{"id":981,"date":"2019-11-21T13:50:24","date_gmt":"2019-11-21T12:50:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=981"},"modified":"2019-11-21T13:50:24","modified_gmt":"2019-11-21T12:50:24","slug":"damnatio-memoriae-il-volume-di-francesco-carlesi-su-italia-e-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2019\/11\/21\/damnatio-memoriae-il-volume-di-francesco-carlesi-su-italia-e-fascismo\/","title":{"rendered":"Damnatio memoriae. Il volume di Francesco Carlesi su Italia e fascismo"},"content":{"rendered":"<div class=\"tab-detail style2\" style=\"padding-left: 30px\">\n<div class=\"tab-content\" style=\"padding-left: 30px\">\n<div id=\"sv-description\" class=\"tab-pane active\" style=\"padding-left: 30px\">\n<div class=\"content-tab-detail\" style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 60px\"><em>Damnatio memoriae. Italia e fascismo. Scritti storici sui tab\u00f9 del nostro tempo,\u00a0<\/em>a cura di Francesco Carlesi (Eclettica edizioni, p.228, euro 13) e con saggi di\u00a0Gianluca Passera, Michelangelo Suozzi, Fabrizio Vincenti, Francesco Guarente, Raimondo Fabbri, Sandro Righini e Daniele Trabucco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\">\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: center\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/11\/copertina-33-600x765.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-982\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/11\/copertina-33-600x765-235x300.jpg\" alt=\"copertina-33-600x765\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/11\/copertina-33-600x765-235x300.jpg 235w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2019\/11\/copertina-33-600x765.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 30px\">\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: center\">*\u00a0 \u00a0 \u00a0*\u00a0 \u00a0 \u00a0*<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\">Di seguito, quarta di copertina e l&#8217;introduzione di Augusto Sinagra<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\"><em>A quasi ottant\u2019anni di distanza, il ventennio mussoliniano rimane il periodo pi\u00f9 discusso della storia italiana. Le censure e le lotte ideologiche hanno spesso impedito di cogliere le complessit\u00e0 di quell\u2019epoca lontana, che con tutti i suoi drammi rappresent\u00f2 comunque un passaggio importante della nazione in cammino. Tra le due guerre si svilupp\u00f2 un pensiero economico-sociale antitetico al liberismo che influenz\u00f2 irrimediabilmente le evoluzioni del dopoguerra. Il Codice Civile del \u201942, le politiche demografiche e le teorie geopolitiche sono alcuni dei principali elementi di interesse nati nel contesto della dittatura. Inoltre, una serie di personaggi controcorrente aspetta ancora di essere riportata al centro del dibattito: Gradi, Panunzio, Di Crollalanza, Berto Ricci, Tassinari, Solaro, Bombacci, Biggini. Questo viaggio controcorrente si completa con incursioni storiche sul Risorgimento e la Prima guerra mondiale fino alle figure di Mattei e Olivetti, che si intrecciano, volenti o nolenti, con il ventennio su cui \u00e8 caduta la<\/em>\u00a0damnatio memoriae.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px\">\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00c8 da salutare con viva soddisfazione questo volume curato da Francesco Carlesi e da altri studiosi tanto giovani quanto valorosi e promettenti.\u00a0 Non posso negare che in tempi di menzogna leggere cose vere e certamente frutto della indiscutibile onest\u00e0 intellettuale degli Autori, induce anche ad un sentimento di conforto e di speranza. Non senza significato il volume reca il titolo <em>Damnatio memoriae<\/em> volendo significare gi\u00e0 con il suo <em>incipit <\/em>la ferma determinazione di questi giovani studiosi di volere trarre dal buio profondo della Foiba un intero periodo della storia d\u2019Italia che non \u00e8 azzardato dire abbia costituito, con le sue luci e con le sue ombre, un\u2019epopea.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 Un periodo della nostra storia nazionale che si \u00e8 voluto, e purtroppo ancora si vorrebbe, non solo occultare nel buio di un abisso, ma addirittura cancellarlo come esso non fosse mai esistito. Gi\u00e0 solo per questo sorge spontaneo un sentimento di gratitudine nei confronti di Francesco Carlesi come anche degli altri giovani studiosi che hanno contribuito a realizzare questa opera: Gianluca Passera, Michelangelo Suozzi, Fabrizio Vincenti, Francesco Guarente, Raimondo Fabbri, Sandro Righini e Daniele Trabucco. Di questi alcuni gi\u00e0 li conoscevo per i loro scritti e per il loro impegno ma a tutti va rivolta la mia profonda gratitudine anche per il coraggio che essi dimostrano nell\u2019affrontare tematiche \u201cpoliticamente scorrette\u201d, come oggi si usa dire, senza alcuna esitazione a render palese il rifiuto dell\u2019imposizione di un \u201cpensiero unico\u201d e di una ricostruzione degli eventi storici tanto unilaterale quanto falsa. Questo volume, dunque, deve essere inteso anche come un manifesto e consapevole atto di coraggio civile, prima ancora che politico, dei suoi Autori che ad esso hanno contribuito pur in piena consapevolezza del fatto che questa loro opera sar\u00e0 causa per essi di discriminazioni e di ogni altra diversa forma di violenza morale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 \u00a0Il volume certamente non pu\u00f2 ripercorrere in tutti i suoi aspetti la vicenda storica del Fascismo dal 1919 al 1945, che da movimento si trasforma poi in regime. Il volume \u00e8 strutturato in due parti: una ha ad oggetto alcune \u201cquestioni storiche\u201d, l\u2019altra ha ad oggetto \u201critratti\u201d di talune personalit\u00e0 che hanno caratterizzato l\u2019epoca fascista con la loro azione ed i loro studi: dal sindacalismo alla democrazia organica; dall\u2019impegno in guerra all\u2019impegno nella vita civile; dalla sfida al comunismo come al capitalismo, marcando in tal modo profili e contenuti della cosiddetta \u201cterza via\u201d; dal costituzionalismo fascista alla rivoluzione \u201cgraduale\u201d. Questa seconda parte comprende anche ritratti di personalit\u00e0 attive anche nel dopo-Fascismo: Adriano Olivetti ed Enrico Mattei che dal Fascismo trassero lo spirito della comunit\u00e0 e della solidariet\u00e0 e lo spirito della difesa intransigente dei legittimi interessi e della dignit\u00e0 nazionale. D\u2019altra parte, non \u00e8 un caso che la stessa vigente Costituzione repubblicana del 1948 riprende molto della politica sociale ed economica del Fascismo operando una scelta pi\u00f9 rivolta al \u201ccomunitarismo\u201d che all\u2019individualismo, esaltando il lavoro e favorendo il risparmio, promuovendo la classe lavoratrice fino a prevederne la presenza negli organi di gestione delle imprese e, tra le altre cose ancora, sottolineando la funzione sociale della propriet\u00e0 privata e dell\u2019impresa che tuttavia non significa negazione della propriet\u00e0 privata o negazione della libert\u00e0 di impresa.\u00a0Il volume in questione tratta nella sua prima parte, come si \u00e8 detto, talune questioni storiche individuandole tra le pi\u00f9 significative e non in dipendenza di una loro consequenzialit\u00e0 cronologica. Cos\u00ec dal Risorgimento alla <em>grande guerra<\/em> come \u201cquarta guerra di indipendenza\u201d. Segue l\u2019esame del rapporto tra l\u2019Italia fascista e il liberismo e la definizione contenutistica della \u201cterza via\u201d dal primo dopoguerra fino all\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 Si \u00e8 detto che si affrontano questioni storiche ma in realt\u00e0 sono questioni che pur avendo una ormai antica origine storica, si impongono ancora oggi nella attualit\u00e0 e cos\u00ec l\u2019attenzione del volume si incentra sulla \u00abCarta del lavoro\u00bb cui segue appunto un ineludibile interrogativo: \u00e8 una storia \u201cche non \u00e8 ancora finita?\u201d. Un\u2019attenzione specifica \u00e8 rivolta alla lotta alla mafia condotta dal Fascismo anche con metodi di risoluta spietatezza a fronte della emergenzialit\u00e0 delinquenziale del fenomeno mafioso. Vengono poi delineate le linee della geopolitica italiana del passato e del futuro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 La prima parte del volume si conclude affrontando un problema di particolare attualit\u00e0: il problema del calo demografico in Italia che va affrontato in base alla incontestabile considerazione che il \u201cregresso delle nascite \u00e8 la morte dei popoli\u201d. La seconda parte del volume, come si \u00e8 detto, \u00e8 una interessantissima \u201cgalleria\u201d di ritratti di personalit\u00e0 che hanno profondamente inciso nella pi\u00f9 che ventennale esperienza fascista italiana. Si tratta di personaggi ai quali il volume rende giusto merito per quanto, in termini di azione e di idee, essi avevano contribuito a quella gigantesca opera di modernizzazione dello Stato e della Nazione promossa dal Fascismo. Si tratta di personaggi pi\u00f9 noti e meno noti. Si tratta di personaggi ormai tutti scomparsi dalla vita terrena ma certamente sempre presenti nella memoria nazionale. Personaggi anche solo in apparenza contraddittori ma viceversa sempre coerenti alle loro immutate idee di giustizia e di equit\u00e0 sociale. Cos\u00ec \u00e8 a dire soprattutto di Nicola Bombacci, \u201cil comunista in camicia nera\u201d, la cui tragica ma esaltante fine viene ricordata per le sue ultime parole rivolte ai suoi assassini: \u00abViva il socialismo\u00bb. Un atto di accusa, una condanna tanto inesorabile quanto vera che con solo due parole segn\u00f2 la linea di demarcazione non solo tra assassini e vittime, ma anche tra chi era nella ragione e chi nel torto; tra chi era con i lavoratori e chi era contro.\u00a0Cos\u00ec pure viene evocata la figura di Giuseppe Solaro, ultimo Podest\u00e0 della Citt\u00e0 di Torino, impegnato da sempre nella sua lotta disperata contro il comunismo e il capitalismo dell\u2019alta finanza speculativa. La fierezza di Giuseppe Solaro \u00e8 consacrata nella sua ultima foto che lo ritrae compostamente vestito, commiserante con la sua dignit\u00e0 verso i suoi aguzzini che per sfregio vollero a lui riservare la morte per impiccagione, unico caso di omicidio partigiano (tra le tante centinaia) commesso in tal modo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 Un\u2019attenzione particolare viene rivolta a Berto Ricci per la sua costante e intransigente lotta al capitalismo da lui condotta con lo stesso slancio e la stessa passione dei combattimenti durante la <em>grande guerra<\/em>, e a Sergio Panunzio, il sindacalista e il giurista rivoluzionario. Un nome questo che mi \u00e8 particolarmente caro perch\u00e9 tra i primi che io sentii nella mia famiglia essendo stato mio padre in un certo senso \u201callievo\u201d del Prof. \u00a0Panunzio dal cui pensiero e dalla cui passione negli e per gli studi egli trasse molta ispirazione. E poi Mario Grandi, il teorico della \u201cdemocrazia organica\u201d, Aurelio Padovani, Giuseppe Tassinari, Araldo di Crollalanza, l\u2019uomo della ricostruzione dopo il devastante sisma del 1930 in Irpinia, l\u2019uomo che restitu\u00ec alle casse dello Stato 500.000 lire che erano \u201cavanzate\u201d rispetto alla somma messagli a disposizione per la ricostruzione. E infine, l\u2019indimenticabile e indimenticato Carlo Alberto Bigini, il teorico del costituzionalismo fascista, molto prematuramente e scomparso in circostanze mai chiarite e che se fosse sopravvissuto molto avrebbe potuto dire del famoso carteggio Mussolini-Churchill del quale egli era certamente in possesso.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0 Il volume si conclude con interessantissime riflessioni del suo curatore Francesco Carlesi a proposito dell\u2019espansione statunitense in ragione di un preteso \u201cdestino manifesto\u201d della Nazione nordamericana che inizialmente rivolto a nobili idealit\u00e0 con riguardo all\u2019organizzazione politica e sociale interna e con riguardo all\u2019azione estera della giovane e grande Confederazione (<em>rectius<\/em> Federazione), si \u00e8 poi tramutato in autogiustificazione per violente azioni di imperialismo di rapina e sopraffattorio nella declinazione di improponibili mistificazioni: dalla promozione dei diritti umani alla \u201cesportazione della democrazia\u201d attraverso l\u2019organizzazione di colpi di Stato anche violenti in pregiudizio della indipendenza politica ed economica di molti Stati pur di antica tradizione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0L\u2019 espressione \u201cprimavere colorate\u201d o, nello specifico, \u201cprimavere arabe\u201d fu gi\u00e0 \u201cconiata\u201d negli ambienti dell\u2019<em>establishment<\/em> politico e militare statunitense ben prima che accadessero le volute devastazioni in quei tanti Stati vittime della \u201cdifesa dei diritti umani\u201d. Diceva il sociologo francese Pierre-Joseph Proudhon \u201cChi dice umanit\u00e0 cerca di ingannarti\u201d ma molti, troppi, hanno dimenticato questo ammonimento volto a denunciare la menzogna e disvelare l\u2019inganno. Come ho detto, questo volume non ripercorre, n\u00e9 potrebbe farlo, tutte le vicende e tutti i personaggi di un arco storico pi\u00f9 che ventennale, ma mette in luce aspetti significativi di quella esperienza politica che attir\u00f2 l\u2019attenzione di tanti e tanti governi, intellettuali, politici, sindacalisti ed operatori economici di ogni parte del mondo, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti d\u2019America <em>Franklin Delano Roosevelt,<\/em> in particolare, per gli ancora perduranti effetti della devastante crisi economica del 1929 che fu crisi veramente economica e di produzione, non come quella di oggi che \u00e8 crisi monetaria e di speculazione finanziaria. Il volume avrebbe potuto nella parte introduttiva delle vicende e questioni storiche ricordare anche la leggendaria figura del Poeta Armato, <em>l\u2019Impresa fiumana<\/em> e lo Statuto della Reggenza Italiana del Carnaro dal quale molto fu \u201cpreso\u201d dal Fascismo per la costruzione dello Stato corporativo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;text-align: left\">\u00a0 \u00a0Per altro aspetto, e a tacer d\u2019altro, bisogna pur dire che il volume in questione ha il grande merito di evidenziare nella ricostruzione della vicenda storica e dei molti personaggi che ne furono protagonisti, i grandi meriti del Fascismo: l\u2019anteposizione dei diritti sociali ed economici rispetto ai diritti civili e politici dei quali i primi ne sono presupposto perch\u00e9 senza questi i secondi sarebbero vacue enunciazioni tipiche dello Stato liberale; il diverso rapporto di rappresentanza tra il cittadino e lo Stato, poich\u00e9 non \u00e8 lo Stato che rappresenta il cittadino ma viceversa: il cittadino \u201c\u00e8\u201d lo Stato; la esaltazione del lavoro come unico fattore della produzione; la consapevolezza che le libert\u00e0 individuali esistono effettivamente se esiste la libert\u00e0 collettiva, cio\u00e8 la libert\u00e0 del Popolo; l\u2019azione costante di strenua difesa dei legittimi interessi nazionali. E poi, tante altre \u201ccose\u201d ancora ma senza dimenticare i lati oscuri dell\u2019esperienza fascista e tra questi l\u2019infamia delle leggi razziali. Non l\u2019errore di una guerra che \u00e8 facile giudicare <em>ex post<\/em> in ragione del suo esito infausto, ma che va valutata anche in considerazione dei tradimenti interni \u201ccertificati\u201d nell\u2019art. 16 del cosiddetto \u201ctrattato di pace\u201d del 10 febbraio 1947.\u00a0 Esito infausto di una guerra combattuta praticamente contro il mondo intero in nome di una idealit\u00e0 che trascendeva la contingente finalit\u00e0 intrinseca di uno sforzo bellico: era la guerra \u201cdel sangue contro l\u2019oro\u201d.\u00a0 Ha vinto l\u2019oro e oggi ne vediamo e ne paghiamo le conseguenze.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"related-product style2\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Damnatio memoriae. Italia e fascismo. 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