Cronaca di una giornata surreale che mi ha confermato per l’ennesima volta la superficialità con cui temi importanti siano dati in pasto ai social network, facendo più danni che altro, soprattutto Twitter, con i suoi 140 caratteri e le conversazioni che si accavallano impazzite una sull’altra perdendo ogni filo logico.
Al mattino condivido su Facebook un divertente scambio avvenuto su Twitter in cui, alla domanda legittima di un signore “Perché è meglio avere inflazione? Noi poveri non la vogliamo”, l’esimio professore Claudio Borghi rispondeva tranchant “perché dato che l’inflazione la create voi comperando cose, se c’è vuole dire che sei diventato meno povero”, che già di per sé lasciava interdetti, seguita poi dalla simpatica e logica replica di altro utente che chiedeva “quindi il Venezuela è un Paese pieno di benestanti?”.

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Ora, io non faccio l’economista e me ne vanto visti i disastri che combinano in giro per il mondo, ma lui che invece si vanta di esserlo, si espone pubblicamente come responsabile del dipartimento economia della Lega, mi pare il minimo che sia in grado di capire l’ironia e la satira politica.
L’ha sparata obiettivamente grossa, perché che l’inflazione dimostri sempre (“se c’è vuol dire”) una maggior ricchezza (“che sei diventato meno povero”) vallo a spiegare come un assioma inconfutabile a quelli della Repubblica di Weimar, agli argentini o ai venezuelani, giusto per citare i casi più eclatanti.
Non lo conosco, ma non metto in dubbio che sia preparato e abbia studiato tante belle teorie, giuste o sbagliate non si può mai dire in economia, ci aggiungo anche la sua buona fede, gli concedo pure che siano proprio i 140 caratteri del tweet ad avergli impedito una risposta più articolata che non fosse male interpretabile, ma se si fosse reso conto di aver buttato là come se fosse il Verbo rivelato un’affermazione tutta da dimostrare, ci faceva più bella figura a chiarire meglio la sua posizione e, magari, mostrava pure intelligenza ridendoci su ed evitando di fare il presuntuoso permalosetto.
Manco per niente. Mal me ne colga per aver osato scherzare scrivendo “e questo Borghi si spaccia pure per economista ahahhaha”.
È partito lancia in resta per lavare l’onta, prima con un video in cui spiegava a suo modo le differenze tra Venezuela e Italia in materia di sovranità monetaria contro l’Euro. E quindi? ho replicato. Anche perché le tecniche della disinformazione le conosco bene e non è che mi incanti sviando l’attenzione dal tema principale per cercare di spostarlo su altro su cui ti senti forte.
Ho cercato sommessamente di fargli notare che quel video non dimostrava la correttezza di quella famigerata frase chiedendogli di darle un fondamento.
Apriti cielo! Si è scatenato il delirio in cui sono corsi in sostegno i suoi tifosi da stadio, lui mi faceva domande su concetti banali di economia, che di nuovo non rispondevano alla mia richiesta, io che tentavo di rispondere che le cause dell’inflazione possono essere diverse, lui che insisteva con le domande inutili tipo l’ultimo degli assistenti frustrati all’esame di economia politica e i follower come una muta di cani da caccia che ululavano insulti, dal più gentile sguattera per passare a troll e ovviamente ignorante.
Ora, io ho le spalle larghe e mi sono pure divertita perché questa ennesima tecnica di disinformazione, per cui se non hai argomenti validi per ribattere attacchi sul piano morale e intellettuale chi ti mette in crisi, non fa che dimostrarmi l’ignoranza e l’assenza di ragioni di chi la utilizza, al di là della maleducazione, ma tant’è.
Ma quel che ho trovato impressionante è che davvero tutti questi soggetti pretendano di avere una conversazione politica ed economica seria in discussioni deliranti su Twitter con frasette ad effetto di una superficialità mostruosa.
Ho provato a fargli notare anche questo, ho tentato di chiudere la conversazione perché il gioco è bello quando dura poco, ho una vita fuori dai social e mi stavo pure annoiando ormai, ma niente da fare, dicevano che non capivo niente, che scappavo. Mi continuavano ad arrivare notifiche a raffica fino a notte perché ormai erano convinti di aver trovato una preda facile solo perché non rispondevo agli insulti.
Poverini, non hanno ancora capito che il modo più efficace per rispondere agli attacchi simultanei su internet è quello di lasciarli sfogare e replicare con calma, determinazione, educazione e soprattutto con la logica, mantenendo sempre il punto sul tema principale da cui cercano di farti svicolare, e prima o poi cascano da soli come pere mature.
E come puntualmente accade, pure in questo caso, alla fine il Prof. Borghi, di fronte alla mia ennesima domanda diretta sulla famigerata frase da cui tutto era partito e che non era riuscito a dimostrare adottando tutte le tecniche di disinformazione possibili, seppur spalleggiato, è cascato esattamente dove lo stavo aspettando e ha dovuto ammettere “Mai detto che inflazione dimostra ricchezza”.

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Ma la cosa più divertente è che si deve essere reso subito conto di aver capitolato perché, pur di non farmi replicare, mi ha bloccata immediatamente.

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Professore, ma che mi combina? Mi scappa così? Ma se la faccia una risata ogni tanto. Non ci faceva più bella figura a deporre l’ascia di guerra e uscirne con un elegante “non mi sono spiegato bene”? Che poi mi è pure dispiaciuto, perché mi sembra un appassionato della materia e poteva anche essere interessante discutere delle sue teorie, certo non via Twitter, ma se continua a circondarsi di tifosi da stadio, che di sicuro le esalteranno l’ego ma non mi pare le apportino granché di costruttivo, sfuggendo così il confronto ci rimette lei in credibilità e autorevolezza.
Ma, d’altronde, forse ha ragione lei perché non fa altro che adottare la superficialità sistematica nel raccogliere il consenso che ormai in Italia ti permette di fare il Sindaco o il Presidente del Consiglio a colpi di tweet.
In fondo, però, è questo che mi amareggia perché, finché si scherza va bene, ma ragazzi miei, prendetevi meno sul serio, perché se davvero pensate di risolvere la crisi italiana e magari uscire dall’euro a colpi di retweet stiamo messi davvero male.
Draghi e la Merkel non possono che ringraziarvi di tanta inutile superficiale arroganza.

Aggiornamento del 14.9.2016:

L’esimio professor Borghi, anziché commentare, ha richiesto direttamente alla direzione de Il Giornale di riportare la sua replica.

La inserisco volentieri perché io non limito il diritto di replica di nessuno, neppure bloccando su Twitter e Facebook.

Non posso verificare la correttezza del link, perché lui mi ha bloccata su Twitter.

“Replica di Claudio Borghi Aquilini: La conversazione citata nell’articolo può essere letta al seguente link: https://twitter.com/borghi_claudio/status/775263520871030784 Giudichino i lettori se la sintesi fatta dall’autrice è corretta o meno”.