{"id":3768,"date":"2018-07-10T19:34:57","date_gmt":"2018-07-10T17:34:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=3768"},"modified":"2018-07-10T22:34:17","modified_gmt":"2018-07-10T20:34:17","slug":"in-un-libro-riflessioni-sulla-vita-e-sulla-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2018\/07\/10\/in-un-libro-riflessioni-sulla-vita-e-sulla-morte\/","title":{"rendered":"In un libro riflessioni sulla vita e sulla morte"},"content":{"rendered":"<p>Un regalo inaspettato, il libro \u201c<em>Lontananza Utopica<\/em>\u201d (Bolis Edizioni). Scritto dallo psicologo <strong>Roberto De Pas<\/strong> esperto di linguaggio, psicoterapeuta, amante del teatro, del cinema, dei libri.<\/p>\n<p>Conosco l\u2019autore dal 1992. Lo contattai per documentare la mia tesi sul linguaggio e, da allora, mi \u00e8 capitato di incontrarlo diverse volte. Un po\u2019 perch\u00e9 il suo studio \u00e8 sul mio percorso di ciclista cittadina, un po\u2019 perch\u00e9 \u00e8 stato fonte di alcuni miei articoli.<\/p>\n<p>Roberto \u00e8 nato \u201cclandestino\u201d nel 1944, quando i suoi genitori, ebrei, erano in fuga da Livorno perseguitati dalle leggi razziali. La famiglia trov\u00f2 riparo a Lucca, sotto falso nome.<\/p>\n<p>Conoscevo questo suo passato e anche il dolore che lo invest\u00ec da adulto, la perdita del padre ucciso da due rapinatori nella gioielleria in cui lavorava.<\/p>\n<p>Ma ignoravo la ferita aperta sviscerata in queste pagine; il libro \u00e8 pi\u00f9 simile a un diario. Incessante il dialogo con se stesso e con gli amori perduti (a turno parleranno di s\u00e9 i tre protagonisti). Aggettivi, sostantivi, verbi e citazioni che scorrono rapidi e ti catturano fino a toglierti il respiro. C\u2019\u00e8 una bambina con il nome del mare, Th\u00e0lassa, che muore a 9 anni in un\u2019incidente d\u2019auto assieme alla sua mamma Paola. E un padre e marito di 44 anni che le ritrova su una spiaggia di sabbia bianca come quella che ricopre il litorale della Maremma. Dopo 30 anni.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 come scrivere per ritrovare i ricordi e ritrovarsi. Quanti pensieri elaboriamo in 30 anni e come si esce da un dolore cos\u00ec assurdo?<\/p>\n<p>Forse non se ne esce, fa capire l\u2019autore. Ma c\u2019\u00e8 una condizione di eterno presente, c\u2019\u00e8 un posto che contiene tutto e non perde nulla. \u201cIl nulla del tuo non esserci diventa tutto di te\u201d, scrive l\u2019autore. \u00a0\u201cSprofondato in un dolore che mi ha dato indicazioni, ho capito che cerco la felicit\u00e0 nel cercarti ovunque. <em>Ecco perch\u00e9 la lontananza \u00e8 utopica, perch\u00e9 crea la vicinanza\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 lei c\u2019\u00e8 stata, \u00e8 esistita, in qualche modo \u00e8 ancora. E la sua vita \u00e8 potuta accadere grazie a un nonno eroe \u201c<em>che aveva attraversato le strade delle violenze che dilaniavano, con indifferenza<\/em>&#8230; <em>Era il tempo dell\u2019umanit\u00e0 rara e della bestialit\u00e0 dominante, della banalit\u00e0 del male. Era il tempo dei saldi del razzismo: a poco prezzo il delatore svendeva al proprio simile i propri simili, ben sapendo di consegnare agli assassini anche la propria coscienza&#8230;Tutto si era capovolto.<\/em> <em>E lui, il tuo nonno, si era difeso da spie e nemici evitando gli assassini\u2026\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec sono nati prima Roberto e poi Th\u00e0lassa.<\/p>\n<p>L\u2019incontro fra i tre protagonisti avviene in un eterno presente. C\u2019\u00e8 un concerto di violini, in mezzo ai gigli bianchi come la sabbia, vicino al mare, nella capanna costruita da pap\u00e0 Roberto. Il titolo del libro si rif\u00e0 a un concerto di Luigi Nono, <em>La Lontananza Nostalgica Utopica Futura.<\/em><\/p>\n<p>La lontananza utopica \u00e8 il luogo in cui <em>tutto si ritrova.<\/em> Una speranza-verit\u00e0 cui l\u2019autore giunge attraverso il dolore, \u201cdifficile distinguere il mio mondo dal tuo, tutto \u00e8 intriso di te\u201d. Tuttavia, dice anche \u201c<strong><em>dovremmo ridere ora che ci siamo incontrati\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una volta la morte ebbe accesso, tu ti nascondesti in me<\/em>. (Paul Celane)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/07\/copertina-De-Pas.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3769\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/07\/copertina-De-Pas-207x300.jpg\" alt=\"copertina De Pas\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/07\/copertina-De-Pas-207x300.jpg 207w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2018\/07\/copertina-De-Pas.jpg 344w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un regalo inaspettato, il libro \u201cLontananza Utopica\u201d (Bolis Edizioni). Scritto dallo psicologo Roberto De Pas esperto di linguaggio, psicoterapeuta, amante del teatro, del cinema, dei libri. Conosco l\u2019autore dal 1992. Lo contattai per documentare la mia tesi sul linguaggio e, da allora, mi \u00e8 capitato di incontrarlo diverse volte. Un po\u2019 perch\u00e9 il suo studio \u00e8 sul mio percorso di ciclista cittadina, un po\u2019 perch\u00e9 \u00e8 stato fonte di alcuni miei articoli. Roberto \u00e8 nato \u201cclandestino\u201d nel 1944, quando i suoi genitori, ebrei, erano in fuga da Livorno perseguitati dalle leggi razziali. 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