{"id":4317,"date":"2020-04-27T14:45:58","date_gmt":"2020-04-27T12:45:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=4317"},"modified":"2020-04-27T14:45:58","modified_gmt":"2020-04-27T12:45:58","slug":"come-ci-si-curera-nella-fase-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/04\/27\/come-ci-si-curera-nella-fase-2\/","title":{"rendered":"Come ci si curer\u00e0 nella Fase 2"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">\u201cQuando si presentano i primi sintomi (febbre alta soprattutto) \u00e8 il momento di agire e di <i>considerare il paziente come un malato di Covid-19.<\/i> Abbiamo capito che intervenire nelle prime fasi del decorso \u00e8 fondamentale per evitare il tracollo\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Stefano Manera<\/strong>,<\/span><span class=\"s2\"> anestesista e rianimatore, \u00e8 uscito da pochi giorni dalla rianimazione numero 6 dell\u2019Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Si \u00e8 ripreso la sua vita dopo un mese e mezzo di lavoro incessante nel reparto dei pi\u00f9 gravi. Ha intubato e dimesso diversi malati ma ne ha visti altri spegnersi. Ha gestito lo stress, contenuto l\u2019ansia, risolto grane. Ha brancolato nel buio e perso il sonno prima di riuscire ad apprezzare qualche risultato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cIl reparto di rianimazione dove ho lavorato \u00e8 stato ricavato da un deposito, il nostro staff di specialisti formato in quattro e quattr\u2019otto, c\u2019erano 15 posti letto. Nel momento clou (avevamo degenze lunghe e continui ingressi) qualche paziente \u00e8 stato trasferito in Germania. Grazie a Dio, ora, quel reparto \u00e8 vuoto ma non dismesso.<\/p>\n<p class=\"p1\">I malati arrivavano gravissimi. Nessuno, neppure chi di noi ha i capelli bianchi, si era mai imbattuto in polmoniti simili. Abbiamo gestito infiammazioni diffuse, alterazioni della coagulazione e gravi danni agli organi: al fegato, ai reni, al cuore o al cervello, anche contemporaneamente. La malattia a quel livello altera l\u2019organismo, gli esami ci restituivano dati contrastanti, anomalie degli esami ematochimici e stranamente polmoni morbidi, anzich\u00e9 rigidi.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I nostri pazienti erano tutti sedati e intubati, anche per ridurre il consumo metabolico; la ventilazione meccanica richiedeva alte concentrazioni di ossigeno che raramente si utilizzano; molti avevano bisogno di dialisi, altri dell\u2019ECMO, l\u2019ossigenazione extra corporea per mettere a riposo cuore e polmoni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con le prime autopsie siamo riusciti a capire qualcosa in pi\u00f9. Gli esami hanno evidenziato tante embolie polmonari e manifestazioni trombotiche disseminate: la malattia provoca una disfunzione endoteliale dei vasi sanguigni. Ecco perch\u00e9 <em>\u00e8 importante agire sui primi sintomi,<\/em> prima che il virus scateni la cosiddetta tempesta di citochine (molecole infiammatorie che danneggiano velocemente tutti gli organi). <\/span><span class=\"s2\">In rianimazione si accolgono i malati nella fase acuta, <em>ora abbiamo capito che questa si pu\u00f2 evitare\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Stefano Manera \u00e8 stato rianimatore per 16 anni negli ospedali lombardi, l\u2019ultimo in cui ha lavorato \u00e8 stato il San Carlo Borromeo di Milano. Poi ha aperto uno studio privato e si \u00e8 dedicato ai suoi interessi di Medicina Integrata, nutrizione, omeopatia e medicina subacquea.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ai primi di marzo, quando \u00e8 scoppiata l\u2019emergenza e aveva gi\u00e0 chiuso lo studio, ha partecipato al bando della Regione Lombardia. \u201cIl giorno successivo alla mia candidatura ero gi\u00e0 a Bergamo; colleghi stavano arrivando da ogni parte d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Cosa avete imparato e come si pu\u00f2 trattare la malattia in questa fase?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u201cOltre a quello che abbiamo visto, mi rifaccio all\u2019esperienza e alle considerazioni di chi considero mio maestro, da <\/span><span class=\"s1\"><b>Luciano Gattinoni<\/b>, <\/span><span class=\"s2\">ex direttore scientifico del Policlinico di Milano, presidente della Societ\u00e0 mondiale di terapia intensiva e attualmente professore emerito all\u2019Universit\u00e0 di Gottinga, in Germania ad <\/span><span class=\"s1\"><b>Antonio<\/b> <b>Pesenti<\/b>, <\/span><span class=\"s2\">direttore della Scuola di specialit\u00e0 in Anestesia e Rianimazione<\/span><span class=\"s3\">,<\/span><span class=\"s2\"> a <\/span><span class=\"s1\"><strong>Pierluigi Viale<\/strong>, <\/span><span class=\"s2\">professore e infettivologo a Bologna. Oggi abbiamo visto che la malattia si sviluppa in tre fasi, la prima si presenta con sintomi simili a quelli di una comune influenza, febbre alta, mal di testa e tosse. Qui \u00e8 importante intervenire non tanto con il paracetamolo ma anche con antivirali, antimalarici ed eparina a basso peso molecolare, questi farmaci hanno infatti propriet\u00e0 immunomodulanti (regolatori del sistema immunitario). Vi \u00e8 anche un\u00a0 antibiotico che pu\u00f2 affiancare gli antivirali, l\u2019azitromicina, che ha anch\u2019esso propriet\u00e0 immunomodulanti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Se non si interviene cos\u00ec \u00e8 probabile il passaggio alla seconda fase caratterizzata dalla dispnea, quando il respiro \u00e8 compromesso e si richiede l\u2019ospedalizzazione. A questo punto \u00e8 fondamentale somministrare l\u2019eparina a basso peso molecolare poich\u00e9 la polmonite interstiziale \u00e8 affiancata da fenomeni trombotici, anticamera della fase acuta, quella di pertinenza del rianimatore in cui la tempesta di citochine, con l\u2019esplosione dell\u2019interleuchina 6, ha invaso gli organi e in cui ormai il virus non c\u2019entra pi\u00f9 (possiamo dire che la virosi \u00e8 caratteristica della prima fase) e siamo di fronte alla reazione smodata del sistema immunitario\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Somministrando questi farmaci, peraltro usati da tempo, ci si potr\u00e0 curare a casa?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><span class=\"s2\">\u201cCi si dovr\u00e0 curare a casa, come sta emergendo dai primi studi, <\/span><em><span class=\"s4\">evitando per\u00f2 il fai-da-te<\/span><\/em><span class=\"s2\"><em>.<\/em> \u00c8 importante che siano i medici a gestire queste terapie. <\/span><span class=\"s4\"><em>Occorrerebbero linee guida, nella consapevolezza che ogni malato \u00e8 diverso, ma ai medici di base ancora non \u00e8 stato detto che fra tutti i farmaci impiegati durante le emergenze, questi che ho citato hanno avuto risultati (assieme al plasma dei guariti e all\u2019ozonoterapia, queste due peraltro prive di effetti tossici) altri, invece, non hanno portato a nulla<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><b>\u00c8 vero che non si trovano pi\u00f9 n\u00e8 antivirali n\u00e8 antimalarici?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">\u201c\u00c8 vero. E non se ne capisce il motivo. Le aziende che li producono non hanno chiuso\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Ma chi dovrebbe praticare la terapia domiciliare, il medico di base?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u201cLui o equipe create ad hoc, la cosiddetta medicina del territorio di cui abbiamo accusato la mancanza. I medici di base non possono essere lasciati con 1.500\/2.000 iscritti ciascuno e mandati allo sbaraglio come \u00e8 successo&#8230; hanno visitato i malati senza protezione alcuna. Come se l\u2019esperienza cinese non fosse servita a nulla. <\/span><span class=\"s4\"><em>Ha presente i soldati italiani spediti in Russia con le scarpe di cartone? \u00c8 increscioso che nel 2020 pi\u00f9 di cento medici siano morti in questo modo. Onorare la loro memoria e il loro sacrificio significa anche cercare i responsabili dell\u2019accaduto.<\/em>..\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><b>In ospedale il personale si \u00e8 ammalato?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cPurtroppo s\u00ec, qualcuno \u00e8 ancora grave. Noi per\u00f2 abbiamo sempre avuto tutte le protezioni. Il rischio nel nostro lavoro c\u2019\u00e8 sempre, <em>la sicurezza assoluta non esiste\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><strong>Se non vengono praticati i tamponi come si pu\u00f2 procedere al trattamento dei primi sintomi?<\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\">\u201c<em>Prevalga il buon senso<\/em>, anche senza tampone, se i sintomi persistono \u00e8 bene somministrare \u00a0antivirali e antimalarici. Anche l\u2019eparina a basso peso molecolare si pu\u00f2 prescrivere a domicilio, sotto stretta osservazione. C\u2019\u00e8 da dire che i <em>tamponi al momento non sono molto attendibili e c\u2019\u00e8 un silenzio sconcertante sui test anticorpali\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><b>Si dice che il coronavirus sia come il raffreddore, non lasci immunit\u00e0, \u00e8 vero?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cSi sa molto poco, ma proprio in questi giorni qualche dato a riguardo dovrebbe essere stato raccolto\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\"><b><span class=\"s2\">Una\u00a0<\/span>previsione sui prossimi mesi?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u201cNon credo che il virus sparir\u00e0, diventer\u00e0 endemico, e potremo ritrovarlo in autunno. Per questo \u00e8 importante non lasciarsi cogliere impreparati. Attrezzare la medicina del territorio \u00e8 fondamentale. <\/span><span class=\"s4\">\u00c8 importante che l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 chiarisca quanto prima le linee guida di pronto intervento domiciliare e che specifichi quali sono i trattamenti da abbandonare che sono stati applicati senza risultati. Con una terapia domiciliare tempestiva e attenta si potr\u00e0 evitare la fase della rianimazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><b>E i vaccini?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u201cSe i vaccini verranno testati come si deve non saranno certo pronti in settembre ma fra almeno un anno. \u00c8 <i>importante che siano sicuri, non provochino danni e che rilascino un\u2019immunit\u00e0 certa<\/i>. <\/span><span class=\"s4\">Guai a tralasciare queste tappe, si rischierebbe di provocare pi\u00f9 malati di quanti ne abbia fatti il Coronavirus\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><b>C\u2019\u00e8 un modo di prevenire le complicanze di Covid-19?<\/b><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u201cCertamente. La prevenzione non \u00e8 la prima fase ma una <\/span><em><span class=\"s4\">condizione da mettere in atto tutti i giorni. <\/span><\/em><span class=\"s2\">\u00c8 in pratica il nostro stile di vita. La nostra salute dipende da come mangiamo, da come ci muoviamo e da come sappiamo gestire lo stress. Il cibo \u00e8 l\u2019integratore numero uno. Poi si pu\u00f2 integrare con le vitamine fondamentali, la C tutti i giorni e mantenere la D a un buon livello. Non trascurare il benessere dell\u2019intestino, assumere ciclicamente probiotici ( su indicazione medica) ed eventualmente oligo-elementi come zinco, rame, selenio glutatione\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s2\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cQuando si presentano i primi sintomi (febbre alta soprattutto) \u00e8 il momento di agire e di considerare il paziente come un malato di Covid-19. Abbiamo capito che intervenire nelle prime fasi del decorso \u00e8 fondamentale per evitare il tracollo\u201d. 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