Ci risiamo. I musulmani ammazzano e i non musulmani dicono che la religione non c’entra nulla. I musulmani vogliono invece convincerci che c’entra eccome la religione. I non musulmani non lo capiscono. I musulmani uccidono ancora e ancora e ancora per farglielo capire. Spirale perversa. Più facciamo i buonisti, più aumentiamo la loro cattiveria.
Perché in questo caso dovrebbe essere diverso? Succede da millenni che i popoli vengano mandati al massacro da chi vuole prendere il potere sfruttandone la credulità.
I memi, le idee, le ideologie sono la chiave di tutto. Gli esseri umani si distinguono dagli animali perché vogliono dare immortalità alle loro idee oltre che ai loro geni. È solo una spietata lotta per la sopravvivenza mentale, perché gli esseri umani sanno di essere mortali e per sconfiggere l’inevitabile morte del corpo fanno di tutto, anche morire, pur di far sopravvivere qualcosa di loro in eterno.
Qualsiasi religione non è altro che un insieme di memi che come una sequenza di DNA vuole replicarsi all’infinito, attraverso il proselitismo, per sopravvivere ai suoi autori ed ai suoi seguaci.
Chi vuole prendere il potere lo ha scoperto millenni fa. Non riuscirai mai a convincere un popolo a rinunciare alla vita terrena se non gli prometti la vita eterna dell’anima, la gloria imperitura di quell’insieme di idee, delle gesta, del nome, dell’essenza immateriale di ogni essere umano, l’unica che possa sopravvivere alla carne.
È uno dei principali motori dell’essere umano, il fondamento stesso della storia. Può essere meravigliosa quando i memi sono benefici, quando si cerca la gloria eterna con le buone azioni, con le arti, con le scoperte scientifiche, con lo sport, con il superamento dei propri limiti, con l’impresa impossibile di cui si parlerà dopo secoli, con tutto ciò che ti farà entrare nel paradiso della memoria, ricordato da tutti i popoli a venire. Non a caso Mnemosine, la dea della memoria, era la madre delle Muse.
Ma i memi sono anche malefici, possono distruggere, possono uccidere pur di raggiungere il proprio scopo, possono farti finire nell’inferno del disprezzo e farti ricordare come pessimo esempio. Il problema è che molti non lo capiscono subito, si presentano come memi salvifici, come la soluzione dei mali terreni, come l’unica via di salvezza del genere umano. L’inferno della memoria è lastricato di buone intenzioni e di esempi la storia ce ne ha forniti a bizzeffe, dal comunismo al nazismo.
Soprattutto le religioni, quale più quale meno, in varie epoche storiche, hanno fornito carne umana alla causa di chi le ha sfruttate per i propri malefici desideri di potere. Poche ne sono esenti, molte ci sono passate, tante hanno sbagliato, la maggior parte hanno riconosciuto i propri errori, hanno saputo emanciparsi distinguendo il potere temporale da quello spirituale, uscire dall’oscurantismo che questa malefica commistione sempre comporta.
L’Islam ancora no. È suicida non capirlo. La religione musulmana non ha ancora saputo dividere la morale dalla legge, il governo degli uomini dal governo delle anime.
Non dite, quindi, che la religione non c’entri nulla. La religione è la causa di quanto accade, ma non perché sia buona o cattiva in sé. Non c’entrano nulla i precetti del Corano, ma l’uso strumentale che ne fanno i capi, gli imam, i finanziatori del terrore, i governanti dei Paesi musulmani.
I precetti di pace, di fratellanza, di amore, di condivisione, di solidarietà li hanno tutte le religioni ed è vero che la maggioranza dei fedeli ci crede sul serio, ma in mano a chi li sfrutta sono solo memi-veicolo, servono solo a trasportare il vero motivo per cui vengono divulgati: la conquista del potere terreno.
Chi vuole il potere sugli uomini, chi vuole conquistare altri popoli, chi vuole diventare padrone del mondo, e sono tanti purtroppo, non riuscirebbe mai a convincere i propri seguaci al martirio se spiegasse loro il vero motivo per cui agisce.
E allora deve convincerli nel modo più efficace e cruento che essere umano abbia mai concepito: abusare della paura di morire per mandarli al macello in nome di un ideale.
Sembra un controsenso per noi che ormai ne siamo usciti secoli fa, ma anche noi ci eravamo cascati. Per questo oggi ci sembra assurdo, perché noi oggi diamo valore alla vita in sé, ma purtroppo abbiamo perso per strada il valore dei nostri memi benefici. Ce ne vergogniamo, non ne capiamo l’importanza, ci hanno fatto il lavaggio del cervello instillandoci i memi politicamente corretti del buonismo a tutti i costi, della tolleranza a prescindere, anche degli assassini, della società al di sopra dell’individuo e del suo legittimo desiderio di felicità e di vita.
Sono pazzi fanatici i terroristi, questo è vero, ma sono prima di tutto esseri deboli a cui è stato inculcato il mito dell’immortalità delle idee religiose a qualunque costo. La religione gli dà una speranza di vita eterna per spingerli a morire. Ecco perché è malefica, non in sé, ma per come viene strumentalizzata.
E più fanno attentati, più proselitismo fanno, più terrorizzano, più si esaltano. Ignorarli, fare finta che la religione non c’entri nulla li spinge a fare sempre peggio finché non ce lo metteremo in testa che vogliono conquistarci così.
E trovano terreno fertile proprio nella nostra vergogna, nella nostra mancanza di valori, nel nostro voler rinnegare il valore del progresso, della felicità per i beni terreni, del mercato, del merito, del lavoro, del guadagno, del piacere, del divertimento, del nostro egoismo.
Non lo vogliamo ammettere che noi siamo usciti dall’oscurantismo grazie alla libertà di essere egoisti, di costruirci da soli la nostra felicità in terra, di lavorare per vivere bene unendo il piacere del corpo a quello dello spirito, di soddisfare in modo onesto i nostri legittimi desideri rispettando la pari libertà altrui di fare altrettanto.
E’ solo grazie al benessere terreno che abbiamo smesso di considerare inevitabile la miseria terrena, sperando invano in una vita ultraterrena, e ci siamo emancipati dal potere temporale dei sacerdoti.
Ecco perché i malefici predicatori musulmani trovano l’avversario ideale e più facile da distruggere nel socialismo politicamente corretto, ecco perché più li giustifichiamo, più ci vergogniamo di noi stessi e del nostro progresso, più li aiutiamo a trovare carne da macello per raggiungere il vero obiettivo: spazzarci via, sottometterci, conquistarci.
La guerra è davvero culturale, ma dobbiamo prima di tutto capire quale cultura ci possa salvare per riuscire a combattere e sperare di vincere.

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