{"id":396,"date":"2011-06-15T07:43:41","date_gmt":"2011-06-15T07:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=396"},"modified":"2011-06-15T07:43:41","modified_gmt":"2011-06-15T07:43:41","slug":"cosi-con-le-staminali-ricostruisco-il-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2011\/06\/15\/cosi-con-le-staminali-ricostruisco-il-seno\/","title":{"rendered":"&#8220;Cos\u00ec con le staminali ricostruisco il seno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/06\/senobello.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/06\/senobello-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/06\/senobello-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/06\/senobello-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/files\/2011\/06\/senobello.jpg 372w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ho intervistato un chirurgo plastico, la lancio nel\u00a0 blog, come si faceva una volta con i messaggi in bottiglia, per lasciarla pescare a chi ne ha bisogno.\u00a0<\/p>\n<p>Si chiama Marcello Bonavita, \u00e8 chirurgo onco-plastico dell\u2019ospedale Fatebenefratelli di Milano,\u00a0 asporta tumori e \u201cricostruisce\u201d 350 seni in un anno (alla fine dell\u2019intervista vi dir\u00f2 perch\u00e9 ho scelto lui).<\/p>\n<p><strong>Dottore, via il tumore, via il seno?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Fino a qualche anno fa si era convinti di\u00a0 dover lasciar passare cinque anni prima di\u00a0 ricostruire la mammella. Era una visione antiquata perch\u00e8 l\u2019intervento ricostruttivo non ha niente a che fare con il decorso della malattia e soprattutto non pregiudica la lettura delle mammografie di controllo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Spieghiamo bene.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOggi si esce dalla sala operatoria dopo aver fatto una quadrectomia (l\u2019asportatazione di uno spicchio di mammella) o, in caso di mastectomia, (quando viene tolta tutta la ghiandola mammaria) con un espansore mammario, sorta di palloncino pieno d\u2019acqua, che prepara i tessuti a ricevere la protesi definitiva. In questo secondo caso si dovr\u00e0 poi fare un secondo intervento, pi\u00f9 o meno dopo\u00a0 sei mesi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chi decide se togliere solo uno spicchio o tutta la ghiandola?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cFondamentali sono le dimensioni del tumore, se \u00e8 sotto i 2 centimetri e la mammella \u00e8\u00a0 medio-grande in genere si fa la quadrectomia. I chirurghi suddividono il territorio della mammella in cinque quadranti o \u00a0\u201cspicchi\u201d e se ne asporta uno, quello con la parte malata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Poi per\u00f2 resta un seno con un avvallamento\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 vero. Quando il chirurgo \u00e8 bravo fa il \u201crimodellamento\u201d contestuale. \u00c8 un\u2019operazione che richiede una mezz\u2019ora di lavoro in pi\u00f9 in sala operatoria, in pratica si sposta del tessuto della ghiandola mammaria e lo si usa come riempitivo. Il risultato \u00e8 pi\u00f9 che buono, tanto pi\u00f9 se il seno \u00e8 grande, resta solo la cicatrice che col tempo diventa poco visibile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Se il tumore \u00e8 pi\u00f9 di 2 centimetri o il seno \u00e8 piccolo invece?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSi fa la mastectomia, ossia si asporta l\u2019intera ghiandola e si ricostruisce la mammella.\u00a0 Non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019intervento demolitivo di un tempo, a volte\u00a0 si possono lasciare cute e capezzolo a meno che il tumore non sia vicinissimo al capezzolo o non lo abbia intaccato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un seno con protesi non \u00e8 mai uguale all\u2019altro<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer questo, in caso di asimmetria, si fa un intervento solo estetico sull\u2019altra mammella\u201d.<\/p>\n<p><strong>Togliere il tumore, mettere l\u2019espansore, poi la protesi, poi rifare anche l\u2019altro seno, in certi casi intervenire anche sul capezzolo, tutti interventi e anestesie, non \u00e8 una passeggiata \u2026molte donne non ce la fanno, perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSono convinto che se una donna \u00e8 bene informata accetta questi passaggi come tappe verso la guarigione completa e anzi si avvicina prima a un personale benessere interiore. Che passa anche dalla sessualit\u00e0, dalla propria immagine riflessa, dal piacere di indossare un vestito. La paura \u00e8 conseguenza della mancanza di informazione. Se gli oncologi per primi non parlano di questi aspetti, le credenze si autoalimentano e una donna pu\u00f2 pensare che la ricostruzione non permetta di leggere correttamente una mammografia. E poi molte credono di non poterselo permettere, invece gli interventi di chirurgia plastica sono gratuiti anche dopo moltissimi anni dalla mastectomia per tumore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il lipofilling e cosa significa \u201cricostruire il seno con le cellule staminali\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSulle cellule staminali spesso si leggono cose inesatte. Le cellule staminali vengono distinte in embrionali e adulte, le prime non le possiamo usare; le seconde, invece, sono\u00a0 quelle che si ricavano dal tessuto adiposo: permettono di formare altro tessuto adiposo, connettivo e nuovi vasi sanguigni. \u00c8 in quest\u2019ultimo senso che vengono impiegate per migliorare l\u2019aspetto del seno, quando si vuole ridurre il segno della cicatrice, riempire una parte scarsa di grasso, cicatrizzare un tessuto reso atrofico dalla radioterapia, ammorbidirlo,e a volte ripristinare la sensibilit\u00e0 al tatto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come funziona?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn anestesia locale, si preleva del grasso dalle cosce o dall\u2019addome con una cannula sottile, poco alla volta, io seguo le tecniche di Coleman e di Rigotti, il tessuto adiposo viene centrifugato per liberarlo da scorie e viene inserito nella mammella con cannule ancora pi\u00f9 piccole, a volte si aggiunge del plasma ricco di piastrine (Prp) prelevato dalla stessa paziente. Fondamentale \u00e8 la gradualit\u00e0, iniettare (poco) grasso facendo pi\u00f9 iniezioni, questo permette al grasso di attecchire e col tempo si crea nella mammella un nuovo tessuto, sano e vitale. A seconda dei casi si decide se ripetere il trattamento sino a quattro volte e pi\u00f9, a distanza di quattro-sei mesi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il fatto che si ricreino nuove cellule nel seno espone a un rischio tumore?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAffatto. Non \u00e8 che ogni cellula che cresce diventa cancro. La formazione di un tumore segue meccanismi precisi e ben noti, diversi da questo che \u00e8 un innesto di cellule staminali autologhe\u201d.<\/p>\n<p><em>Il perch\u00e9 ho scelto di intervistare Bonavita \u00e8 semplice, \u00e8 il chirurgo che mi ha operato. Non l\u2019ho scovato navigando nel web (non ha un sito), non l\u2019ho visto mai neppure in tiv\u00f9. L\u2019ho trovato con il passaparola, la mia garanzia sono stati i miei due carissimi amici che\u00a0 me l\u2019hanno presentato. Grazie Roberta e Riccardo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho intervistato un chirurgo plastico, la lancio nel\u00a0 blog, come si faceva una volta con i messaggi in bottiglia, per lasciarla pescare a chi ne ha bisogno.\u00a0 Si chiama Marcello Bonavita, \u00e8 chirurgo onco-plastico dell\u2019ospedale Fatebenefratelli di Milano,\u00a0 asporta tumori e \u201cricostruisce\u201d 350 seni in un anno (alla fine dell\u2019intervista vi dir\u00f2 perch\u00e9 ho scelto lui). Dottore, via il tumore, via il seno? \u201cNon \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Fino a qualche anno fa si era convinti di\u00a0 dover lasciar passare cinque anni prima di\u00a0 ricostruire la mammella. 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