{"id":1827,"date":"2013-12-23T22:09:51","date_gmt":"2013-12-23T21:09:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/12\/23\/ecco-il-trapianto-di-seno-con-staminali-adulte\/"},"modified":"2013-12-24T15:41:49","modified_gmt":"2013-12-24T14:41:49","slug":"ecco-il-trapianto-di-seno-con-staminali-adulte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2013\/12\/23\/ecco-il-trapianto-di-seno-con-staminali-adulte\/","title":{"rendered":"Ecco il trapianto di seno (con staminali adulte)"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivato il&#8230; trapianto di seno. Un seno vero, definitivo, realizzato con il proprio grasso, che segue le variazioni di peso di ogni donna, ingrassa o dimagrisce con lei. Senza corpi estranei, senza forme al silicone.<\/p>\n<p>S\u00ec, care amiche insofferenti alle &#8220;protesi da pin up&#8221;, la notizia \u00e8 di quelle buone. Le mammelle di grasso sono vere, come quelle di prima. Prima del cancro, prima della quadrantectomia, prima della mastectomia. Non si potr\u00e0 allattare, questo no (o, perlomeno, non ancora).<\/p>\n<p>&#8220;Si preleva il  grasso dalle cosce della paziente e lo si inietta a poco a poco&#8221; spiega l&#8217;inventore di questa tecnica, Gino Rigotti, il chirurgo plastico che per primo ha rifatto le mammelle con grasso autologo e ora ha ottenuto il placet del Centro nazionale trapianti.<\/p>\n<p>Rigotti \u00e8 il pioniere del lipofilling in Italia, il suo studio sull&#8217;efficacia delle staminali del grasso nel contrastare gli effetti  della radioterapia, <a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/m\/pubmed\/17415234\/?i=13&amp;from=gino%20rigotti\">pubblicato nel 2007<\/a>, \u00e8 stato citato in successivi 460 lavori. Dal &#8217;99 ad oggi, Rigotti ha migliorato in questo modo il decollet\u00e8 a 2.500 donne.<\/p>\n<p><strong>Dottor Rigotti si pu\u00f2 davvero ri-formare il seno?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Assolutamente s\u00ec. E in modo definitivo. Una volta, nelle donne che non potevano sopportare le protesi, si faceva l&#8217;innesto di tessuto. Lo si prelevava dall&#8217;addome e lo si trasferiva sui pettorali. Lo si fa ancora. Ma \u00e8 un intervento molto invasivo, che lascia una brutta cicatrice da anca ad anca&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>Questo, invece?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 invasivo. Si fa in day hospital, con anestesia locale, in diverse sedute. Il numero delle iniezioni varia a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. La gradualit\u00e0 fa parte della tecnica: si \u0117 visto che iniettando 200 gr di grasso per volta si formava una palla di grasso dura, non vitale, destinata alla necrosi. Siamo partiti dall&#8217;intuizione dell&#8217;americano Coleman, il chirurgo aveva capito l&#8217;importanza di iniettare poco grasso per volta in maniera reticolare&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Da dove si prende il grasso?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Dove c&#8217;\u00e8. Sui glutei, sulle cosce, parte interna o esterna&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Bisogna centrifugare il grasso o mescolarlo al sangue<\/strong>?<\/p>\n<p>&#8220;Il metodo Coleman prevede la centrifuga del grasso. Poi si \u00e8 capito che anche la parte liquida del grasso contiene sostanze interessanti per la rigenerazione, noi iniettiamo tutto quello che preleviamo, senza esporre all&#8217;aria il tessuto, il nostro \u00e8 un sistema chiuso che passa da una siringa un p\u00f2 pi\u00f9 grande a una piccolissima. La tecnica che inietta il sangue (Prp) \u00e8 meno efficace perch\u00e8 il sangue \u00e8 molto meno ricco di cellule rispetto al grasso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Come si arriva alla forma del seno senza una protesi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;\u00c8 fondamentale la tecnica. Si crea una rete di tessuto tridimensionale, all&#8217;interno della quale si fanno lacune di uno o due millimetri con un ago. Iniettiamo &#8216;spaghettini&#8217; di tessuto ramificati e intrecciati, se questi sono troppi si ottiene l&#8217;effetto opposto: i capillari si chiudono e il grasso non resta pi\u00f9 irrorato dai vasi sanguigni. La quantit\u00e0 che si inietta deve avere una pressione inferiore a quella dei capillari. Del grasso iniettato ne sopravvive il 60%. Il risultato che si ha a tre mesi dall&#8217;intervento \u00e8 quello definitivo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Poi per\u00f2 bisogna ripetere l&#8217;operazione, fino a quante volte?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Se devo ricostruire una mammella da zero e il tessuto non \u00e8 stato irradiato, in 6-7 volte, a distanza di tre mesi l&#8217;una dall&#8217;altra. Se invece la mammella \u00e8 stata danneggiata dalla radioterapia (che elimina le cellule staminali e vasi sanguigni) ne occorrono di pi\u00f9, fino a  9-10 volte&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Favorendo la crescita di cellule e vasi sanguigni nuovi, c&#8217;\u00e8 il rischio che si formino altri tumori?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Gli studi dicono di no. Un tumore si crea da solo i propri vasi sanguigni. La societ\u00e0 americana di chirurgia plastica ha approvato questa tecnica anche grazie al lavoro di studiosi che hanno seguito per 7 anni un migliaio di donne. Anch&#8217;io ho pubblicato un lavoro nel 2009. <a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/m\/pubmed\/20333521\/?i=7&amp;from=gino%20rigotti\">Eccolo<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Lei opera a Verona alla Casa di cura san Francesco, le pazienti pagano?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No, come in ospedale rimborsa il sistema sanitario&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/12\/20131223-220938.jpg\"><img src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2013\/12\/20131223-220938.jpg\" alt=\"20131223-220938.jpg\" class=\"alignnone size-full\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 arrivato il&#8230; trapianto di seno. Un seno vero, definitivo, realizzato con il proprio grasso, che segue le variazioni di peso di ogni donna, ingrassa o dimagrisce con lei. Senza corpi estranei, senza forme al silicone. S\u00ec, care amiche insofferenti alle &#8220;protesi da pin up&#8221;, la notizia \u00e8 di quelle buone. 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