{"id":1672,"date":"2013-07-30T09:27:48","date_gmt":"2013-07-30T07:27:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/07\/30\/crm197-ecco-lanticancro-bocciato-in-italia-e-sperimentato-in-giappone\/"},"modified":"2013-07-30T22:09:51","modified_gmt":"2013-07-30T20:09:51","slug":"crm197-ecco-lanticancro-bocciato-in-italia-e-sperimentato-in-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/07\/30\/crm197-ecco-lanticancro-bocciato-in-italia-e-sperimentato-in-giappone\/","title":{"rendered":"Crm197, ecco l&#8217;anticancro bocciato in Italia e promosso in Giappone"},"content":{"rendered":"<p>Ecco una scoperta, tutta italiana, la propriet\u00e0 antitumorale del <strong>Crm197<\/strong> &#8211;  molecola derivata della tossina difterica &#8211; che nel nostro Paese \u00e8 stata giudicata inefficace e in Giappone \u00e8 sperimentata con successo.<\/p>\n<p>Stanno arrivando dal Sol Levante le prime conferme sull&#8217;impiego della molecola nel trattamento del <strong>tumore ovarico metastatico<\/strong>. La sperimentazione di fase II, iniziata in marzo, si concluder\u00e0 alla fine del 2014. Si \u0117 gi\u00e0 visto, durante la fase I, che non  \u00e8 tossica e che, al contrario, provoca una <strong>reazione immunitaria<\/strong> nell&#8217;organismo; infatti, la molecola  si aggancia al recettore HB-EGF che compare fitto in molte cellule neoplastiche, tra le quali quelle dei tumori ovarici. In questo modo la massa tumorale diventa particolarmente evidente ed \u00e8 facilmente aggredita dall\u2019esercito degli anticorpi. <\/p>\n<p>La molecola \u00e8 stata scoperta in Giappone dal professor Uchida, ma \u00e8 stato l&#8217;italiano <strong>Silvio Buzzi<\/strong> a intuirne le propriet\u00e0 anticancro e a usarla per primo sui malati. La sperimentazione nipponica \u00e8 condotta dal 2009 dall&#8217;allievo di Uchida, <strong>Esuke Mekada<\/strong>, che ha confrontato Crm197 in gruppi di controllo sempre abbinandolo alla chemioterapia.<\/p>\n<p><em>Oggi i giapponesi stanno chiedendo il brevetto del Crm197 anche come antitumorale per stomaco, pancreas, tratto gastroenterico, cavo orale e pelle e per raccogliere la documentazione necessaria sono stati pi\u00f9 volte a Ravenna, patria di Buzzi.<\/em><\/p>\n<p>La storia dell&#8217;anticancro Crm197 affonda le sue radici nell&#8217;Italia contadina degli anni Cinquanta. Siamo a Ravenna, in un ospedale di periferia dove i malati di tumore arrivano quasi all&#8217;ultimo stadio. Silvio Buzzi \u00e8 ancora medico di guardia &#8211; si specializzer\u00e0 successivamente in neurologia &#8211; affianca il chirurgo in sala operatoria e riflette su un fenomeno molto frequente e, apparentemente, senza spiegazione. I pazienti vengono  &#8220;aperti e chiusi&#8221; perch\u00e8 non c&#8217;\u00e9 pi\u00f9 nulla da fare. Eppure, chi entra in sala operatoria e subisce quel tipo di intervento,a volte vive pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p>Nel libro &#8220;Il talco sotto la lampada&#8221; (Ares) \u00e8 lo stesso Buzzi a raccontarci che spesso, le grandi scoperte, nascono da un&#8217;intuizione. Nel suo caso, vedendo il chirurgo indossare i guanti e sollevare la polvere del talco sotto la luce della lampada, che l&#8217;ambiente della sala operatoria non \u00e8 sterile. Una ferita aperta, pu\u00f2 essere contaminata oltre che dalla polvere del talco anche da  batteri. &#8220;E ce ne sono  di molto potenti&#8221; ragiona lui osservando le morti per difterite di giovani e robusti contadini.<\/p>\n<p>Da l\u00ec iniziano i suoi esperimenti sulla tossina difterica bollita. &#8220;Il Crm197 contiene una parte tossica che si inattiva ad alte temperature, e un&#8217;altra che si aggancia alle cellule dei mammiferi attirando a s\u00e8 tutte le difese immunitarie&#8221; spiega Anna Maria, seconda figlia di Silvio Buzzi, anche lei neurologa.<\/p>\n<p>&#8220;Il babbo abbandona la professione di medico di famiglia e si specializza in neurologia per avere pi\u00f9 tempo da dedicare alle sue ricerche. Pubblica i lavori su <em>Lancet<\/em>, <em>Cancer Research<\/em> e <em>Cancer Immunology<\/em>. Alcuni amici e parenti si offrono volontari per provare l&#8217;immunoterapia con CRM197. Uno zio di mia mamma con tumore alla gola fece l&#8217;intervento e rifiut\u00f2 la chemio, prov\u00f2 la tossina modificata e, oltre a guarire completamente, non si riammal\u00f2 pi\u00f9. Molti altri si fecero avanti, riscontrando remissione o rallentamento della malattia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 Crm197?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 il nome che i giapponesi diedero alla tossina modificata. Anzich\u00e8 bollirla, i ricercatori la privarono di un aminoacido,  il risultato fu lo stesso, si perdeva la tossicit\u00e0 e restava il potere immunitario&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 subentrarono i giapponesi?<br \/>\n <\/strong><br \/>\n&#8220;Silvio non chiese mai il brevetto della sua scoperta, non voleva specularci sopra. Ma questo si rivel\u00f2 un limite: quando non \u00e8 possibile sfruttare commercialmente un brevetto, nessuno finanzia le ricerche. Esiste un Crm brevettato, la Novartis lo inserisce nei vaccini della prima infanzia in piccole quantit\u00e0 per renderli pi\u00f9 efficaci. Una sostanza pu\u00f2 essere brevettata per diversi usi. Il primo a testare la tossina bollita e, successivamente, il Crm197 come anticancro \u00e8 stato Silvio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ci racconti come and\u00f2 la storia.<br \/>\n <\/strong><br \/>\n&#8220;Quando Silvio seppe che la Novartis inseriva nei vaccini il Crm 197 chiese all&#8217;azienda di poterne disporre per i suoi esperimenti. La Novartis ha sempre regalato piccole dosi di Crm197 a mio padre che lo usava in laboratorio e su conoscenti ammalati, ormai abbandonati dalle terapie convenzionali. Nel 2005 il ministro Livia Turco si impegn\u00f2 a regolamentare le sperimentazioni &#8220;fai da te&#8221; e affid\u00f2 questa del Crm197 anticancro all&#8217;ospedale di Empoli, il San Giuseppe, sotto la guida dell&#8217;oncologo Gian Maria Fiorentini&#8221;.<\/p>\n<p>Fiorentini test\u00f2 la molecola su 22 malati di melanoma, dal 2006 al 2009. Al termine della sperimentazione valut\u00f2 che la terapia non aveva dato alcun beneficio e parl\u00f2 di effetti collaterali da &#8220;dose massima&#8221;. La famiglia Buzzi, delusa, si accorse che non erano state rispettate le indicazioni del padre riportate su Lancet, &#8220;nelle immunoterapie le dosi non vanno aumentate&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il rammarico \u00e8 che non ci fu rispetto del  protocollo applicato da mio padre n\u00e9 negli schemi n\u00e9 nelle dosi somministrate che, in particolare nelle terapie immunologiche (come i vaccini), non vanno incrementate nel tentativo di aumentare l\u2019efficacia (come pu\u00f2 succedere con la chemioterapia)&#8221; spiega incredula la figlia.<\/p>\n<p><em>Le polemiche ebbero uno strascico doloroso. Ma non si riusc\u00ec pi\u00f9 a tornare indietro. Come per la sperimentazione Di Bella, i fogli dell&#8217;Istituto superiore di Sanit\u00e0, bollati e controfirmati, hanno avuto pi\u00f9 forza della voce dei malati<\/em>.<\/p>\n<p> <em>E oggi la famiglia Buzzi, che non ha mai visto decollare in Italia la sperimentazione del Crm197 in oncologia, assiste da lontano alla gloria dei giapponesi, &#8220;felice comunque che una scoperta del loro babbo stia  prendendo il volo nel resto del mondo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>La Fondazione Buzzi si sta ora concentrando sulla seconda intuizione di Silvio: il Crm197 come arma contro la <strong>placca aterosclerotica<\/strong>.Anche questa scoperta avvenne per caso, ad opera dello stesso Buzzi, che si accorse della riduzione di placca in pazienti che assumevano il Crm197 per fermare i tumori.<\/p>\n<p>Il lavoro, su malati in osservazione dal 2000, fu pubblicato su <em>Therapy<\/em> nel 2007. \u201cStiamo lavorando per attivare una sperimentazione in questo campo- rivela Anna Maria Buzzi- Si \u00e8 fatto avanti un importante centro lombardo.Vedremo&#8230;\u201d<\/p>\n<p> <strong>C&#8217;\u00e8 qualcosa che vorrebbe dire a voce alta?<br \/>\n <\/strong><br \/>\n&#8220;Le rispondo con una citazione tratta dal libro del babbo&#8230; <em>se un\u2019idea non ha una nascita illustre nei quartieri pi\u00f9 aristocratici e non \u00e8 figlia legittima di genitori di razza, sbuca imprevista in un luogo umile e oscuro, ha un genitore soltanto e anche privo di referenze, \u00e8 praticamente figlia di ignoti. In condizioni cos\u00ec precarie la neonata potr\u00e0 sopravvivere e svilupparsi nonostante la lontananza da quel naturale seno materno che \u00e8 un grande istituto? La comunit\u00e0 scientifica che si dichiara sensibile al miglioramento della vita dell\u2019uomo, che cura la rapida diffusione dell\u2019informazione nel mondo, che si dice libera da pregiudizi, avr\u00e0 orecchi per intendere una flebile voce che chiama fuori dal tempio?<\/em> Io voglio crederci ancora&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/07\/20130730-092718.jpg\"><img src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/07\/20130730-092718.jpg\" alt=\"20130730-092718.jpg\" class=\"alignnone size-full\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco una scoperta, tutta italiana, la propriet\u00e0 antitumorale del Crm197 &#8211; molecola derivata della tossina difterica &#8211; che nel nostro Paese \u00e8 stata giudicata inefficace e in Giappone \u00e8 sperimentata con successo. Stanno arrivando dal Sol Levante le prime conferme sull&#8217;impiego della molecola nel trattamento del tumore ovarico metastatico. La sperimentazione di fase II, iniziata in marzo, si concluder\u00e0 alla fine del 2014. Si \u0117 gi\u00e0 visto, durante la fase I, che non \u00e8 tossica e che, al contrario, provoca una reazione immunitaria nell&#8217;organismo; infatti, la molecola si aggancia al recettore HB-EGF che compare fitto in molte cellule neoplastiche, tra [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/07\/30\/crm197-ecco-lanticancro-bocciato-in-italia-e-sperimentato-in-giappone\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":992,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30982],"tags":[30985,2707,404926,2713,30990,30984,30987,857,30986,30988,30983,30992,30991],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1672"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/users\/992"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1672"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1679,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1672\/revisions\/1679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}