{"id":1794,"date":"2013-11-17T16:52:45","date_gmt":"2013-11-17T15:52:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/11\/17\/abidal-ho-vinto-il-cancro-perche-ci-ho-creduto\/"},"modified":"2013-11-17T20:25:16","modified_gmt":"2013-11-17T19:25:16","slug":"abidal-ho-vinto-il-cancro-perche-ci-ho-creduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/11\/17\/abidal-ho-vinto-il-cancro-perche-ci-ho-creduto\/","title":{"rendered":"Abidal: &#8220;Ho vinto il cancro perch\u00e9 ci ho creduto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ecco una storia vera e a lieto fine. Una storia-carezza che varrebbe la pena raccontare a tutte le persone che hanno una diagnosi di cancro. Il calciatore <strong>Eric Abidal<\/strong>, fuoriclasse del Barcellona e ora del Monaco, scopre a 32 anni di avere un tumore al fegato. Subisce un primo intervento e, in seguito, un trapianto d&#8217;organo. Ma non resta in panchina, quando torna in campo, ha pi\u00f9 grinta di prima.<\/p>\n<p>A parlarci di lui \u00e8 <strong>Gianfelice Facchetti,<\/strong> attore e regista, figlio di <strong>Giacinto<\/strong>, il famoso terzino della grande Inter, morto di cancro nel 2006, a 64 anni.<\/p>\n<p>Gianfelice ha intervistato Abidal per la <em>Gazzetta dello sport<\/em>, in vista della premiazione del 4 novembre scorso, il calciatore francese ha meritato il Premio Facchetti, &#8220;Il bello del calcio&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;intervista, qui e sulla <a href=\"http:\/\/www.gazzetta.it\/Calcio_Estero\/30-10-2013\/ad-abidal-premio-facchetti-un-altra-vita-vorrei-cosi-201469162472.shtml\">Gazzetta<\/a>.<\/p>\n<p>Per gli amanti del calcio Eric Abidal fino a marzo 2011 era &#8220;solo&#8221; un calciatore di una della squadre pi\u00f9 forti del pianeta, il Barcellona di Guardiola. La notizia della sua malattia lo fece conoscere a tutto il mondo extrasportivo per il coraggio e la forza d&#8217;animo con cui la affront\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Quale fu la sua reazione quando le diagnosticarono il tumore al fegato? <\/strong><br \/>\n&#8220;\u00c8 stata la difficolt\u00e0 pi\u00f9 grande incontrata nella mia vita; perci\u00f2 ho desiderato subito battermi e farmi operare in fretta. Avevo voglia di conservare il mio corpo sano com&#8217;era sempre stato e, sapendo di avere una parte malsana in me, era urgente riappropriarmene&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nHa mai avuto paura di non farcela? <\/strong><br \/>\n&#8220;Non mi sono mai posto questa domanda. Dico solo che in battaglia non mi sono mai visto come il perdente&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il pericolo \u00e8 scampato? <\/strong><br \/>\n&#8220;Oggi sono molto contento di avere una buona salute ma so anche di non essere del tutto al riparo da un&#8217;eventuale ricaduta o da un&#8217;altra malattia che potrebbe essere diversa da quella che ho conosciuto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sente di essere cambiato dopo un&#8217;esperienza cos\u00ec<\/strong>?<br \/>\n&#8220;Ora mi godo tutti gli istanti che trascorro in famiglia o tra amici, cosa che prima facevo poco&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E sul campo? <\/strong><br \/>\n&#8220;Il lavoro \u00e8 ancora assiduo, sempre molto professionale, lo affronto per\u00f2 con uno spirito diverso, specie per ci\u00f2 che riguarda la determinazione e uno stato d&#8217;animo che mi spinge a divertirmi, traendo piacere ogni volta che mi alleno o gioco una partita&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Come pu\u00f2 lo sport aiutare a promuovere una cultura della salute? <\/strong><br \/>\n&#8220;Durante i momenti pi\u00f9 duri i dottori dissero chiaro che nel quotidiano lo sport sarebbe stato buono non solo per l&#8217;allenamento ma soprattutto per rimettermi in buono stato. Nello sport si imparano molte cose cruciali: la condivisione, il coraggio, la forza di volont\u00e0, \u00e8 scuola di vita. Ogni persona poi ha i suoi obiettivi e con i suoi tempi pu\u00f2 riuscire a fare grandi cose.<\/p>\n<p><strong>Il mondo del calcio ha aspettato il suo rientro<\/strong>.<br \/>\n&#8220;Intorno a me tutti hanno avuto un comportamento esemplare. Ho ricevuto molto sostegno da quell&#8217;ambiente: il calcio \u00e8 una famiglia e l&#8217;ho vissuta davvero cos\u00ec. Quando ci si sente amati e incoraggiati si hanno pi\u00f9 forze per combattere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il gesto pi\u00f9 bello di un compagno? <\/strong><br \/>\n&#8220;Il mio amico Dani Alves si offr\u00ec di donarmi il fegato per il trapianto! Ma non fu possibile, avrebbe compromesso la sua carriera: rester\u00e0 per sempre un gesto di grande generosit\u00e0&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nE le persone intorno a lei? <\/strong><br \/>\n&#8220;Due tra i miei migliori amici fecero altrettanto: Yassin, anche lui un donatore potenziale, e mio cugino G\u00e9rard che alla fine fu scelto per l&#8217;operazione&#8221;.<\/p>\n<p><strong>All&#8217;inizio i medici furono scettici sul suo ritorno in campo: quando ha pensato che la sua carriera non fosse ancora finita? <\/strong><br \/>\n&#8220;Non l&#8217;ho mai capito davvero, \u00e8 stato grazie ai colloqui avuti col medico della squadra e con quelli dell&#8217;ospedale se ho affrontato il male con pazienza, senza saltare le tappe&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Che cosa significava? <\/strong><br \/>\n&#8220;Potersi curare bene innanzi tutto, poi fare una vita normale e ricominciare l&#8217;attivit\u00e0 sportiva. Quando il mio stato fisico si \u00e8 trovato di nuovo al 60-70%, ho potuto fissarmi l&#8217;obiettivo, tornare a giocare a calcio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Che cosa le ha dato maggior forza per ripartire? <\/strong><br \/>\n&#8220;I miei bambini, gli amici e l&#8217;aiuto ricevuto a Barcellona da club e tifosi. Poi sono state tante le persone che mi hanno seguito in questo periodo difficile. Gli obiettivi che volevo raggiungere non erano solo per me ma pure per tutti quelli che tifavano per me&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Crede in Dio? <\/strong><br \/>\n&#8220;Ci ho sempre creduto, fa parte della mia educazione. Per me e la mia famiglia questo \u00e8 importante&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\n\u00c8 cambiato qualcosa nella sua fede? <\/strong><br \/>\n&#8220;Per ci\u00f2 che ho vissuto dalla mia nascita fino ad oggi, sento che Dio ha scritto questo destino per me, mettendo sul mio cammino anche cose difficili da accettare. Da che sono guarito, sono solo fiero di tutto ci\u00f2 che ho fatto e lo ringrazio per ogni giorno che mi ha donato&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Avrebbe desiderato chiudere la carriera col Bar\u00e7a? <\/strong><br \/>\n&#8220;Non ho rimpianti, nella vita si va avanti e non si pu\u00f2 avere tutto ci\u00f2 che si vuole. Ho passato 6 anni in quella squadra, mantengo vivi tutti i bei ricordi che ho condiviso con compagni, allenatore, staff e dirigenza. Tutto questo rester\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;estate scorsa il Monaco, su consiglio di Ranieri, le offr\u00ec l&#8217;opportunit\u00e0 di tornare in campo. Cosa ha significato per lei? <\/strong><br \/>\n&#8220;Non posso che essere riconoscente al Monaco e al nostro mister. Insieme mi hanno riservato la cosa pi\u00f9 bella che potessi vivere, permettermi di continuare a giocare. Ora che sono di nuovo dove volevo, so che tocca a me migliorare sempre&#8221;.<\/p>\n<p> <strong>Il 4 novembre ha ricevuto il Premio Facchetti &#8211; Il bello del calcio, riconoscimento alla sua testimonianza coraggiosa. Cos&#8217;\u00e8 che fa bello il calcio secondo lei? <\/strong><br \/>\n&#8220;Il calcio \u00e8 bello quando \u00e8 sia un&#8217;avventura personale che collettiva. L&#8217;obiettivo \u00e8 sempre quello di vincere, ovvio, e di dare un buon esempio sul campo, avendo molto rispetto per avversario, arbitro e tifosi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Per molti atleti che come lei hanno conosciuto malattie dure, la sua storia rappresenta una speranza. Che messaggio gli manda? <\/strong><br \/>\n&#8220;Direi loro di non mollare mai, credendo sempre nella guarigione anche quando le probabilit\u00e0 sono poche. Bisogna approfittare di ogni singolo istante con le persone pi\u00f9 care perch\u00e9 questi momenti delicati da vivere, sono quelli in cui uno si sente pi\u00f9 amato, vanno goduti. Grazie a questo, \u00e8 possibile trovare l&#8217;ottimismo per uscirne insieme anche a un pizzico di fortuna.<\/p>\n<p><strong>A luglio si \u00e8 ripreso la Nazionale: \u00e8 ottimista per lo spareggio con l&#8217;Ucraina? <\/strong><br \/>\n&#8220;Per me \u00e8 gi\u00e0 un orgoglio fare parte della squadra del mio Paese, lo sognavo da quando ero ragazzo e ci sono riuscito. Daremo tutto per qualificarci&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Piani per il futuro? <\/strong><br \/>\n&#8220;Per ora mi basta sapere di continuare col mio club, poter fare buone prestazioni e raggiungere il Mondiale 2014. Se non sar\u00e0 cos\u00ec per me, spero che lo sia almeno per la squadra&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cosa serve oggi ad Abidal per sentirsi felice? <\/strong><br \/>\n&#8220;Non granch\u00e9, perch\u00e9 prima di tutto sono felice con quello che ho gi\u00e0, mia moglie, i figli, i miei genitori che sono ancora in vita, mio fratello e mia sorella&#8230; Tutti gli angeli che amo. Quindi, se dovessi ripetere la mia vita per averla pi\u00f9 felice, domanderei senza dubbio di potere rivivere la stessa vita!&#8221;.<\/p>\n<p><em>Gianfelice Facchetti<\/em><\/p>\n<p>Ps. <strong>Gianfelice Facchetti  presenta lo spettacolo &#8220;Se Betlemme avesse lu mare&#8221; interpretato dalla compagnia della Casa circondariale di Monza il 9 dicembre al teatro Elfo Puccini di Milano, ore 21. L&#8217;incasso della serata verr\u00e0 devoluto al comitato 16 novembre per i malati di Sla<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/11\/20131117-165230.jpg\"><img src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/11\/20131117-165230.jpg\" alt=\"20131117-165230.jpg\" class=\"alignnone size-full\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco una storia vera e a lieto fine. Una storia-carezza che varrebbe la pena raccontare a tutte le persone che hanno una diagnosi di cancro. Il calciatore Eric Abidal, fuoriclasse del Barcellona e ora del Monaco, scopre a 32 anni di avere un tumore al fegato. Subisce un primo intervento e, in seguito, un trapianto d&#8217;organo. Ma non resta in panchina, quando torna in campo, ha pi\u00f9 grinta di prima. A parlarci di lui \u00e8 Gianfelice Facchetti, attore e regista, figlio di Giacinto, il famoso terzino della grande Inter, morto di cancro nel 2006, a 64 anni. 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