{"id":3737,"date":"2018-06-20T11:56:36","date_gmt":"2018-06-20T09:56:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=3737"},"modified":"2018-06-20T11:56:36","modified_gmt":"2018-06-20T09:56:36","slug":"via-le-metastasi-con-la-radioterapia-hi-tech","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2018\/06\/20\/via-le-metastasi-con-la-radioterapia-hi-tech\/","title":{"rendered":"Via le metastasi con la radioterapia hi tech"},"content":{"rendered":"<p>Una <em>nuova<\/em> radioterapia si prefigge di eliminare le metastasi dal midollo spinale. \u201cDai dati in nostro possesso ci auguriamo che diventi una tecnica curativa e non palliativa\u201d precisano all\u2019<strong>Ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar,<\/strong> in provincia di Verona, il primo centro al mondo che ha gi\u00e0 testato una metodologia unica di radiochirurgia sulle metastasi cerebrali multiple.<\/p>\n<p><em>La notizia ha calamitato la mia attenzione<\/em>. <em>Forse, in un altro periodo, l\u2019avrei fatta scivolare nel cestino. Ma quando assisti impotente alla morte di un\u2019amica giovane ti aggrappi al filo della speranza, anche post-mortem. Potrebbe essere d\u2019aiuto a qualcuno, ti consoli, cercando un frammento di quel senso che ogni dolore ci dovrebbe lasciare<\/em>. Perci\u00f2 vi illustro la notizia.<\/p>\n<p>A presentarcela <strong>Filippo Alongi<\/strong>, direttore del centro di Radioterapia Oncologica dell\u2019ospedale veneto e professore associato all\u2019Universit\u00e0 di Brescia.<\/p>\n<p>\u201cNon si tratta di un macchinario ma di un <em>sistema integrato<\/em> all\u2019interno del quale vi \u00e8 un software elaborato a Palo Alto, nella Silicon Valley, l\u2019area della California famosa per la tecnologia di precisione. Il radiochirurgo riesce a intervenire solo sulla zona vertebrale interessata alla metastasi, senza danneggiare il midollo spinale. \u00c8 un lavoro circoscritto su millimetri possibile grazie anche a un sistema che ricostruisce l\u2019immagine tridimensionale del tessuto da irradiare sull\u2019acceleratore lineare di alta precisione. In questo modo si evita di colpire la vertebra sana e non vi sono effetti collaterali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Anche se le dosi di radiazione sono fino a 4 volte superiori a quelle di una radioterapia tradizionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEsattamente, proprio perch\u00e9 il sistema consente di agire con precisione millimetrica su pochi centimetri cubi. Nessuna scottatura della pelle, nessuna <em>fatigue<\/em> post radio (la stanchezza profonda \u00e8 uno degli effetti della radioterapia tradizionale). Non \u00e8 una pratica invasiva, le sedute durano dieci minuti ciascuna\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come potete affermare che \u00e8 una terapia curativa se \u00e8 ancora in una fase inziale<\/strong>?<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo applicato una tecnica analoga di radiochirurgia di precisione sulle metastasi encefaliche multiple, quasi un anno fa. Siamo stati i primi al mondo a usarla e abbiamo gi\u00e0 trattato 80 pazienti con una media di sei metastasi cerebrali; ho presentato i risultati a diversi congressi oncologici internazionali, a settembre 2017 e nell\u2019aprile e maggio di quest\u2019anno. Abbiamo ottenuto risultati con applicazioni di pochi minuti intervenendo contemporaneamente su metastasi multiple, senza\u00a0introdurre viti nel cranio e senza cicatrici\u201d.<\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 intervenire anche sui tumori al cervello primari e non operabili?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAbbiamo trattato 10 gliomi e 15 glioblastomi primitivi dell\u2019encefalo, erano casi molto complessi. Questo sistema nasce per le metastasi, ci siamo per\u00f2 maggiormente concentrati su quelle cerebrali e della colonna perch\u00e9, per motivi anatomici, \u00e8 sempre stato difficile affrontare questi organi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Reclutate pazienti oligo metastatici, cosa significa?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u201cSono persone agli esordi della malattia metastatica, pazienti sui quali ha senso investire perch\u00e9 godono ancora di una buona salute generale e vi sono pi\u00f9 probabilit\u00e0 di eradicare le cellule maligne\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quando avete iniziato ad affrontare le metastasi spinali?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAd aprile il primo paziente: aveva una sola metastasi da tumore alla prostata. In due mesi abbiamo arruolato una decina di persone. Lo studio preliminare di fattibilit\u00e0 ne prevede 40-45 con un follow up minimo di tre mesi. I risultati iniziali sono promettenti: fanno pensare a una buona possibilit\u00e0 di eradicazione della malattia sulla sede trattata. Verranno discussi a settembre, a un congresso internazionale dedicato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tratterete anche le metastasi in altri organi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa radioterapia di precisione, detta <em>stereotassica<\/em> o radiochirurgia \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 sugli organi del torace e dell\u2019addome come polmone e fegato e abbiamo gi\u00e0 ampi risultati che ci dicono che questa radioterapia, in pazienti selezionati, \u00e8 competitiva al bisturi. Senza nulla togliere alla radioterapia tradizionale o alla chirurgia, sebbene il confronto con i colleghi dell\u2019area oncologica (chirurghi e oncologi) sia sempre fondamentale. <em>Di fronte ai tumori la visione d\u2019insieme e quindi la multidisciplinariet\u00e0 \u00e8 meglio dell\u2019approccio unilaterale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>A proposito di insieme, quanto conta la bravura del radioterapista oncologo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLo specialista \u00e8 il radio-oncologo, un medico capace di leggere le immagini e di intervenire \u2013 se pur in maniera non invasiva \u2013 con la stessa precisione di un chirurgo. Non si lavora da soli ma in equipe. Il team \u00e8 formato anche da fisici, da tecnici e da infermieri dedicati\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/06\/filippo-alongi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/06\/filippo-alongi-300x176.jpg\" alt=\"filippo alongi\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/06\/filippo-alongi-300x176.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/06\/filippo-alongi-1024x599.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/06\/filippo-alongi.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una nuova radioterapia si prefigge di eliminare le metastasi dal midollo spinale. \u201cDai dati in nostro possesso ci auguriamo che diventi una tecnica curativa e non palliativa\u201d precisano all\u2019Ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar, in provincia di Verona, il primo centro al mondo che ha gi\u00e0 testato una metodologia unica di radiochirurgia sulle metastasi cerebrali multiple. 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