RESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI

I giudici e i PM non sono eletti e non sono altro che dipendenti pubblici che, come tali, devono essere giudicati. È un compito delicato quando privo di controllo, perché rischia di finire nelle mani sbagliate di presuntuosi che si arrogano il potere, che mai dovrebbero avere, di decidere loro le leggi, anziché applicarle, pur senza avere alcuna rappresentatività. E nessuno è più pericoloso di chi ha la possibilità di decidere della vita altrui senza assumersene la responsabilità, nascondendosi dietro una presunta superiorità morale.
Non solo, quindi, i magistrati dovrebbero poter essere sempre giudicati per le loro azioni e pagare le conseguenze degli errori che commettono a danno dei cittadini, ma il giudizio, sia disciplinare che per responsabilità civile, dovrebbe essere esterno alla loro cerchia. È ridicolo pensare che un magistrato possa giudicarne un altro con la corretta obiettività, perché sarà sempre di parte, perché ogni limitazione al potere di un collega potrebbe ritorcersigli contro, perché ogni impunità sarà una sua impunità, così come ogni condanna sarà una spada di Damocle sulla sua testa.
D’altronde, se lo stato della giustizia in Italia è una delle peggiori piaghe che la affliggono, un motivo ci sarà. E non parlo solo di accanimenti giudiziari per scalzare il politico di turno, ma di comuni cittadini che non vengono neppure degnati di considerazione o, peggio, ottengono sentenze che meritano vendetta, anziché appelli. Non serve a niente continuare riformare i processi se prima non si riformano i giudici.
Ogni cittadino deve poter, quindi, chiedere il risarcimento dei danni ad un magistrato incapace, sapendo che la sua richiesta sarà valutata da un soggetto veramente imparziale, senza solidarietà di casta.
Lo so che la Costituzione non permette la creazione di tribunali speciali, ma c’è un’alternativa e ce la offre proprio l’art. 102 Cost.: «Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura».
La proposta è, quindi, di istituire una sezione specializzata presso la sede più vicina a quella del magistrato chiamato a rispondere dei suoi errori, composta da un solo magistrato (ché altrimenti non sarebbe un tribunale) e 2 o 4 membri estranei alla casta che decidono a maggioranza, magari prevedendo che siano esperti di diritto. Ovviamente stessa composizione in corte d’appello e cassazione, altrimenti è tutto inutile.
Che sia la volta buona che finalmente studiano un po’ le leggi e le carte prima di scrivere certi sfondoni? Quelli bravi, e per fortuna sono tanti, non avranno nulla da temere. Gli incompetenti ed i giudici non indipendenti, tipo quelli che usano la giustizia a scopi politici, magari cominceranno a prestare più attenzione al loro lavoro.

Nota: questo è un esperimento di proposte elettorali che faccio io ai partiti e chi si impegna a metterne di più nel suo programma avrà il mio voto.
La sfida è aperta a tutti gli elettori. Metto a disposizione questo blog per le vostre idee, scrivetemi su barbaradisalvo123@gmail.com e le elaboriamo insieme.
Le proposte devono essere rigorosamente di buon senso, niente proclami irrealizzabili, niente sparate incostituzionali, a meno che non siano proposte di riforma della Costituzione, niente aumenti della spesa pubblica, molto graditi i tagli specifici, niente astrazioni, solo tanto senso pratico e soluzioni innovative e realizzabili. Insomma, tutto ciò di cui si vedono rare tracce nei programmi dei partiti.
Le critiche costruttive con suggerimenti di modifica sono ben accette e serviranno a definire meglio ogni proposta.
Due settimane prima delle elezioni si farà la classifica delle proposte più apprezzate e condivise sui social network, che saranno inviate a tutti i partiti richiedendo il loro impegno ad approvarle.

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