{"id":2511,"date":"2015-04-23T16:09:21","date_gmt":"2015-04-23T14:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=2511"},"modified":"2015-04-23T16:10:11","modified_gmt":"2015-04-23T14:10:11","slug":"mia-figlia-curata-da-epilettica-guarisce-con-lomeopatia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2015\/04\/23\/mia-figlia-curata-da-epilettica-guarisce-con-lomeopatia\/","title":{"rendered":"&#8220;Mia figlia, curata da epilettica, guarisce con l&#8217;omeopatia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Vi racconto la storia di una diagnosi sbagliata. Di una malattia inventata su una bimba \u00a0di sei anni. Di un malessere incompreso affrontato con antiepilettici e psicofarmaci. Di effetti collaterali pesantissimi. E di una remissione di tutti i disturbi con rimedi omeopatici e omotossicologici.<\/p>\n<p><strong>Martina<\/strong>, nome di fantasia, oggi ha 8 anni. \u00c8 sana e radiosa e ha due genitori in gamba, di quelli che non si rassegnano a una cura che non cura, anche se \u00e8 prescritta in centri rinomati.<\/p>\n<p>Due anni fa, a causa di ripetuti svenimenti, a Martina sono state diagnosticate tre forme di epilessia, non tutte insieme, ma una dietro l&#8217;altra. Ogni volta la terapia non\u00a0funzionava, ogni volta i medici aggiungevano uno psicofarmaco o un antiepilettico e, ogni volta, cambiavano nome alla malattia.<\/p>\n<p>&#8220;Dapprima ci \u00e8 stato detto che Martina soffriva di <em>epilessia da assenze<\/em>, poi della forma <em>mioclono astatica (o sindrome di Dravet<\/em>), infine di quella <em>criptogenica<\/em>&#8221; racconta la mamma, <strong>Simona<\/strong>, che oggi, nel ripercorrere quei momenti, ha gi\u00e0 visto la luce in fondo al tunnel. &#8220;Non \u00e8 stato facile rendersi conto che cos\u00ec tanti medici sbagliavano le loro diagnosi: siamo stati in diversi centri, da Reggio Emilia, a Modena, da Mantova a Genova a Bologna. Abbiamo vissuto momenti terribili e litigato spesso fra di noi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Martina sta male la prima volta, nell&#8217;aprile di due anni fa. \u00c8 in bagno, sentiamo un rumore sordo e la troviamo a terra immobile &#8211; racconta Simona &#8211; Nessun grido a lasciar presagire il mancamento. La portiamo al Policnico di Modena il giorno successivo, dove, in base a un tracciato in parte alterato dell&#8217; elettroencefalogramma, ci viene detto che la piccola soffre di epilessia da assenze. Torniamo a casa con la prescrizione di un farmaco antiepilettico, <strong>Depakin<\/strong>, e ci adoperiamo per portarla all&#8217;istituto Besta di Milano&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La diagnosi di epilessia da assenze si fa con l&#8217;esito dell&#8217;elettroencefalogramma e con che altro?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Null&#8217;altro. Alcuni medici ci han detto che un tracciato come quello di Martina pu\u00f2 non essere un segno di epilessia, insomma \u00e8 un indicatore incerto. Ci ha meravigliato che una malattia cos\u00ec importante potesse sbocciare all&#8217;improvviso (nessun episodio simile a scuola o all&#8217;asilo). Poi, mentre eravamo in viaggio per Milano, Martina ha perso i sensi un&#8217;altra volta e ci siamo dovuti fermare a Reggio Emilia. Le viene somministrato l&#8217; antiepilettico e un antidepressivo (<strong>Frisium<\/strong>). Si tratta per\u00f2 di crisi anomale: Martina resta immobile, svenuta, non \u00e8 in preda a scossoni. In genere le crisi epilettiche si manifestano con potenza, lei si irrigidiva, ora restava tesa con i pugni chiusi, ora rannicchiata in posizione fetale e mai pi\u00f9 di due minuti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ma i farmaci le impedivano queste assenze?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Macch\u00e8, li prendeva e aveva le crisi lo stesso. Ci era stato detto che poteva essere<em> resistente<\/em> ai farmaci e allora si provava con altro, uno peggio dell&#8217;altro. Lo <strong>Zarontin<\/strong> ha provocato disastri, la bimba era sempre imbambolata e inappetente. Vomitava spesso. Il <strong>Tapamax<\/strong> l&#8217;ha resa irriconoscibile, non era pi\u00f9 lei&#8230; &#8220;.<\/p>\n<p><strong>Al Gaslini di Genova \u00e8 andata meglio?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Eravamo arrivati con la nuova diagnosi dell&#8217;esperto di Bologna, <em>epilessia mioclono astatica<\/em>. Al Gaslini le lasciano gli elettrodi in testa per tre giorni, la risonanza magnetica non dice nulla ma un giorno, anche all&#8217;ospedale di Genova, Martina cade a terra. Diagnosi: &#8216;Sintomi compatibili con epilessia da esordio&#8217; e ci prescrivono lo Zarontin&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Poi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Quando le togliamo lo Zarontin (di testa nostra) Martina migliora decisamente, abbandoniamo anche il Gaslini e ci rivolgiamo a specialisti pi\u00f9 vicini a casa. A Modena diagnosticano <em>l&#8217;epilessia criptogenica&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Quando iniziate a capirci qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Devo ringraziare una cliente che raccolse il mio sfogo disperato. Fu lei a indirizzarmi a un&#8217;omotossicologa di Roma. A fine maggio Martina inizi\u00f2 una cura di gocce e gel per eliminare le tossine di una varicella contratta due mesi prima dello svenimento (responsabile, per l&#8217;omotossicologa, del tracciato alterato dell&#8217;elettroencefalogramma) e gli ossuri (vermi intestinali). La dottoressa mi indic\u00f2 un bravo pediatra omeopata di Gaeta e fu lui, con una psicologa, a risolvere il caso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Racconti.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;I tracciati dell&#8217;encefalogramma erano a posto. Il medico studi\u00f2 tutto, si guard\u00f2 pure i filmati che gli avevo portato per mostrare le assenze di Martina, mi richiese le fotografie dei momenti precedenti e di quelli successivi gli svenimenti. Alla fine mi disse che non si trattava di epilessia ma di attacchi di panico, <em>sindrome post traumatica da stress<\/em>. C&#8217;\u00e8 da dire che noi abitiamo in Emilia, vicino a Mirandola, dove, nel 2012, si scaten\u00f2 il terremoto devastante. Martina ebbe il suo primo mancamento 10 mesi dopo il terremoto. <em>Col senno di poi abbiamo compreso cosa rappresent\u00f2 quella situazione per lei che non era abituata a parlare delle sue paure<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo la prima scossa decidemmo di portarla a Frosinone dai miei, una scelta dettata da motivi di sicurezza che lei per\u00f2 visse come un abbandono (sempre senza dircelo). <em>Martina \u00e8 una bimba che si tiene tutto dentro<\/em>, \u00e8 sempre sorridente e se le chiedi come sta ti dice sempre &#8216;bene&#8217;. A tavola mangia anche le cose che non le piacciono pur di non darci un dispiacere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Chi vi ha chiesto la storia della bimba prima di arrivare alla diagnosi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Soltanto il pediatra omeopata di Gaeta e la psicologa. Sembrano verit\u00e0 assodate, ma non lo sono. <em>Gli altri medici erano concentrati solo sul sintomo<\/em>, non hanno preso in considerazione il contesto. Eppure qui in Emilia era stato detto agli insegnanti che un 30 per cento di bambini avrebbe potuto avere attacchi di panico post terremoto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E che cure ha fatto poi Martina?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Da maggio 2013 ha preso Citomix e Detox per disintossicarsi, poi neurotrofina per i danni da varicella, interferone e interleuchina omeopatici per eliminare le tossine anche dei vaccini che le provocavano allergie. Devo dire che si \u00e8 ripresa alla grande ma le crisi di panico sono sopraggiunte ancora fino all&#8217;inizio della seconda elementare. Non abbiamo pi\u00f9 abbandonato la psicologa ma ora Martina \u00e8 tornata in s\u00e9, non prende nessun farmaco (solo i fiori di Bach), \u00e8 allegra e serena come le sue coetanee. Non sappiamo se la paura torner\u00e0. <em>Martina sta crescendo e imparando a capire che non tutto \u00e8 perfetto: anche i mostri si devono guardare in faccia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vi racconto la storia di una diagnosi sbagliata. Di una malattia inventata su una bimba \u00a0di sei anni. Di un malessere incompreso affrontato con antiepilettici e psicofarmaci. Di effetti collaterali pesantissimi. E di una remissione di tutti i disturbi con rimedi omeopatici e omotossicologici. Martina, nome di fantasia, oggi ha 8 anni. \u00c8 sana e radiosa e ha due genitori in gamba, di quelli che non si rassegnano a una cura che non cura, anche se \u00e8 prescritta in centri rinomati. 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