{"id":4094,"date":"2019-06-11T19:05:29","date_gmt":"2019-06-11T17:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=4094"},"modified":"2019-06-12T13:28:30","modified_gmt":"2019-06-12T11:28:30","slug":"via-libera-al-5g-senza-studi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2019\/06\/11\/via-libera-al-5g-senza-studi\/","title":{"rendered":"Via libera al 5G (senza studi)"},"content":{"rendered":"<p>Non la abbiamo votata. Non da cittadini, non da parlamentari italiani, non in Europa. Eppure \u00e8 bastata una delibera dell\u2019Agcom (Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni) e, da gennaio, in 120 comuni italiani, sono state impiantate le antenne per il 5G, l\u2019ultima tecnologia a radio frequenze millimetriche che permetter\u00e0 connessioni super veloci. Il Belgio per il momento l\u2019ha rifiutata e la Svizzera ha chiesto di sospendere le nuove installazioni. Cliccate<a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/news\/svizzera\/5G-dubbi-per-la-salute-11828612.html\" target=\"_blank\"> qui<\/a>. Il motivo? <em>Non se ne conoscono gli effetti sulla salute. Non si sa se il livello delle radiazioni che nei prossimi anni interesser\u00e0 la superficie terreste e l\u2019atmosfera, ci far\u00e0 male oppure no. E se dovesse danneggiarci, quanto potrebbe farlo e in che forma<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/articoli\/pericolo-elettrosmog-ecco-i-primi-120-comuni-dove-si-sperimenta-il-5g\" target=\"_blank\">Qui<\/a> l\u2019elenco dei comuni sperimentatori.<\/p>\n<p><strong>Carenza di studi.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n\u201cSul 5G non esistono studi in vitro (cellule), in vivo (cavie) e epidemiologici &#8211; ci spiega <strong>Livio Giuliani<\/strong>, dirigente di ricerca e biofisico, uno dei massimi esperti dell\u2019argomento nonch\u00e8 estensore della prima legge italiana che nel 1998 fiss\u00f2 il tetto limite delle radiofrequenze. Allora c\u2019era il 2G. \u201cDa sempre sono previste cautele all\u2019esposizione elettromagnetica, nel 1998 abbiamo revisionato gli studi scientifici esistenti e costruito la legge fissando per la prima volta un limite di esposizione (sei Volt metro per ogni intervallo di 6 minuti). Abbiamo aperto una strada sulla protezione ambientale che \u00e8 stata poi seguita da molti Paesi. Durante il governo Monti per\u00f2 (effetto di un decreto) il nostro limite di sicurezza \u00e8 stato \u201callentato\u201d e l\u2019esposizione calcolata nell\u2019arco delle 24 ore. Cos\u00ec l\u2019irradiazione consentita potrebbe aumentare di 1.440 volte in un intervallo di 6 minuti\u201d. Cliccate <a href=\"https:\/\/www.pandoratv.it\/il-mondo-nuovo-pnt-23-il-5g-e-linternet-delle-cose-livio-giuliani-2\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Nessuno ha protestato?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNo, il provvedimento non ebbe risonanza: la misura venne inserita nel \u201cdecreto crescita\u201d. \u00c8 stata la prima volta che un organismo tecnico come la Cei (al quale ci siamo ispirati per costruire la nostra legge che in Italia detta le norme per fare le misure elettriche e magnetiche) \u00e8 stato soppiantato da una decisione politica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 occorre prudenza riguardo all\u2019esposizione ai campi elettromagnetici? Che cosa si sa oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0 gli esperimenti condotti negli anni \u201870 sui pulcini mostrarono l\u2019effetto tossico dei campi elettromagnetici sulle cellule, in particolare si osserv\u00f2 un\u2019alterazione della pompa del calcio intracellulare. Significa che le onde interagiscono con i fondamenti della vita. Nel 2011 la IARC (l\u2019agenzia dell\u2019OMS che ricerca le sostanze cancerogene) stabil\u00ec che le radiazioni comprese fra i 30 kHz e i 300 Ghz (quindi anche i 2,6 Ghz del 4G e i 27,5 Ghz del 5G) sono <em>possibili<\/em> cancerogeni per l\u2019uomo (Gruppo 2B). Sono almeno 10.000 gli studi che supportano il principio di precauzione (perfino il 27% di quelli finanziati dall\u2019industria della telefonia)\u201d. <a href=\"https:\/\/www.iarc.fr\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/pr208_E.pdf\" target=\"_blank\">Cliccate a pag 2<\/a> per studi epidemiologici IARC.<\/p>\n<p><strong>Gli studi sul 2 e 3 G.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il 2011 sono stati condotti due importanti studi sperimentali sul 2G e sul 3G dall\u2019istituto <strong>Ramazzini<\/strong> italiano e dal <strong>National toxological program<\/strong> (Ntp) americano. Entrambi sono arrivati agli stessi risultati analizzando diverse frequenze. \u00c8 emersa nei topi un\u2019incidenza maggiore di glioblastomi al cervello e di un raro tumore delle cellule del sistema nervoso di cuore e cervello (Schwann). Combinazione sono i due tipi di tumore emersi anche da uno studio epidemiologico sulla popolazione (Philps et al. Regno Unito): dopo 10 anni di utilizzo di telefono per almeno tre ore al giorno. \u201c<strong><em>Una coincidenza tra studi osservazionali e sperimentali a migliaia di chilometri di distanza non pu\u00f2 essere dovuta al caso<\/em><\/strong>\u201d &#8211; ha fatto notare Fiorella Belpoggi, direttrice dell\u2019Area Ricerca dell\u2019Istituto Ramazzini e responsabile dello studio italiano. <a href=\"https:\/\/www.ramazzini.org\/comunicato\/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio\/\" target=\"_blank\">Cliccate qui.<\/a><\/p>\n<p>\u201cNei forti utilizzatori di cellulari sono state colpite le aree temporale e frontale, quelle pi\u00f9 coinvolte durante l\u2019uso del telefonino\u201d ha spiegato Belpoggi durante un\u2019audizione parlamentare nel mese di febbraio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incidenza.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019evidenza degli studi in laboratorio e sull\u2019uomo mostra un cancerogeno di bassa potenza &#8211; ha aggiunto Belpoggi &#8211; Ma si deve considerare che il numero delle persone esposte \u00e8 altissimo, sono miliardi di persone in tutto il globo. \u00c8 un problema di salute pubblica dato che molte migliaia (se non milioni) potrebbero essere le persone suscettibili ai danni biologici da radiofrequenze\u201d.<\/p>\n<p><strong>La lezione del passato.<\/strong><\/p>\n<p>La ricercatrice del Ramazzini ricorda che \u201camianto, fumo di tabacco, benzene, formaldeide e altre sostanze hanno mostrato cancerogenicit\u00e0 in studi sperimentali decenni prima che le agenzie regolatorie prendessero provvedimenti restrittivi, fino al bando\u201d (che il benzene fosse coinvolto in tutte le leucemie, ad esempio, si sapeva dal 1979. Eppure&#8230;)<\/p>\n<p><strong>Le aziende di tecnologia non sono tenute a presentare studi di sicurezza.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa telefonia \u00e8 inspiegabilmente una zona franca. Per le normative mondiali qualsiasi prodotto abbia un impatto sulla salute deve essere corredato da studi di sicurezza. L\u2019industria chimica produce corposi dossier di valutazione del rischio per ogni nuova sostanza immessa sul mercato, altrettanto bisognerebbe fare per le radiofrequenze. Anche l\u2019industria automobilistica oggi \u00e8 soggetta a valutazioni sulla sicurezza meccanica e delle emissioni, perch\u00e9 no la telefonia mobile? Se mi metto alla guida di un mezzo, a certe condizioni, so che potrei rischiare, ma appunto \u2018so\u2019 e mi assumo il rischio.<br \/>\nNon solo. Tutti gli elettrodomestici devono superare i test di certificazione ma se non vi sono limiti chiari per il 5G come potranno certificare?<br \/>\nAi governi ricordo che oggi abbiamo tutti i mezzi per condurre studi adeguati, perch\u00e9 non ci impegniamo?\u201d<\/p>\n<p><strong>Sconti miliardari alle compagnie di telefonia.<\/strong><\/p>\n<p>Livio Giuliani fa notare che la gara per il 5G porter\u00e0 nelle casse dello Stato la met\u00e0 dei miliardi che arrivarono nel 2000 per il 3G. \u201cEvidentemente sono l\u2019unico a stupirsi, nel 2000 l\u2019Italia incass\u00f2 13,6 miliardi per concedere le frequenze alle varie compagnie. Quest\u2019ultima gara ne porter\u00e0 poco pi\u00f9 di 6. Ho sentito esponenti del governo esultare e non ne capisco le ragioni&#8230;\u201d<\/p>\n<p><strong>L\u2019Internet delle cose.<\/strong><\/p>\n<p>Grazie al 5G si sperimentano i droni che volano sulle nostre teste; le spie nei cassonetti dell\u2019immondizia (segnalano il momento di svuotarli); i sensori sui palazzi all\u2019Aquila che al minimo tremolio chiudono i rubinetti del gas e lanciano l\u2019allarme; le ambulanze smart. Arriveranno le auto senza conducente, i frigoriferi che mostrano quando un alimento \u00e8 scaduto, gli elettrodomestici che si azioneranno a distanza e i campi di grano che diranno al contadino quando devono essere annaffiati.<\/p>\n<p>Il prezzo da pagare sono onde elettromagnetiche dappertutto, giorno e notte. Perch\u00e9 il 5G viaggia su frequenze altissime, ma che ha una \u201cportata\u201d di viaggio limitata. Richiede mini antenne disposte a distanza ravvicinata, ogni cento metri per poter connettere fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato.<\/p>\n<p><strong>L\u2019invito alla prudenza.<\/strong><\/p>\n<p>Fiorella Belpoggi intervistata da Massimo Mazzucco,<a href=\"https:\/\/youtu.be\/XJLFdzzu3vE\" target=\"_blank\"> qui,<\/a> rilancia il suo appello ai governi: \u201c<em>Non si tratta di tornare indietro e respingere in blocco le nuove tecnologie ma di conoscerle per darsi delle regole<\/em>. Questo \u00e8 lo sviluppo sostenibile: impostare le decisioni politiche sulla ricerca. Dopo una valutazione attenta si potrebbe decidere cosa dotare di strumenti super efficienti. Se ha senso un ospedale smart, magari non lo hanno un frigorifero o un pannolino da neonato dotato di 5G.<br \/>\n<strong><em>Mi prendo la responsabilit\u00e0 di quello che conosco: quei tumori li ho visti. E tacere oggi \u00e8 da criminali<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come difenderci.<\/strong><\/p>\n<p>Da un lato vi sono le misure che possono mettere in atto i governi. Livio Giuliani ricorda che \u201cle nostre leggi prevedono il principio di precauzione (legge quadro 36 del 2001) e, in Europa, la Risoluzione ambientale del 2009 ove si osserva con orgoglio che 9 Paesi europei hanno rispettato i limiti di sicurezza stabiliti da noi. Questi testi sono il risultato di anni di battaglie e dimostrano che ha prevalso l\u2019attenzione alla salute. <em>Si tratta di un successo italiano nella protezione ambientale\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Gi\u00e0, ma il 5G ha ottenuto il via libera con un decreto.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Occorre ricordare ai governi che non siamo al punto zero. E che abbiamo gi\u00e0 gli strumenti per tutelarci<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la <strong>protezione individuale<\/strong> ecco alcuni accorgimenti da privilegiare: meglio parlare al telefono con il viva voce tenendolo a 15-20 centimetri di distanza (come riportato nel foglietto illustrativo); l\u2019auricolare con il filo, per un verso riduce l\u2019esposizione, per l\u2019altro funge da antenna. Quello senza filo si comporta come una radio.<\/p>\n<p>Non tenere lo smartphone nella tasca dei pantaloni, si \u00e8 visto che le onde agiscono sulla motilit\u00e0 degli spermatozoi; non dare ai bambini iPad o telefonini connessi (soprattutto sui mezzi in movimento come treni, autobus o automobili), piuttosto scaricare film e canzoni e spegnere la connessione; abitudine, quest\u2019ultima da adottare durante la notte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non la abbiamo votata. Non da cittadini, non da parlamentari italiani, non in Europa. 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