{"id":1240,"date":"2012-10-03T17:11:47","date_gmt":"2012-10-03T17:11:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=1240"},"modified":"2012-10-03T20:22:45","modified_gmt":"2012-10-03T20:22:45","slug":"troppi-festini-roma-taglia-i-fondi-ai-malati-terminali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2012\/10\/03\/troppi-festini-roma-taglia-i-fondi-ai-malati-terminali\/","title":{"rendered":"Troppi festini, Roma taglia i fondi ai malati terminali"},"content":{"rendered":"<p>Conoscere il cancro significa anche avere a che fare con i malati terminali. Nell\u2019 ambulatorio di oncologia si incrociano sguardi, in silenzio. Uno dice \u201cmi ricordo di te, chiss\u00e0 se ti rivedr\u00f2\u201d. Per\u00f2 i malati all\u2019ultimo stadio non sono qui. Gli oncologi, negli ambulatori, lavorano per i vivi pi\u00f9 sani, per quelli che insieme alle lastre si portano dietro le speranze E gli altri? Mi ha molto colpito una storia pubblicata sul sito online della Stampa a fine agosto. Ne ha inserito il<a title=\"storia\" href=\"http:\/\/http:\/\/www.quotidianosanita.it\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=10593\" target=\"_blank\"> link<\/a><strong>, Carlo Z<\/strong>., pediatra, commentando <a title=\"libert\u00e0 di serie B\" href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2012\/08\/31\/le-liberta-di-serie-b-4\/\" target=\"_blank\">Le libert\u00e0 di serie B<\/a>.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 solo il dolore di un uomo che ha perso la moglie. C\u2019\u00e8 dolore sommato a dolore. Perch\u00e9 la donna amata, condannata dal cancro, \u00e8 stata uccisa dalle non cure \u2013 che a quel punto erano semplicemente non attenzioni \u2013 dall\u2019 insofferenza manifestata dai medici in ospedale.<\/p>\n<p><em>Un malato terminale \u00e8 brutto, rovina l\u2019immagine, riflette il fallimento delle nostre raccolte fondi, magari piange pure e i parenti rompono. Dove lo mettiamo?<\/em><\/p>\n<p>Ringrazio Ivano, per avermi fatto conoscere la <strong>Fondazione Ant<\/strong> che da 27 anni assiste a domicilio\u00a0 i malati terminali. Ecco la lettera denuncia che <strong>Raffaella Pannuti<\/strong>, presidente Fondazione Ant, ha inviato nei giorni scorsi ai giornali.<\/p>\n<p>\u201cApprendo dalla stampa che a Roma si fanno colorite feste in abiti da antichi greci, che ogni festino costa 20mila euro (resta da chiarire chi abbia saldato il conto) mentre la Asl del distretto Ostia Fiumicino, dove in oltre dieci anni la nostra Fondazione ha assistito gratuitamente, a domicilio,\u00a0 quasi mille malati di tumore, non ci rinnover\u00e0 la convenzione da 40mila euro per il 2012.<\/p>\n<p><strong><em>A Roma due feste valgono dunque l\u2019assistenza domiciliare<\/em> che <em>Ant fornisce <\/em><\/strong>\u00a0<em><strong>\u2013 24 ore al giorno \u2013 a 100 malati di cancro l\u2019anno<\/strong><\/em>. Ant pu\u00f2 permettersi questo tipo di assistenza pagando professionisti (medici, infermieri e psicologi<em>) e in maniera assolutamente gratuita per le famiglie<\/em>, grazie ai fondi raccolti e alle convenzioni con le Asl. Nel 2011 avevamo ottenuto con la Asl romana una convenzione da 40mila euro, la cifra spesa dalla Asl per ogni sofferente assistito da 3 medici, 1 infermiere e 1 psicologo era di 465 euro, meno di una giornata di degenza in un ospedale pubblico il cui costo si aggira sui 600 euro al d\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Ant nasce a Bologna nel 1978 grazie all\u2019oncologo del Sant\u2019Orsola di Bologna, Franco Pannuti che si \u00e8 impegnato a garantire la dignit\u00e0 dei sofferenti fino all\u2019ultimo respiro. Dal 1985 a oggi sono state assistite 90mila persone, 24 ore su 24. La Fondazione \u00e8 presente in 9 regioni, quelle che hanno rinnovato la convenzione quest\u2019anno sono Puglia, Marche, Basilicata, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Campania, la prossima sar\u00e0 la Lombardia.<\/p>\n<p>Proviene da soldi pubblici soltanto il 17% di quanto Ant spende per i malati (formazione personale, tirocinii, stipendi), il resto \u00e8 frutto di donazioni.<\/p>\n<p>Raffaella Pannuti \u00e8 pi\u00f9 che amareggiata \u201c<strong><em>Quarantamila euro non sono nulla per un\u2019amministrazione: questo taglio significa che non ci si cura della sofferenza<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Renata Polverini<\/strong> ha promesso di destinare a progetti sociali le cifre \u2018risparmiate\u2019 in ostriche e caff\u00e8, ci auguriamo che seguano fatti concreti. E restiamo in attesa di una risposta da parte della Asl di Roma, perch\u00e9 i cittadini non continuino a sentirsi presi in giro\u201d.<\/p>\n<p><em>A Raffaella Pannuti rispondiamo che in questi giorni la responsabile Asl di Roma \u00e8 in ferie e che rientrer\u00e0 luned\u00ec. E che dalla sua segreteria ci \u00e8 stata promessa una risposta. Luned\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/10\/mani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1241\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/10\/mani-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/10\/mani-300x186.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2012\/10\/mani.jpg 482w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Conoscere il cancro significa anche avere a che fare con i malati terminali. Nell\u2019 ambulatorio di oncologia si incrociano sguardi, in silenzio. Uno dice \u201cmi ricordo di te, chiss\u00e0 se ti rivedr\u00f2\u201d. Per\u00f2 i malati all\u2019ultimo stadio non sono qui. Gli oncologi, negli ambulatori, lavorano per i vivi pi\u00f9 sani, per quelli che insieme alle lastre si portano dietro le speranze E gli altri? Mi ha molto colpito una storia pubblicata sul sito online della Stampa a fine agosto. Ne ha inserito il link, Carlo Z., pediatra, commentando Le libert\u00e0 di serie B. 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