{"id":1066,"date":"2012-07-15T20:07:32","date_gmt":"2012-07-15T20:07:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2012\/07\/15\/se-il-rischio-recidiva-aumenta-2\/"},"modified":"2012-07-16T10:36:39","modified_gmt":"2012-07-16T10:36:39","slug":"se-il-rischio-recidiva-aumenta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2012\/07\/15\/se-il-rischio-recidiva-aumenta-2\/","title":{"rendered":"Se il rischio recidiva aumenta"},"content":{"rendered":"<p>Oggi vi parlo di Rita e, dato che siamo in tema, faccio una piccola digressione sulle statistiche  e sui medici perbene.<br \/>\nRita \u00e8 un regalo del blog. Anche lei con tumore al seno, anche lei mamma due bambini, anche lei curiosa. Ha appena ripreso il suo lavoro &#8211; da chimica, in un&#8217;azienda &#8211; dopo una lunga pausa non voluta e molto sofferta. Rita si \u00e8 accorta di avere un cancro al seno mentre stava allattando il suo secondo figlio&#8230;&#8221;pensavo alla morte &#8211; ricorda &#8211; ho dovuto smettere subito di allattare il piccolo mentre l&#8217;altra mia figlia faceva l&#8217;inserimento all&#8217;asilo&#8230;e ancora oggi,  nonostante sia passato pi\u00f9 di un anno da quel maledetto momento, convivo con un profondo senso di ingiustizia continuo a chiedermi: perch\u00e8 non ho potuto nutrire mio figlio?&#8221;<\/p>\n<p> Ma Rita \u00e8 anche un fiume in piena di domande e di idee. In un anno, sui tumori, ha raccolto pi\u00f9 informazioni lei di un&#8217;agenzia specializzata. Primo: l&#8217;intervento si fa a Milano &#8220;visto come hanno trattato mia cognata, qui al sud&#8221;. Secondo: zero chemio, &#8220;la pi\u00f9 convincente \u00e8 la Di Bella. Ma dico, possibile, che gli oncologi non la considerino in questo modo? Secondo te  ci fanno o ci sono?&#8221;. Ci arrabbiamo ma ridiamo anche, come ci si pu\u00f2 divertire scambiandosi mail.<\/p>\n<p>Ci conosciamo un mese fa, Rita arriva a Milano. Ha riccioli scuri e il sorriso aperto. Deve andare allo Ieo per un controllo,  ricorda il giorno dell&#8217;intervento, &#8220;non volevo saperne di fare la ricostruzione, ero a pezzi per via dell&#8217;allattamento interrotto, figurati che la chirurga plastica si \u00e8 messa a piangere&#8230;Mi diceva &#8216;sono anch&#8217;io del 1973, mi ascolti, si sentir\u00e0 meglio dopo&#8230;&#8217; Le ho dato retta e ora sono contenta. Mi ha conquistato il suo modo di partecipare, non me lo sarei aspettata&#8221; . <\/p>\n<p>Dedico a Rita, un&#8217;intervista che ho fatto al senologo dello Ieo,<strong> Alberto Luini<\/strong> a proposito di ricostruzione mammaria. Anch&#8217;io non mi sarei aspettata dichiarazioni cos\u00ec &#8230;sincere.<\/p>\n<p>Partiamo da un dato riportato da tutti i giornali durante la campagna di raccolta fondi del 5 per mille. Si ricorda che in Europa, rispetto agli Usa, si rispetta di pi\u00f9 il corpo delle donne perch\u00e8 si fanno pi\u00f9 &#8216;quadrectomie&#8217; (asportazioni di spicchi di seno) rispetto alle mastectomie (asportazione dell&#8217;intera mammella e ricostruzione).<\/p>\n<p>Prima una considerazione: per portar asportare solo uno spicchio di seno bisogna avere un tumore al di sotto dei 2 cm e mezzo e, al contempo, essere dotate di un d\u00e8collet\u00e8 piuttosto tornito, una comune &#8216;seconda&#8217; verrebbe solo danneggiata da un&#8217;operazione di questo tipo. &#8220;Anche se &#8211; come precisa Luini &#8211; i bravi chirurghi fanno il &#8216;rimodellamento&#8217; (in pratica spostano un po&#8217; di grasso da una parte all&#8217;altra della stessa mammella)&#8221; l&#8217;intervento risulta ben riuscito se la ciccia c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Fin qui tutto torna. Ma ci sono molti casi che viaggiano sul crinale di questi criteri, tipo il tumore \u00e8 proprio di 2,5 cm e la mammella non verrebbe danneggiata da una quadrectomia. Cosa interessa, a questo punto, a una donna? Soprattutto una cosa: le statistiche di recidiva. Cio\u00e8 vuol sapere se rischia di pi\u00f9 togliendo un pezzo pi\u00f9 piccolo di mammella piuttosto che uno pi\u00f9 grosso.<\/p>\n<p>     Il buonsenso fa propendere per il <em>melius  abundare <\/em>ma domandando qua e l\u00e0 mi ero sempre sentita rispondere che non c&#8217;erano differenze. Cio\u00e8, quando il tumore si ripresenta, a distanza di anni, mi dicevano gli oncologi, torna sia nelle donne che hanno fatto la mastectomia che in quelle che hanno scelto l&#8217;intervento conservativo. <\/p>\n<p>Pure dall&#8217;istituto Mario Negri ho ricevuto queste statistiche. Qualche conticino, per\u00f2, non mi tornava: io ho conosciuto donne che hanno avuto recidiva nella stessa mammella&#8230; \u00e8 chiaro che il mio limitato osservatorio non rientra nelle statistiche. Invece, stupore! Proprio dal senologo dello Ieo arriva la smentita: &#8216;Il rischio di recidiva nella stessa mammella in chi fa l &#8216;intervento conservativo \u00e8 del 5 per cento in pi\u00f9 rispetto a chi la mammella non l&#8217;ha pi\u00f9. <\/p>\n<p>Altro discorso riguarda l&#8217;altra mammella. Dopo 10-15 anni, quando capita che il cancro colpisca il secondo seno, invece, la percentuale di recidiva \u00e8 identica fra i due gruppi di donne. Per questo quando il tumore \u00e8 di medie dimensioni, da una decina d&#8217;anni, proponiamo una mastectomia con conservazione di cute e capezzolo. Il risultato \u00e8 un d\u00e8collet\u00e8 ricostruito ma molto naturale&#8221;.<\/p>\n<p>Ammetto di non avere molta dimestichezza con i numeri, ma 5 su cento mi pare abbastanza. O no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi vi parlo di Rita e, dato che siamo in tema, faccio una piccola digressione sulle statistiche e sui medici perbene. Rita \u00e8 un regalo del blog. Anche lei con tumore al seno, anche lei mamma due bambini, anche lei curiosa. Ha appena ripreso il suo lavoro &#8211; da chimica, in un&#8217;azienda &#8211; dopo una lunga pausa non voluta e molto sofferta. 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