RIMPATRIO IMMIGRATI IRREGOLARI

“Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico” diceva Giulio Cesare. È inutile che ci giriamo intorno, le Coop e le ONG hanno creato sugli immigrati un sistema di potere e un business troppo redditizio per sperare di combatterlo con il proclama “tutti a casa”. Sì, d’accordo, ma come?
Un esercito di 7 milioni di sedicenti volontari votanti non lo sconfiggi con le chiacchiere.
E allora se il reale obiettivo, malamente nascosto dietro la favola della bontà e dell’accoglienza, sono gli affari milionari che fanno sulle spalle di questi disgraziati è su quella leva che bisogna agire.
Ragioniamo con i numeri. Oggi incassano 35€ al giorno per ogni immigrato che “accolgono”, sfamano e alloggiano nei loro centri. Nel 2016 gli immigrati sono stati circa 180.000, di cui 123 mila i richiedenti asilo (incluso il 60% circa che non ha diritto neppure alla protezione umanitaria). Diciamo, quindi, che in media i “volenterosi” si occupano di 150.000 immigrati e ricevono 157,5 mln € al mese, ossia 1 miliardo e 890 milioni di € all’anno, senza contare quindi quelli che stanno qui da più anni. Inutile dirvi chi paga.
Ora, è facile dire che dobbiamo rimpatriare tutti i clandestini, ma con 500.000 immigrati che scorazzano per l’Italia le nostre forze dell’ordine proprio non ce la fanno né ce la potrebbero fare a rintracciarli tutti, non hanno le strutture né i mezzi per alloggiarli neppure per il tempo necessario a imbarcarli sull’aereo verso casa, non hanno idea di chi siano, né da dove provengano.
Coop e ONG, invece, hanno le strutture per alloggiarli, hanno i famigerati mediatori culturali, sono i primi se non gli unici a trattare con gli immigrati, sanno identificarli, sanno perfettamente da dove provengono, sanno benissimo se abbiano o meno diritto alla protezione internazionale, sono loro che si occupano di avviare le pratiche per la richiesta di asilo, sono loro che gli forniscono gli avvocati contro i rigetti per allungarne la permanenza. Già che sono così preparati è giusto che diventino anche i garanti e i principali fautori del rimpatrio. Basta invogliarli a farlo con ciò che amano tanto: il vil denaro.
Da un lato va ridotto drasticamente il tempo di rimborso dei famigerati 35€. Se prima accoglienza deve essere che lo sia davvero. Non più di un mese di rimborso, spesa massima annua 157,5 mln€.
È un tempo più che sufficiente per identificarli, capire da dove provengano e organizzare il rimpatrio nel Paese di origine. Non riescono a farlo? Vogliono mantenerli comunque nei loro centri di accoglienza? Che dimostrino tutto il loro buon cuore e lo facciano a proprie spese.
Se si tratta di richiedenti asilo il rimborso può arrivare ad un massimo di 6 mesi, il tempo medio per decidere sulla richiesta, ma il rimborso sarà effettuato solo in caso di effettivo accoglimento della domanda. Loro lo sanno se hanno i requisiti, se vogliono fare comunque domanda di asilo e ricorso in caso di rigetto per allungarne la permanenza in Italia, anche in questo caso è tutto a carico del loro buon cuore perché dallo Stato non avranno più del mese di accoglienza per immigrati irregolari. Considerato che nel 2016, solo 5.000 sono i rifugiati effettivi, 11.000 hanno ottenuto protezione sussidiaria internazionale e 18.000 quella umanitaria, la spesa massima per i 5 mesi in più è di 178,5 mln€. Non dubito che in questo modo, poi, miracolosamente le domande diminuirebbero e si smaltirebbero in meno tempo.
Ma non basta ancora, perché se non hanno un incentivo ad aiutarci a rimpatriarli non abbiamo risolto il problema alla radice. Ipotizziamo di “rimborsare” al loro buon cuore una somma di € 500 per ogni immigrato che riescono ad imbarcare su un aereo per il proprio Paese di origine. Ovviamente non si tratta di una taglia, ma del rimborso delle spese necessarie per pagare i mediatori culturali e tutti i volenterosi che si fanno in quattro per noi e li accompagnano fino alla scaletta dell’aereo.
Spesa massima per rimpatriare i 500.000 clandestini oggi in Italia: 250 milioni di € una tantum.
Spesa massima per ogni anno per rimpatriare 100.000 clandestini: 50 mln €.
Aggiungiamoci i costi per aerei speciali, gentilmente forniti dalla cara Alitalia, che andiamo a scalare magari dal prestito ponte.
Considerato che spendiamo in media 6 miliardi di € l’anno per “accogliere” gli immigrati, direi che è cifra che ci possiamo permettere.

Nota: questo è un esperimento di proposte elettorali che faccio io ai partiti e chi si impegna a metterne di più nel suo programma avrà il mio voto.
La sfida è aperta a tutti gli elettori. Metto a disposizione questo blog per le vostre idee, scrivetemi su barbaradisalvo123@gmail.com e le elaboriamo insieme.
Le proposte devono essere rigorosamente di buon senso, niente proclami irrealizzabili, niente sparate incostituzionali, a meno che non siano proposte di riforma della Costituzione, niente aumenti della spesa pubblica, molto graditi i tagli specifici, niente astrazioni, solo tanto senso pratico e soluzioni innovative e realizzabili. Insomma, tutto ciò di cui si vedono rare tracce nei programmi dei partiti.
Le critiche costruttive con suggerimenti di modifica sono ben accette e serviranno a definire meglio ogni proposta.
Due settimane prima delle elezioni si farà la classifica delle proposte più apprezzate e condivise sui social network, che saranno inviate a tutti i partiti richiedendo il loro impegno ad approvarle.

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