{"id":4407,"date":"2020-08-08T16:35:14","date_gmt":"2020-08-08T14:35:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/?p=4407"},"modified":"2020-08-08T16:35:14","modified_gmt":"2020-08-08T14:35:14","slug":"il-lockdown-sono-piu-efficaci-disciplina-e-igiene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/locati\/2020\/08\/08\/il-lockdown-sono-piu-efficaci-disciplina-e-igiene\/","title":{"rendered":"\u201cIl lockdown? Sono pi\u00f9 efficaci disciplina e igiene\u201d"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\">Condivido un\u2019intervista al Professor <strong>Ariberto<\/strong>\u00a0<b>Fassati,\u00a0<\/b>MD PhD della Division of Infection &amp; Immunity, School of Medical Sciences, University College London.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>Professore, lei \u00e8 virologo e ricercatore, ci chiarisce quale \u00e8 la differenza tra il sequenziamento e l\u2019isolamento di un virus?\u00a0 E quando il Sars-Cov-2 \u00e8 stato isolato?<\/b><\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi anni la procedura di isolamento di un virus \u00e8 cambiata. Prima lo si isolava solo fisicamente, oggi l\u2019identificazione avviene soprattutto in base al sequenziamento. Questa tecnica \u00e8 diventata molto sofisticata: il genoma viene recuperato in frammenti. Ogni frammento \u00e8 sequenziato diverse volte, talvolta addirittura 50 o 60, in altre situazioni un numero inferiore, in questo modo si raggiunge un\u2019adeguata profondit\u00e0 di sequenziamento. Poi si fa una sorta di \u2018taglia e cuci\u2019 e, in base ad algoritmi particolari, si allineano i frammenti fra di loro, come se questi fossero tegole o pezzi di puzzle, si riconosce quello che viene prima e quello che viene dopo, i frammenti sono di diversa lunghezza, ciascuno pu\u00f2 contenere decine di nucleotidi.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Due lavori cinesi apparsi su <i>Nature<\/i> in febbraio (<i>A new coronavirus associated with human respiratory disease in China<\/i> e <i>A pneumonia outbreak associated with a new coronavirus of probable bat origin<\/i>) hanno mostrato la completezza di tutti i nucleotidi, pi\u00f9 o meno 30mila, queste sequenze sono state confermate da diversi laboratori al mondo, anche italiani. In tutto oggi si contano 70mila sequenze depositate che arrivano da diversi laboratori del globo. \u00c8 l\u2019analisi periodica delle sequenze che permette di stabilire se il virus \u00e8 mutato nei mesi\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>Quindi il Sars-Cov-2 non \u00e8 stato isolato fisicamente?<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cS\u00ec lo \u00e8 stato (ed \u00e8 riportato su Nature). Perch\u00e9, <i>per quanto raffinata, una sequenza non basta, occorre provare che un virus esista davvero<\/i>, perci\u00f2 anche oggi \u00e8 importante non accontentarsi di analizzarne i frammenti ma isolarlo anche fisicamente (si usa una procedura standard), il gruppo cinese ha estratto il virus dal lavaggio bronchiale di un malato, lo ha poi coltivato in laboratorio su colture di cellule sane e ha constatato che il virus \u00e8 cresciuto. Non solo: \u00e8 stato visto che anche il genoma assemblato con le varie sequenze di laboratorio infetta le cellule come il virus naturale. In altre parole, il virus artificiale si comporta &#8211; in laboratorio &#8211; come quello naturale sugli uomini\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>In Italia la malattia Covid 19 \u00e8 cambiata nei mesi, vuol dire che anche il virus \u00e8 cambiato?<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cIl professor <b>Alberto Zangrillo,<\/b> anestesista e rianimatore del San Raffaele, ha suggerito, sulla base dei suoi dati e della sua esperienza, che la malattia \u00e8 meno aggressiva rispetto agli esordi (fenomeno che appare anche dai dati delle terapie intensive degli altri ospedali).<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Tuttavia dai sequenziamenti recenti non si sono visti cambiamenti tali da dedurre che il Sars-Cov-2 sia mutato in modo tale da cambiarne la natura patogenica in modo stabile. <i>In laboratorio appare lo stesso virus di prima ma la malattia si manifesta in maniera diversa. Va considerato per\u00f2 che, con con il Sars-Cov-2 , prevalgono ancora le incognite,<\/i> perci\u00f2 non possiamo escludere che questo sia mutato\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><strong>\u00c8 vero che i virus che fanno il salto di specie sono pi\u00f9 virulenti quando si presentano la prima volta e poi diventano sempre meno aggressivi?<\/strong><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cDipende da virus a virus: in certi casi, con i passaggi sull\u2019uomo, diventano meno virulenti, in altri no. C\u2019\u00e8 stato un coronavirus che alla fine del 1800 ha provocato un\u2019epidemia di polmoniti piuttosto grave e poi \u00e8 diventato meno aggressivo. Poi ci sono altri coronavirus che scatenano solo raffreddori. Tuttavia l\u2019HIV che ha fatto il salto di specie dai primati, ed \u00e8 considerato abbastanza \u2018giovane\u2019, ha sempre le stesse caratteristiche, \u00e8 aggressivo come prima\u201d.<\/p>\n<p><b>Esiste uno studio, o pi\u00f9 studi, sulle persone che hanno contratto il virus e non hanno manifestato malattia o l\u2019hanno avuta in maniera leggera per capire cosa ci sia di diverso in chi non si ammala? Si conoscono oggi i fattori protettivi?<\/b><\/p>\n<p>\u201cCertamente la grande sfida \u00e8 capire come mai nella maggior parte delle persone questo virus provochi solo sintomi leggeri e solo un 10-20% si ammali gravemente. Il perch\u00e9 succeda non l\u2019abbiamo ancora capito bene. Abbiamo visto che diabete, ipertensione, cardiopatia ed et\u00e0 avanzata contribuiscono all\u2019aggravarsi della malattia e, nello stesso tempo, constatato che si tratta di un\u2019infezione che colpisce molti organi, non solo i polmoni. C\u2019\u00e8 stato un contributo importante da parte degli studiosi italiani: grazie alle autopsie si \u00e8 capito che il virus provoca una coagulazione incontrollata del sangue\u201d.<\/p>\n<p><b>Come mai ci dobbiamo preoccupare se aumenta il numero delle persone positive? La mia domanda \u00e8: aumentano i positivi perch\u00e9 si fanno pi\u00f9 tamponi qua e l\u00e0 o i tamponi si fanno seguendo un criterio di osservazione rappresentativa (su un certo tipo di popolazione e ripetuti nel tempo)?<\/b><\/p>\n<p>\u201cIn genere se aumenta il numero dei positivi dopo qualche settimana si hanno anche pi\u00f9 malati gravi. Recentemente in Usa si \u00e8 verificato questo. Sicuramente in Italia l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 ha condotto studi a campione per capire in quale percentuale gli italiani sono positivi\u201d (<i>abbiamo chiesto all\u2019ISS e ci \u00e8 stato detto che non sono stati fatti studi di questo tipo<\/i>).<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>\u00c8 stato utile il lockdown? Si pu\u00f2 considerare il lockdown un mezzo utile a contenere i contagi fra malati? Abbiamo osservato che in Svezia dove \u00e8 stato fatto un lockdown ridotto, aperte le scuole e i locali, in proporzione (hanno un sesto degli abitanti rispetto a noi) si sono avuti quasi gli stessi morti che in Italia (568 per milione contro 581). E in tutto l\u2019affollato Giappone (nessun lockdown) solo mille morti.<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cIn effetti non ci spieghiamo come mai tanti morti in Italia. Un fattore potrebbe essere la <i>densit\u00e0 di popolazione <\/i>perch\u00e9 un\u2019alta densit\u00e0 abitativa facilita i contatti fra persone e la trasmissione del virus. Vero \u00e8 che in Svezia, a parte Stoccolma, la densit\u00e0 di popolazione \u00e8 ben diversa da quella italiana, 25 abitanti per km2 contro i 206 per km2 in Italia e 420 per km2 in Lombardia Nella vicina Norvegia \u00e8 di 15 per km2 e si sono avuti solo 255 morti (47 per milione) facendo il lockdown.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">In effetti la situazione giapponese \u00e8 <i>inspiegabile<\/i>: hanno un\u2019alta densit\u00e0 abitativa (347km2) di poco inferiore alla Lombardia, e una popolazione molto anziana. Il Giappone assieme alla Corea del Sud e a Hong Kong ha avuto relativamente pochi morti. Non ho una spiegazione definitiva ma posso proporre alcune ipotesi tra cui questa: <i>sono popolazioni attente all\u2019igiene e osservano la disciplina in maniera scrupolosa, indossano guanti, mascherine e rispettano il distanziamento sociale.<\/i>..\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>A essere efficace potrebbe essere stata la disciplina pi\u00f9 del lockdown?<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201c\u00c8 probabile. Abbiamo visto, poi, che il lockdown \u00e8 stata un\u2019esperienza devastante, che distrugge l\u2019economia e innalza il numero dei morti perch\u00e9 la gente non va pi\u00f9 in ospedale. <i>Dobbiamo cercare di fare di tutto per evitarlo in futuro e prendere ad esempio le popolazioni che hanno contenuto i contagi proprio con la disciplina.\u00a0<\/i>Oggi sono sono impressionato in maniera favorevole dai numeri in Italia e vorrei che il mio Paese andasse avanti cos\u00ec, riaprendo le scuole e le attivit\u00e0. <i>Incoraggio tutti a stare attenti, lavarsi spesso le mani, rispettare le distanze, ventilare i locali, evitare i luoghi affollati, indossare la mascherina in luoghi pubblici e monitorare la situazione<\/i>\u201d.<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>Il vaccino \u201cbrucer\u00e0 le tappe\u201d (anzi, le sta gi\u00e0 bruciando): per poterlo avere in tempi brevi si sono saltati alcuni passaggi che riguardano la sicurezza e l\u2019efficacia, cosa ne pensa?<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cPi\u00f9 che \u2018bruciare\u2019 le tappe, queste sono \u2018condensate\u2019. In situazioni normali, le fasi sono 4: pre-clinica, fase I, fase II e fase III (efficiacia sul campo) e ognuna comincia dopo che la precedente \u00e8 stata completata, e se i criteri di sicurezza e efficacia sono stati raggiunti. <i>In questa situazione di emergenza, non si aspetta il completamento di ogni fase ma si comincia una nuova fase non appena certi criteri di efficacia e sicurezza sono stati verificati nella precedente. Questo per\u00f2 significa che alcune informazioni della fase I saranno conosciute mentre la fase II e la fase III sono in corso.<\/i> Cos\u00ec vale per la fase II e cos\u00ec via. Alla fine, le informazioni arriveranno quasi tutte insieme e le agenzie pubbliche dovranno valutare con attenzione tutti questi dati per stabilire se il vaccino \u00e8 sicuro ed efficace. \u00c8 un approccio nuovo, che richiede di accettare un <i>certo rischio<\/i> per chi produce il vaccino (tutti gli investimenti per la fase I, II e III vengono fatti in breve tempo e la risposta si sa solo alla fine), e <i>ha qualche limite <\/i>perch\u00e9 all\u2019inizio non sapremo se ci sar\u00e0 qualche effetto indesiderato pi\u00f9 a lungo termine e se la protezione offerta dal vaccino durer\u00e0 a lungo. Va tenuto presente che il vaccino, quando sar\u00e0 approvato, verr\u00e0\u2019 prima di tutto proposto a gruppi di persone a pi\u00f9 alto rischio di morte per COVID-19\u201d<\/p>\n<p dir=\"ltr\"><b>Alcuni vaccini in preparazione prevedono una tecnologia nuova, non avranno le caratteristiche di quelli usati finora. Ad esempio si parla di vaccino a Rna, di tatuaggio o nanochip, cosa ne pensa?<\/b><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u201cCi sono pi\u00f9 di 100 vaccini in via di sperimentazione, pi\u00f9 o meno avanzata, 26 dei quali sono in sperimentazione clinica sui volontari.Tra questi vaccini in via di sperimentazione, ci sono dei \u2018classici\u2019 come il virus inattivato, e dei \u2018nuovi\u2019 come quelli basati sullo RNA e sul DNA. I risultati pubblicati ad oggi indicano che tutti e tre questi approcci sono promettenti, nel senso che inducono una forte risposta immunitaria al coronavirus. Per\u00f2, ciascuno di essi \u00e8 un po\u2019 diverso: alcuni sembrano stimolare pi\u00f9 gli anticorpi, altri stimolano un po\u2019 meno gli anticorpi ma attivano anche le cellule T o linfociti. Quindi \u00e8 possibile che, sul campo, diversi vaccini abbiano una efficacia diversa, offrano un grado di protezione diversa e probabilmente una diversa durata di protezione. Non si pu\u00f2 sapere ora quale di questi vaccini sar\u00e0 il migliore, ma penso che pi\u00f9 di un vaccino potrebbe essere approvato e potrebbe accadere che paesi diversi useranno vaccini diversi a seconda della disponibilit\u00e0 e del costo. Potremmo allora fare dei confronti basati sui dati a disposizione. Detto questo, se i vaccini di tipo \u201cnuovo\u201d dimostrassero efficacia sul campo (fase III) e venissero approvati, avremmo a disposizione una nuova piattaforma di produzione, molto pi\u00f9 rapida e flessibile della \u201cclassica\u201d che ci consentirebbe nel futuro di rispondere a possibili nuove pandemie in maniera piu\u2019 efficace\u201d.<\/p>\n<p>Condivido con voi anche la testimonianza dell\u2019amica e collega <b>Marta<\/b>, che ha vissuto la malattia della sua mamma e del suo fidanzato, che ha provato paura, ansia e solitudine e subito la conseguenza disumanizzante del distacco dai propri cari. Per fortuna le malattie dei familiari di Marta si sono risolte senza straschichi. Il pensiero vola ad altri amici e colleghi non altrettanto fortunati, ai loro genitori ricoverati nelle RSA, a quanti hanno restituito il loro ultimo respiro in solitudine, senza una carezza.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Un detto giapponese recita:<\/p>\n<p dir=\"ltr\">\u00a0\u201c<i>L\u2019uomo deve morire in bellezza come le foglie del ciliegio in autunno\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>La mia esperienza, di Marta Calcagno Baldini.<\/b><\/p>\n<p>\u201c<i>Ho scritto una tabella, \u201cCronologia Corona\u201d. Riassume tutti i fatti accaduti, alla mia famiglia e a me, dal 29 febbraio al 24 giugno, ossia dalla data del possibile contagio al risultato negativo del mio tampone. In mezzo ci sono due ricoveri, Flavia mia madre e Giacomo, il mio fidanzato, e giorni miei in quarantena a casa con l\u2019ansia di non riuscire a respirare. Passati a chiamare a vuoto il numero verde coronavirus in Lombardia (\u201cha avuto contatti con positivi?\u201d \u201cs\u00ec\u201d, \u201ce con cinesi\u201d \u201cno\u201d, \u201csente sintomi tipici del virus?\u201d \u201crespiro affannoso, in certi momenti sembra mi manchi l\u2019aria\u201d \u201cha febbre?\u201d \u201cno\u201d \u201callora mi dispiace non possiamo fare qualcosa\u201d). Aspettando che l\u2019Ats mi convocasse per l\u2019esame sierologico o il tampone. Tra impegnative inutili per esami del sangue comuni per verificare i valori IgG e IgM (ho poi scoperto che c\u2019e\u2019 un esame specifico per questi valori, il sierologico. Non basta un esame del sangue! Ancora maledico la dottoressa, amica di amici, che mi ha mandato a fare questo test ben 2 volte, esponendo me e gli altri ad un ulteriore rischio).<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><em>Tutto inizia la sera del 29 febbraio in Franciacorta, in provincia di Brescia, area che si e\u2019 poi rivelata una zona rossa quanto Bergamo o quasi. Era una cena con una decina di persone, tutte a tavola per qualche ora, tutte vicine, si \u00e8 parlato anche del virus. Sembrava una questione lontana anche se grave, che si sarebbe risolta in fretta nonostante le povere vittime che stava gi\u00e0 iniziando a mietere. E poi, due giorni dopo, il 2 marzo, mia madre Flavia non si sente tanto bene. Sembra un\u2019influenza stagionale. Arrivano notizie anche dagli altri invitati alla cena: anche loro a letto con la febbre. Giacomo ed io ci sentiamo in salute. Sempre il 2 marzo andiamo a Milano. Il 5 marzo usciamo a cena con un\u2019altra coppia di amici. Passano due giorni da questa serata, e tutti e quattro non stiamo bene. In particolare Giacomo, che si ammala, ha 37 di febbre.\u00a0 Tra telefonate alla croce rossa a vuoto e non, passa un\u2019altra settimana: uno degli invitati alla cena in Franciacorta \u00e8 ricoverato per coronavirus, mia madre viene portata all\u2019Ospedale San Matteo di Pavia e il mio fidanzato al Fatebenefratelli di Erba, dove lo accompagno io in auto (indossando entrambi la mascherina). Siamo al 14 marzo: in questo provvidenziale istituto avevano appena acquistato due macchine per la respirazione C-pap (e lo scopre mio cugino online appena conosciute le condizioni di Giacomo). Flavia, meno grave, il 19 marzo torna a casa e, fuori pericolo, ne fa tre di quarantena (ma la chiamano per fare il tampone solo il 24 giugno!). Lui, invece, non viene intubato, ma gli viene applicato il \u201cContinuous Positive Air Pressure\u201d, il casco trasparente che infonde continuamente aria aiutando lo scambio di ossigeno nei polmoni. Inizialmente, tutta la prima settimana, Giacomo stava sotto il casco Cpap quasi 24 ore su 24, escluso solo il momento dei pasti. Dalla seconda solo di giorno, e nella terza indossava esclusivamente la mascherina Venturi, che copre naso e bocca. Era in camera con un altro malato: dopo i primi giorni difficili, in cui entrambi stavano sdraiati a pancia in gi\u00f9 per favorire l\u2019ossigenazione ai polmoni e indossando il casco, quando poterono almeno stare seduti sul letto cominciarono pian piano a fare amicizia. Il che ha alleviato decisamente il senso di isolamento dal mondo che, da malati Covid, hanno comunque sperimentato. Medici e infermieri entrano in camera completamente rivestiti: tuta, doppi guanti, mascherina, visiera e cappuccio. Irriconoscibili, a parte che per il nome scritto a pennarello direttamente sulla divisa quasi da astronauta. Ogni contatto diretto con amici e parenti \u00e8 rigorosamente vietato.<\/em><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Dopo aver accompagnato Giacomo in ospedale, sto 3 settimane in quarantena come mi hanno intimato di fare i medici di Erba. La giusta raccomandazione non \u00e8 arrivata subito, ma la sera, quando mi hanno rivisto in sala d\u2019aspetto dove ero tornata per portare a Giacomo i giornali e i caricabatterie per i cellulari che avevo acquistato in un vicino centro commerciale. Mi ero gia\u2019 infatti prenotata un albergo nei dintorni per essere presente i primi giorni e vedere come si sarebbe evoluta la situazione. Una dottoressa mi ha, per\u00f2, riconosciuta in sala d\u2019attesa (nessuno pu\u00f2 accedere alle camere: si lasciano gli oggetti per i malati agli infermieri che glieli consegnano): \u201cSe lei e\u2019 stata a contatto con un covid positivo deve tornare subito a casa e mettersi in quarantena\u201d. E cosi\u2019, in ansia, chiamo mia sorella Roberta che in piena sera (erano le 21) parte da Milano per venirmi a prendere a Erba e scortarmi di nuovo a casa (io ero arrivata guidando l\u2019auto di Giacomo).<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Vicinanza \u00e8 una parola pericolosa, quando si parla di Coronavirus. Eppure l\u2019affetto dei famigliari e le loro azioni di sostegno in certi momenti sono l\u2019unica cosa che aiuta davvero ad avere la forza di uscire da un momento di solitudine necessaria e completa. Questo viaggio con due auto \u00e8 stato fondamentale, e poi, nelle settimane a casa, whatsapp \u00e8 diventato il mio fedele compagno: comunico con Giacomo quando riesce a scrivere perch\u00e9 gli tolgono il casco nelle ore dei pasti (per vari giorni la sua voce \u00e8 flebile, non ha le energie per parlare al telefono), con mia madre, con parenti e amici per informare tutti dello stato dei due . Parlo anche telefonicamente con i dottori di Erba, che una volta a settimana mi chiamano, e poi ripeto ad amici e famigliari di Giacomo ci\u00f2 che mi hanno riferito. Il mio cellulare diventa un centralino.<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Riguardo me, sento spesso mio zio medico chirurgo e mio cugino virologo, che mi ascoltano con grande pazienza e disponibilit\u00e0, dandomi consigli e indicazioni. Respiro affannosamente, sar\u00e0 per ansia o per il virus? Contatto anche ripetutamente il numero verde Covid e il mio medico della mutua: non avendo sintomi gravi ogni volta mi ripetono che posso solo aspettare. Cosa? Di aggravarmi? Non vengono a farmi il tampone perch\u00e9 hanno troppi casi gravi da seguire e non posso uscire di casa nel dubbio che sia positiva. Grazie alle mie due sorelle riesco ad avere la spesa e un grande aiuto psicologico in allegria: tutte le mattine Marina viene a trovarmi con il piccolo Umberto, suo primo figlio, in passeggino, e ci parliamo dalla finestra al cortile. Mi lascia i giornali sotto al portone e riparte. La solitudine nell\u2019indigenza Covid \u00e8 necessaria, ma motivo di grande ansia e tristezza. Per chi \u00e8 a casa in isolamento, come me, e per chi \u00e8<\/i> <i>in ospedale ancora di pi\u00f9. Ecco che Roberta con grande generosit\u00e0 si offre e porta pi\u00f9 volte provviste di cibo, lettere e letture a Giacomo che io e gli amici a turno prepariamo.<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Il 30 marzo finisce la mia quarantena, senza sapere se ho fatto il virus e se ne sono guarita. Per\u00f2 posso uscire di casa, anche se \u00e8 quasi inutile in quei giorni: Milano sembra sotto assedio, pochissime attivit\u00e0 aperte e ancora meno persone per strada. Mi serve giusto per evitare alle mie sorelle di dovermi procurare cibo e favori vari.<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Giacomo viene dimesso l\u201911 aprile, quasi un mese dopo, e deve stare tre settimane in quarantena. Per fortuna posso continuare a uscire, anche se, nel rispetto di tutti, devo evitare ogni contatto possibile con lui. A questo punto inizia la lunga attesa del suo tampone, che si prolunga fino all\u201911 maggio, quasi due settimane dopo la fine della quarantena obbligatoria a casa (che sarebbe terminata il 2 maggio). Dal 15 maggio, dopo il secondo tampone, via mail arriva il documento che dichiara Giacomo immune al coronavirus. A casa, in quelle settimane, il tempo passava a disinfettare il disinfettabile, dato che, quando Giacomo \u00e8 tornato, dovevamo dormire in stanze separate e lui doveva stare in isolamento anche se il bagno era uno (in camera sua, prima del suo arrivo, avevo portato alcol e varie spugne, oltre a mascherine, guanti e cambi di vestiario. Ogni volta che lui andava in bagno apriva la finestra e dopo disinfettava, con mascherina, tutte le superfici che usava. Io per sicurezza ripetevo l\u2019operazione prima di usare io il bagno e dopo). Bisognava lasciare il cibo davanti alla porta della sua stanza, preparato su piatti di carta da buttare dopo l\u2019uso nella raccolta indifferenziata. Mascherine indossate h24 anche in casa, cambiate quotidianamente e anche pi\u00f9 volte al giorno.<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\"><i>Per quanto riguarda me, a met\u00e0 maggio ancora non ero riuscita a sapere se anche io avevo o avevo o avevo avuto il virus, magari con sintomi lievi, dato che mai ero stata esaminata nonostante le ripetute telefonate. Decido di fare il test sierologico da privata, almeno per sapere se ho gli anticorpi: il 18 maggio arriva a casa il medico, e risulto positiva agli anticorpi IgG, ovvero quelli che rimangono dopo aver avuto il virus. Ripensando a tutte le telefonate che ho fatto al numero verde e di quante volte sono stata messa da parte, ripensando all\u2019attesa della chiamata dell\u2019Ats per aver un tampone, la mente va a tutti i positivi lievi come me che magari, non avendo due positivi con sintomi forti in ospedale, non hanno avuto la quarantena obbligatoria e sono stati in mezzo agli altri, aumentando i contagi. La lentezza e la superficialit\u00e0 sono state fatali. Finalmente, il 24 giugno, giugno l\u2019Ats mi chiama per il tampone, che faccio due volte: negativo.<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Condivido un\u2019intervista al Professor Ariberto\u00a0Fassati,\u00a0MD PhD della Division of Infection &amp; Immunity, School of Medical Sciences, University College London. Professore, lei \u00e8 virologo e ricercatore, ci chiarisce quale \u00e8 la differenza tra il sequenziamento e l\u2019isolamento di un virus?\u00a0 E quando il Sars-Cov-2 \u00e8 stato isolato? \u201cNegli ultimi anni la procedura di isolamento di un virus \u00e8 cambiata. Prima lo si isolava solo fisicamente, oggi l\u2019identificazione avviene soprattutto in base al sequenziamento. Questa tecnica \u00e8 diventata molto sofisticata: il genoma viene recuperato in frammenti. 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