{"id":3089,"date":"2016-11-06T22:04:52","date_gmt":"2016-11-06T21:04:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=3089"},"modified":"2016-11-07T09:04:07","modified_gmt":"2016-11-07T08:04:07","slug":"ecco-perche-le-farine-modificate-ci-fanno-ammalare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2016\/11\/06\/ecco-perche-le-farine-modificate-ci-fanno-ammalare\/","title":{"rendered":"Ecco perch\u00e9 le farine modificate ci fanno ammalare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0228-e1478465724613.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3097\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0228-e1478465724613-225x300.jpg\" alt=\"IMG_0228\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0228-e1478465724613-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0228-e1478465724613-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0229-e1478465593730.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3095\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0229-e1478465593730-225x300.jpg\" alt=\"IMG_0229\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0229-e1478465593730-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2016\/11\/IMG_0229-e1478465593730-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 un cibo che fa male, un cibo che fa bene e un cibo che cura. Molti di noi lo hanno gi\u00e0 sperimentato: aggiungendo o togliendo nutrienti si riesce a fare a meno dei farmaci. E si guarisce. Succede con le <i>intolleranze<\/i>, con la <i>sindrome metabolica<\/i>, con la <i>pressione alta<\/i>, con i disturbi <i>gastrointestinali<\/i>, con <i>l&#8217;artrosi<\/i>, con il <i>diabete di tipo 2<\/i>, con varie malattie della <i>tiroide<\/i>. Cliccate <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2016\/02\/24\/lartrosi-si-cura-senza-farmaci\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.eurosalus.com\/eurosalus\/tiroide\/dimmi-come-mangi-e-ti-diro-che-tiroide-hai\" target=\"_blank\">qui<\/a>. Ma la rosa dei mali che si possono tenere a bada, o addirittura risolvere, mangiando \u00e8 certamente pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Pensiamo ai <b>tumori<\/b>. Va detto che il legame alimentazione-cancro, in certi ospedali e da certi luminari, \u00e8 ancora ignorato. &#8220;Dia retta a me, mangi quello che vuole, la vita \u00e8 una sola&#8221;. Consigliato assieme a l&#8217;ennesimo farmaco antinausea a chi sta facendo la chemioterapia. Oppure, riferito dai pazienti: &#8220;Se sei ricoverato per un tumore rischi di mangiare latticini per cena e merendine confezionate e zuccherose a merenda&#8221;. &#8220;E se stai assumendo un anti estrogeno che indebolisce le ossa ti viene ancora consigliato di mangiare formaggi, nonostante fior di studi suggeriscano il contrario&#8221;.<\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 la vita \u00e8 una ed \u00e8 nostra, abbiamo imparato a &#8220;togliere il velo&#8221; e a scoprire che ci sono cibi come lo zenzero che contrastano la nausea, anche quella indotta dalla chemio. Abbiamo visto che vi sono oncologie ospedaliere che prevedono l&#8217;intervento del nutrizionista. Una dieta sana riduce l&#8217;infiammazione, tiene a bada i picchi glicemici, risolve piccoli e grandi malesseri, dalle coliti alle emicranie alla stanchezza cronica. Oltre a non farti diventare simile a una montagna di ciccia. Cliccate <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2016\/03\/01\/medicine-complementari-e-cancro-ecco-chi-le-pratica\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2016\/03\/09\/ospedale-che-vai-terapia-complementare-che-trovi\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Abbiamo conosciuto e apprezzato le lezioni di cucina di Cascina Rosa, il reparto di epidemiologia diretto da Franco Berrino, epidemiologo dell&#8217;Istituto tumori.<i> Abbiamo imparato come non perdere la densit\u00e0 ossea riducendo l&#8217;apporto di proteine animali e spaziando fra legumi, sesamo, ortaggi e magnesio.<\/i><\/p>\n<p>Quindi, anche se capitate in un ospedale &#8220;vecchia maniera&#8221;, sappiate che il cammino di rinascita \u00e8 in mano vostra. Basta informarsi.<\/p>\n<p>Ecco oggi un&#8217;altra preziosa indicazione. O meglio, una miniera di informazioni utili contenuta nel libro<i> &#8220;Mangiare bene per sconfiggere il male<\/i>&#8221; (Mind, 157 pagine, 14 euro) scritto dall&#8217;oncologa <b>Maria Rosa Di Fazio,<\/b> un passato ventennale nei reparti milanesi, e un presente da responsabile dell&#8217;Oncologia del SH Health Service di San Marino.<\/p>\n<p>Premessa importante: Di Fazio \u00e8 un&#8217;oncologa tradizionale, &#8220;forte di un&#8217;esperienza di 23 anni nelle cure chemioterapiche, non si sognerebbe di mandare in pensione questi farmaci&#8221;. Ma \u00e8 anche ultra convinta che <i>&#8220;la guerra contro il cancro richieda tutte le armi messe a disposizione dalla scienza e dall&#8217;arte medica nostra e di altre civilt\u00e0, senza dimenticarci dei doni lasciatici dalla Natura o delle intuizioni di altri colleghi. In una parola: integrazione<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>Ci invita a non seguire diete &#8220;pesando gli alimenti in grammi&#8221; ma a fare di un&#8217;alimentazione vera e sana la propria regola di vita.<\/p>\n<p><b>Le farine &#8220;dopate&#8221;.<\/b><\/p>\n<p>Pan carr\u00e9 addizionato di alcool e destrosio, pizze pronte, panature surgelate (&#8220;pre-fritte in chiss\u00e0 quali olii&#8221;), Maria Rosa Di Fazio addita gli scaffali del supermercato, zeppi di prodotti da forno (&#8220;che riempiono ma non nutrono&#8221;) e che un tempo non esistevano.<br \/>\nPerch\u00e9 le farine bianche unite al glutine di oggi sono considerate nocive, non solo per i celiaci, e mettono a rischio il nostro sistema immunitario? &#8220;Le farine bianche, usate in modo sempre pi\u00f9 massiccio dall&#8217;industria alimentare sono ricavate da spighe modificate geneticamente, al fine di renderle pi\u00f9 produttive. Rispetto a quelle naturali che erano belle alte, sono fatte diventare pigmee per agevolare la raccolta meccanizzata e per aumentare la resa quantitativa per ettaro. Perfino la struttura del chicco non \u00e8 pi\u00f9 la stessa: esso \u00e8 privato del filamento che lo legava alla spiga, cos\u00ed si sgrana meglio. Senza dimenticare le massicce forniture di diserbanti e di insetticidi che vengono imposte gli agricoltori -assieme alle sementi modificate- da due o tre giganti multinazionali che monopolizzano il settore&#8221;.<\/p>\n<p>(Ps le farine veramente integrali, ossia naturali, non vengono mai usate perch\u00e9 ammuffiscono presto e non si conservano nei silos).<\/p>\n<p>&#8220;Non solo. Le farine sono addizionate con lieviti chimici, sbiancate e impastate con grassi saturi per agevolare il movimento rotatorio delle impastatrici. <i><b>Penso che qualsiasi persona dotata di buon senso ritenga che ci debba essere soltanto una cosa da agevolare, il nostro benessere. Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a essere azionisti occulti, inconsapevoli e senza nemmeno diritto di voto, di qualche corporation americano-canadese o svizzero tedesca o, piuttosto, ridiventare i ben informati unici proprietari della nostra salute&#8221;.<\/b><\/i><\/p>\n<p>E il glutine? Era una proteina naturale, oggi la sua percentuale nelle farine \u00e8 accresciuta, in certi casi addirittura triplicata. Ma &#8220;in cos\u00ed alte percentuali indotte <i>silenzia<\/i> il nostro sistema immunitario, lo rende sordo agli attacchi esterni&#8221;.<\/p>\n<p><b>Le recidive curate con la dieta.<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;autrice presenta diversi casi, di malattie e remissioni, raccolti dopo anni di clinica e studi personali. Esemplare la vicenda del ragazzino undicenne obeso e malato come un anziano trascurato per non aver mai fatto un pranzo casalingo, seduto a tavola. Solo w\u00fcrstel, patatine, biscotti e creme spalmabili. E da bere unicamente bibite gassate e dolcificate.<br \/>\nE sentite come Di Fazio ha trattato le recidive di tumore in pazienti giovani. &#8220;Terminate le cure, dopo qualche mese, i marcatori (segnali di ripresa di malattia) iniziavano a salire, lenti ma inesorabili. Mi sentivo disarmata. Ho giocato l&#8217;ultima carta: mettere a punto per ciascuno di loro, un protocollo alimentare personalizzato per affamare le cellule cancerose. Bandito lo zucchero, gli alimenti che lo contengono, frutta compresa. Via il latte e derivati. S\u00ed a tanta verdura, fresca e cruda e ai cereali privi di glutine. In poco tempo i marcatori erano tornati nei range. <i>Ora vi chiedo: se una simile strategia ha dato risultati in malati oncologici, riuscite a immaginare quali possano essere le conseguenze positive di una corretta alimentazione sulla salute di chi invece malato non \u00e8?&#8221;.<\/i><\/p>\n<p><b>Cosa mettere in tavola.<\/b><\/p>\n<p>Il fine di un regime alimentare sano \u00e8 quello di evitare lo stato infiammatorio cronico (quello che ci fa trattenere liquidi e che prelude a varie malattie, cardiovascolari, tumori, degenerative). Lo zucchero \u00e8 il nemico numero uno, acidificando i tessuti, \u00e8 fra i maggiori responsabili dell&#8217;infiammazione. Di Fazio suggerisce come ridurne la dipendenza, &#8220;ogni giorno ne usiamo un filino meno&#8221;, le bibite gassate le lasciamo dove stanno. Attenti anche alle gomme da masticare, &#8220;i simil zuccheri entrano in circolo subito&#8221;. Ridurre al minimo anche il sale, il cui eccesso per l&#8217;oncologa \u00e8 &#8220;veleno&#8221;. Bere acqua, scegliendola fra quelle con residuo fisso pi\u00f9 basso.<br \/>\nLa birra \u00e8 nemica della prostata, il vino \u00e8 ammesso con mille cautele, solo se buono e solo ogni tanto (poco).<br \/>\nS\u00ed alle uova fino a sei a settimana (che non alzano il colesterolo come invece fanno i carboidrati). Carne rossa ogni dieci giorni e non grigliata. Pesce anche cinque volte a settimana, purch\u00e9 di piccola taglia e pescato nei nostri mari. Tante verdure, preferendo le crucifere e i vegetali crudi di stagione.<br \/>\nCarboidrati solo a pranzo, variandoli fra quelli con meno glutine; evitate il mais in scatola &#8220;portatore di muffe e funghi&#8221;, s\u00ed ai legumi. Fra i condimenti privilegiare olio extra vergine d&#8217;oliva, limone, wasabi e erbe aromatiche.<\/p>\n<p>La frutta \u00e8 considerata un preventivo anti cancro, ma il discorso non vale per tutti. In caso di diabete, obesit\u00e0 o tumore diffuso occorre consumarla con parsimonia. Fare attenzione alla quantit\u00e0, al momento (lontano dai pasti e meglio al mattino) e insieme a che cosa. Se si fa vita sedentaria \u00e8 inutile mangiare banane o i dolcissimi frutti esotici. Meglio sceglierla di stagione e biologica. Il limone \u00e8 un vero toccasana, capace di &#8220;de-acidificarci&#8221;.<\/p>\n<p>Infine, l&#8217;oncologa ci ricorda\u00a0che &#8220;uno strappo alla regola ogni tanto fa bene anche psicologicamente e che la miglior difesa della nostra salute \u00e8 la consapevolezza che nasce dalla conoscenza&#8221;.<\/p>\n<p>Maria Rosa Di Fazio fa parte dell<b>&#8216;Artoi<\/b>, l&#8217;associazione per la ricerca di terapie oncologiche integrate che ha presentato all&#8217;Unione europea la dieta ideale per il malato ospedaliero e per il bambino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 un cibo che fa male, un cibo che fa bene e un cibo che cura. Molti di noi lo hanno gi\u00e0 sperimentato: aggiungendo o togliendo nutrienti si riesce a fare a meno dei farmaci. E si guarisce. Succede con le intolleranze, con la sindrome metabolica, con la pressione alta, con i disturbi gastrointestinali, con l&#8217;artrosi, con il diabete di tipo 2, con varie malattie della tiroide. Cliccate qui e qui. Ma la rosa dei mali che si possono tenere a bada, o addirittura risolvere, mangiando \u00e8 certamente pi\u00f9 ampia. Pensiamo ai tumori. 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