, Friedrich von Hayek, Benedetto Croce, Guido De Ruggiero, non arretrando il punto di vista di fronte ad analisi su fenomeni sociali o correnti filosofiche come il <em>sessantottismo<\/em>, il <em>Nuovo realismo<\/em> di Ferraris, <em>l\u2019Italian Theory<\/em> di Roberto Esposito.<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">Attraverso di essi Ocone pu\u00f2 ritornare sulla crisi che invest\u00ec l\u2019Europa, su quell\u2019arsenale ideologico che smosse ogni singolo anfratto del continente, sul futuro della civilt\u00e0 occidentale e sugli indirizzi culturali, pur tuttavia salpando da una sponda chiara, quella liberale, a cui appartiene e da cui legge ogni singolo passaggio.<\/h3>\n<h3 style=\"padding-left: 240px\">E in fondo, questo suo peregrinare, non pu\u00f2 che prendere le mosse dall\u2019idea di comprendere il senso e quindi il fine non solo del Novecento ma dell\u2019intera modernit\u00e0. Se quel secolo \u00e8 stato infatti il momento di massima radicalizzazione di un lungo processo vuol dire che tutta la potenza acquisita da teorie e filosofie, a distanza di qualche decennio, potrebbe finalmente mostrare oltre alle zone d\u2019ombra e alle proprie matrici anche le direzioni di senso.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Novecento ha marchiato il suo incedere con un carico di tragedie ma anche con inusitata forza teoretica ed ideologica. Una forza talmente esplosiva che, seppur per via indiretta e con ripercussioni meno violente, \u00e8 riuscita a riverberarsi anche in questi primi due decenni del nuovo millennio. 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