Io non dimentico il primo giorno di guerra. Quelle immagini mi resteranno sempre negli occhi, le fiamme, il fumo, i corpi nel vuoto, l’angoscia, la polvere, il terrore, l’impotenza.

Quel giorno il nostro mondo è cambiato per sempre, ci siamo risvegliati dall’illusione dell’invincibilità della nostra civiltà e ci siamo trovati di fronte un nemico.
Abbiamo iniziato a combatterlo, a volte sbagliando, a volte vincendo qualche battaglia, ma temo che per lo più non lo abbiamo capito ed è per questo che stiamo perdendo la guerra. E la stiamo perdendo per nostra incapacità, non certo per loro merito.
Loro stanno semplicemente sfruttando il nostro più grave punto debole, lo statalismo politicamente corretto, l’ultima evoluzione del socialismo. Quella malefica ideologia che ha invertito il rapporto tra società e individuo facendo prevalere l’idea astratta di collettività sulle persone concrete.
Si è così perso il senso dell’egoismo sociale, la geniale intuizione degli esseri umani che li ha fatti evolvere e progredire capendo che solo in una società organizzata potevano perseguire al meglio i loro interessi personali grazie alla collaborazione, alla suddivisione dei compiti e allo scambio volontario.
Il socialismo e tutte le teorie che con vari nomi lo riprendono violano clamorosamente il principio base dell’egoismo sociale per cui affinché una società possa dirsi positiva da un punto di vista egoistico, in ogni scambio ed in ogni sfera sociale, il risultato, l’appagamento degli egoismi, ottenuto dal singolo deve essere superiore a quello che avrebbe ottenuto impiegando le proprie risorse per se stesso, poiché in caso contrario o si ha uno sfruttamento ingiustificato delle risorse altrui oppure la società è in perdita e non ha nessuna ragione di esistere, meglio scioglierla.
Subdolamente chi ha preso il potere, sia governando sia attraverso il supporto di pessimi media e intellettuali frustrati, ha inculcato invece l’idea che la società fosse superiore ai suoi membri e che questi dovessero servirla in modo autolesionistico rinunciando a molto di più di quanto ottenessero, in nome del benessere di questa astratta collettività, ma in realtà dei governanti stessi e dei loro apparati di supporto.
Se ci siamo uniti in una società è, invece, prima di tutto perché abbiamo ritenuto che fosse il modo migliore per difendere i nostri geni e memi, per dare loro immortalità, per creare l’ambiente migliore perché i nostri discendenti e le nostre idee, la nostra cultura potessero durare il più a lungo possibile. Tutto ciò che non possiamo fare da soli perché come individui siamo inevitabilmente limitati dalla morte del corpo e l’unico modo di superare questi limiti è lasciare in eredità i nostri geni e memi.
È stato così e continua ad essere così per tutte le società, perché questa difesa comune è il principale collante di un popolo che voglia dirsi nazione, la sua identità, i suoi valori, la sua cultura in senso ampio, la sua lingua, le sue tradizioni, la sua storia che è la storia dei singoli individui che nel corso dei secoli, se non millenni, l’hanno creata, fatta evolvere, difesa a costo della vita terrena per darle gloria eterna.
Tutto questo la nostra suicida società socialista l’ha perso per strada, facendo prevalere da un lato l’egocentrismo dei governanti che hanno usato la menzogna del bene collettivista per i loro esclusivi interessi personali di potere e, dall’altro lato, facendo riemergere l’individualismo dei cittadini che, non trovando più la ragion d’essere dell’egoismo sociale, per spirito di sopravvivenza hanno ripreso a pensare solo a loro stessi illudendosi di potersela cavare da soli.
Ecco perché il nemico ci sta distruggendo, perché non sappiamo più per chi e per cosa stiamo combattendo, perché non capiamo più l’importanza dei valori da difendere, perché il pensiero politicamente corretto ci fa vergognare quando chiediamo di difendere il nostro popolo, i nostri valori, la nostra cultura. Se osiamo chiedere che siano tutelati prima di tutto i cittadini di una nazione, se ci permettiamo di dire che non vogliamo sia permesso di immigrare a qualsiasi straniero, con geni e memi diversi e confliggenti coi nostri, se non vogliamo che le loro imposizioni siano chiamate libertà di culto quando ciò che limitano è proprio la libertà di chi le subisce, veniamo accusati di razzismo.
Ma il nemico non sta facendo altro che questo, come è sempre accaduto tra i popoli, vuole annientare proprio i nostri memi per spazzarli via dalla storia, vuole soppiantare la nostra cultura con la sua, proprio perché sta combattendo una feroce lotta per la selezione naturale e mentale. La memoria degli uomini anche delle generazioni a venire è e sarà sempre limitata, non potrà contenere la storia, i nomi e le idee di tutti i miliardi di esseri umani che hanno vissuto su questa Terra.
Ecco perché è una pia illusione credere che la nostra tolleranza e il nostro relativismo possano essere un’arma di difesa contro chi non ha nessuna intenzione di applicarli reciprocamente e, al contrario, li considera proprio la debolezza da utilizzare contro di noi. E non c’è niente di meglio per un nemico che trovarsi di fronte un governo di stupidi che non percepisce neppure il reale pericolo che incombe.
E sono così stupidi che si stupiscono persino che il proprio popolo non lo sia e che gli si rivolti contro finendo per aggrapparsi col voto ai partiti più estremisti, non perché ne apprezzino le idee, purtroppo ancora più stataliste, ma perché sono gli unici che abbiano il coraggio di chiamare l’invasione in atto con il suo nome. Non è altro che spirito di sopravvivenza di cittadini che hanno paura di perdere tutto, la libertà, la vita, la storia, e che vuole veder difesi i suoi geni e i suoi memi, i suoi figli e la sua cultura, in una parola la sua Patria.
E quel che fa più rabbia non è tanto che i socialisti al governo non siano in grado di combattere, perché dovrebbero rinnegare se stessi essendo ormai schiavi del pensiero politicamente corretto e del collettivismo, quanto che partiti più liberali e conservatori siano terrorizzati dall’idea di difendere i nostri valori e siano diventati essi stessi succubi del pensiero unico. Siamo d’accordo che la tolleranza e la laicità siano parte fondante della nostra civiltà, ma qui si tratta proprio di difenderli contro un nemico intollerante che vuole imporre la supremazia del potere religioso su quello temporale e sui principi democratici che lo governano.
Maledetti idioti! Non possiamo difenderci da soli, smettetela di indurci all’individualismo, perché di fronte a un esercito che ci invade non potremo mai farcela da soli, perché la libertà contro lo Stato è tanto bella a parole fino a che il nemico non bussa alla tua porta e non hai la forza da solo di difenderti. Se un governo ha un senso è proprio quello di difenderci e voi non lo state facendo. Anzi state combattendo contro di noi per i vostri stupidi egocentrismi, illusi come siete che non sarete spazzati via in questa guerra solo perché vi sottomettete al nemico.
Il nemico è già tra noi e anche se non lo chiamate con il suo nome, come volutamente ho fatto io in questo scritto, non smetterà di essere mortale.

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