{"id":1611,"date":"2013-06-04T17:06:06","date_gmt":"2013-06-04T15:06:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=1611"},"modified":"2013-06-04T19:14:45","modified_gmt":"2013-06-04T17:14:45","slug":"ricerca-ora-si-ammette-che-il-placebo-non-e-etico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/06\/04\/ricerca-ora-si-ammette-che-il-placebo-non-e-etico\/","title":{"rendered":"Ricerca, ora si ammette che il placebo non \u00e8 etico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/06\/placebo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1612\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/06\/placebo-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/06\/placebo-300x177.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/06\/placebo.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per 40 anni la Medicina ha considerato \u201cscientifico\u201d testare i nuovi farmaci contrapponendoli a placebo. \u00a0A un gruppo di malati, selezionati casualmente, \u00e8 somministrato il principio attivo da validare mentre, a un altro gruppo, \u00e8 dato un placebo (zuccherino o altro).<\/p>\n<p>Oggi la comunit\u00e0 scientifica si interroga se questo comportamento sia etico. E riflette sull\u2019opportunit\u00e0 di cambiare registro. La nuova strada \u00e8 \u00a0indicata da <strong>Aron Goldhirsch<\/strong>, vicedirettore scientifico dell\u2019Istituto Europeo di Oncologia.<\/p>\n<p>&#8220;Occorre selezionare meglio la popolazione da studiare; offrire una informazione pi\u00f9 completa sui nuovi farmaci da sperimentare, sottoporre il paziente a un consenso informato pi\u00f9 comprensibile. Non solo: \u00e8 indispensabile poter cambiare lo studio strada facendo e trovare alternative al placebo, perch\u00e8 non \u00e8 pi\u00f9 accettabile dare a un malato una sostanza che sappiamo essere inefficace&#8221;.<\/p>\n<p>Goldhirsch mette in discussione il principio della randomizzazione, in base al quale un gruppo di malati viene sottoposto alla terapia standard e un altro a quella innovativa, selezionandoli a caso.<\/p>\n<p>\u201cUna via d\u2019uscita potrebbe essere quella di trovare gruppi pi\u00f9 significativi di pazienti utilizzando la medicina molecolare\u201d (tradotto: cercare fra i malati quelli che esprimono al meglio le caratteristiche di recettivit\u00e0 e responsivit\u00e0 al nuovo farmaco).<\/p>\n<p>Spiega il condirettore scientifico dell\u2019Ieo Pier Giuseppe Pelicci: &#8220;Abbiamo una trentina di farmaci antitumorali oggi nel mondo. Sembrano tanti, ma in realt\u00e0 sono disponibili per pochi, perch\u00e8 ciascun farmaco personalizzato cura un piccolo gruppo di pazienti. Il fatto \u00e8 che le sperimentazioni sono lunghe&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Pelicci i tempi si potrebbero accorciare: &#8220;Il crizotinib, che funziona solo nei casi di tumore al polmone in cui il paziente abbia il gene Alk alterato (4% dei casi), su pressione dei pazienti \u00e8 stato approvato in 2 anni, sperimentandolo su 89 pazienti, senza randomizzazione\u201d.<\/p>\n<p>E secondo il ricercatore Pier Paolo di Fiore non si tratta di stravolgere decenni di metodologia scientifica nello sviluppo dei trial clinici, ma \u201c\u00e8 l\u2019occasione di riuscire a liberarci dalla tirannide della statistica proprio utilizzando le conoscenze fin qui acquisite con la metodologia classica\u201d.<\/p>\n<p><em>Prima si crea il farmaco e poi si cercano i malati col lanternino per vedere se hanno le varianti genetiche adatte alla molecola. Assai complicata la nuova strada della scienza\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>E quella vecchia?<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco un <a href=\"http:\/\/ilporticodipinto.it\/content\/frode-dei-placebo\" target=\"_blank\">articolo del 2010 <\/a>segnalatomi da Anna Girasole Blu.\u00a0 Ricercatori americani sostengono che quando non \u00e8 specificata la composizione del placebo, anche lo studio non pu\u00f2 ritenersi valido. Hanno controllato 167 test di farmaci condotti fra il 2008 e il 2009: il 92 per cento di questi non precisava gli ingredienti dei placebo.<\/em><\/p>\n<p><em>Non solo: chi ha fornito i placebo? Gli stessi produttori dei farmaci da testare&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per 40 anni la Medicina ha considerato \u201cscientifico\u201d testare i nuovi farmaci contrapponendoli a placebo. \u00a0A un gruppo di malati, selezionati casualmente, \u00e8 somministrato il principio attivo da validare mentre, a un altro gruppo, \u00e8 dato un placebo (zuccherino o altro). Oggi la comunit\u00e0 scientifica si interroga se questo comportamento sia etico. E riflette sull\u2019opportunit\u00e0 di cambiare registro. La nuova strada \u00e8 \u00a0indicata da Aron Goldhirsch, vicedirettore scientifico dell\u2019Istituto Europeo di Oncologia. &#8220;Occorre selezionare meglio la popolazione da studiare; offrire una informazione pi\u00f9 completa sui nuovi farmaci da sperimentare, sottoporre il paziente a un consenso informato pi\u00f9 comprensibile. 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