Haj_Amin_al-Husseini_meeting_with_Adolf_Hitler

Ci risiamo. Ci ammazzano. In casa nostra. Non fanno distinzioni. Siamo tutti obiettivi sensibili. D’altronde non è che nascondano il loro scopo: vogliono conquistarci. È così semplice.

Il problema è che se l’obiettivo dei musulmani è chiaro, non lo sono altrettanto le idee per contrastarlo. E questo a causa di una sola fobia tutta occidentale: il razzismo. Siamo immobili, inermi, incapaci di reagire perché pur di non farci accusare di razzismo preferiamo farci ammazzare, annientare, conquistare. Che ci considerino pure idioti e autolesionisti, ma sia mai che qualcuno possa pensare che siamo politicamente scorretti.
E allora chiariamoci sul significato di questa parola, così che magari riusciamo a liberarci di questa stupida e autolesionistica razzismofobia.
Essere razzisti significa non valutare le persone singolarmente per i loro meriti o colpe, ma come gruppi unitari considerati inferiori solo in base alla loro razza e per questo da sottomettere.
Primo punto: la razza non c’entra nulla perché qui non si tratta bianchi, neri o gialli né di trasmissione genetica, ma semmai solo di cultura in senso lato. La religione, infatti, è un insieme di memi, idee, precetti, tradizioni che si trasmettono con il linguaggio per scelta volontaria, a prescindere dalla razza, tant’è che sono possibili i cambi di casacca.
Ma facciamo finta che il concetto di razzismo si possa allargare anche alla cultura/religione e valutiamo quindi chi sia il vero razzista in questa situazione.
Chi è che considera una cultura/religione inferiore all’altra e per questo vuole annientare tutti coloro che non si convertono alla propria? Chi è che ammazza indistintamente le persone appartenenti all’altra cultura/religione a prescindere dalle responsabilità personali? Chi è che dichiara apertamente di odiare tutti coloro che non appartengono alla propria cultura/religione? Chi è che vuole spaventare tutti coloro che non appartengono alla propria cultura/religione per indurli a convertirsi ed accettare la sottomissione alle proprie leggi asseritamente divine? La risposta la trovate scritta nel sangue all’aeroporto di Bruxelles, sotto le Torri Gemelle, al Bataclan, nella metropolitana di Londra e sui treni di Madrid.
Quindi, preso atto che le uniche vittime del razzismo siamo noi, che vogliamo fare?
Visto che i razzismofobi hanno il terrore di essere scambiati per nazisti, proviamo invece a ragionare come ebrei in Germania negli anni ’40.
Col senno di poi, che noi abbiamo perché lo abbiamo visto che significa essere vittime del razzismo, cosa avremmo fatto allora? Cosa vogliamo fare oggi?
Ci lasciamo portare nei campi di concentramento o cerchiamo di difenderci? Noi peraltro siamo pure idioti perché gli ebrei non avevano nessuna autorità che li proteggesse, nessun esercito, nessun poliziotto, nessun servizio segreto, ma al contrario dovevano difendersi proprio dallo Stato nazista.
Noi siamo nella posizione inversa e saremmo per questo avvantaggiati perché i mezzi che a loro mancavano, noi li abbiamo, ma non li usiamo. Anzi, peggio, li usiamo contro noi stessi.
Ora, immaginate quindi di invertire i ruoli degli anni ’40 e pensate alla Germania governata dagli ebrei, con un Cancelliere ebreo che controlla l’esercito, le forze dell’ordine ed i servizi segreti, parlamento, governo, magistratura, tutti composti solo da ebrei.
Pensate invece ad Hitler come un predicatore che usa la sua retorica per dire tutto il peggio possibile degli ebrei, esattamente come ha fatto peraltro, da una birreria di Monaco. È talmente persuasivo che riesce a fare il lavaggio del cervello ad innumerevoli giovani spiantati, convincendoli che la colpa della loro miseria sia solo degli ebrei e non della loro ignoranza, che solo annientandoli potranno trovare riscatto, che il loro sacrificio da eroi in attacchi suicidi li porterebbe dritti nel Valhalla a divertirsi con le valchirie.
Nessuno lo ferma perché la libertà di opinione è una conquista della civiltà, ci mancherebbe, e così lui continua a fare proseliti, prima poche centinaia, poi via via diventano migliaia, milioni, pronti a combattere e sacrificarsi per conquistare la Germania annientando gli ebrei.
Ora, visto che la storia serve proprio a farci venire il senno del poi imparando dai nostri errori, se foste ebrei negli anni ’40 in Germania, se foste al governo, sapendo già che rischiate il genocidio, sinceramente cosa fareste?
Aumentereste i controlli sugli ebrei o sui nazisti? Pattugliereste H24 i quartieri ebrei o quelli nazisti? Mettereste agenti segreti ad ascoltare i predicatori ebrei o nazisti? Allontanereste dalla Germania i nazisti che incitano al genocidio degli ebrei? Impedireste di detenere armi agli ebrei o ai nazisti? Controllereste in continuazione le case e i luoghi di ritrovo degli ebrei o dei nazisti per sequestrare ogni possibile arma? Verifichereste la corrispondenza e ascoltereste le conversazioni degli ebrei o dei nazisti? Impedireste a chiunque di affermare che certe idee naziste sono pericolose perché fonte di odio verso gli ebrei? Oppure permettereste di dichiarare apertamente che si tratta di idee medievali, antistoriche, distruttive e da confutare apertamente punto per punto, fregandosene altamente se qualche nazista si offende?
E soprattutto prendereste atto che uno Stato di polizia che controlla indistintamente tutti i residenti in un territorio è impossibile oltre che controproducente? Lo capireste che ci vorrebbe un apparato statale e burocratico tanto enorme quanto inutilmente costoso? Sareste consapevoli che limitare la libertà di tutti per controllarne pochi non serve a nulla e ci fa solo vivere peggio senza proteggerci? Ci arrivereste che la vera uguaglianza di cui vi riempite la bocca a sproposito sta nel trattare in modo diverso situazioni diverse e non viceversa? Vi si illuminerebbe a sufficienza il cervello per decidere di esercitare ogni controllo possibile su tutti i nazisti a prescindere dalla loro apparente moderazione? Prendereste atto che essere nazisti è una scelta volontaria, che si può modificare, ma finché si decide di restare tali si accetta anche di essere per questo soggetti a maggiori controlli a causa del fanatismo di troppi che professano le vostre stesse idee? Vi verrebbe il dubbio che solo in questo modo riuscireste distinguere davvero i nazisti assassini da quelli pacifici, inducendo proprio questi ultimi ad allontanarli e denunciarli?
Oppure avreste tanta paura di essere considerati razzisti nei confronti dei nazisti e cerchereste un dialogo con loro? Aprireste le vostre frontiere a tutti i nazisti provenienti da tutte le parti del mondo? Assegnereste loro sussidi e case popolari creando così quartieri dove governano i nazisti senza alcun controllo? Direste ogni tre per due che il nazismo è una cultura di pace, che dobbiamo essere tolleranti nei loro confronti, che dobbiamo accettare le loro leggi non democratiche, perché loro sono convinti siano divine, e poverini non li possiamo mica offendere? Consigliereste di togliere la kippah per evitare di provocare la reazione dei fanatici come già fatto in Francia? Cambiereste i menu delle mense scolastiche imponendo a tutti di mangiare wurstel e krauti per non rovinargli la digestione? Smettereste di festeggiare la Pasqua per non urtare la loro suscettibilità?
Se avessero avuto il senno di poi, se avessero avuto il potere, se avessero avuto gli strumenti, se avessero avuto i mezzi che abbiamo noi, sei milioni di ebrei non si sarebbero fatti ammazzare.
Noi quanti altri ne dobbiamo veder morire prima di cominciare a difenderci?

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