{"id":3573,"date":"2018-01-21T16:08:01","date_gmt":"2018-01-21T15:08:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=3573"},"modified":"2018-01-21T16:52:29","modified_gmt":"2018-01-21T15:52:29","slug":"la-fine-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2018\/01\/21\/la-fine-della-vita\/","title":{"rendered":"La fine della vita"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un consiglio di Stato che, contro la volont\u00e0 dei genitori, decide di interrompere le terapie a una ragazzina di 14 anni in coma da giugno. Succede in Francia. (La spina al momento non \u00e8 stata staccata). Leggete la notizia <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/francia-fine-vita\" target=\"_blank\">qui<\/a>. E ci sono malati terminali, come <strong>Marina Ripa di Meana<\/strong>, oppressi dal dolore, che scelgono la \u201csedazione profonda\u201d &#8211; che \u0117 un annullamento della coscienza &#8211; fino alla morte.<\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 il desiderio umano di far vivere la propria figlia a tutti i costi, dall\u2019altro quello, altrettanto umano, di abbandonare una vita di dolore. <i>C\u2019\u00e8 la speranza che non muore e c\u2019\u00e8 chi vede la morte come pace<\/i>. La vita e la morte. In mezzo ci siamo noi. Noi che non possiamo decidere quando nascere e che non potremmo neppure prevedere il momento della nostra fine.<\/p>\n<p>Marina Ripa di Meana ha divulgato con <i>Radio Radicale<\/i> un video delle sue ultime volont\u00e0, spiegando di aver scelta la sedazione profonda prevista dalla legge sulle cure palliative del 2010. Cliccate <a href=\"https:\/\/youtu.be\/9eP7eB-A9Yg\" target=\"_blank\">qui<\/a>. Insieme con <b>Maria Antonietta Farina Coscioni<\/b>, gi\u00e0 parlamentare, militante del Partito Radicale e fondatrice delI\u2019Istituto Luca Coscioni, ha ripetuto agli ascoltatori \u201c<i>Fallo sapere<\/i>, <i>fatelo sapere<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Cosa c\u2019\u00e8 da sapere?<\/b><\/p>\n<p>Marina Ripa di Meana credeva di dover ricorrere al suicidio assistito in Svizzera come aveva fatto<b> DJ Fabio<\/b>. Ignorava la legge italiana che prevede la sedazione palliativa profonda per quei malati terminali che la richiedono. &#8220;Vorrei dirlo a quanti pensano che per liberarsi per sempre dal male si sia costretti ad andare in Svizzera, come io credevo di dover fare&#8221; &#8211; ci ha detto Marina. Precisando \u201cche la sedazione si pu\u00f2 scegliere anche a casa propria, o in un ospedale: una persona deve sapere che pu\u00f2 tornare alla terra senza ulteriori e inutili sofferenze.&#8221;<\/p>\n<p>Qualcuno si \u00e8 chiesto se questo gesto abbia aperto una breccia nel muro dell\u2019eutanasia.<\/p>\n<p>Ne abbiamo parlato con <b>Maria Antonietta Farina Coscioni,<\/b> una laurea in economia, gi\u00e0 parlamentare radicale, autrice di volumi dalla salute mentale negli ospedali psichiatrici giudiziari (prima della chiusura) al proibizionismo sulle droghe, la criminalit\u00e0 e corruzione; ideatrice del programma <i>La Nuda Verit\u00e0 <\/i>per Radio Radicale e dal 2014 presidente dell\u2019Istituto intitolato al marito Luca Coscioni, morto di Sla nel 2006 a soli 38 anni.<\/p>\n<p><b>Ancora confondiamo eutanasia con suicidio assistito e non comprendiamo parole come \u201csedazione profonda\u201d o \u201caccompagnamento\u201d.<\/b><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 umanamente comprensibile ignorare il momento della morte fino a quando non ci tocca da vicino. Nel rapporto medico-paziente vige ancora troppo spesso una sorta di regola non scritta di tipo paternalista che prevede che, se il malato non chiede, il medico non risponde. Non si affrontano argomenti non richiesti. Il silenzio del malato \u00e8 stato in passato spesso interpretato come volont\u00e0 di non sapere\u201d.<\/p>\n<p><b>Invece, per scegliere in maniera responsabile e davvero in libert\u00e0 occorre conoscere<\/b>.<\/p>\n<p>\u201cEsatto. Marina &#8211; come molte altri malati che in queste ore mi stanno raggiungendo &#8211; ignorava l&#8217;esistenza del particolare percorso della sedazione palliativa profonda centrato sul paziente, attraverso il quale la persona \u00e8 dormiente, fino al sopraggiungere della morte, senza patimenti e sofferenze anche stando a casa&#8221;.<\/p>\n<p><b>E soffre quando muore? <\/b><\/p>\n<p>\u201cNo, non vi \u00e8 coscienza&#8221;.<\/p>\n<p><b>Dopo quante ore, o giorni, avviene il decesso?<\/b><\/p>\n<p>\u201cNon si superano mai i tre, quattro giorni, ma il malato non ha la percezione della dimensione del tempo, seppur breve, non prova sete n\u00e8 fame\u201d.<\/p>\n<p><b>Chi pu\u00f2 scegliere la sedazione profonda?<\/b><\/p>\n<p>\u201cChi \u00e8 in una condizione di terminalit\u00e0. Si \u00e8 terminali quando non c&#8217;\u00e8 una condizione di reversibilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><b>Cos\u2019\u00e8 l\u2019accompagnamento?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 la sedazione palliativa che induce al sonno profondo; fa dormire chi non ha pi\u00f9 prospettiva di vita per non sentire l&#8217;angoscia e la sofferenza della fine e pu\u00f2 riguardare anche i malati non oncologici, come ad esempio un malato di Sla, di distrofia muscolare o chi, attaccato ad un ventilatore (o chi non vuole la tracheostomia) sia arrivato alla condizione in cui non lo tollera, quindi gli viene staccato; a quel punto morir\u00e0 sedato perch\u00e9 non senta il soffocamento&#8230;\u201d<\/p>\n<p><b>L\u2019accompagnamento \u00e8 proposto ai genitori che hanno bimbi malati di Sma1 o di Leucodistrofia.<br \/>\n<\/b><br \/>\n\u201cDevono esistere appunto le condizioni di terminalit\u00e0 e i sintomi non pi\u00f9 governabili con i farmaci&#8221;.<\/p>\n<p><b>Ai genitori viene detto che \u201cse non ce la fanno pi\u00f9 a gestire i bambini possono lasciarli andare\u201d.<\/b><\/p>\n<p>Il ruolo del medico consiste nel coordinare gli sforzi, parlare e discutere con i genitori il momento adeguato per ogni tipo di intervento\u201d.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 la differenza fra eutanasia e suicidio assistito?<\/b><\/p>\n<p>\u201cL\u2019eutanasia coinvolge un medico che d\u00e0 il farmaco, vi \u00e8 un tempo misurabile tra la somministrazione e la morte, \u00e8 ammessa sui malati terminali dal 2002 soltanto in Belgio, Lussemburgo e Olanda. Il suicidio assistito comporta la capacit\u00e0 del soggetto di assumere il farmaco ed \u00e8 prevista in alcuni Paesi europei, fra i quali la Svizzera\u201d.<\/p>\n<p><b>Come verrebbe affrontato oggi un caso come quello di Eluana Englaro?<\/b><\/p>\n<p>\u201cLa legge sul testamento biologico oggi rafforza la definizione che nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari. Si legge infatti: \u2018Sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l\u2019idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici\u2019\u201d.<\/p>\n<p><b>Abbiamo legittimato, nei limiti del possibile, il fine vita ma non siamo altrettanto attenti nel rispettare la speranza di chi ha un figlio minore malato, considerato inguaribile e vorrebbe ritardare il momento della morte non interrompendo i trattamenti sanitari, come hanno sentenziato i giudici a Nancy. O, nel caso dei tumori, aggrapparsi a una speranza, portando il proprio figlio all\u2019estero per terapie sperimentali, cosa concessa agli adulti ma spesso ostacolata dai medici italiani quando si tratta di minori.<\/b><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un altro discorso. Un adulto decide per s\u00e8, del proprio corpo. Quando sono minori a essere condannati si ha la responsabilit\u00e0 di un\u2019altra persona sulla quale non \u00e8 sempre facile decidere. Le situazioni che mettono in discussione le nostre certezze, insinuano dubbi; in ogni caso le risposte sono dolorose e tormentate. Ed \u00e8 giusto sia cos\u00ec, perch\u00e9 si parla di vita e di morte, di sofferenza; e spesso i \u201cprotagonisti\u201d di queste vicende sono muti, fragili, bisognosi di protezione\u201d.<\/p>\n<p><b>Ed \u00e8 giusto che decida lo Stato?<\/b><\/p>\n<p>\u201cUn genitore \u00e8 il responsabile e decide per il minore sempre che decida per il migliore interesse del minore. Ma se i motivi della decisione sono egoisticamente legati al fatto di non voler vedere perdere il proprio piccolo per sempre, giusto \u00e8 che lo Stato ponga dei limiti a scelte non fondate scientificamente. Ma pi\u00f9 in generale: la responsabilit\u00e0 dei genitori verso i loro figli minorenni. Fino a che punto si pu\u00f2 esercitare ed \u00e8 vincolante, e quando invece la si pu\u00f2 (anzi, la si deve) superare?\u201d .<\/p>\n<p><i>Gi\u00e0, fino a che punto rispondono mamma e pap\u00e0 o decide lo Stato, voi cosa pensate?<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C\u2019\u00e8 un consiglio di Stato che, contro la volont\u00e0 dei genitori, decide di interrompere le terapie a una ragazzina di 14 anni in coma da giugno. Succede in Francia. (La spina al momento non \u00e8 stata staccata). Leggete la notizia qui. E ci sono malati terminali, come Marina Ripa di Meana, oppressi dal dolore, che scelgono la \u201csedazione profonda\u201d &#8211; che \u0117 un annullamento della coscienza &#8211; fino alla morte. Da un lato c\u2019\u00e8 il desiderio umano di far vivere la propria figlia a tutti i costi, dall\u2019altro quello, altrettanto umano, di abbandonare una vita di dolore. 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