{"id":2716,"date":"2016-01-08T20:02:05","date_gmt":"2016-01-08T19:02:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=2716"},"modified":"2016-01-08T20:04:49","modified_gmt":"2016-01-08T19:04:49","slug":"linfoma-come-si-boicotta-un-farmaco-che-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2016\/01\/08\/linfoma-come-si-boicotta-un-farmaco-che-funziona\/","title":{"rendered":"Linfoma, come si boicotta un farmaco che funziona"},"content":{"rendered":"<p>Sandra aveva un linfoma non hodgink linfoblastico di tipo T. \u00c8 morta a\u00a0<span style=\"line-height: 1.5\">38 anni, dopo un anno di agonia. Eppure c&#8217;era stato un farmaco capace\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5\">di attenuare i sintomi della sua malattia, <\/span><strong style=\"line-height: 1.5\">la Forodesina<\/strong><span style=\"line-height: 1.5\">.<\/span><\/p>\n<p>Dopo il fallimento di varie chemioterapie, Sandra prese parte alla\u00a0sperimentazione multicentrica della Forodesina assieme ad altri quattro malati (nel resto del mondo i reclutati erano un&#8217;ottantina).<\/p>\n<p>Quel farmaco, capace di frenare la proliferazione dei linfociti,\u00a0avrebbe permesso ai pazienti di &#8220;stabilizzare la malattia e arrivare\u00a0al trapianto di midollo&#8221;.<br \/>\nMa la sperimentazione venne interrotta bruscamente, nonostante i\u00a0risultati positivi. Tre pazienti riuscirono a completare le sei\u00a0settimane previste, Sandra solo le prime due: lo stop arriv\u00f2 nel\u00a0marzo 2007 e, due settimane dopo, Sandra era gi\u00e0 morta.<\/p>\n<p>&#8220;Soltanto due persone, in tutto il mondo, hanno potuto curare il loro\u00a0linfoma linfoblastico con la Forodesina: erano in fin di vita e oggi\u00a0stanno bene &#8211; racconta il marito, <strong>Lino Berton<\/strong>\u00a0 &#8211; Dopo lo stop del\u00a02007 (non si sa nulla delle 80 persone coinvolte nel trial all&#8217;estero), a pochi mesi dalla possibile entrata in commercio, la Forodesina\u00a0venne testata per altre malattie rare: si contano pi\u00f9 di una decina di\u00a0sperimentazioni in vari Paesi, avviate, chiuse e ripartite. (Ps. se una\u00a0molecola ottiene la designazione di farmaco orfano \u00e8 impiegata in\u00a0diverse malattie con le conseguenti esclusive). La motivazione che\u00a0forn\u00ed l&#8217;azienda per bloccare quella sul linfoma era &#8216;la presenza di\u00a0particolato nelle fiale in uso in America&#8217; (non in quelle\u00a0italiane)&#8221;. La molecola di propriet\u00e0 della BioCrist fu ceduta a\u00a0Mundipharma nel 2011. <a href=\"http:\/\/www.linoberton.com\/forodesina\/\" target=\"_blank\">Cliccate qui.<\/a><\/p>\n<p>Il dramma di Sandra \u00e8 stato raccontato dal marito nel romanzo&#8221;<em>Qualcosa che non muore<\/em>&#8221; (Amos), pubblicato nel maggio 2014 e inviato per il premio Campiello 2015 a Venezia.<\/p>\n<p>In 200 pagine affiorano tutte le batoste che hanno colpito Berton. La\u00a0moglie che si ammala a otto mesi dal matrimonio; &#8220;la sensazione di\u00a0interesse distratto&#8221; che la coppia percepisce in ospedale, dal primo\u00a0giorno; l&#8217;errore di valutazione pre-intervento (&#8220;Sandra venne operata\u00a0e subito dopo il chirurgo, con lingua impastata, mi inform\u00f2 che si\u00a0erano presentate complicazioni inaspettate: la massa era aumentata e\u00a0la malattia non era quella che pensavano&#8230;&#8221;).<\/p>\n<p>Una sfortuna via l&#8217;altra, come quell&#8217;epatite B contratta dopo una\u00a0trasfusione o come la\u00a0 flebo di chemioterapia iniettata &#8220;a tradimento&#8221;\u00a0(senza avvisare): &#8220;Perch\u00e8 l&#8217;avete fatta? &#8211; chiese Berton al medico\u00a0giovane &#8211; ora le transaminasi di Sandra saliranno alle stelle&#8221;.\u00a0Risposta del dottore: &#8220;Probabilmente saliranno, ma sappia che non\u00a0trover\u00e0 mai, in nessuna parte del mondo un medico disposto a\u00a0dichiarare cosa abbia fatto realmente salire le transaminasi&#8221;.<\/p>\n<p><strong><em>E che dire della proposta, assai poco mascherata, di eutanasia?<br \/>\n<\/em><\/strong><br \/>\n&#8220;&#8230; mi comunicarono che l&#8217;ultimo protocollo era stato inefficace, mi\u00a0dissero che avrebbero somministrato a Sandra cortisone ad alte dosi,\u00a0che le avrebbero tolto l&#8217;acqua dai polmoni ogni quattro giorni tramite\u00a0toracentesi e che le avrebbero dato morfina <em>per portarla alla dolce\u00a0morte in due o tre mesi.<\/em>..&#8221;.<\/p>\n<p>Berton lancia i pensieri altrove, ora \u00e8 un falco che non s&#8217;arrende,\u00a0ora abbraccia la sua Sandra in riva al lago. Poi, comunica alla\u00a0dottoressa di aver preso contatti con il primario S.\u00a0che\u00a0inserir\u00e0 Sandra in una sperimentazione. La dottoressa esplode: &#8220;Non\u00a0esistono sperimentazioni per questa malattia, <em>sono sicura<\/em>, sono una\u00a0ricercatrice. Le stanno dando false speranze, \u00e8 solo accanimento\u00a0terapeutico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Effetti collaterali<br \/>\n<\/strong><br \/>\nUn passo del libro recita: &#8220;<em>Chi finisce nel fondo del lago si accorge\u00a0<\/em><em>presto di dover rivisitare in fretta la favola che dice &#8216;stai\u00a0tranquillo, ti puoi fidare dell&#8217;inferno&#8217;<\/em>&#8220;. Erano a casa da una\u00a0settimana, Lino e Sandra, quando un dolore lancinante all&#8217;anca sveglia\u00a0Sandra di soprassalto. L&#8217;ecografia del giorno successivo mostra un\u00a0versamento d&#8217;acqua, l&#8217;ortopedico &#8211; contattato dall&#8217;ospedale cinque giorni dopo &#8211; parla di sciatica. Sandra si muove su una sedia a rotelle. Pet\u00a0e risonanza riportano &#8220;dubbia infiltrazione della malattia all&#8217;anca&#8221;.\u00a0Berton chiede la prova di una biopsia. &#8220;Non \u00e8 il caso &#8211; replica la\u00a0dottoressa &#8211; se il cancro \u00e8 scomparso dai polmoni, sparir\u00e0 anche da\u00a0qui&#8221;. Non convinto, Berton presenta gli esami al primario chiedendo\u00a0fiducioso: &#8220;Non pu\u00f2 essere un&#8217;infiammazione?&#8221; Risposta con sorriso:\u00a0&#8220;<em>Non ci si pu\u00f2 ammalare di due cose contemporaneamente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Il mistero all&#8217;anca \u00e8 risolto da un docente dell&#8217;universit\u00e0 di Padova:&#8221;In quest&#8217;osso non c&#8217;\u00e8 mai stato tumore. L&#8217;osso \u00e8 consumato da\u00a0un&#8217;infiammazione&#8221;. Responso: &#8220;Necrosi vascolarizzata imputabile alle\u00a0massicce dosi di farmaci. Sospendere subito il cortisone&#8221;. E ancora\u00a0Sandra non cammina.<\/p>\n<p><strong>La censura di Wikipedia<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLino Berton avrebbe voluto far conoscere le sue ricerche sulla\u00a0Forodesina tramite Wikipedia, ma non gli \u00e8 stato permesso. &#8220;La voce\u00a0Forodesine compare solo in inglese, una pagina scarna d&#8217;informazioni.\u00a0I dati che avevo inserito su Wikipedia in italiano erano documentati,\u00a0frutto di un lavoro di ricerca durato quasi otto anni. Le informazioni\u00a0riguardavano le 14 sperimentazioni degli ultimi 10 anni, i loro\u00a0risultati e diverse curiosit\u00e0 come le differenze con la sua rivale, la\u00a0<strong>Nelarabina<\/strong>, entrata in commercio con risultati poco soddisfacenti e<br \/>\ncon modalit\u00e0 &#8220;eccezionali&#8221;. La Forodesina non ha la tossicit\u00e0 dei\u00a0chemioterapici specifici per leucemia e linfomi che provocano\u00a0sterilit\u00e0, danni cardiaci o leucemie secondarie.<br \/>\nAvevo anche raccontato la storia della sperimentazione sospesa nel\u00a02007 per una banalit\u00e0 che ha provocato la morte di chi non aveva altre\u00a0possibilit\u00e0 di cura&#8230; In 40 minuti Wikipedia ha cancellato la\u00a0pagina&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Al posto della Forodesina<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto 2007 la Glaxo ottiene i permessi per vendere la Nelarabina\u00a0per la cura di linfomi e leucemie linfoblastici di tipo T, <em>nonostante\u00a0non siano stati svolti tutti gli studi<\/em>. La casa farmaceutica <em>promette\u00a0<\/em>di presentare i lavori scientifici entro il febbraio 2015. <a href=\"http:\/\/www.linoberton.com\/forodesina\/\" target=\"_blank\">Cliccate\u00a0qui<\/a>. E date un&#8217;occhiata alle pubblicazioni che rilevano l&#8217;efficacia\u00a0del farmaco: decisamente scarsa.<\/p>\n<p><strong>Domande senza risposta<br \/>\n<\/strong><br \/>\nL&#8217;autore si pone diverse domande e con lui ogni marito disperato, ogni\u00a0lettore, ogni malato e potenziale malato:<\/p>\n<p><strong>1<\/strong> Perch\u00e9 esistono persone fortunate che entrano in una sperimentazione\u00a0e altre che non sono neppure informate dell&#8217;esistenza di un&#8217;altra\u00a0possibilit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>2<\/strong> Perch\u00e8 la ricerca \u00e8 in mano a certi professori che spesso sono\u00a0contemporaneamente ordinari di cattedra statale, primari di reparto in\u00a0ospedali pubblici, membri o presidenti di onlus private e consulenti\u00a0di case farmaceutiche?<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> <em>Poniamo<\/em> che un farmaco abbia dato buoni risultati nelle prime fasi\u00a0di sperimentazione e che abbia gi\u00e0 salvato la vita a malati gravissimi\u00a0e senza speranze, che faccia fatica a entrare in commercio e che altre case farmaceutiche traggano vantaggio da questa situazione.\u00a0<em>Poniamo<\/em> che due o tre case farmaceutiche si mettano d&#8217;accordo, <em>poniamo<\/em>\u00a0che tra professori-ricercatori-reclutatori nasca una sorta di omert\u00e0\u00a0per <em>convenienza<\/em>, per poter continuare a\u00a0lavorare e ottenere fondi, <strong><em>qual \u00e8 l\u2019organismo istituzionale che\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>controlla che questo non avvenga?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0, qual \u00e8?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/01\/lino-berton.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2718\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/01\/lino-berton-223x300.jpg\" alt=\"lino berton\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/01\/lino-berton-223x300.jpg 223w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/01\/lino-berton-761x1024.jpg 761w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sandra aveva un linfoma non hodgink linfoblastico di tipo T. \u00c8 morta a\u00a038 anni, dopo un anno di agonia. 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