{"id":286,"date":"2011-04-22T21:03:18","date_gmt":"2011-04-22T21:03:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=286"},"modified":"2012-03-27T09:28:50","modified_gmt":"2012-03-27T09:28:50","slug":"attivecomeprima-cosi-si-rinasce-dopo-il-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2011\/04\/22\/attivecomeprima-cosi-si-rinasce-dopo-il-cancro\/","title":{"rendered":"Attivecomeprima: &#8220;Cos\u00ec si rinasce dopo il cancro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/04\/farfalla.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-287\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/04\/farfalla-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/04\/farfalla-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/04\/farfalla.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Vorrei rendervi partecipi \u2013 almeno un po\u2019 &#8211; della <em>leggerezza<\/em>\u00a0 che lo psicologo Stefano Gastaldi \u00e8 riuscito a trasmettermi in un\u2019ora e mezza di chiacchierata. Gastaldi \u00e8 il\u00a0responsabile scientifico di Attivecomeprima, la onlus nata nel 1973 \u00a0per aiutare le donne operate al seno (che oggi sostiene psicologicamente chiunque si ammali di cancro) e in pi\u00f9 fa parte del comitato etico dello Ieo, istituto europeo di oncologia. Insomma, \u00e8 uno che degli effetti del tumore se ne intende. E parliamo soprattutto dello strascico che non si vede. Quello che imprigiona le tue riflessioni e costringe la tua immaginazione a un movimento ossessivo, senza-via-di-uscita: un film? Pensi al cancro. Una pizza? \u00a0Pensi al cancro. Una visita inaspettata? Pensi al cancro\u2026 <em>e magari se ne uscissero fuori lacrime e rabbia<\/em><\/p>\n<p>Il perch\u00e9 Gastaldi trasmetta <em>leggerezza <\/em>pur facendo il mestiere che fa \u00e8 un <em>mistero,<\/em> ma ormai voi siete abituati alle mie domande senza risposta&#8230;<\/p>\n<p>Attivecomeprima \u00e8 stata fondata da Ada Burrone, colpita dal tumore al seno a 40 anni (oggi \u00e8 una felice settantottenne), e Gastaldi vi si impegna dal primo giorno, ossia da \u00a0trent\u2019anni.<\/p>\n<p>La onlus ha una sede unica, in via Livigno 3 a Milano (02-688.96.47), ma collegamenti operativi in tutta Italia. La frequentano un centinaio di persone alla settimana, i malati di tumore e i loro parenti o amici, affettuosamente chiamati <em>care-giver,<\/em> ossia coloro che si fanno carico della malattia. \u201cSpesso sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0 dei pazienti, devono sapersi adattare, \u201cguidano\u201d rischiando. La loro \u00e8 una posizione sacrificale, densa di grandi ansie \u2013 spiega Gastaldi \u2013 In genere i mariti delle donne con tumore al seno si comportano come i pap\u00e0 in gravidanza, in alcuni casi fanno scelte importanti per stare vicino alla loro partner, rallentano il ritmo lavorativo o prendono un\u2019aspettativa\u2026 Quelli che mollano? Avevano una relazione gi\u00e0 critica alle spalle o sono persone molto fobiche, vittime di mille paure\u2026\u201d<\/p>\n<p>Quando un trauma irrompe nelle vite, inevitabilmente, porta a galla questioni irrisolte, occasioni perdute, conflitti. \u201cD\u2019abitudine facciamo dei test all\u2019inizio delle terapie e alla fine \u2013 aggiunge Gastaldi \u2013 Valutiamo ansia, aggressivit\u00e0, depressione. In genere \u201cdopo\u201d si riduce la fragilit\u00e0 emotiva e l\u2019aggressivit\u00e0 che prima era rivolta verso se stessi si dirige verso l\u2019esterno, talvolta sugli altri, per questo il ruolo dei <em>care-giver<\/em> \u00e8 delicato.\u00a0 La ricerca dell\u2019equilibrio \u2013 personale e familiare &#8211; \u00e8 un\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>Quando il trauma \u00e8 grave, la vita cambia, \u201cma il cambiamento non deve essere peggioramento \u2013 insiste Gastaldi \u2013 C\u2019\u00e8 una strada virtuosa che \u00e8 quella di mettere in moto parti di noi a cui non avevamo dato spazio. Quando temiamo di perdere la vita, ci chiediamo: vogliamo andare avanti cos\u00ec? Se la rabbia e \u00a0la paura conseguenti all\u2019evento traumatico sono \u201csostenute\u201d ci permettono di scoprire sfaccettature <em>inedite di noi stessi<\/em>, ci <em>fanno diventare pi\u00f9 veri<\/em><\/p>\n<p>Ma un tumore non ammorba solo i pensieri. Spesso, la \u00a0malattia da un lato e le \u00a0cure dall\u2019altro, danneggiano anche il \u00a0corpo, <em>che \u00e8<\/em> <em>la nostra casa. <\/em>\u201cNostro compito \u00e8 ridurre questi effetti, le cicatrici, le dermatiti, la perdita dei capelli, il diventare sterili quando si desidera un figlio, la paura di invecchiare in fretta, di dover gestire nuovi disturbi subentrati dopo le terapie pesanti. <em>A volte la somma dei malesseri \u00e8 pi\u00f9 intollerabile del male stesso\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Per questo Attivecomeprima lavora a trecentosessanta gradi con i reparti di vari ospedali, dal Fatebenefratelli di Roma a Le Molinette di Torino, c\u2019\u00e8 sempre un medico che insegna a ridurre <em>la fatigue<\/em>, la stanchezza provocata da chemio e radio, ci sono corsi di danza, yoga e canto, \u201cper recuperare lo schema del corpo ferito,\u00a0 non si tratta di discipline buttate l\u00ec a casaccio, c\u2019\u00e8 un filo che le lega assieme\u201d. <em>Un progetto, una cura.<\/em><\/p>\n<p>Attivecomeprima \u00e8 una <a href=\"http:\/\/www.attive.org\/\" target=\"_blank\">onlus<\/a>, le terapie non si pagano ma l\u2019associazione vive di offerte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vorrei rendervi partecipi \u2013 almeno un po\u2019 &#8211; della leggerezza\u00a0 che lo psicologo Stefano Gastaldi \u00e8 riuscito a trasmettermi in un\u2019ora e mezza di chiacchierata. 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