Di spettacoli pietosi la politica italiana ce ne offre a bizzeffe, ma ciò non ostante riesce ancora a stupire.
Io ci spero che siano gli ormoni della gravidanza ad aver smosso i comportamenti di Giorgia Meloni nelle ultime settimane perché almeno avrebbero una giustificazione plausibile.
Perché una donna che fa politica da quando gli ormoni le hanno fatto spuntare i primi brufoli non può davvero buttare così la sua credibilità.
E non parlo della sua candidatura in gravidanza perché è solo la pagliuzza che la macchina della disinformazione butta nell’occhio dei beoti politicamente corretti tanto per fare notizia a sdegno facile.
Il problema non è affatto se una donna incinta o una puerpera possano fare o meno il sindaco o affrontare una campagna elettorale. Ogni donna decide per sé e per come si sente e, visti i disastri sgravati da tanti sindaci maschi, non mi preoccupa certo un allattamento in più per le sorti di Roma.
E’ ovvio che se senti solo le dichiarazioni di B2B pensi che abbiano avuto un’uscita alquanto infelice e siano stati degli ingenui a farsi buttare così facilmente la croce addosso dalle femministe un tanto al voto.
Poi però scopri che non hanno fatto altro che riportare le dichiarazioni della stessa Meloni a cui per prima era stato chiesto di candidarsi.
Il problema, infatti, è che è stata proprio lei a dichiarare che non se la sentiva e che preferiva passare palla a questo giro, magari preparandosi per la prossima tornata, rifiutandosi di fare persino il vice-sindaco per fare la mamma.
Ora, va bene tutto, ma se ti sei pentita della tua scelta, se poco poco intravedi una possibilità di metterti in mostra perché Salvini sbatte i piedi per terra e vuole giocare con le ruspe, non puoi davvero pensare di distruggere tutto così e uscirne politicamente indenne.
Perché per una volta che si intravede una possibilità di vittoria a Roma dopo il disastro Marino, o ti candidi subito, e allora sì che dimostri di valere doppio col bimbo in pancia, oppure stai buona e non mandi a ramengo una campagna elettorale già avviata con questa pantomima infantile.
Rifiuti di candidarti tu, scarti Marchini perché troppo di sinistra, proponi Dalla Chiesa non si è ancora capito perché, appoggi Bertolaso come fosse la manna dal cielo con tanto di comunicato congiunto con Berlusconi e Bimboruspa, corri per prima a farti il selfie tronfia come una groupie vicino a Mick Jagger, twitti giuliva “fatevene una ragione” e poi?
Poi o ti è partito l’ormone, e lo spero per te, oppure, fattene tu una ragione, ti sei persa per strada la coerenza, ma soprattutto la lungimiranza politica.
Ti basta davvero che Salvini alzi la benna per decidere cosa vuoi fare da grande?
E poi vogliamo parlare di tempismo? In politica il tempismo è tutto e tu hai proprio toppato i tempi. Non potevi candidarti prima della raccolta di 45.000 firme pro Bertolaso? Odio la parola gazebarie, ché le primarie vere sono altro da quanto si vede in Italia, ma vuoi o non vuoi comunque le firme le ha raccolte. E tu che fai? Stai zitta, lasci fare, speri magari in un flop e ti va male, ma non ti candidi prima, non chiedi di mettere anche il tuo nome al banchetto, non proponi una scelta tra te e lui, ché temi magari di farlo tu il flop.
No, tu prima gliele fai fare e poi solo oggi dici che ci hai ripensato e ti vuoi candidare.
E perché, di grazia? Ecco, io questo vorrei chiederti: perché? E non dirmi che è per amore per la città, per cortesia, perché, bella mia, se avessi avuto davvero tanto amore per questa città non avresti combinato tutto questo casino e ti saresti candidata subito, e magari avresti pure potuto vincere, cosa che invece oggi è impossibile proprio per colpa tua, senza consegnare ai romani questo spettacolo pietoso e Roma di nuovo alla sinistra, tanto tra renziani e grillini cambia solo il burattinaio, ma la sostanza è la stessa.
Ti prego, dimmi che sono stati gli ormoni della gravidanza.

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