{"id":2167,"date":"2014-05-16T22:51:31","date_gmt":"2014-05-16T20:51:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=2167"},"modified":"2014-05-17T20:16:06","modified_gmt":"2014-05-17T18:16:06","slug":"un-po-di-psicoanalisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2014\/05\/16\/un-po-di-psicoanalisi\/","title":{"rendered":"Un po&#8217; di psicoanalisi"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8220;Mi hanno salvato la vita ma ora non sono pi\u00f9 me stesso. E allora chi hanno salvato?&#8221;<\/em> (Augusto Iossa Fasano)<\/p>\n<p>Fra le domande che complicano lo strascico di un tumore al seno c&#8217;\u0117 anche quella sulle protesi: perch\u00e8 molte soubrette ed attrici vanno fiere del loro seno rifatto e, al contrario, le donne che hanno avuto un tumore ( molto spesso ) detestano il loro seno finto? Eppure sempre di silicone si tratta&#8230;<\/p>\n<p>Davanti a questo dato di fatto ci sembra di avere la spiegazione in tasca: le une, le soubrette, vanno sotto i ferri per un fine estetico, apparire e sentirsi pi\u00f9 belle, le altre ci finiscono perch\u00e8 costrette, temono il ripresentarsi della malattia e la morte, ecco che il decollet\u00e8 finto a loro ricorda tutto questo. Una sorta di tatuaggio del dolore. Se poi aggiungiamo le possibili infezioni e gli effetti dannosi e permanenti della radioterapia sulla pelle, \u00e8 pi\u00f9 facile che siano le donne che hanno avuto un cancro a non gradire le rotondit\u00e0 al silicone.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 senz&#8217;altro vero, come \u00e8 vero per\u00f2 il contrario: ritrovarsi con un seno bello, anche se finto, pu\u00f2 contribuire a esaltare una femminilit\u00e0 che si credeva perduta.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 ancora un&#8217;altra lettura. La protesi come fonte di disagio che accomuna entrambe le categorie di donne e anche tutti gli altri &#8220;portatori di protesi&#8221;.  Motivo? Non si accetta di convivere con un corpo estraneo. Ce lo spiega bene <strong>Augusto Iossa Fasano,<\/strong> psichiatra e psicoanalista e autore del libro &#8220;<em>Fuori di s\u00e8&#8221; <\/em>(ETS edizioni)<\/p>\n<p>&#8220;La medicina hi-tech, ogni giorno aiuta milioni di persone a migliorare la qualit\u00e0 della vita e a risolvere delicati problemi di salute. Abbiamo arti artificiali, organi trapiantati, protesi dentali, bypass, dispositivi medici di alta tecnologia che ci permettono di vivere trasformandoci. Le protesi sono un disagio inedito di cui non abbiamo idea. Stiamo male e non ne conosciamo il motivo. La causa di questo malessere \u00e8 la mutazione del nostro corpo che poi pu\u00f2 provocare un&#8217;alterazione dell&#8217;identit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Un esempio noto a tutti \u00e8 la spinta distruttiva che ha visto protagonista lo sportivo Pistorius arrivato ad uccidere la fidanzata &#8211; riflette Fasano &#8211; L&#8217;oggetto che ripara un handicap, in questo caso l&#8217;arto artificiale, pu\u00f2 far perdere il senso di s\u00e8&#8221;. Seguendo questo ragionamento, una carrozzella o un paio di occhiali (protesi mobili) sono meno &#8220;estranianti&#8221;, non rischiano di farci perdere l&#8217;identit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel suo libro Iossa Fasano illustra diverse testimonianze di pentiti delle protesi che, dopo aver manifestato disturbi importanti (angoscia, depressione, crisi deliranti) decidono di farsi rimuovere l&#8217;oggetto &#8220;che aliena&#8221;. <\/p>\n<p>L&#8217;autore parla di &#8220;uomo cyborg&#8221;, o bionico, un Goblin ( l&#8217;eterno nemico di Spiderman) con tanti superpoteri e l&#8217;incapacit\u00e0 di gestirli fino a morirne.<\/p>\n<p>Che fare dunque? &#8220;Ci sono persone pi\u00f9 a rischio di altre &#8211; ammette Iossa Fasano &#8211; l&#8217;importante \u00e8 smascherare le nostre fragilit\u00e0, riconoscerle, come si fa con un nemico. Purtroppo, se \u00e8 vero che \u00e8 condivisa la pratica di un sostegno psicologico per i trapiantati, non accade lo stesso per i portatori di protesi. Il messaggio del mio libro \u00e8 anche questo. Non ci pu\u00f2 essere medicina senza etica o senza relazioni interpersonali&#8230;&#8221;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2014\/05\/iossa.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2014\/05\/iossa.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"237\" class=\"alignleft size-full wp-image-2168\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Mi hanno salvato la vita ma ora non sono pi\u00f9 me stesso. E allora chi hanno salvato?&#8221; (Augusto Iossa Fasano) Fra le domande che complicano lo strascico di un tumore al seno c&#8217;\u0117 anche quella sulle protesi: perch\u00e8 molte soubrette ed attrici vanno fiere del loro seno rifatto e, al contrario, le donne che hanno avuto un tumore ( molto spesso ) detestano il loro seno finto? 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