rotonda riva

Perché a Roma sembra tutto impossibile? Perché è troppo grande, perché ogni progetto è su vasta scala e quindi più costoso, perché troppe persone ci vogliono mangiare e quindi aumentano corruzione e sprechi, perché la burocrazia è asfissiante e quindi blocca qualsiasi iniziativa, e avanti così.
Tutto vero, ma non accetto di arrendermi al disfattismo di chi da settimane mi consiglia di lasciar perdere dicendo che è tutto inutile, che non cambierà mai nulla, che perdo tempo a candidarmi.
Questo atteggiamento è proprio ciò che vogliono i soliti noti che hanno divorato questa città per decenni e ora mirano all’astensionismo dei pessimisti per continuare a farlo impunemente.
Nihil difficile volenti. Tutto è possibile se si rovescia il rapporto tra la macchina pubblica e l’iniziativa privata. Sono quasi 25 anni che i magistrati e i politicanti giustizialisti illudono gli italiani facendo credere che bastino gli arresti e le pene severe, ma non sono serviti a niente perché nulla è cambiato e nulla cambierà finché i politici e i burocrati avranno la gestione dei nostri soldi.
Solo con idee nuove che tolgano i soldi dalle mani pubbliche si può ridurre drasticamente la corruzione perché è l’occasione che fa il politico corrotto.
Prendiamo un esempio pratico: la trasformazione in rotonde di migliaia di pericolosi e intasati incroci romani.
Le usano in tutto il mondo, sbloccano il traffico, evitano incidenti, rendono fluida la circolazione, sono più belle da vedere, riducono gli ingorghi e lo smog, ma a Roma non c’è speranza di vederle fare.
Noi ci teniamo incroci dove avviene un terzo degli incidenti, per lo più perché per disperazione con il giallo tutti accelerano per riuscire a passare, con semafori stupidi che bloccano i flussi, dove i vigili giocano col joystick e rendono i semafori ancora più stupidi, dove i pedoni rischiano la vita, dove la manutenzione e l’elettricità dei semafori hanno costi esorbitanti.
Perché non li trasformiamo tutti in rotonde? Forse perché i romani sono gli unici al mondo che non hanno ancora ben chiaro che la precedenza ce l’ha chi è già immesso nella rotonda e chi deve entrare aspetta? I romani sono gente sveglia da più di 2000 anni, ci mettono poco a imparare.
Battute a parte, il problema è forse il costo delle opere necessarie alla trasformazione? Ovvio che sia così quando si hanno le casse vuote e ogni opera pubblica dura e costa dieci volte tanto una privata perché ci devono mangiare in tanti.
Togli la mangiatoia ed ecco risolto il problema.
Roma può diventare un esempio di collaborazione virtuosa tra interessi privati e pubblici a beneficio di tutti i romani con un progetto innovativo: adotta una rotonda.
Si fa un bando per la concessione a privati di un incrocio per trasformarlo in rotonda grazie alla sponsorizzazione. Il privato si fa carico di tutti i lavori di trasformazione e manutenzione della rotonda per tutto il periodo di concessione.
In cambio il privato ottiene la possibilità di fare pubblicità su un apposito spazio della rotonda senza pagare l’imposta comunale sulla pubblicità per tutta la durata della concessione, che può essere decennale o ventennale a seconda della grandezza e dei lavori necessari.
I progetti devono essere di abbellimento e di decoro urbano e non saranno valutati dai soliti burocrati facili alla corruzione, ma oltre che verificati da una commissione di esperti d’arte e tecnici, dovranno partecipare a un concorso pubblico in cui voteranno i residenti della zona interessata e che sceglieranno il loro preferito.
Ve li immaginate la Coca-Cola, Bulgari, Zara o Dolce&Gabbana fare a gara per ottenere tanta visibilità con un costo per loro molto basso? Ingaggeranno i migliori architetti e artisti per vincere e potremmo così trasformare il volto delle nostre strade intasate in una sequenza di opere d’arte moderna.
I concessionari di pubblicità faranno altrettanto a gara per avere la disponibilità di tanti spazi che potranno rivendersi al miglior offerente e così anche l’economia ne potrà trarre vantaggio, senza contare l’impulso dato al settore edile per fare tutti i lavori.
Il Comune, senza spendere un centesimo e risparmiando sui costi oggi esorbitanti, potrà finalmente dare una svolta decisiva alla sua viabilità, limitandosi a fare il suo dovere, ossia controllare il rispetto degli obblighi di manutenzione. Nel caso in cui fosse abbandonata all’incuria, la concessione sarebbe infatti revocata e riassegnata con un nuovo concorso.
Queste e tante altre ancora sono le idee che intendo portare al consiglio comunale di Roma con la lista Rete Liberale per Marchini sindaco.
Se volete darmi la possibilità di metterle in pratica, non siate timidi e aiutatemi a diffonderle.
Barbara Di Salvo

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